Benkey a New York
Star Comics – 226pp/b&n – 3.10€
da www.lospaziobianco.it
Jiro Taniguchi, autore "scoperto" in Italia dalla Panini Comics e
pubblicato principalmente da questa e dalla Coconino Press, è già
entrato nel parco degli autori più apprezzati dai cultori del bel
fumetto, indipendentemente dalla nazionalità. Pregio dell'autore è il
sapersi adattare senza perdere il proprio stile a diverse
ambientazioni, dal noir di Tokyo Killers alla rappresentazione
storica di Ai tempi di Bocchan, dalla fantascienza di Icaro in coppia
con Moebius alle storie delicate ed intimistiche de L'uomo che
cammina e Al tempo di papà.
In Benkei a New York, Taniguchi è affiancato ai testi da Jinpachi
Mori, autore poco noto in Italia, ed il risultato è ben oltre quanto
suggerito dal sottotitolo "diabolical hard-boiled story", che non
rende omaggio alla poesia dell'opera, presente nonostante
l'ambientazione della storia.
Benkei è un falsario di quadri, talmente abile da creare copie
identiche agli originali; il suo incarico principale è infatti quello
di falsificare quadri rubati e rivenderli. Ma oltre a questo Benkei è
un killer su commissione, e sebbene non usi armi da fuoco è
abilissimo nell'uccidere in molti modi le sue vittime. Benkei non
uccide per soldi, o almeno non è questa la motivazione principale. La
sua specialità sono le vendette, i suoi omicidi sono carichi di una
giustizia violenta, ma al contempo lirica, nei confronti soprattutto
di chi, macchiato di gravi colpe, sia fuggito alle sue
responsabilità. Una sorta di morale accompagna tutti i suoi
incarichi, siano essi eseguiti per conto altrui o siano questioni
personali. Tutte le brevi storie contenute in questo volume sono
piccoli gioielli, ed il protagonista è un personaggio ben delineato,
con uno spessore capace di trasparire anche dai suoi silenzi.
Da sottolineare in particolare l'episodio intitolato Throw Back: la
storia è completamente muta, priva di parole e pure di onomatopee; le
inquadrature sono allargate, le vignette prendono in larghezza di
tutta la pagina, come fossero dei tagli nel foglio; la neve cade
silenziosa come il sangue, accompagnata dalla narrazione in
soggettiva, sotto forma di didascalie, della vittima di Benkei.
Point Break, la collana che ospita questo volume (purtroppo)
autoconclusivo, si pone l'obbiettivo di essere un "punto di rottura"
per il giudizio sui manga, mostrando agli scettici la presenza di un
fumetto giapponese "d'autore". Benkei a New York rappresenta un
perfetto esempio di questo genere ed un rappresentante ideale per
questa collana.
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Eldar - Ettore - Dice
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"Quis custodiet ipsos custodes?"
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Lo Spazio Bianco
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