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Salve a tutti,
Quando solo pochi giorni fa navigando ho scoperto il vostro gruppo, non ero al
top della forma, tanto meno oggi ma a distanza di solo due giorni dopo aver
letto le vostre lettere, mi è parso di capire che il gruppo nasce da una
scissione, da un altro gruppo.
Il tema che il gruppo propone mi riguarda e va ben oltre.
Un condizionamento che sconfina negli alti e bassi alternandosi a entusiasmi
quando ho l’impressione di aver superato le giornate più critiche per poi esser
preso dallo sconforto quando esso si ripropone in tutta la sua complessità.
Più cerco di capire dove sta il punto di partenza del tutto, più mi sento
incapace di proseguire nei miei migliori intenti perché a volte ho l’impressione
di nuotare contro corrente.
Il problema è mio, personale, nasce da chissà quale "mancanza"…questo è quanto
mi ripeto da anni ormai superando nel frattempo momenti più difficili,
adattandomi ad esso, continuando una vita su due binari, una per il mondo che mi
è intorno, fatto anche di ipocrisie e l’altra legata a questo continuo disagio
che lo soffro nella sua interezza quando sconfina fino a condizionare l’ambito
del lavoro e i rapporti con gli altri.
Sono ormai convinto che c’è una solitudine di fondo, mal gestita, male
incanalata
Ho pensato allora, incontrando il vostro gruppo, di aderire anche se siamo in
pochi. Non penso sia il numero a fare la consistenza, ma la qualità.
Scrivendo queste righe c’è il mio contributo di chi come suppongo tanti, tentano
di capire e anche se è illusorio pensare di venire a capo di questo rebus che ci
tocca nell’intimo ed esternarlo, almeno per me, come faccio ora, costa molto.
Scusate se mi permetto, dopo aver lette le vostre lettere , di entrare nel
merito, così mi pare di capire, della ragione del gruppo. Le polemiche e le
critiche fanno bene purchè esse abbiano un senso e siano intelligenti. Di solito
in questo caso aiutano a migliorarsi e sono costruttive.
Penso però che in gruppi di contenuto importante quando esso tocca la sfera
intima di una persona in difficoltà, dovrebbero essere volte alla positività
perché chi legge di solito lo fa perché a volte è nella disperazione, nello
sconforto ed ha bisogno di un aiuto a credere in qualcosa di diverso da quel che
già soffre. Se il mio problema fosse stata di altra natura sarei andato a
leggere tematiche più leggere, invece ero da tutt’altra parte.
La volgarità, l’insulto o il deridere qualcuno/a è la scorciatoia al fallimento
di qualsiasi iniziativa, mentre la comprensione e il rispetto per chi
letteralmente a volte si trova nelle sabbie mobili porta all’incoraggiamento o
almeno a vedere la vita con una ottica meno grigia di quanto la vediamo
quotidianamente.
Parlate di un moderatore e di censura. Tema delicato e non facile. Personalmente
penso che la censura è un’arma a doppio taglio e dovrebbe essere usata solo in
casi estremi o almeno x chi è membro di un gruppo che si da una regola, sapere
cosa si può dire o casa bisogna tacere. La posizione del moderatore è quella di
evitare che nel gruppo si trascenda ma dare nel contempo ampio spazio ad ogni
forma di pensiero e comunque mai ergersi a "giudice unidirezionale" perché, per
esperienze personali in altro ambito ovviamente, porta a frazionamenti e a una
progressiva frammentazione del gruppo fino ad assottigliare inesorabilmente le
fila.
Chi si iscrive non lo fa, almeno lo immagino, per il gusto di dire…"ci sono
anch’io" …forse qualcuno ma penso pochissimi per curiosità ma i più hanno un
fardello quotidiano di incertezze e disagi dai quali non sanno come venirne
fuori e cercano anche un minimo di solidarietà e cercano di capire e capirsi. Il
rispetto e la comprensione dovrebbe essere il filo conduttore fra quanti si
riconoscono in questo problema.
Scusate la prolissità, non volevo scrivere molto, solo presentarmi ma ho poi
pensato che un mio pensiero, anche se incompleto, potesse esser utile.
Peter Jonathan
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