Scrivo questa lettera per sfogare la mia rabbia contro le ingiustizie cui ogni giorno i cittadini onesti vanno incontro.
Sono una studentessa universitaria siciliana, che un bel giorno dell'aprile 99, in vista dell'uscita dei bandi decido di partecipare al concorso per la scuola elementare presentando la domanda a Varese,mentre quella per la scuola materna a Messina.
La mia avventura inizia con i primi approcci agli Orientamenti '91, ai Programmi '85, con l'Autonomia, con il P.O.F. con il riordino dei cicli, con Piaget, Bruner, Skinner.
Tra la stesura di un articolo per il quotidiano di cui sono corrispondente ed una materia all'università, mi stavo inoltrando,in punta di piedi, nel mondo, della scuola impegnando la maggior parte del tempo (parecchie notti insonni) sui libri per prepararmi ad affrontare dignitosamente il concorso.
Qualche giorno prima dei 10 dicembre, parto con mia sorella ed altre amiche alla conquista dei "Nord," per sostenere la prova scritta che, poi, ho superato con punti 29\40
Giornate intere a studiare, tra colite, appendicite, crisi ipertensive e notti insonni, fino al 6 giugno 2000 quando vengo convocata presso la scuola media statale "Righi" di Varese, per sostenere la prova orale che viene tenuta da 5 sottocommissioni ed i 20 candidati convocati per quel giorno vengono assegnati 4 per commissione, ed io vengo assegnata alla seconda (formata da tre donne).
Sono la prima ad essere esaminata o ad essere messa sotto torchio e la prima domanda verte sull'interculturalità; mi soffermo in particolare ad ,evidenziare le strategie e metodologie d'integrazione che gli insegnati in team si devono premurare di attuare affinché i bambini stranieri superino le difficoltà che realmente sono d'ostacolo per una "vera” integrazione.
Durante l'esposizione vengo letteralmente sommersa da domande sul linguaggio, sui programmi, sulla didattica della scuola, sulle teorie di sviluppo, sulla legge 148\90, sugli articoli della costituzione e su altri argomenti riguardanti il mondo della scuola. Rispondo con fermezza anche se la mia voce era tremante per l'emozione.
In particolare a una domanda rispondo con la teoria del Piaget sull'assimilazione e l'accomodamento, ma non cito l'autore, (l'emozione mi aveva fatto un brutto scherzo, sapevo la teoria; non ne ricordavo l'autore o per meglio dire ero indecisa fra Bruner e Piaget), ma sono stata sincera non mi sono arrampicata sugli specchi, ho risposto che non ricordavo l'autore ,della teoria.
Alla fine dell'esame mi viene chiesto se intendo sostenere la prova di lingua straniera, prova facoltativa che può essere sostenuta solamente da chi abbia superato la prova orale; la richiesta mi ripaga dallo stress (era una ulteriore conferma alla mia sensazione che c'è l'avevo fatta), rispondo positivamente chiedendo soltanto un attimo di pausa per riprendermi un po'.
Uscita dall'aula ricevo i complimenti dagli altri candidati e da quello che ha sostenuto la prova dopo di me; una ragazza napoletana in particolare, mi ,dice: "Volevano metterti in difficoltà. si vedeva proprio, ma tu sei riuscita a districarti bene, brava complimenti...” Ero serena e soddisfatta, perché no,anche felice.
Dopo un po' rientro nella scuola per la prova d'inglese. Nell'attesa ,chiedevo agli altri, com'è uso in tutti gli esami, che domande gli avevano formulato; con altri colleghi costatiamo che ai ragazzi dei "nord" chiedevano solo gli argomenti riguardanti il programma personale. Prima che fosse comunicato formalmente per tutti il risultato della prova, vengo convocata dalla commissione giudicatrice, convinta di dover sostenere la prova d'inglese, invece con freddezza (e tanta soddisfazione?) mi si viene comunicato di non aver superato la prova orale.
Non riuscivo a capire se quello che stava accadendo fosse un sogno o la realtà; riesco solo a chiedere di poter parlare con il Presidente, il quale insieme ad un commissario m'invita a portarci in un'aula lontano da sguardi indiscreti e lì mi suggerisce di rassegnarmi, dicendomi: “io non ho visto la tua prova, non so come hai risposto” “e poi sei molto giovane, hai ancora tanta vita d'avanti” Preciso che in base alla legge vigente “è l'ultimo concorso al quale posso partecipare senza laurea; non potete togliermi quest'occasione, ho parlato ampiamente per mezz'ora e voi non potete bocciarmi”. Il commissario giustifica l'esito: "Tu non conosci Piaget e Piaget è alla base della scuola elementare”'
lo conoscevo e conosco la teoria di Piaget ma in quel momento non ne ricordavo il nome. Mi sono sentita discriminata, perché siciliana, sono stata l'unica bocciata.
Chiedo giustizia, si parla tanto di essere solidali, altro che pari -opportunità formative, siamo "terroni» e nessuno ci vuole; io l'ho provato sulla ,mia pelle.
Oggi, più di ieri, gli insegnanti devono essere "MAESTRI" di vita avere una mente aperta, devono essere dei tuttologi, ma anche degli esperti specialisti; i commissari che mi hanno esaminato non erano"maestri," ma "padani", non si valutare un'intera prova solo sulla dimenticanza del nome di un autore,non tenendo conto che la teoria era stata correttamente ed ampiamente esposta; non valutando complessivamente la mia dimostrata preparazione (con una sufficiente istruttoria e sentendo i testimoni,può essere agevolmente provata e le mie capacità d'interagire con i bambini, la mia ,creatività ed inventività.
Gli insegnati che pensano i commissari non saranno mai ottimi insegnanti;la scuola non deve essere scuola di quantità ma di qualità; ci vogliono più competenze e meno contenuti: Internet, le nuove tecnologie -multimediali.Le ultime disposizioni ministeriali tendono a garantire sempre più una migliore qualità della scuola, perché la scuola di oggi e di domani vista dai 44 saggi (che hanno stilato un documento sui contenuti essenziali per la formazione di Base), poggerà su alcuni pilastri fondamentali: l'interculturalità la multimedialità (internet, il villaggio globale di Mc Lhuan), la cultura civica e democratica, in un quadro complessivo di autonomia della scuola e di una scuola dell'autonomia.
Voglio giustizia e tenterò il tutto per tutto per non vedere i miei diritti calpestati.
Non sono la prima e non sarò neppure l'ultima ad essere stata discriminata, ma questa faccenda deve avere fine.
La scuola non può avere al suo interno soggetti che giudicano non sulla preparazione ma sull'etnia perché allora interculturalità e pari opportunità restano solo belle parole.
Tornata in Sicilia tramite raccomandata del 12 giugno 2000 pervenuta il 14 successivo ho chiesto visione e copia dei verbale d'esame che mi è stato inviato il 26 agosto 2000, entro 30 giorni dovevo avere una risposta,così come prevede la legge sulla trasparenza n.241\90, ma evidentemente chi si occupa di inviare i verbali d’esame non conosce questi termini violando così la legge.
Nel verbale sono poste tutte le domande che mi hanno fatto, il voto che la commissione ha espresso nei miei confronti è 25, un voto quasi positivo, con 28 avrei avuto la cattedra, la commissione giudicatrice ha anche espresso un giudizio che è stato scritto alla fine del verbale o direi aggiunto che esprime “La candidata non conosce gli argomenti della bibliografia presentata”, il giudizio completamente negativo non cozza con il voto (25) che loro hanno espresso che è quasi sufficiente, a livello di giurisprudenza non c’è nulla che potrebbe farmi impugnare il tutto per fare ricorso al T.A.R. forse il piccolo spiraglio della firma mancante sul verbale e le chiedo: “E' obbligatorio apporre la firma del candidato sul verbale d'esame del concorso di scuola elementare? Quale legge, circolare, direttiva o altro la prevede? La mancanza può essere elemento per inoltrare ricorso al T.A.R e chiedere l'annullamento della prova?
Tornata in Sicilia sono stata molto male, non dormivo più la notte e la colite e l’appendicite hanno preso il sopravvento infatti sono stata costretta a ricoverarmi ed a operarmi, tutto perché tre “padane” hanno voluto mettere K.O. una siciliana.
Nell'auspicare che quanto sopra esposto, possa trovare un positivo riscontro porgo
Cordiali Saluti
MARIA PASSALACQUA
TEL 03286241103
E-mail: maria.passalacqua@...
N.B. Se può aiutarmi le faccio pervenire il verbale d’esame tramite raccomandata così potrà constatare le cose assurde che hanno scritto dandomi 25 e sostenendo che non conoscevo la bibliografia presentata, se non l’avessi realmente conosciuta il loro voto doveva essere 0, 5, 7, 10, e non 25.
----- Original Message -----From: Caterina PaganoTo: ale.palma@... ; Concorsi@... ; Mario Tortello ; Pino Santoro ; scuola-precari@... ; precari@egroups.comSent: Thursday, October 05, 2000 8:37 PMSubject: [precari] quesiti SSIS - Ambito Linguistico letterarioNon so a chi può interessare, ma in allegato sono riportati i quesiti che ci hanno proposto il due ottobre a Roma. Anche coloro cui non interessa possono (per curiosità) dare un'occhiata e rendersi conto di quanto sia assurda la selezione per poter conseguire un'abilitazione universitaria finalizzata all'insegnamento di italiano, latino e greco.Grazie a tutti coloro che vorranno rispondermi e dire la loro.Caterina
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