Ciao Stefano,
>Waw! Entusiasmante!
Eh eh, non sai per me...
>Spero in un resoconto dettagliato che ci (mi) metta in grado di fare
>la stessa cosa nello spazio (ormai quasi pronto) dove costruirò il
>mio studiolo.
Molto volentieri. Con la speranza di riuscire a fare un buon lavoro.
Per il momento, ecco che cosa ho potuto rilevare in questa prima fase
della costruzione:
1. Il tetto spiovente elimina (o riduce di molto) davvero il problema delle
onde stazionarie.
2. L'eccessiva pendenza del tetto sembra essere controproducente, a giudicare
da quel che osservo nella casa in cui vivo attualmente. Una pendenza più
morbida, oltre a ridurre la cubatura interna e le tasse dovute al Comune,
sembra rendere i suono meno cupo.
3. La copertura in legno del tetto, nella faccia a vista, produce un suono
molto dolce, molto bello. E' anche decisamente piacevole a vedersi.
4. Ho una piccola stanza di lato, a metà della stanza principale,
che credo contribuisca a rompere le riflessioni. Al di là del fatto
che la configurazione delle mie stanze renda comoda l'organizzazione
interna degli spazi, probabilmente vale la pena di adottare una soluzione
simile per migliorare l'acustica.
5. Se possibile, meglio far mettere stanze di servizio a contatto con la
parete divisoria, nell'appartamento confinante. Un bagno, un ripostiglio,
la tromba delle scale, fungono da intercapedine in grado di abbattere di
vari decibel il rumore.
6. Meglio una parete di blocchi di cemento, che una doppia parete di forati,
tra un appartamento e l'altro. Forse per la maggior rigidità, l'isolamento
fornito sembra molto maggiore.
Il piano della stanza è a questo indirizzo:
http://www.studio-magazine.com/studioplan/cderStudio.gif
Ciao,
Paolo
--
Paolo Tramannoni
Porto Recanati - Italy