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radicali-piemonte · gruppo radicale piemontese

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#37704 Da: "silvio.viale" <silvio.viale@...>
Data: Mer 30 Mag 2012 8:24 pm
Oggetto: Re: R: R: [Y!G radicali-piemonte] Staderini a Torino su rimborsi elettorali
silvio.viale@...
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Per questo non c'è bisogno di Staderini.
Comunque non c'era alcun riferimento specifico a te.


Inviato da iPad

Il giorno 30/mag/2012, alle ore 18:44, giulio manfredi <manfredi61@...> ha scritto:

 


Penso che tutti i fruitori di questa mailing list - tranne te - avessero inteso che quando scrivo "chiedere qualcosa a Fassino" intendo non chiedere posti o prebende - non essendo, grazie per avercelo ricordato, l'IDV - ma richieste politiche, di iniziativa politica (anche solo, guarda un po', che venga finalmente inaugurata una via Adelaide Aglietta e una via Enzo Tortora).

Il segretario di Radicali Italiani non ha mai fatto dichiarazioni a favore di Fassino nè della maggioranza che lo sostiene, nè l'anno scorso nè quest'anno.

Giulio

To: radicali-piemonte@yahoogroups.com
From: silvio.viale@...
Date: Wed, 30 May 2012 13:42:27 +0200
Subject: Re: R: R: [Y!G radicali-piemonte] Staderini a Torino su rimborsi elettorali

 

Si chiede un incontro tra il segretario nazionale di passaggio a Torino  e Fassino perché facciamo parte del centrosinistra e a Torino lo abbiamo sostenuto.
Non mi risulta che nessuno abbia dichiarato di votare Bertola o Coppola.
Poi, perchè diventa una notizia.
Infine perchè è utile e legittima ulteriormente i radicali torinesi.
Non si va a chiedere niente - non siamo l'IDV - perchè se dobbiamo chiedere qualcosa lo facciamo in proprio come radicali torinesi.
Possibile che su ogni cosa, anche la più semplice, dobbiamo sempre smarronarci.
Saluti.

PS: i grillini sono al 10%? Chissenefrega. Anche la Lega e la FED erano al 10. Il PD è ed è stato persino al 20-30%. Il PDL anche. Persino l'UDC ha qualcosa. E pure Montezemolo avrà qualcosa. Dobbiamo inseguire il primo Guru che spara un misto di cozzate e cose giuste? L'ottantenne Pannella (sempre cose buone e giuste) non basta più?

Inviato da iPad

Il giorno 30/mag/2012, alle ore 12:50, "luciano costa" <cybercosta@...> ha scritto:

 

se è quello il potere che riconoscete, preferisco continuare a crogiolarmi nella mia autoreferenzialità

 

luciano

 

 

Da: radicali-piemonte@yahoogroups.com [mailto:radicali-piemonte@yahoogroups.com] Per conto di giulio manfredi
Inviato: mercoledì 30 maggio 2012 10:37
A: mailing list
Oggetto: RE: R: [Y!G radicali-piemonte] Staderini a Torino su rimborsi elettorali

 

 

Si chiede un incontro al sindaco per andare a proporgli qualcosa.

Ciò detto, se uno vuole fare politica in Italia interloquisce con quelli che sono al potere (Pannella riesce ad interloquire con persone a cui io non dedicherei nemmeno uno sguardo!) ... altrimenti ha queste tre alternative:

1) va con Grillo o con altri "antagonisti" o presunti tali;

2) va in un eremo in Cappadocia;

3) si mette davanti a un computer (adesso gli hanno dato anche un altro giochino che si puo' fare al cellulare e si chiama Twitter) e discetta su tutto e su tutti, credendosi al centro del mondo e non essendo in realtà nemmeno al centro di se stesso.


I punti 1) e 3) sono naturalmente cumulabili.


Giulio


To: radicali-piemonte@yahoogroups.com
From: cybercosta@...
Date: Wed, 30 May 2012 08:35:12 +0200
Subject: R: [Y!G radicali-piemonte] Staderini a Torino su rimborsi elettorali

 

 

quasi quasi meglio che no.

ma come?  i M5S cercano in ogni modo di smarcarsi dal potere ed ottengono risultati elettorali clamorosi.  noi andiamo a pietire un incontro di cortesia con una cariatide della nomenklatura , e stiamo inchiodati allo zero virgola.

vero è che, a differenza dei grillini, noi cerchiamo il dialogo con tutti.  ma cosa ci aspettiamo? che il nostro reciti il mea culpa per certi affari conclusi in Serbia un pò di tempo fa e si congratuli con la delegazione accompagnata da Giulio?

o che con l'occasione annunci che entro l'anno verrà aperta la prima stanza del buco, dirottando allo scopo i soldi che intendeva investire nella ricostruzione del Fila? o che giurerà che fin dalle prossime elezioni farà tagliare le mani

( metaforicamente) a chi incollerà i propri manifesti elettorali sugli spazi  assegnati agli altri? etc, etc

 

luciano

 

 

Da: radicali-piemonte@yahoogroups.com [mailto:radicali-piemonte@yahoogroups.com] Per conto di silvio.viale
Inviato: martedì 29 maggio 2012 14:14
A: radicali-piemonte@yahoogroups.com
Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] Staderini a Torino su rimborsi elettorali

 

 

Segnato. Quasi quasi gli organizzo un incontro con Fassino. In fido è sempre il nostro segretario, anche se il leader è Pannella.

Inviato da iPad


Il giorno 29/mag/2012, alle ore 13:53, igor boni <igorilicboni@...> ha scritto:

 

Mario Staderini sarà a Torino per lanciare l'iniziativa contro la legge sui rimborsi elettorali giovedì 7 giugno.

Al mattino dovremmo fare una conferenza stampa in sede e pomeriggio incontro radicale con il segretario per discutere insieme di come prepararci al meglio all'iniziativa referendaria.

Appena ho qualche notizia più precisa riscrivo. Intanto segnatevi la data.

Igor

 

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#37705 Da: "silvio.viale" <silvio.viale@...>
Data: Mer 30 Mag 2012 9:24 pm
Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] Re: ... ma per favore (...ancora la vecchia baldracca ?)
silvio.viale@...
Invia email Invia email
 
Vecchia baldracca? Ma chi sono i puttanieri?

Inviato da iPad

Il giorno 30/mag/2012, alle ore 12:02, Nicola Vono <nicolavono@...> ha scritto:

 

francamente non comprendo in che cosa si debba essere marziani, in che cosa vedete un tifo esagerato delle persone che hanno scritto qui sull'argomento, scambiare piccoli sfottò per tifo esagitato significa che non siete mai stati, certamente non per colpa vostra, all'interno di ambienti sportivi, ma ciò non può essere colpa neanche di chi lo sport magari lo ha vissuto da quando era bimbo, e magari i valori sportivi li ha sempre incarnati e lo hanno fatto crescere...lo sport in Italia, come negli Usa, come in tutto il mondo può essere rivalsa sociale, aggregazione sociale in situazioni difficili,  ecc,,,vi potrei  raccontare numerosissimi esempi di vera e propria resilienza che grazie allo sport hanno cambiato e salvato la vita di chi li ha vissuti...

che ci piaccia o no, e a me non piace, perché preferirei un altro tipo di organizzazione, di modo di strutturare tutto il far sport in Italia, sia a livello dilettantistico che a maggior ragione quello professionistico...ma il calcio è una grande azienda di questo paese e grazie agli introiti del calcio il Coni paga gli altri sport, cosiddetti sbagliando "minori".
e il calcio , come anche il basket, non sono solo le grandi società e i grandi campioni miliardari, ma è molto di più, ci sono tante realtà dove gli stipendi non arrivano per mesi, dove i contratti sono al minimo sindacale in "bianco" e quello che meriti tutto in "nero", e ovviamente quando e se ti pagano ti danno solo il "bianco"...ma fidatevi non sto parlando di bassi livelli, ma anche di società di serie B e C1-2...

io non sono uno juventino duro e puro, ma certamente se si vuole affrontare i problemi, che indubbiamente ci sono, non basta , come non serviva farlo sei anni fa, scaricare tutto il marcio su un capro espiatorio celando le altrui responsabilità o credendo che il grosso era fatto...negli amati Usa il lockout, la serrata dei proprietari, del 1998 dell'NBA fu fatto perché il gruppo dell'agente Folk, agente di Jordan e tanti altri super campioni, si stava sostanzialmente prendendo la lega, con il potere di ricatto conseguito dal possedere i più forti giocatori .."se vuoi che il mio firma con te nel pacchetto ti prendi anche questo o quello"...ma lì si sono fermati, rimettendoci del loro, e soprattutto per  ridiscutere LE REGOLE, parola sconosciuta a queste latitudini europee, dove i contratti non valgono niente...

ma al di là di tutto ciò la proposta Monti o roba di quel tipo è una cazzata se lo scopo è la riflessione sociale...non crediate che se la gente non è distolta dal calcio in automatico diventa più partecipativa , magari più interessata alla politica, alla militanza...il tifo e le passioni non le estirpi , puoi al massimo governarli, come tutti i fenomeni sociali...come noi radicali abbiamo insegnato a questo paese da ormai quasi sessantanni ...

mi piacerebbe proprio raccontarvi una cosa che mi è successa lunedì sera, proprio al campetto di mappano, legata alla politica, alle elezioni appena passate, alla mia candidatura...ma solo chi verrà questa sera alla riunione ne avrà il privilegio :)



Nic

============================
in questo periodo che i Radicali non vanno di moda, io parafrasando J-Ax e Dogo dico...
"il cuore batte forte perché ancora ci credo, lo sono perché troppi han detto che non dovevo, sono Radicale, fino al giorno che crepo, sono recidivo, sono vivo, (per un pelo), sono re-cidiv o..."

Il giorno 30/mag/2012, alle ore 11:12, paolfu <paolfu@...> ha scritto:

 

Anche io mi  sento una marziana, da questo e molti altri punti di vista, quindi non sei solo Giuseppe!  Paola


Da: Giuseppe Arlotta <giusarlotta@...>
A: RADICALI PIEMONTE <radicali-piemonte@yahoogroups.com>
Inviato: Martedì 29 Maggio 2012 16:34
Oggetto: [Y!G radicali-piemonte] Re: ... ma per favore (...ancora la vecchia baldracca ?)

 
Certo che il tifo è una malattia da cui è difficile guarire; 
e io mi illudevo che fosse stata debellata da più di un secolo.

Quando si parla della cosiddetta "vecchia signora" si scatenano sempre soltanto gli entusiami tifoidi delle tifoserie, e nessuno considera, ad esempio, il fatto che ...

... fra i propri trofei la Juventus vanta la sua prima coppa campioni insanguinata dalla strage dello stadio Heysel, di cui proprio oggi ricorre l'anniversario (29 maggio 1985), festeggiata come se niente fosse, con l'ipocrisia di scuse di rito postume ... 

... una vera "signora", preso atto che il secondo tempo della partita - dopo una lunga sospensione, in quel tardo pomeriggio di morte - si tenne soltanto per motivi di opportunità, dopo la rete di Platini non avrebbe affatto esultato per una coppa vinta, ma vi avrebbe rinunciato, di fronte a 39 tifosi morti sugli spalti ...

altro che vecchia signora, è solo una vecchia baldracca, come tante altre squadre di calcio ...

Mi rendo conto di essere lontano anni luce dalla sensibilità dei tifosi accomunati dall'innamoramento per le molte baldracche con magliette a due colori ...

... faccio parte di un'altra galassia, perciò mi affretto a tornarvi da solo.

Scusate il disturbo.
Giuseppe Arlotta

Il giorno 28/mag/2012, alle ore 14:05, Nicola Vono <nicolavono@...> ha scritto:

 
a parte che ci si riferisce alla stagione con il Siena, quindi la Juve non centra nulla...e poi caro il mio milanista non obiettivo, se mai vinceremo gli europei così come nel 2006 e nell'82 dovrai dire grazie al blocco Juventus...anche perché se aspettiamo l'Inter o i cugini per dare  giocatori forti italiani buoni per la nazionale aspetta e spera...

Buffon, Chiellini, Barzagli, Bonucci, Pirlo, Marchisio, Quagliarella..e di scuola Juve sono anche Criscito e ovviamente sua maestà Sebastian Giovinco...
quindi conta e porta rispetto...

Nic

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in questo periodo che i Radicali non vanno di moda, io parafrasando J-Ax e Dogo dico...
"il cuore batte forte perché ancora ci credo, lo sono perché troppi han detto che non dovevo, sono Radicale, fino al giorno che crepo, sono recidivo, sono vivo, (per un pelo), sono re-cidiv o..."

Il giorno 28/mag/2012, alle ore 13:43, giulio manfredi <manfredi61@...> ha scritto:

 
Paura che tocchino il tuo allenatore, eh!!!!

Maledetti juventini, è l'ora della resa dei Conte!!!!

P.S. Nel 2006, con Moggi indagato, vincemmo il Mondiale.
Oggi, con Conte indagato, vinceremo gli Europei?!


To: radicali-piemonte@yahoogroups.com; satyagraha-2009@googlegroups.com
From: salvatore.grizzanti@...
Date: Mon, 28 May 2012 12:20:17 +0200
Subject: [Y!G radicali-piemonte] ma per favore...

 

Dopo mesi che si parla di calcioscommesse… Attenzione! Oggi scatta il blitz! E dove pensano di trovare le prove gli inquirenti? Nell’armadietto e nella camera da letto di Criscito al ritiro della Nazionale di Coverciano.

Salvatore Grizzanti









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#37706 Da: "Silvio.viale" <silvio.viale@...>
Data: Mer 30 Mag 2012 9:41 pm
Oggetto: Terremoto: Radicali, governo promuova spot per destinare 8 per mille allo Stato
silvio.viale@...
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Terremoto: Radicali, governo promuova spot per destinare 8 per mille allo Stato
Torino, 30 mag. - (Adnkronos) - ''Chiediamo al Governo Monti di promuovere immediatamente spot televisivi e radiofonici per invitare i contribuenti italiani a devolvere l'8 x 1000 allo Stato, per fornire aiuti immediati alle popolazioni terremotate dell'Emilia''. Lo chiedono il presidente dei Radicali Italiani, Silvio Viale, e dell'associazione radicale Adelaide Aglietta che aggiungono: '' e' un provvedimento che si puo' fare e si deve mettere in atto. Siamo sicuri che tanti italiani sarebbero disposti a rispondere positivamente a questa opportunita' di aiuto nei confronti di chi oggi sta vivendo giornate terribili''.

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#37707 Da: giulio manfredi <manfredi61@...>
Data: Gio 31 Mag 2012 7:00 am
Oggetto: COMUNE ALESSANDRIA/LA RESA DEI CONTI ....
manfredi61
Invia email Invia email
 
"La Repubblica", GIOVEDÌ, 31 MAGGIO 2012
 
Pagina IX - Torino
 
L´atto di accusa della Corte dei Conti che chiede 10 milioni di risarcimento allo Stato
 
Così Alessandria è andata in rosso. Tutti i trucchi della giunta Fabbio.
 
 
 
E il ragioniere capo fu assunto "ad hoc per coprire una falsificazione già decisa dai vertici"
 
OTTAVIA GIUSTETTI

Sono l´ex sindaco Piercarlo Fabbio, l´ex assessore al Bilancio Luciano Vandone e il ragioniere capo Carlo Alberto Ravazzano («assunto ad hoc per coprire una falsificazione di bilancio già decisa dai vertici») insieme agli altri ex assessori e a 23 consiglieri di maggioranza (per cifre inferiori) a dover risarcire il danno erariale per il mancato rispetto del Patto di stabilità del Comune di Alessandria nel 2011 e per i danni subiti dall´amministrazione in conseguenza della presunta truffa aggravata ai danni dello Stato. L´importo complessivo da restituire è di 10 milioni come notificato dalla Procura della Corte dei conti del Piemonte.

Gli artifici di bilancio
Il documento ripercorre parte degli atti dell´inchiesta penale che ha portato in carcere Ravazzano (e indagati Vandone e Fabbio) con l´accusa di falso, abuso d´ufficio e truffa aggravata. E riporta alcuni passaggi degli interrogatori del dirigente responsabile del Servizio finanziario rimosso per far posto a Ravazzano e di funzionari che raccontano come fu «truccato» il bilancio del 2010 per rientrare nel patto di stabilità. Sapendo di essere ben lontani dal raggiungere gli obiettivi «gli amministratori (assessore al Bilancio e dirigente) "stralciano" dal rendiconto 2010 - scrive il magistrato contabile - una serie di impegni di spesa regolarmente assunti, per i quali non si era proceduto nel corso dell´esercizio al relativo pagamento, in tutto o in parte». «Questa tipologia di correttivi - scrive ancora - idonei a riallineare il bilancio furono adottati anche per gli anni precedenti».

Quali finti tagli?
Sindaco e assessore tentano di risolvere il problema spostando sul bilancio dell´anno successivo spese già predisposte con determine, in modo da ridurre le uscite per una cifra sufficiente a evitare il buco. Depennano le spese per le utenze dell´acqua e del riscaldamento; quelle per il trasporto degli alunni delle scuole; i servizi e il trasporto dei disabili; per le mense scolastiche; la partecipazione al Teatro regionale alessandrino e così via fino a raggiungere un «falso risparmio» di 8 milioni e 800 mila euro.

Una giunta «informale»
Queste correzioni vengono presentate su un documento in una riunione informale della giunta del 29 gennaio 2011, alla quale sono presenti il sindaco Fabbio, l´assessore Vandone e il dirigente Ravazzano e alcuni assessori della giunta. Nulla viene verbalizzato. Gli assessori presenti raccontano più tardi davanti al magistrato come il sindaco «accennò alla regolarità del rinvio di spese al successivo esercizio in quanto, a detta sua, erano stati interpellati autorevoli professionisti i quali avevano avallato l´operazione ritenendo che la stessa fosse in osservanza alla normativa». Lo stesso documento «illegale» venne ratificato poco dopo dalla Giunta e approvato, con un acceso dibattito dell´opposizione e della Lega che in quell´occasione esce dalla maggioranza, in Consiglio comunale, nonostante il parere contrario dei Revisori dei conti.

I gettoni non si tagliano
Crescono invece le spese per il personale e gli incarichi di collaborazione, i gettoni di presenza dei consiglieri non vengono ridotti del 30 per cento come previsto per le amministrazioni fuori dal Patto. Il bilancio a fine 2010 presenta residui passivi pari a oltre 78 milioni di euro, il 125 per cento in più rispetto al 2006.

#37708 Da: Claudio bellavita <claudio.bellavita@...>
Data: Gio 31 Mag 2012 7:21 am
Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] COMUNE ALESSANDRIA/LA RESA DEI CONTI ....
clalb1
Invia email Invia email
 
Alessandria, comune della Grecia...

Il 31/05/2012 9.00, giulio manfredi ha scritto:
 

"La Repubblica", GIOVEDÌ, 31 MAGGIO 2012
 
Pagina IX - Torino
 
L´atto di accusa della Corte dei Conti che chiede 10 milioni di risarcimento allo Stato
 
Così Alessandria è andata in rosso. Tutti i trucchi della giunta Fabbio.
 
 
 
E il ragioniere capo fu assunto "ad hoc per coprire una falsificazione già decisa dai vertici"
 
OTTAVIA GIUSTETTI

Sono l´ex sindaco Piercarlo Fabbio, l´ex assessore al Bilancio Luciano Vandone e il ragioniere capo Carlo Alberto Ravazzano («assunto ad hoc per coprire una falsificazione di bilancio già decisa dai vertici») insieme agli altri ex assessori e a 23 consiglieri di maggioranza (per cifre inferiori) a dover risarcire il danno erariale per il mancato rispetto del Patto di stabilità del Comune di Alessandria nel 2011 e per i danni subiti dall´amministrazione in conseguenza della presunta truffa aggravata ai danni dello Stato. L´importo complessivo da restituire è di 10 milioni come notificato dalla Procura della Corte dei conti del Piemonte.

Gli artifici di bilancio
Il documento ripercorre parte degli atti dell´inchiesta penale che ha portato in carcere Ravazzano (e indagati Vandone e Fabbio) con l´accusa di falso, abuso d´ufficio e truffa aggravata. E riporta alcuni passaggi degli interrogatori del dirigente responsabile del Servizio finanziario rimosso per far posto a Ravazzano e di funzionari che raccontano come fu «truccato» il bilancio del 2010 per rientrare nel patto di stabilità. Sapendo di essere ben lontani dal raggiungere gli obiettivi «gli amministratori (assessore al Bilancio e dirigente) "stralciano" dal rendiconto 2010 - scrive il magistrato contabile - una serie di impegni di spesa regolarmente assunti, per i quali non si era proceduto nel corso dell´esercizio al relativo pagamento, in tutto o in parte». «Questa tipologia di correttivi - scrive ancora - idonei a riallineare il bilancio furono adottati anche per gli anni precedenti».

Quali finti tagli?
Sindaco e assessore tentano di risolvere il problema spostando sul bilancio dell´anno successivo spese già predisposte con determine, in modo da ridurre le uscite per una cifra sufficiente a evitare il buco. Depennano le spese per le utenze dell´acqua e del riscaldamento; quelle per il trasporto degli alunni delle scuole; i servizi e il trasporto dei disabili; per le mense scolastiche; la partecipazione al Teatro regionale alessandrino e così via fino a raggiungere un «falso risparmio» di 8 milioni e 800 mila euro.

Una giunta «informale»
Queste correzioni vengono presentate su un documento in una riunione informale della giunta del 29 gennaio 2011, alla quale sono presenti il sindaco Fabbio, l´assessore Vandone e il dirigente Ravazzano e alcuni assessori della giunta. Nulla viene verbalizzato. Gli assessori presenti raccontano più tardi davanti al magistrato come il sindaco «accennò alla regolarità del rinvio di spese al successivo esercizio in quanto, a detta sua, erano stati interpellati autorevoli professionisti i quali avevano avallato l´operazione ritenendo che la stessa fosse in osservanza alla normativa». Lo stesso documento «illegale» venne ratificato poco dopo dalla Giunta e approvato, con un acceso dibattito dell´opposizione e della Lega che in quell´occasione esce dalla maggioranza, in Consiglio comunale, nonostante il parere contrario dei Revisori dei conti.

I gettoni non si tagliano
Crescono invece le spese per il personale e gli incarichi di collaborazione, i gettoni di presenza dei consiglieri non vengono ridotti del 30 per cento come previsto per le amministrazioni fuori dal Patto. Il bilancio a fine 2010 presenta residui passivi pari a oltre 78 milioni di euro, il 125 per cento in più rispetto al 2006.

#37709 Da: Salvatore Grizzanti <salvatore.grizzanti@...>
Data: Gio 31 Mag 2012 7:52 am
Oggetto: Il Codice Grillo - LASTAMPA.it
salvatoregri...
Invia email Invia email
 
"Finalmente Beppe, ti aspetto da sempre"


Il Codice Grillo - LASTAMPA.it

Quando saremo al potere, spiega Grillo in un’intervista a «Sette», i politici verranno giudicati da un tribunale di cittadini incensurati estratti a sorte, che li condannerà ai lavori socialmente utili e alla restituzione del malloppo. Vedo già formarsi una ola da Bolzano a Trapani. Sorprende la moderazione del gabibbo barbuto: se avesse proposto di mozzare le mani ai ladri e la lingua agli ospiti dei talk show sarebbe stato portato in trionfo da tutti i sondaggi che chiedono agli italiani se preferiscono l’aumento della benzina o quello dello stipendio. Le persone hanno fame di capri espiatori per calmare l’ansia. Fin troppo facile blandirle con il populismo. Perciò merita rispetto la presa di distanza di Enrico Strabotti Bon, militante del movimento 5 Stelle sezione adulti: «La crisi ha ragioni più complesse. Magari potessimo ridurla a una vicenda di guardie e ladri. Ciò detto, chi ha commesso dei reati non la passerà liscia. Ma guai se a giudicarlo fossero i tribunali del popolo. Erano già poco democratici nella democratica Atene, dominati dall’emotività e dall’odio che si porta dietro altro odio. Giacobini, nazisti, stalinisti, talebani: non c’è epuratore che non li abbia usati per epurare, salvo esserne epurato a sua volta. Prima o poi, Beppe, quel tribunale giudicherebbe anche te. Il peggior Stato di diritto è meglio della migliore giustizia popolare».

Condivido Enrico Strabotti Bon. Non foss’altro perché me lo sono dovuto inventare. Sempre in attesa che un seguace reale di Grillo trovi la forza di ricordargli che non ci siamo liberati di un contaballe per consegnarci a un ayatollah.




Salvatore Grizzanti




#37710 Da: marco belelli <marcobelelli@...>
Data: Gio 31 Mag 2012 8:00 am
Oggetto: I: FACEBOOK POCO FA --- IL DIVINO AL FIANCO DEGLI STUDENTI
marcobelelli
Invia email Invia email
 


Oggetto: FACEBOOK POCO FA --- IL DIVINO AL FIANCO DEGLI STUDENTI
A: "ANSA ROMA" <redazione.internet@...>, "ANSA UFF CENTRALE" <ufficiocentrale@...>, "VAI MAURO BITrecords" <djvay@...>, "VAI MAURO BITrecords" <commerciale@...>, "VAI MAURO BITrecords" <info@...>, "VAI MAURO BITrecords" <dama@...>, "Luca Vismara" <luca.vismara92@...>, pittaluga@..., pittalugastefano83@..., evaperes@..., info@...
Cc: "giorno da pecora" <ungiornodapecora@...>, clsabelli@..., clsabelli@..., "marcobel ermete" <marcobelelli@...>
Data: Giovedì 31 maggio 2012, 09:56

  1. Marco Belelli ha condiviso un link.
    2 secondi fa
    CANCELLERIA PRIVATA DEL DIVINO OTELMA

    Roma,31 Maggio 2012

    IL DIVINO AL FIANCO DEGLI STUDENTI

    ... Non insensibile al grido di dolore che da tante parti si leva verso di LUI,IL DIVINO aiuterà come sempre fatto -anche in questo anno scolastico- gli studenti che impetreranno il Suo ausilio salvifico.
    Ecco come:1/
    è possibile richiedere ed utilizzare il celebre Pentacolo degli Studi,utile per affrontare esami di varia specie;
    2/E' possibile essere inseriti nella Grande Catena di Forza Positiva,Fonte di Energia radiante (andando sul Sacro Sito www.divinotelma.com,appoggiando il palmo allo schermo e seguendo le Indicazioni Salvifiche);
    3/E' anche possibile -prenotandosi- essere esaminati preliminarmente dal DIVINO via SKYPE o telefono su alcune materie,ad esempio STORIA,ITALIANO,LATINO,GEOGRAFIA,FILOSOFIA,SCIENZA DELLA POLITICA,FRANCESE,SPAGNOLO,EDUCAZIONE CIVICA,DIRITTO COSTITUZIONALE,STORIA DELLA MAGIA,ASTROLOGIA,ANTROPOLOGIA,STORIA DELLA CHIESA.
    Per ulteriori dettagli e prenotazioni inviare una mail a evaperes@... e/o consultare il Sacro Sito www.divinotelma.com
    Postilla:i pre-esami saranno possibili -per ovvie ragioni temporali- solo per i primi tredici prenotati.Occorre indicare il proprio nome SKYPE e un numero telefonico fisso e mobile nonché il proprio nome e cognome.
    IL DIVINO benedice le sue amate pecorelle!

    Eva Peres
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    #37711 Da: Salvatore Grizzanti <salvatore.grizzanti@...>
    Data: Gio 31 Mag 2012 8:03 am
    Oggetto: Verso la chiusura di 4 ferrovie
    salvatoregri...
    Invia email Invia email
     

    la stampa (ed. Asti) 31.05.2012


    TRASPORTI. IL PIANO REGIONALE DOMANI IN COMMISSIONE

    Verso la chiusura di 4 ferrovie

    Le tratte da Asti per Casale, Chivasso, Alba e la Alessandria-Castagnole

    ELISABETTA FAGNOLA
    ASTI
    Viadotto Il lungo ponte ferroviario a Castagnole Lanze sulla Asti-Alba linea a rischio chiusura

    I tagli alle linee ferroviarie, almeno sulla carta, sono stati confermati e domani la Commissione trasporti della Regione tornerà a discuterne, chiedendo un parere sulla pratica: per l’Astigiano, significa la soppressione dei viaggi in treno sulle linee per Chivasso, Casale, Castagnole Lanze-Alba e sulla Alessandria-Castagnole.

    La questione tagli era già comunque all’ordine del giorno, tra pendolari, ferrovieri e amministratori: potare i rami secchi, quelli su cui viaggiano troppi pochi passeggeri perché il servizio possa essere economicamente sostenibile. Ad aggravare la situazione astigiana, hanno più volte sottolineato dall’assessorato regionale, anche la necessità di «interventi strutturali» sulle gallerie che interessano le tre linee, 13,8 milioni di euro solo per la Ghersi, nel tratto, chiuso da tempo, tra Castagnole Lanze e Alba.

    «Giustificazioni» che non convincono soprattutto i partiti di opposizione. Prende subito posizione al grido di «Pendolari a piedi!» Davide Bono, capogruppo del Movimento 5 stelle in Consiglio regionale: «E’ la sintesi del Piano triennale del trasporto pubblico locale presentato nell’ultima Commissione trasporti dall’assessore Bonino» spiega. Ed Eleonora Artesio, (Federazione della sinistra) obietta: «La riduzione dei passeggeri, utilizzata come motivazione per la conversione in servizi su gomma e come spiegazione delle insostenibilità economica del costo ferroviario, è almeno parzialmente l’esito di una serie di disservizi in termini di regolarità dei viaggi: soppressioni temporanee per manutenzioni, sostituzione con autolinee che hanno indotto i viaggiatori alle ricerca di soluzioni alternative».

    E mentre i sindaci della zona hanno già chiesto più volte informazioni sullo stato dei lavori, dall’opposizione in Regione si chiedono dati in più a corredo della decisione: «Non ci sono stati presentati – precisa Bono – genericamente, si è parlato di tratte con meno di 50 passeggeri a corsa, senza citare neanche il rapporto costi-ricavi. Ora – aggiunge Bono – dovranno essere sostituiti da più inquinanti, lenti e pericolosi bus che dovranno avere una copertura di almeno il 35% dei costi dai biglietti venduti, se no pagherà al Regione».

    Per questo hanno chiesto informazioni in più, in tempo per la Commissione di domani: «Mentre si privilegia sul piano della comunicazione e delle risorse la realizzazione del TAV, su cui confermiamo tutta l’obiezione di carattere economico, ambientale e sociale, nell’immediato si sacrificano le risposte quotidiane ai bisogno di mobilità della popolazione regionale» insiste Artesio.

    Proverà a far sentire le sue ragioni anche il neonato Comitato per la tutela delle linee ferroviarie m


    Salvatore Grizzanti




    #37712 Da: giulio manfredi <manfredi61@...>
    Data: Gio 31 Mag 2012 9:17 am
    Oggetto: RE: [Y!G radicali-piemonte] Il Codice Grillo - LASTAMPA.it
    manfredi61
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    «Mai stato dietro a Beppe Grillo, ma al suo fianco»

     La lettera

    Casaleggio: «Ho scritto io le regole del Movimento 5 Stelle»


    Caro direttore, le scrivo in merito al mio ruolo nel MoVimento 5 Stelle. Nel 2003 ho lasciato la mia posizione di amministratore delegato in Webegg di Telecom Italia, un gruppo multimediale che si occupava di consulenza e di applicazioni internet, e ho fondato con altri soci la Casaleggio Associati, una società di strategie di Rete. Internet è un tema che mi appassiona e di cui mi occupo dalla metà degli anni 90. Ho cercato di comprenderne le implicazioni sia nel contesto sociale che in quello politico che in quello della comunicazione. Io credo sinceramente che la Rete stia cambiando ogni aspetto della società e cerco di prevederne gli effetti. Ho scritto molti articoli e alcuni libri sulla Rete. Nel 2004 Beppe Grillo ne lesse uno: «Il Web è morto, viva il Web», rintracciò il mio cellulare e mi chiamò. Lo incontrai alla fine di un suo spettacolo a Livorno e condividemmo gran parte delle idee. In seguito progettammo insieme il blog beppegrillo.it, proponemmo la rete dei Meetup (gruppi che si incontrano sul territorio grazie alla Rete), organizzammo insieme i Vday di Bologna e di Torino, l' evento Woodstock a 5 Stelle a Cesena e altri incontri nazionali, come a Milano dove, il 4 ottobre 2009, giorno di San Francesco, al teatro Smeraldo prese vita il MoVimento 5 Stelle. A chi si chiede chi c' è dietro Grillo o si riferisce a «un' oscura società di marketing» voglio chiarire che non sono mai stato «dietro» a Beppe Grillo, ma al suo fianco. Sono in sostanza cofondatore di questo movimento insieme a lui. Con Beppe Grillo ho scritto il «Non Statuto», pietra angolare del MoVimento 5 Stelle prima che questo nascesse, insieme abbiamo definito le regole per la certificazione delle liste e organizzato la raccolta delle firme per l' iniziativa di legge popolare «Parlamento Pulito» e le proposte referendarie sull' editoria con l' abolizione della legge Gasparri e dei finanziamenti pubblici. Inoltre abbiamo scritto un libro sul MoVimento 5 Stelle dal titolo «Siamo in guerra» firmato da entrambi. In questi anni ho incontrato più volte rappresentanti di liste che si candidavano alle elezioni amministrative, per il tempo che mi consentiva la mia attività, per offrire consigli sulla comunicazione elettorale. Non sono mai entrato nell' ambito dei programmi delle liste, né ho mai imposto alcunché. A chi mi ha chiesto un consiglio l' ho sempre dato, ma in questo non ci trovo nulla di oscuro. Mi hanno attribuito dei legami con i cosiddetti poteri forti, dalla massoneria, al Bilderberg, alla Goldman Sachs con cui non ho mai avuto nessun rapporto, neppure casuale. Dietro Gianroberto Casaleggio c' è solo Gianroberto Casaleggio. Un comune cittadino che con il suo lavoro e i suoi (pochi) mezzi cerca, senza alcun contributo pubblico o privato, forse illudendosi, talvolta forse anche sbagliando, di migliorare la società in cui vive. Sono stato definito il «piccolo fratello» di Beppe Grillo, con riferimento al Grande fratello del romanzo «1984» di George Orwell. È evidente che non lo sono. La definizione contiene però una parte di verità. Grillo per me è come un fratello, un uomo per bene che da questa avventura ha tutto da perdere a livello personale. Per il resto, «Honi soit qui mal y pense».



    Casaleggio Gianroberto


    Pagina 23
    (30 maggio 2012) - Corriere della Sera


    http://archiviostorico.corriere.it/2012/maggio/30/Casaleggio_scritto_regole_del_Movimento_co_9_120530017.shtml




    To: radicali-piemonte@yahoogroups.com; satyagraha-2009@googlegroups.com
    From: salvatore.grizzanti@...
    Date: Thu, 31 May 2012 09:52:09 +0200
    Subject: [Y!G radicali-piemonte] Il Codice Grillo - LASTAMPA.it

     

    "Finalmente Beppe, ti aspetto da sempre"


    Il Codice Grillo - LASTAMPA.it

    Quando saremo al potere, spiega Grillo in un’intervista a «Sette», i politici verranno giudicati da un tribunale di cittadini incensurati estratti a sorte, che li condannerà ai lavori socialmente utili e alla restituzione del malloppo. Vedo già formarsi una ola da Bolzano a Trapani. Sorprende la moderazione del gabibbo barbuto: se avesse proposto di mozzare le mani ai ladri e la lingua agli ospiti dei talk show sarebbe stato portato in trionfo da tutti i sondaggi che chiedono agli italiani se preferiscono l’aumento della benzina o quello dello stipendio. Le persone hanno fame di capri espiatori per calmare l’ansia. Fin troppo facile blandirle con il populismo. Perciò merita rispetto la presa di distanza di Enrico Strabotti Bon, militante del movimento 5 Stelle sezione adulti: «La crisi ha ragioni più complesse. Magari potessimo ridurla a una vicenda di guardie e ladri. Ciò detto, chi ha commesso dei reati non la passerà liscia. Ma guai se a giudicarlo fossero i tribunali del popolo. Erano già poco democratici nella democratica Atene, dominati dall’emotività e dall’odio che si porta dietro altro odio. Giacobini, nazisti, stalinisti, talebani: non c’è epuratore che non li abbia usati per epurare, salvo esserne epurato a sua volta. Prima o poi, Beppe, quel tribunale giudicherebbe anche te. Il peggior Stato di diritto è meglio della migliore giustizia popolare».

    Condivido Enrico Strabotti Bon. Non foss’altro perché me lo sono dovuto inventare. Sempre in attesa che un seguace reale di Grillo trovi la forza di ricordargli che non ci siamo liberati di un contaballe per consegnarci a un ayatollah.




    Salvatore Grizzanti





    #37713 Da: Claudio bellavita <claudio.bellavita@...>
    Data: Gio 31 Mag 2012 9:41 am
    Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] Verso la chiusura di 4 ferrovie
    clalb1
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    di tutte, la più importante sarebbe la Asti Chivasso, per collegare asti alla To-Mi:, ma . certo che se è così lenta da spingere la gente a a passare per Torino, tanto vale chiuderla, come la asti Casale, che non credo abbia molti passeggeri. forse, darle in gestione a Eataly per tour turistico gastronomici: asti e casale sono due splendide città...

    Il 31/05/2012 10.03, Salvatore Grizzanti ha scritto:

    la stampa (ed. Asti) 31.05.2012


    TRASPORTI. IL PIANO REGIONALE DOMANI IN COMMISSIONE

    Verso la chiusura di 4 ferrovie

    Le tratte da Asti per Casale, Chivasso, Alba e la Alessandria-Castagnole

    ELISABETTA FAGNOLA
    ASTI
    Viadotto Il lungo ponte ferroviario a Castagnole Lanze sulla Asti-Alba linea a rischio chiusura

    I tagli alle linee ferroviarie, almeno sulla carta, sono stati confermati e domani la Commissione trasporti della Regione tornerà a discuterne, chiedendo un parere sulla pratica: per l’Astigiano, significa la soppressione dei viaggi in treno sulle linee per Chivasso, Casale, Castagnole Lanze-Alba e sulla Alessandria-Castagnole.

    La questione tagli era già comunque all’ordine del giorno, tra pendolari, ferrovieri e amministratori: potare i rami secchi, quelli su cui viaggiano troppi pochi passeggeri perché il servizio possa essere economicamente sostenibile. Ad aggravare la situazione astigiana, hanno più volte sottolineato dall’assessorato regionale, anche la necessità di «interventi strutturali» sulle gallerie che interessano le tre linee, 13,8 milioni di euro solo per la Ghersi, nel tratto, chiuso da tempo, tra Castagnole Lanze e Alba.

    «Giustificazioni» che non convincono soprattutto i partiti di opposizione. Prende subito posizione al grido di «Pendolari a piedi!» Davide Bono, capogruppo del Movimento 5 stelle in Consiglio regionale: «E’ la sintesi del Piano triennale del trasporto pubblico locale presentato nell’ultima Commissione trasporti dall’assessore Bonino» spiega. Ed Eleonora Artesio, (Federazione della sinistra) obietta: «La riduzione dei passeggeri, utilizzata come motivazione per la conversione in servizi su gomma e come spiegazione delle insostenibilità economica del costo ferroviario, è almeno parzialmente l’esito di una serie di disservizi in termini di regolarità dei viaggi: soppressioni temporanee per manutenzioni, sostituzione con autolinee che hanno indotto i viaggiatori alle ricerca di soluzioni alternative».

    E mentre i sindaci della zona hanno già chiesto più volte informazioni sullo stato dei lavori, dall’opposizione in Regione si chiedono dati in più a corredo della decisione: «Non ci sono stati presentati – precisa Bono – genericamente, si è parlato di tratte con meno di 50 passeggeri a corsa, senza citare neanche il rapporto costi-ricavi. Ora – aggiunge Bono – dovranno essere sostituiti da più inquinanti, lenti e pericolosi bus che dovranno avere una copertura di almeno il 35% dei costi dai biglietti venduti, se no pagherà al Regione».

    Per questo hanno chiesto informazioni in più, in tempo per la Commissione di domani: «Mentre si privilegia sul piano della comunicazione e delle risorse la realizzazione del TAV, su cui confermiamo tutta l’obiezione di carattere economico, ambientale e sociale, nell’immediato si sacrificano le risposte quotidiane ai bisogno di mobilità della popolazione regionale» insiste Artesio.

    Proverà a far sentire le sue ragioni anche il neonato Comitato per la tutela delle linee ferroviarie m


    Salvatore Grizzanti




    #37714 Da: giulio manfredi <manfredi61@...>
    Data: Gio 31 Mag 2012 9:47 am
    Oggetto: LA LEGGE "ESPOSITO" SULL'EREDITA' OLIMPICA .....
    manfredi61
    Invia email Invia email
     
    LEGGE 8 maggio 2012, n. 65

    Disposizione per la valorizzazione e la promozione turistica delle valli e dei comuni montani sede dei siti dei Giochi olimpici invernali «Torino 2006». (12G0086)

    (GU n. 123 del 28-5-2012 )


    http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2012-05-28&task=dettaglio&numgu=123&redaz=012G0086&tmstp=1338457393556

    #37715 Da: "Laboratorio Eudemonia" <eulab@...>
    Data: Gio 31 Mag 2012 10:31 am
    Oggetto: Torniamo bambini
    eulab@...
    Invia email Invia email
     
    Danilo scrive:
    
    gli adulti, facendosi imprigionare in un ruolo, difficilmente ammettono la
    verità, anzi non riescono nemmeno più a coglierla, deviati come sono dal loro
    proprio rigido punto di vista. Ecco perché, a quegli umani che lo desiderano,
    occorre sia permesso cambiare ruolo anche più di una volta nella vita. Per
    ampliare la visuale. Per tornare ad essere bambini. Come Victoria Grant,
    dodicenne del Canada, che dapprima pone domande precise sulla crisi del suo
    Paese e del resto del mondo e poi fornisce risposte più che adeguate:
    
    
    
    
    ###
    
    "Vi siete mai chiesti perchè il Canada è indebitato? Vi siete mai chiesti perchè
    il governo impone ai canadesi così tante tasse? Vi siete mai chiesti perchè i
    banchieri delle più grosse banche canadesi siano sempre più ricchi ed il resto
    di noi no? Vi siete mai chiesti perchè il nostro debito nazionale supera gli 800
    miliardi di dollari e perchè noi spendiamo 160 milioni di dollari ogni giorno a
    banchieri privati per soli interessi sul debito nazionale? Sono 60 miliardi di
    dollari l'anno. Vi siete mai chiesti il perchè di questi 60 miliardi di dollari?
    Le banche ed i governi cono collusi nello schiavizzare economicamente la gente
    del Canada. Vi darò ora delle informazioni che saranno di vostro interesse e di
    stimolo per continuare le ricerche per conto vostro e per invitare il nostro
    governo a fermare questa rapina del popolo del Canada. Per prima cosa vedremo la
    Banca del Canada. Poi come funziona il sistema bancario oggi. E poi vi
    descriverò una soluzione che potremo pretendere che sia realizzata dal nostro
    governo ..."
    
    http://www.today.it/rassegna/victoria-grant-banche.html
    
    Video:
    http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=Bx5Sc3vWefE
    
    ###
    
    
    
    Una volta visto il video, gentilmente tornate qui a considerare quest'altra
    notizia:
    
    
    
    ###
    
    Investigatori, finanzieri e geni del computer - l'esercito dei 46mila cacciatori
    di evasori
    
    Sono quasi tutti laureati. Per reclutare nuovi ispettori è saltato anche il
    blocco delle assunzioni. Scandagliano le banche dati, aprono i conti correnti,
    sanno in tempo reale se compriamo un'auto o una casa. Quanti sono e come
    lavorano gli uomini messi in campo dall'Agenzia delle Entrate e dalla Finanza
    
    http://www.repubblica.it/economia/2012/04/29/news/investigatori_finanzieri_e_gen\
    i_del_computer_l_esercito_dei_46mila_cacciatori_di_evasori-34131573/
    
    ###
    
    
    
    Ed ora riflettiamo. Immaginiamo che tutta questa gente, invece di andare a
    caccia di "evasori", diriga il proprio sguardo verso le origini profonde dei
    mali della società. Piuttosto che andare in cerca di chi non è disposto a buttar
    via denaro, perché già sa che andrà a foraggiare il lercio sistema vigente,
    perché questa gente non si dà da fare per cambiare questo stesso sistema? Non
    sono forse dei grandi dotti essi stessi, non sono LAUREATI, non hanno forse
    sviluppato abbastanza la loro mente per impegnarsi in attività più
    intellettualmente oneste, decisive e proficue per il bene comune?
    
    
    Una bambina di dodici anni ci mostra chiaramente l'andazzo globale:
    
    "LE BANCHE ED I GOVERNI CONO COLLUSI NELLO SCHIAVIZZARE ECONOMICAMENTE LA
    GENTE".
    
    Perché questi 46 mila, quasi tutti !!!LAUREATI!!! (mica sono degli ignoranti,
    sono in gran parte ARMATI, sì, ma sono pure LAUREATI, le cose del mondo le
    dovrebbero pure CAPIRE, così come dovrebbero DISCERNERE il VERO BENE dal MALE),
    non si impegnano ad impedire che i governi proseguano la loro collusione con le
    banche e fermino la schiavizzazione della gente?
    
    
    BASTA CON L'ASSUNZIONE A VITA NEI PUBBLICI IMPIEGHI.
    BASTA COL TRASFORMARE LE PERSONE IN ACRITICI STATALI DISPOSTI A TUTTO.
    
    
    I ruoli "pubblici" si definiscono tali perché appartengono all'intera
    collettività. Essi sono parte di quella RES PUBLICA che è una vera e propria
    COMPROPRIETA' di TUTTI i cittadini italiani e va quindi condivisa da TUTTI
    coloro i quali dispongono dei necessari requisiti e sono disposti a prestare
    servizio.
    
    
    Questi 46 mila, in gran parte ARMATI&LAUREATI ("31.500 finanzieri di polizia
    tributaria e 15 mila accertatori dell'Agenzia delle Entrate" scrive La
    Repubblica) non credano che per il fatto di aver vinto un Concorso Pubblico
    siano migliori ed abbiano più diritto di altri ad essere parte dello Stato.
    Codesti LAUREATI dovrebbero sapere bene che l'assunzione a vita in un pubblico
    ruolo è un uso d'origine MONARCHICA, sviluppato ancor più categoricamente in
    epoca FASCISTA, sopravvissuto fino ai nostri giorni solo per via di un sordido
    CLIENTELISMO POLITICO fatto assurgere a vero e proprio sistema, come
    abbondantemente accertato da altri statali. "Studi di settore" lo testimoniano
    ampiamente.
    
    
    La legge va rispettata, certamente. Tra l'altro, una volta che si è individuato
    il vero problema all'origine di ogni altro, non occorre affatto infrangerla. A
    che pro? Al contrario, più che pacificamente, legalissimamente e
    civilissimamente, la legge va cambiata in modo tale che nessuno più si possa
    permettere di indossare a vita un ruolo dello Stato. In tirannia lo Stato
    coincide in una minoranza che fa quel che vuole della restante parte della
    popolazione. In una democrazia lo Stato siamo tutti noi cittadini, nessuno
    escluso. I ruoli della Res Publica vanno periodicamente restituiti al popolo,
    come fanno il Presidente del Consiglio e della stessa Repubblica, senza
    minimamente provarsi a dire il contrario. Come già avvenuto per l'ambito di
    Governo, anche la Funzione Pubblica, dai più umili ai più elevati ruoli, va
    dunque democratizzata aprendola ad una partecipazione diffusa e generale.
    
    
    A quel punto, una volta rimosso il vero problema alla radice, saremo felici di
    pagare le tasse, quasi nessuno più evaderà, perché sapremo che non sarà denaro
    gettato via o regalato ai soliti Proci (di Ulissea memoria) bensì davvero
    utilizzato per il bene comune. Di noi tutti.
    
    
    Danilo D'Antonio
    
    Monti della Laga
    Italia Centrale
    
    tel. 339 5014947

    #37716 Da: giulio manfredi <manfredi61@...>
    Data: Gio 31 Mag 2012 11:29 am
    Oggetto: Rassegna stampa:
    manfredi61
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    Bordin line


    Dalla Rassegna stampa È difficile prendere sul serio la dichiarazione di ieri del dipietrista Zipponi che, alla vigilia del voto della Camera, ha definito le misure del governo sul lavoro "un atto di violenza contro i lavoratori". Se ci credesse davvero, Zipponi dovrebbe battersi contro qualsiasi ipotesi di alleanza con il Pd che quelle misure vota, altro che foto di Vasto. Ma l'Idv più che coerenza politica propone l'interpretazione di stati d'animo e, finché non è arrivato Grillo, i ricavi sono stati alti. Ora devono stare più attenti e non giovano le gaffe del grande capo. L'altroieri a "Ballarò", per esempio, Di Pietro, per il gusto di contraddire Lucia Annunziata che citava l'ultimo libro di Romiti, se n'è uscito a dire "Annunzia', lo so io quello che mi diceva Romiti quando lo interrogavo!". Un sapere non condiviso, come direbbero alla Cgil-scuola. Il retroterra della ascesa politica dell'ex pm è chiaro a chi vuol vederlo, almeno potrebbe evitare di vantarsene.







    La tortura ritorna all'ordine del giorno


    Dalla Rassegna stampa Dopo un paio di anni di stand by la Commissione Giustizia del Senato ha rimesso all'ordine del giorno i disegni di legge sulla tortura. I testi base prescelti sono quelli di Silvana Amati e Pietro Marcenaro, entrambi Pd. Di proposte, però, ne pendono altre dieci provenienti oltre anche da altre forze politiche (Radicali, Idv e Pdl). La Commissione deve decidere se propendere per chi è stato più fedele al testo presente all'articolo 1 della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura del 1984 o a chi in parte se ne discosta. Il testo Onu prevede che la tortura sia un delitto proprio (ossia che può essere commesso solo da un pubblico ufficiale), avente a oggetto sofferenze fisiche e/o psichiche inflitte con dolo intenzionale (deve esserci il fine specifico di estorcere confessioni o di umiliare la persona sottoposta a custodia). Nella proposta del Presidente della Commissione diritti umani del Senato Marcenaro il delitto è qualificato come un delitto generico che può essere pertanto commesso da chiunque. È però prevista una circostanza aggravante nel caso l'autore sia un pubblico ufficiale. Il minimo edittale in ambedue i disegni di legge è di quattro anni. Il massimo nel caso della proposta Amati è dieci, in quella Marcenaro dodici. Importante è il riferimento alla previsione di pena per «il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che istiga altri alla commissione del fatto, o che si sottrae volontariamente all'impedimento del fatto, o che vi acconsente tacitamente». È il caso, ad esempio, di chi usa squadrette di detenuti per pestarne altri. In vari disegni di legge compare il divieto per il Governo italiano di assicurare l'immunità diplomatica ai cittadini stranieri sottoposti a procedimento penale o condannati per il reato di tortura in un altro Paese o da un tribunale internazionale. Lo Statuto della Corte Penale Internazionale inserisce fra i crimini contro l'umanità perseguiti dalla Corte anche la tortura. In questi casi il cittadino straniero dovrà essere estradato verso lo Stato nel quale è in corso il procedimento penale o è stata pronunciata sentenza di condanna per il reato di tortura o, nel caso di procedimento davanti ad un tribunale internazionale, verso lo Stato individuato ai sensi della normativa internazionale relativa. L'Italia ha firmato nel 1984 e ratificato nel 1988 il Trattato Onu. Da allora è inadempiente rispetto agli obblighi internazionali. Il Governo ha però preannunciato che non presenterà un proprio disegno di legge. Lo scorso 31 gennaio un giudice di Asti nel non condannare quattro agenti di polizia penitenziaria ha spiegato che ciò non gli era possibile a causa della assenza del crimine di tortura nel codice penale. Gli altri reati percosse, abuso di autorità, lesioni, maltrattamenti in famiglia - non sono sovrapponibili alla tortura. Ne restano sempre escluse le sofferenze psichiche. Inoltre hanno pene più lievi e tempi rapidi di prescrizione. Un appello firmato da autorevoli esponenti del mondo della cultura e della società civile chiede al parlamento di fare presto essendo la tortura una questione di diritti umani e di civiltà democratica. Anche l'Unione delle Camere Penali si è unito a esso con determinazione.










    Papa protesta e digiuna per i diritti dei detenuti


    Dalla Rassegna stampa È arrivato al quinto giorno lo sciopero della fame del deputato Pdl Alfonso Papa in difesa dei diritti di chi è in carcere. Papa si è unito all'iniziativa del garante dei detenuti di Firenze Franco Corleone. I due annunciano che andranno avanti a oltranza e denunciano il silenzio sul suicidio di qualche giorno fa di un 50enne nel carcere di Sollicciano. Papa spiega che «la situazione del carcere fiorentino, dove i detenuti sono il doppio rispetto alla capienza, è bollente come nel resto d'Italia. Con i Radicali continuo a chiedere un'amnistia, e anche da destra si levano in tal senso autorevoli voci dalla politica e dal giornalismo, da Nitto Palma a Vittorio Feltri. Cosa aspettiamo?».









    Rimborsi ai partiti: l'unico a opporsi fu Piero Milio


    Dalla Rassegna stampa Era il maggio del 1999, tutti i partiti della partitocrazia associata si apprestavano a tradire in aula - per la seconda volta in sei anni - il dettato di un referendum approvato ad aprile del 1993 dal 90 e passa per cento degli italiani: quello dell'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Erano tutti d'accordo nel grande tradimento. A cominciare dalla Lega Nord, che oggi cerca di rifarsi una verginità facendo un'opposizione in aula che ha il sapore dell'ammuina napoletana, e che all'epoca aveva ancora la credibilità del cosiddetto nuovo che avanza, nonostante la batosta della condanna di Umberto Bossi a otto mesi per avere preso i soldi della tangente Enimont come finanziamento illecito. Passando per buona parte di Forza Italia, che era nata a fine 1993 e che con un exploit non previsto nelle elezioni del marzo dell'anno successivo aveva annientato la gioiosa macchina da guerra di Achille Occhetto - per il quale i soldi pubblici per pagare i propri funzionari sono sempre stati una sorta di dogma di fede. E finendo con il Pds. In tutto il Parlamento italiano si levò una sola voce: quella del mai abbastanza compianto Piero Milio, senatore della Lista Pannella. Che portava su di sé la responsabilità di essere l'unico radicale in Parlamento e quindi di rappresentare la voce di chi quel referendum l'aveva prima voluto e poi vinto. Su tutto e su tutti. Rileggendo oggi il suo breve intervento, che riportiamo integralmente, sovvengono le parole false e bugiarde che in questi giorni si sono sentite in aula alla Camera. Ramo del Parlamento che ha già approvato la nuova legge che ripristina il finanziamento pubblico ai partiti, con il contentino per i fessi della decurtazione per un solo anno della somma da 180 a 91 milioni di euro. Soldi che sino a ieri una legge ipocrita voluta dall'ex amministratore della Lega Nord, Maurizio Balocchi, che proprio ai primi di maggio del 1999 chiamò nottetempo tutti i tesorieri delle altre forze politiche a convegno per decidere il da farsi, aveva chiamato "rimborsi elettorali".
    Ed ecco come Milio in aula quel 14 maggio 1999 invece chiamava le cose, i fatti e le persone con il loro vero nome: «Signor presidente, onorevoli colleghi, il disegno di legge che sta per essere approvato da una composita maggioranza rappresenta una palese violazione della sovranità popolare espressasi con il voto referendario del 1993 che abrogò la legge sul finanziamento pubblico dei partiti con il consenso del 90,3 per cento degli italiani. I partiti prima hanno tentato di ripararsi dietro il sofisma della contribuzione volontaria del 4 per mille, ma di fronte al fallimento di tale espediente, visto che la stragrande maggioranza dei cittadini ha confermato anche tributariamente - se è lecito usare tale termine - di non volere sostenere finanziariamente l'attività dei partiti, è stato escogitato l'altro sofisma del rimborso elettorale, cioè il disegno di legge di cui discutiamo. A ciò si aggiunge la riprovazione per il non tardivo emendamento approvato ieri che allarga i rimborsi preventivi anche per le imminenti elezioni politiche europee che costeranno agli italiani la non modica somma di lire 160 miliardi.
    È giusto, a questo punto, citare brevemente ed indicare i caratteri della vecchia e della nuova normativa in relazione alle spese che gli italiani affronteranno. La vecchia normativa prevedeva un incasso per i partiti, rispettivamente, di 800 lire, di 1.200 lire, di 1.600 lire per abitante in occasione delle elezioni europee, regionali, politiche. Con la nuova normativa, invece, i partiti incasseranno 4.000 lire per elettore in occasione di qualunque tipo di elezione. Soltanto per l'imminente tornata europea a noi cittadini sarà praticato uno sconto di 600 lire, per cui pagheremo 3.400 lire per elettore anziché 4.000 lire. Con questi conti - che é giusto che si facciano ed è giusto che la gente li conosca - le entrate assicurate ai partiti per i prossimi anni saranno le seguenti: per le elezioni europee del 1999 oltre 160 miliardi, per le regionali del 2000 circa 200 miliardi, per le politiche del 2001 (o prima) circa 200 miliardi per la Camera e altrettanti per il Senato. Quindi in meno di due anni i partiti italiani potrebbero incassare complessivamente almeno 760 miliardi. E per questo, signor presidente, che dichiaro il mio voto contrario al provvedimento, che rappresenta l'ennesima scandalosa prevaricazione della partitocrazia nei confronti dei cittadini contribuenti ed una preordinata violazione della Costituzione. Auspico, inoltre, che il nuovo quesito referendario proposto dal Partito radicale, che certamente sarà appoggiato da tutti coloro che in questa occasione si sono pronunciati contro il finanziamento pubblico, possa contribuire finalmente alla riaffermazione della volontà popolare».
    Sulle parole di Milio che in maniera non verbosa né retorica riassumevano l'oggetto, un po' prosaico, del contendere, si potrebbe fare questa riflessione: cambiate le lire in euro, e le somme di prima con quelle di poi, basterebbe ripeterlo in aula pari pari al Senato nelle prossime settimane, quando presumibilmente i partiti metteranno in scena l'ultimo atto della loro prepotenza che li porterà all'ennesimo suicidio esistenziale, e il prodotto non cambierebbe.
    E se nel 2000 il referendum di cui parla Milio nel proprio intervento non raggiunse il quorum, insieme alla maggior parte degli altri venti promossi dai radicali (tra gli altri anche quello per abrogare la legge Vassalli del 1988 che aveva aggirato il referendum sulla responsabilità civile dei magistrati vinto sull'onda del caso Tortora nel 1987) per il fatto di averli inopinatamente bollati Silvio Berlusconi come "referendum comunisti", invitando la gente ad andare al mare perché una volta al governo, nel 2001, ci avrebbe pensato lui, stavolta sarà ben difficile che la riproposizione del medesimo quesito a cura degli stessi radicali subisca una simile ingrata sorte. Il vento della cosiddetta antipolitica in certi casi può persino aiutare la buona volontà, politica, dei cittadini contro quella partitocrazia che della antipolitica vera e propria è da anni la custode e la vestale.








    Rimbalzo tecnico di Monti. E Grillo inizia a calare


    Dalla Rassegna stampa Continua, anche questa settimana, la lenta ripresa di Mario Monti e del suo governo. Nell'ultimo sondaggio realizzato da Spincon.it per L'Opinione, il job approval del premier è ancora piuttosto basso (38,5%), ma in crescita dell'1,3%. Mentre quello dell'esecutivo nel suo complesso sale dell'1% e arriva al 35,9%. Se invece prendiamo in considerazione il differenziale tra chi esprime un giudizio "molto positivo" e chi ne esprime uno "molto negativo" (il sondaggista statunitense Scott Rasmussen lo definisce "approval index"), la situazione cambia. E il trend diventa negativo, sia per il governo (che passa dal -27,3% al -28,3%) sia per Monti (che scende dal -21,9% al -24,3). Questa distonia tra job approval e approval index è il sintomo di una "radicalizzazione" dei giudizi sull'operato del governo tecnico, ma anche di un generale recupero di consenso. Prendiamo il caso del premier: cresce il numero di giudizi "molto negativi" (+3,4%), ma contemporaneamente crescono anche quelli "molto positivi" (+1%) e "positivi" (+0,3%) e, soprattutto, diminuiscono quelli "negativi" (-4,7%).
    Scomponendo il risultato in base all'orientamento di voto, poi, si scopre che il miglioramento nel job approval di premier e governo è causato in larga parte da un19 trend positivo tra gli elettori di centrodestra. Trend più accentuato per il governo (+5,5%) rispetto a Monti (+3,9%). Esecutivo (-1,5%) e presidente del consiglio (-1,2%) perdono qualche punto, invece, tra gli elettori del centrosinistra.
    Passiamo alle performance dei partiti. Anche questa settimana, il sondaggio di Spincon.it ci restituisce un quadro di estrema frammentazione del panorama politico. Il dato più vistoso, anche se prevedibile, è la "frenata" del Movimento 5 Stelle fondato da Beppe Grillo, in arretramento per la prima volta in molti mesi. I "grillini" perdono lo 0,8% e scendono al 14,8%, ma restano nettamente la terza forza politica del paese. Sul lato destro dello schieramento, continua la copiosa emorragia di consensi del Popolo della libertà, che perde un altro mezzo punto percentuale e si ferma al 18,6%. Recupera un punto decimale, invece, la Lega Nord, che resta però piuttosto debole al 6,8%. Ad avvantggiarsi del calo pidiellino è soprattutto La Destra di Francesco Storace che, dopo il rallentamento della scorsa settimana torna a correre per arrivare addirittura al 4,4%. Perde invece lo 0,4% Grande Sud, che non va oltre lo 0,7%. Per la prima volta, Spincon.it ha inserito nel suo sondaggio sulle intenzioni di voto anche la Fiamma tricolore, che ha raccolto un non trascurabile 0,5%.
    Nel Terzo Polo, di fronte ad una lieve flessione dell'Udc (-0,2%), è possibile notare un leggero recupero di Futuro e Libertà, che guadagna lo 0,3% e arriva al 2,6% (un risultato sempre molto lontano dai fasti sondaggistici di qualche mese fa). Più o meno stabili (-0,1%) anche l'Api di Francesco Rutelli e l'Mpa di Raffaele Lombardo allo 0,5%.
    Qualche spostamento di voti in più a sinistra. Il Partito democratico perde quasi un punto percentuale (-0,9%) e si ferma al 25,5%. Mentre crescono quasi tutti i potenziali alleati del Pd in una coalizione "classica" di centrosinistra: l'Italia dei Valori intercetta qualche grillino di ritorno e guadagna lo 0,6% per tornare al 4,4%; cresce anche Sinistra Ecologia Libertà (+0,4%), attestandosi al 5,7%; e risalgono anche i Verdi (+0,2%) all'1,4%. Unica formazione in calo, nel centrosinistra, il Partito socialista che perde lo 0,2% e scende all'1%.
    Al di fuori delle coalizioni principali, a fronte del calo del Movimento 5 Stelle di cui abbiamo già scritto, migliorano invece le proprie posizioni i Radicali, che sfoderano un ottimo +0,6% e salgono al 2,9%, e la Federazione della Sinistra, che guadagna mezzo punto percentuale e si attesta al 2,9%.
    Questa settimana, la "domanda extra" di Spincon.it riguardava i potenziali premier preferiti dagli italiani. La domanda esatta del sondaggio era: «Se alle prossime elezioni politiche potesse scegliere direttamente il capo del governo, a chi darebbe il suo voto?». Seguiva una lista di una cinquantina di nomi, tra uomini politici e personaggi in vista della cosiddetta "società civile", con la possibilità di "write-in" anche per i nomi assenti dalla lista. Anche in questo caso, com'era prevedibile vista la natura stessa della domanda, dal sondaggio emerge un quadro di estrema frammentazione. La "Top 12" dei politici più votati (e la "Top 8" dei non-politici) è riportata integralmente nella tabella qui a fianco. Ma vale la pena notare come il podio sia occupato da due esponenti del Pd (Pierluigi Bersani all'8.8% e Matteo Renzi al 7,6%) che scavalcano l'attuale premier Mario Monti (6,7%). Tra i politici di centrodestra (molto staccati), Angelino Alfano (4,5%) è invece in vantaggio su Giorgia Meloni (4,2%) e Silvio Berlusconi (3,7%). Inferiore alle aspettative il risultato di Beppe Grillo (2,8%). Quasi sempre i politici conquistano preferenze soltanto dai cittadini che simpatizzano per il loro stesso schieramento, con un'unica vistosa eccezione, quella di Matteo Renzi che raccoglie consensi in maniera pressoché uniforme sia tra gli elettori del Pd (38%) che tra quelli del Pdl (34,6%).
    Interessante anche la "classifica" dei non-politici. Tra i primi cinque, che sono raccolti nella spazio di mezzo punto percentuale, prevalgono due "economisti" come Mario Draghi (2,3%) e Oscar Giannino (2,1%). Giannino è anche il primo in classifica tra i personaggi scelti direttamente da chi ha risposto al sondaggio (tra quelli, insomma, non presenti nella lista). Dietro a loro, il sovraesposto (mediaticamente) Roberto Saviano (2%) e due outsider puri come Sergio Marchionne (1,9%) e Giuliano Ferrara (1,7%). Sotto all'1% i primi due rappresentati della magistratura: Piero Grasso (0,9%) e Gianclarlo Caselli (0,8%).










    Le piaghe del Vaticano


    Dalla Rassegna stampa Lo scandalo dello Ior è soltanto la schiuma che viene a galla, ma le "cinque piaghe della Santa Chiesa" che il beato Antonio Rosmini enumerò quasi due secoli fa hanno prolificato ormai nella Curia romana in una sconfinata "coalizione anticristica di interessi", come la definiscono i cristiani di base. Una Vatican Connection, i cui fili uniscono in una trama ferrea le inverecondie politico-affaristiche della prima e della seconda Repubblica italiana. Senza dover tornare troppo indietro fino a Sindona, all'Ambrosiano, alla P2 o al riciclaggio nel Torrione di Niccolò V della tangente Enimont, madre di tutte le tangenti della prima Repubblica, basta ripercorrere le vicende che hanno segnato i tre lustri del berlusconismo per tracciare un compendio quasi completo degli scandali italici transitati in qualche modo nel Cortile di San Damaso. Dalla Protezione Civile ai Grandi Eventi, dai Furbetti del Quartierino capitanati dal pio legionario di Cristo Antonio Fazio, intimo del cardinal Gian Battista Re, alla P3 e alla P4; dal San Raffaele di don Verzé al grumo di interessi immobiliari di Propaganda Fide. In una folla di cardinali e faccendieri, ministri e affaristi, Gentiluomini di Sua Santità e bancarottieri, opuisdeisti e massoni, cilici e compassi.
    "Ma perché - arriva a chiedersi un prete di base come don Paolo Farinella - il Vaticano appoggia sempre i corrotti, i corruttori, i ladri e i manipolatori di coscienze? Perché si affida a Gianni Letta, coordinatore della rete di corruttela?". Sì, Gianni Letta, che il Segretario di Stato Tarcisio Bertone definisce "il nostro ambasciatore presso lo Stato italiano", e la sua corte di disinvolti grand commis, di generali felloni e di spudorati faccendieri. Non solo il ben noto Luigi Bisignani (che ha da poco patteggiato un anno e sette mesi di reclusione per lo scandalo P4), il quale si occupò del lavaggio della maxitangente Enimont e curava il conto "Omissis" di Giulio Andreotti allo Ior, ma anche l'altra eminenza grigia dell'ultimo decennio: il signore degli appalti truccati Angelo Balducci, il Gentiluomo di Sua Santità versato non solo nella corruttela del denaro e del potere, ma anche in quella indotta dalle sue abitudini sessuali, che ha rivelato persino l'onta di un giro di prostituzione maschile all'interno delle mura leonine, quelle che difesero San Pietro dai musulmani. "Angelo - gli sussurrava al telefono (registrato dai magistrati - ndr) il corista vaticano che gli procurava la "merce" tra i seminaristi - non ti dico altro: è alto due metri per 97 chili, 33 anni, completamente attivo"; "Ho un tedesco appena arrivato o vuoi stare col norvegese?". Questo Balducci, presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici prima dell'arresto e dell'espulsione dai Gentiluomini di cui faceva parte già dal 1995, dieci anni prima di Gianni Letta, titolare di un conto assai movimentato allo Ior, assurge definitivamente a fiduciario vaticano in occasione del Giubileo dell'anno 2000 al seguito del cardinale Crescenzio Sepe, oggi arcivescovo di Napoli, indagato per corruzione, che lo nomina supervisore delle ristrutturazioni e delle manutenzioni dell'immenso patrimonio immobiliare di Propaganda Fide. Un centro di potere e di affari opachi senza eguale. Ne fa una sorta di agenzia immobiliare per i potenti a condizioni di favore. Se un ministro come Pietro Lunardi vuole fare un business sicuro, Balducci gli procura un palazzetto di mille metri quadrati in via dei Prefetti a prezzo d'affezione. A chi non compra, Propaganda Fide fornisce appartamenti nelle zone storiche di Roma e Diego Anemone, l'imprenditore protagonista tra l'altro dello scandalo degli appalti del G8 della Maddalena (che comprò l'appartamento del ministro Scajola "a sua insaputa"), costato agli italiani alcune centinaia di milioni di euro, introdotto da anni in Vaticano da Balducci tramite monsignor Francesco Camaldo, ex segretario del cardinale Ugo Poletti e capo del cerimoniale pontificio, li ristruttura gratis et amore Dei. Intorno a lui, un sabba di prelati piuttosto sinistri. Da don Piero Vergari, priore della Basilica di Sant'Apollinare (dove fu sepolto il boss della banda della Magliana Enrico De Pedis) indagato per il rapimento di Emanuela Orlandi, a don Evaldo Biasini, economo dei missionari del Preziosissimo Sangue e gestore della cassaforte nera di Anemone e Balducci.
    È in una reggia concessa da Propaganda Fide, residenza di Bruno Vespa e di Augusta Iannini nei pressi di piazza di Spagna, che nel luglio 2010 il cardinal Bertone, ospite con Berlusconi, Gianni Letta e Cesare Geronzi, cerca di convincere Pier Ferdinando Casini a salvare il governo del Cavaliere e con lui gli interessi della Chiesa. Sulla terrazza che guarda Roma c'è anche l'allora governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, che forse capisce un po' tardivamente di cosa si tratta e, con una scusa, lascia il convivio appena può. Gli altri commensali sono più intimi. Col segretario di Stato vaticano, che celebrò le nozze di una delle sue figlie, Geronzi si da del tu. Letta è Gentiluomo di Sua Santità, un'armata di uomini in frac e collare d'oro, già denominati Cavalieri di Spada e Cappa, utili per "tante nascoste mansioni", come disse papa Ratzinger ricevendoli e non cogliendo l'allusione che, visti i fatti, in italiano non risulta molto commendevole. L'ordine riunisce i massimi dignitari laici della "famiglia pontificia", per gran parte italiani, un centinaio, non di rado inseguiti dalla giustizia, come già capitò al massone Umberto Ortolani, gentiluomo - si fa per dire - del Papa e al tempo stesso capo della Loggia massonica P2 in condominio con Licio Gelli. Tre di loro figurano oggi nel solo scandalo degli appalti per i Grandi Eventi. Gli stranieri non elevano peraltro il tasso di moralità del club, visto che vi figura, tra gli altri, Herbert Batliner, il re delle fiduciarie offshore, coinvolto nella storia della Banca Rasini, di cui fu direttore Luigi Berlusconi, papà dell'ex premier, definita lo sportello della mafia e del Vaticano. E poi rilevata da Gianpiero Fiorani, l'ex banchiere che faceva costosi presenti alla consorte dell'ex pio governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio e, a suo dire, finanziava in nero il cardinale Castillo Lara, i Legionari di Cristo e la Lega di Bossi impantanata nello scandalo Credieuronord. Quanto a Guido Bertolaso, per anni pilastro vanaglorioso del sistema Letta-Bisignani-Balducci, pare che non figuri nella lista dei pii uomini in frac, ma non aveva comunque problemi, con tutti gli appalti che gestiva senza controlli, a ottenere dal collaboratore Memores Domini del cardinal Sepe il quartierino in via Giulia, ideale per i suoi massaggi alla schiena. Anche lui è uno di famiglia: la sorella Marta è nel Campus biomedico dell'Opus Dei, il fratello Emanuele nel Consiglio regionale per l'Austria della prelatura.
    Dagli appalti del G8 della Maddalena alla corruzione internazionale di Finmeccanica. "Ieri sera ho parlato con Bertone, mi ha chiamato lui al telefono", spara il massone Valterino Lavitola, sedicente giornalista ed editore, curatore di dossier diffamatori e faccendiere personale di Berlusconi e dei suoi traffici di letto e di affari sporchi, oggi in galera, al suo sodale "Ciccio" Colucci, ex socialista, questore berlusconiano della Camera. Sostiene che vogliono farlo sottosegretario o commissario straordinario per il terremoto in Abruzzo. Dice che la Santanché "è invisa in Vaticano" e che il Segretario di Stato si sta spendendo per questo a suo favore con il gentiluomo Letta. "Assurdità che rasenta il ridicolo", replica la Segreteria di Stato quando esce l'intercettazione. Ma tutto ormai sembra possibile là oltre il portone di bronzo se è vero che, caduto Berlusconi, la seconda autorità religiosa dopo il Papa propone a Mario Monti come sottosegretario nel governo "strano" dei tecnici Marco Simeon, un giovanotto suo pupillo fin da quando era Arcivescovo Metropolita di Genova. Quando anni fa Capitalia si fonde nell'Unicredito di Alessandro Profumo, il Vaticano si allarma. Geronzi corre allora all'ambasciata d'Italia presso la Santa Sede per rassicurare la Conferenza Episcopale e si prende il figlio del benzinaio sanremese come super-consulente. Sarà poi Simeon, nel frattempo diventato responsabile di Rai Vaticano dopo aver soponsorizzato l'opusdeista Lorenza Lei alla direzione generale, a organizzare il siluramento del cardinale Carlo Maria Viganò, che andava denunciando "una situazione inimmaginabile" di "corruzione ampiamente diffusa" negli appalti e nelle forniture vaticane. Un malaffare "a tutti noto in Curia". Ma il giovanotto è talmente sicuro di sé che poche settimane fa in un'intervista al "Fatto Quotidiano" ha fornito una risposta alquanto ambigua quando gli hanno chiesto se, come dicono incontrollati pettegolezzi, lui del Segretario di Stato è in realtà il figlio.
    Il destino di Gotti Tedeschi, cacciato la scorsa settimana dallo Ior con immeritata ignominia, era comunque segnato fin da quando Geronzi, manifestandogli sommo disprezzo, disse di lui in un'intervista al Corriere della Sera: "È un personaggio ritenuto preparato che si è particolarmente esercitato nella demografia", riferendosi ai cinque figli dell'ormai ex banchiere del Papa, che si era opposto al salvataggio del San Raffaele di don Verzé da parte dello Ior, affossando il progetto di un grande polo sanitario vaticano coltivato con determinazione dal cardinal Bertone. E comunque i segreti inconfessabili della prima e della seconda Repubblica e del papato, sigillati nel caveau dello Ior non erano più considerati abbastanza blindati.
    Vi risparmieremo i dettagli del romanzo criminale intrecciato al potere politico di don Verzé, che tra l'altro utilizzava l'ex capo dei Servizi segreti italiani Nicolò Pollari per minacciare attentati ai suoi nemici, e anche gli sviluppi quotidiani dello scandalo di cui è protagonista il Memores Domini Roberto Formigoni, con il suo coté di cardinali di Curia, da cui fortunatamente ha tempestivamente preso le distanze l'arcivescovo di Milano Angelo Scola. Ma con la certezza che "appena suona la moneta nella cassa, l'anima salta fuori dal purgatorio", come diceva il predicatore medievale Tetzel, che durante il papato di Giulio II vendeva lettere di indulgenza per la remissione dei peccati in cambio di denaro sonante. Che non olet nella stanze del vicario di Cristo.









    Soros, Eichel, Amato, Bonino: "Date più tempo alla Grecia"


    Dalla Rassegna stampa Salviamo laGrecia per salvare l'euro, diamo più tempo ad Atene! Ecco l'appello di 50 personalità europee e mondiali, tra cui Giuliano Amato, Emma Bonino, l'ex ministro delle Finanze tedesco Hans Eichel e il finanziere George Soros, rivolto ai governanti europei. Lanciato online e raccolto da diversi siti, l'appello sottolinea che un'uscita greca dalla moneta unica causerebbe una crisi gravissima dell'euro e una nuova crisi finanziaria globale. L'appello chiede di dare ad Atene più tempo, di ridurre gli interessi sul suo debito, e di negoziare nuovi crediti. L'obiettivo: mettere la Grecia sulla via di una crescita economica duratura e sostenibile.






    C'era una volta l'Europa


    Dalla Rassegna stampa È colmo di insidie e doppiezze, il modo in cui un gran numero di politici europei, e di economisti, e di esperti, sta prospettando l'uscita della Grecia dalla moneta unica. Sembra una preparazione razionale al peggio, ma i presupposti di una vera preparazione sono assenti: è del tutto inaudibile una critica autentica degli errori commessi, che corregga alle radici i vizi dell'euro e dell'Unione. Non vediamo che un vacuo oscillare tra falsi allarmi e false sicumere. A volte la secessione di Atene è temuta, per gli effetti finanziari che avrebbe; altre volte sembra in segreto propiziata, accelerata. Non è interpretabile diversamente, ad esempio, la decisione che il Fondo salva-Stati ha preso all'inizio di maggio, quando gli aiuti a Atene sono passati dai concordati 5,2 miliardi di euro a 4,2 miliardi: "un miliardo di olio bollente su una ferita aperta", scrisse Giuliano Amato sul Sole 24 ore del 13 maggio. Stessa apatica indolenza di fronte a un possibile no irlandese al Patto di bilancio (fiscal compact), nel referendum di oggi. Come sempre si correrà dietro la storia, senza farla.
    Chi ha gettato la Grecia nel marasma ha volutamente giocato col fuoco, oltre che con un popolo, e ancora sorprende lo stupore causato dal voto del 6 maggio: una maggioranza parlamentare introvabile, il tracollo dei vecchi partiti, la necessità di indire - il 17 giugno - nuove elezioni. Viste le cose come stanno, si comincia a considerare fatale lo sfascio della moneta, e neanche così nefasto. Senza Atene si potrà forse salvare l'Euro, anche se rattrappendolo un po'. Meglio pochi felici - in un'eurozona ripulita - ben sorretti dal muro antincendio (il famoso firewall) che fermerà l'espandersi del male. Si può fare, dicono a Berlino e a Bruxelles: "È governabile".
    Quel che inquieta, nei piani d'emergenza allo studio, non è la volontà di erigere muri. Prepararsi a neri scenari è saggezza, in politica, a condizione però che il male sia riconosciuto, detto, e non circoscritto ma proscritto. Altrimenti avremo barriere di carta, come l'esiziale linea Maginot che doveva immunizzare i francesi da assalti nazisti. Tale è l'odierno muro antincendio, e il motivo è chiaro: manca la coscienza che la crisi non è greca ma dell'intera Unione, e per questo il panico che regna ha qualcosa di sinistro. È un panico fatto di leggerezza, di ignoranza storica, di vuoti di memoria colossali. In cuor loro i capi europei sanno di mentire, quando dicono che non ci sarà contagio. Quando esibiscono tranquillità, come se tutto potesse continuare come prima, dopo il crollo greco o il no irlandese. La leggerezza è funesta, perché non è così che l'Europa ritroverà le forze e i cittadini la fiducia.
    Chi prospetta un'uscita sopportabile di Atene sta occultandone il prezzo, e non valuta quel che significherebbe la disgregazione dell'euro. Troppo facilmente ci si consola, credendo nella favola che ci si racconta: l'eurozona che sopravviverebbe, l'Unione che resterebbe quella che conosciamo. Nella migliore delle ipotesi vengono enumerate le perdite finanziarie, alcuni evocano perfino una Banca centrale non più solvibile, ma a quel che sta nel fondo del pozzo non si guarda.
    Anche economisti illustri giocano con l'Unione come fosse un algoritmo. Paul Krugman dice giustamente che l'euro s'infrangerà, vista la volontà d'impotenza degli Stati, ma subito aggiunge che non sarà il dramma paventato. L'Argentina nel 2001-2002 si sganciò dal dollaro, svalutò il peso, poi formidabilmente si riprese: perché non potrebbe accadere a Atene, e magari a Madrid, Lisbona, Roma? Dov'è scritto che l'Unione crollerebbe, se finisse un euro fatto così male, non sostenuto dalla fusione dei suoi Stati? Si può tornare allo status quo ante. Lo stesso Joschka Fischer, ex ministro degli Esteri, spiega che l'euro non era una necessità economica, ma politica: strategicamente non se ne può fare a meno, ma tecnicamente sì.
    Affermazioni simili sono un inganno: non dicono le cose come stanno. Proviamo allora a immaginare quel che succederebbe non solo nel medio periodo ma nel breve, se Atene tornasse alla dracma per poi svalutarla massicciamente. Non avremmo uno scenario argentino, perché Atene non dispone più di una moneta nazionale, e perché il mondo industrializzato è oggi in recessione. Un lungo periodo di transizione sarebbe necessario, per passare alla dracma, durante il quale occorrerebbe bloccare le frontiere, la libera circolazione dei capitali e anche delle persone.
    Il trattato di Schengen, che abolisce i confini interni sostituendoli con un'unica frontiera esterna, verrebbe sospeso durevolmente. La svalutazione della dracma - domani della moneta spagnola, portoghese - scatenerebbe guerre commerciali. Anche per la Germania sarebbe una calamità: economica, politica, psicologica. Berlino è oggi una potenza perché leader di una moneta con peso mondiale. Ridotta a custodire il marco diverrebbe ininfluente. "Temo molto meno la potenza della Germania che la sua presente inerzia. Dovete diventare la nazione indispensabile d'Europa e non fallire nella leadership", ha detto il ministro degli Esteri polacco Sikorski in un discorso nella capitale tedesca il 28 novembre scorso. Berlino tornerebbe a esser guardata con rancore. Fischer mette in guardia la Merkel, nell'intervista al Corriere del 26 maggio: "Sarebbe una tragica ironia se la Germania unita, con mezzi pacifici e le migliori intenzioni, causasse la distruzione dell'ordine europeo una terza volta. Eppure il rischio è proprio questo". La stessa cosa hanno detto negli ultimi anni due ex cancellieri: Schmidt e Kohl.
    La rovina non sarebbe solo finanziaria. Sarebbe politica, culturale. È inutile evocare sessant'anni di storia europea a rischio, se non si specifica in cosa consista precisamente tale storia. Se non si dice la verità ai cittadini, su quel che perderemmo. Non saranno protetti da Stati nazione che recupereranno la sovranità, perché la sovranità è persa dal dopoguerra. L'euro fu necessario economicamente: non fu creato perché urgeva una penitenza politica dei tedeschi. La chiusura delle frontiere ci cambierebbe antropologicamente: ogni nazione rientrerebbe nel suo misero recinto, gli spiriti si rinazionalizzerebbero, la xenofobia diverrebbe un male banale.
    La lunga educazione europea alla mescolanza di culture, alla tolleranza, all'apertura al diverso, si prosciugherebbe per decenni. Già sta accadendo, in un'Europa che ritiene patologico il debito greco e perfettamente sana la tirannide di Orban in Ungheria. Già in Francia Sarkozy ha sbandierato la xenofobia in campagna elettorale. In Grecia già cresce un partito nazista che saluta col braccio teso e promette di installare mine anti-uomo lungo i confini. L'Unione fu inventata contro i nazionalismi razzisti: l'invenzione franerebbe. Così come vacillerebbero le nostre costituzioni, figlie del clima che generò anche l'unità europea. A nulla servirebbe la Carta dei diritti che affianca il Trattato di Lisbona. Né i giudici né gli economisti salveranno, al posto dei politici e di ogni cittadino, la civiltà dell'Unione.
    È il motivo per cui non credo che Atene uscirà dall'euro, e non solo perché i vecchi partiti greci risalgono nei sondaggi. Anche se vincesse la sinistra radicale, l'Europa non può permettersi disastri che cambierebbero la fisionomia dei suoi popoli. Molti responsabili lo sanno. Perché non parlano? La Germania si dice pronta a una Federazione. Il governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, ha scelto la tribuna di Le Monde, il 26 maggio, per dire che se Parigi scegliesse la via federale e nuove deleghe di sovranità molte cose diverrebbero possibili, compresa la messa in comune dei debiti. Il silenzio di Parigi è rovinoso. Le due rigidità, francese e tedesca, congiurano contro la rinascita dell'Europa.








    Giorgio, fatti più in là: Grillo s'allarga e punta al Quirinale


    Dalla Rassegna stampa La parte più semplice del «piano», soprattutto se orchestrato da un guru del web del calibro di Gianroberto Casaleggio, sarà quella relativa alla scelta dello slogan. Magari alla fine punterà sul sempreverde «Beppe for presidente, semplice a efficace. Oppure riadatterà il ritornello della canzone di Antonello Venditti che ha già citato una settimana fa: «Bomba o non bomba noi arriveremo al Colle». L'unica cosa certa - a sentire quel che si mormora in quella zona grigia che sta nel triangolo fra il Movimento 5 stelle, l'Italia dei valori e il vecchio network dei girotondini - è proprio l'esistenza del piano. Un piano che porta dritto dritto alla candidatura di Beppe Grillo al Quirinale.
    Fantapolitica? Tutt'altro. Il comico genovese, insieme con Casaleggio, avrebbe istruito la pratica studiando il precedente che nel 1999 portò i radicali a fare il pieno di voti alle europee sfruttando proprio la concomitanza con la fine di un settennato, che nella fattispecie era quello di Oscar Luigi Scalfaro. Partendo da un sondaggio Swg, secondo cui il 31 per cento degli italiani avrebbe voluto Emma Bonino presidente della Repubblica, la premiata orchestra di Marco Pannella, sostenuta dalla stampa internazionale e da testimoniai di lusso (da Indro Montanelli a Lucio Dalla), imbastì una campagna mediatica che portò le liste dei radicali a sfiorare il 9 per cento nazionale. Un record mai più battuto.
    Grillo ha intenzione di muoversi allo stesso modo, candidandosi pubblicamente alla successione a Giorgio Napolitano, uno dei suoi bersagli preferiti, con l'obiettivo di incrementare i voti del Movimento 5 stelle alle elezioni politiche. Dove può arrivare una campagna «Beppe for president? Di certo c'è che le condizioni di partenza da cui si muove il comico genovese sono nettamente migliori di quelle dei radicali del '99. Stando ai sondaggi, il suo movimento avrebbe virtualmente superato il Pdl. Non solo, a prendere per buoni i dati pubblicati da Renato Mannheimer sul Corriere della sera del 27 maggio, «un italiano su tre simpatizza per i grillini». Certo, il capo carismatico ha da chiudere, e pure in fretta, la faida interna che lo vede opposto ad alcuni dei suoi sindaci eletti, a cominciare dal golden boy parmigiano Federico Pizzarotti. Poi potrà lanciare la campagna per il Quirinale. Prima dell'estate? Dopo l'estate? Sul timing c'è incertezza.
    Come c'è incertezza sulla possibilità che «Beppe» rispetti la promessa fatta sul suo blog il 16 settembre 2005. Quando, nel raccontare dell'incidente stradale del 1980 che lo costrinse a una condanna per omicidio colposo, giurò solennemente: «Non mi candiderò al Parlamento». Ma il Quirinale è altrove.

    #37717 Da: giulio manfredi <manfredi61@...>
    Data: Gio 31 Mag 2012 11:52 am
    Oggetto: AL PRIDE MATRIMONI GAY SUL CARRO IN PARATA ....
    manfredi61
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    Al Pride matrimoni gay sul carro in parata

    Le nozze simboliche celebrate da assessori e consiglieri

    MARIA TERESA MARTINENGO
    «E’ tempo di sposarsi» Così recita lo slogan della campagna promossa dal Quore e Queever, che sfileranno al Pride in programma il 16 giugno
    Il logo della campagna

    Sono già 10 le coppie gay e lesbiche prenotate per essere simbolicamente sposate sabato 16 giugno, durante il Torino Pride, da politici torinesi. Difficile prevedere quante invieranno la mail - con nomi, cognomi e numero di telefono, i requisiti richiesti a riprova della serietà delle intenzioni - per diventare testimonial della campagna «Vorrei ma non posso. It’s Wedding Time!». Ardue anche le previsioni sui celebranti, già oggi numerosi.

    La campagna, è stata lanciata ieri dall’Associazione Quore, che promuove attività culturali rivolte alle persone omosessuali, e da Queever, organizzazione che propone serate per persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e anche etero. «Abbiamo deciso di partecipare al Torino Pride 2012 con una forte presa di posizione politica per il riconoscimento del matrimonio omosessuale in Italia», ha spiegato Silvia Magnino di Quore. «L’idea di un carro dedicato al tema del matrimonio omosessuale - ha spiegato Alessandro Battaglia di Queever - è nata all’interno del Queever: nelle serate si affrontano temi che non sono solo festa, ma anche di impegno civile e sociale. Il sostegno del nostro pubblico ci ha convinto a lanciare l’iniziativa, unica nel suo genere». Nell’ambito della campagna di sensibilizzazione sono state anche stampate migliaia di cartoline con una lettera aperta indirizzata al presidente Napolitano affinché si faccia portavoce in Parlamento della richiesta.

    Sabato 16 giugno, alle 16, in piazza Arbarello, partirà il carro del Queever, allegramente arredato da «sala del consiglio comunale». Di lì si leverà il grido «Vorrei, ma non posso! It’s Wedding Time!». «Lo slogan - ribadisce Daniele Viotti di Quore - esprime la volontà di colmare un vuoto legislativo inaccettabile e riconoscere pari diritti a tutti i cittadini». Ancora: «Questa iniziativa è una cosa molto seria. Basti pensare a come l’hanno accolta coppie omosessuali storiche a cui ne abbiamo parlato. Ci hanno detto che dovevano ragionare, interrogarsi. Anche simbolico, il matrimonio nel mondo lgbt è una cosa assolutamente seria».


    "La Stampa", 31/05/2012, cronaca di Torino

    Ieri, al Circolo dei Lettori, a sostenere la campagna e a dare la propria disponibilità a salire sul carro - con grande soddisfazione dei promotori per la trasversalità dell’attenzione - c’erano l’assessore comunale alle Pari Opportunità Mariacristina Spinosa e una sfilata di consiglieri comunali e regionali: Marta Levi, Fosca Nomis, Mimmo Carretta, Lucia Centillo, Mauro Laus del Pd, Marco Grimaldi e Monica Cerutti di Sel, Fabrizio Comba del Pdl. L’adesione è arrivata da Daniele Cantore, Pdl, Andrea Stara e Mercedes Bresso, gli assessori comunali Ilda Curti e Gianguido Passoni. Le coppie interessate devono iscriversi via mail: vorreimanonposso2012@...

    #37718 Da: Salvatore Grizzanti <salvatore.grizzanti@...>
    Data: Gio 31 Mag 2012 12:00 pm
    Oggetto: Armosino: “Fuori dal bunker del partito” - Lo spiffero, quello che gli altri non dicono
    salvatoregri...
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    Armosino: “Fuori dal bunker del partito”

    Pubblicato Giovedì 31 Maggio 2012, ore 13,15

    La leader di Progett'Azione replica all'offensiva della diarchia Ghigo-Ghiglia e spiega il significato della manifestazione di lunedì prossimo. "Tornare a fare politica con la gente"

    LADY DI FERRO Maria Teresa Armosino

    «Rispondiamo con i fatti, sollecitando la libera discussione, promuovendo luoghi e percorsi di partecipazione, moltiplicando iniziative sul territorio che, come quella di lunedì sera alla Gam di Torino, riaprano il dialogo con la società». Maria Teresa Armosino sostiene di avere le idee molto chiare sul tragitto intrapreso da Progett’Azione, la componente pidiellina che dall’aula del Consiglio regionale del Piemonte, dove ha dato vita a un gruppo autonomo (e misconosciuto dal partito ufficiale), allarga il proprio raggio d’azione a tutto il centrodestra piemontese, proponendosi come elemento di coagulo del sempre più disorientato elettorato. E se in questi giorni la diarchia di corso Vittorio, dopo aver annunciato l’esclusione dei “dissidenti” dagli organismi e provvedimenti disciplinari, è impegnata in un’azione di “contenimento del danno” sollecitando analoghe prese di posizione dei coordinamenti provinciali, per Armosino la strada maestra è quella di tornare a fare politica. «Un vertice che si attarda nelle beghe interne, che invece di farsi promotore del confronto sul merito del disagio diffuso nel partito, arrivando a compilare liste di proscrizione, rende l’immagine di un ceto rinchiuso nel bunker, abbarbicato agli ultimi scampoli di potere: un gruppo dirigente non più in sintonia con la base, i militanti, gli elettori e con quanto sta capitando nel Paese», attacca la lady di ferro. Un vertice che, peraltro, da dieci mesi non riunisce l’assemblea regionale, essendo l’ultima convocazione datata 29 luglio, praticamente un secolo fa. Un vertice che, a dar retta alle parole pronunciate all’assemblea dei “formattatori” dal segretario Angelino Alfano, è a un passo dal venire “azzerato”.

     

    A parte le questioni statutarie – secondo l’articolo 42 della carta del Pdl i consiglieri regionali sono giudicabili unicamente dal Collegio Nazionale dei Probiviri eletto dal Congresso – il nodo resta politico: come recuperare credibilità e protagonismo politico di fronte al generalizzato rompete le righe dell’esercito berlusconiano. Un travaglio che attraversa il partito in lungo e in largo dello Stivale e che vede il Piemonte, finora, brillare per la sua assenza. Persino quei pochi che ultimamente si sono ritagliati un briciolo di autonomia preferiscono portare in piazze fuori dalla regione il proprio dissenso (si veda il caso, emblematico, di Guido Crosetto). Armosino ne è certa: «Siamo in pieno cataclisma, le vecchie appartenenze stanno per saltare, l’elettorato ci ha in gran parte abbandonato. E noi invece di affrontare le questioni che sono all’origine del malessere sociale ed economico ci azzuffiamo su chi ha la titolarità di parlare in nome e per conto del Pdl. Non è un tantino grottesco?». Solo un cicinin.




    Salvatore Grizzanti




    #37719 Da: Claudio bellavita <claudio.bellavita@...>
    Data: Gio 31 Mag 2012 1:08 pm
    Oggetto: Fwd: da International Help, iniziative giugno 2012
    clalb1
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    -------- Messaggio originale --------
    Oggetto: da International Help, iniziative giugno 2012
    Data: Thu, 31 May 2012 12:21:59 +0200
    Mittente: International Help <mailer@...>
    A: undisclosed-recipients:;



    ·         23 giugno alle ore 9,30 presso la Fondazione Fulvio Croce via S.Maria 1 Torino incontro, condotto insieme a SUR (Società Umane Resistenti) sul tema   “La narco-guerra in Messico. Così lontana, così vicina. Un problema anche italiano” con Lucia Capuzzi, giornalista de “L’Avvenire” esperta dei problemi dell’America Latina, Piero Innocenti, ex questore e dirigente della Polizia di Stato per anni impegnato contro il traffico di droga nei Paesi latinoamericani. Introducono Gianni Sartorio .I.H. e Gianfranco Crua, SUR. Coordina Claudio Gallo, responsabile Esteri de “La Stampa”. Il dibattito si collega alla campagna contro la tratta di esseri umani condotto da IH in Guatemala e da SUR in Messico e focalizza gli stretti rapporti fra i grandi gruppi di narcotraffico messicani e il crimine organizzato italiano. in allegato la locandina della manifestazione.


     

    A presto

    International Help


    #37720 Da: giulio manfredi <manfredi61@...>
    Data: Gio 31 Mag 2012 1:35 pm
    Oggetto: DIROTTARE I SOLDI DAI PARTITI ALL'EMERGENZA TERREMOTO/DAL WEB:
    manfredi61
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    Cari amici,

    Un terremoto devastante ha colpito l'Emilia-Romagna, provocando 17
    morti e rasando al suolo interi paesi. In queste ore il Parlamento sta
    discutendo una nuova legge, e un appello pubblico gigantesco può
    garantire alle vittime le risorse di cui hanno disperato bisogno.

    I danni riportati sono enormi, e in tempo di crisi dobbiamo reperire
    risorse preziose per la ricostruzione. I partiti godono di 500 milioni
    di euro di finanziamento pubblico che hanno sperperato in maniera
    scandalosa, e ora vogliono destinare soltanto una minuscola parte di
    quei soldi alle vittime. Ma con alleati in Parlamento e nei media,
    possiamo accendere le luci su questa vergogna e costringere i partiti
    a dirottare il 100% di questi fondi alle vittime del terremoto.

    Fra pochi giorni il Senato darà il via libero definitivo alla legge:
    chiediamo a Monti e ai leader di partito di fermare l'emorragia dei
    soldi pubblici e di dirottarli alle vittime dell'Emilia e de L'Aquila!
    Consegneremo la nostra petizione grazie a un Senatore proprio prima
    del voto. Firma ora e inoltra questa email a tutti:

    http://www.avaaz.org/it/italy_party_money_to_earthquake/?cl=1836804818&amp;v=14787

    I sopravvissuti a questa catastrofe non hanno tempo da perdere: gli
    italiani stanno chiedendo al governo d'intervenire subito. E abbiamo a
    disposizione un grande ammontare di denaro che ora si trova nelle mani
    sbagliate.

    Nel 1993 gli italiani hanno detto no al finanziamento pubblico ai
    partiti attraverso un referendum. Per continuare a ricevere soldi
    pubblici, però, i partiti si sono inventati i "rimborsi elettorali"
    che dovevano corrispondere alle spese delle campagne elettorali.
    Sappiamo invece che dal 1994 a oggi i partiti ci hanno scippato 2
    miliardi di euro grazie a questo espediente.

    A seguito della pressione da parte dell'opinione pubblica per
    vergognosi scandali di corruzione e oltre 60.000 messaggi dai membri
    di Avaaz, la Camera dei deputati ha adottato una proposta di legge che
    in teoria avrebbe dovuto aiutare le vittime del terremoto, ma che in
    pratica ingrosserebbe ancora di più le casse dei partiti. Questa
    proposta prevede infatti che a ogni donazione corrisposta liberamente
    dai cittadini i partiti ricevano il 50% in più di soldi pubblici,
    tradendo così l'intenzione iniziale della legge, che era quella di
    consegnare il risparmio dal taglio al finanziamento pubblico
    interamente alle vittime del terremoto!

    Se agiremo ora potremo fermare questa vergognosa presa in giro dei
    partiti. Fra pochi giorni il Senato approverà la legge, e dobbiamo
    alle vittime una risposta urgente. Mandiamo un appello assordante a
    Monti e a tutti i leader di partito per chiedere di mostrare senso di
    responsabilità e garantire che tutto il finanziamento pubblico vada
    per la ricostruzione. Firma la petizione e fai il passaparola urgente!

    http://www.avaaz.org/it/italy_party_money_to_earthquake/?cl=1836804818&amp;v=14787

    La comunità di Avaaz in Italia ha combattuto giorno dopo giorno la
    corruzione e in favore della responsabilità della politica nei
    confronti dei cittadini. Oggi uniamo le forze per fare pulizia nel
    nostro sistema e perché migliaia di famiglie ripiegate nel dolore
    ricevano l'aiuto necessario per ricostruire le loro vite.

    Con speranza e determinazione,

    Stephanie, Giulia, Luca, Luis, Alice, Ricken, Wen-Hua e tutto il team di Avaaz

    Più informazioni

    Sisma, il governo si muove sull'Iva (Corriere della Sera)
    http://www.corriere.it/politica/12_maggio_30/terremoto-consiglio-ministri-fissa-piano-governo_01099082-aa41-11e1-8196-b3ccb09a7f99.shtml

    Rimborsi elettorali, 2 miliardi ai partiti. Come la copertura della
    riforma del lavoro (La Repubblica)
    http://www.repubblica.it/economia/2012/04/06/news/rimborsi_elettorali-32864526/

    Dai tagli ai partiti ai terremotati 150 milioni di euro (Il Manifesto)
    http://mobile.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20120525/manip2pg/16/manip2pz/323270/

    Finanziamento pubblico ai partiti, una proposta modesta (Libertiamo)
    http://www.libertiamo.it/2012/04/12/finanziamento-pubblico-dei-partiti-una-modesta-proposta/

    Il deputato Maurizio Turco sul finanziamento pubblico: "Altro fumo
    negli occhi dei cittadini italiani" (Tiscali)
    http://notizie.tiscali.it/articoli/interviste/12/05/intervista-turco-finanziamento-partiti.html

    <BR>Avaaz.org
    è un'organizzazione no-profit e indipendente con 8 milioni di membri
    da tutto il mondo, che lavora perché le opinioni e i valori dei
    cittadini di ogni parte del mondo abbiano un impatto sulle decisioni
    globali (Avaaz significa "voce" in molte lingue). I membri di Avaaz
    vivono in ogni nazione del mondo; il nostro team è sparso in 13 paesi
    diversi distribuiti in 4 continenti e opera in 14 lingue.
    per conoscere le nostre campagne più importanti:
    http://www.avaaz.org/it/highlights.php/?footer. Oppure seguici su
    Facebook (http://www.facebook.com/Avaaz) o Twitter
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    e-mail in un'altra lingua o altre informazioni contattaci qui:
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    Vuoi lasciare questa mailing list? Invia un'e-mail a
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    contattare Avaaz non rispondere a questa e-mail, ma usa il nostro
    modulo: http://www.avaaz.org/it/contact. Puoi anche telefonare al
    1-888-922-8229 (USA).



    #37721 Da: Salvatore Grizzanti <salvatore.grizzanti@...>
    Data: Gio 31 Mag 2012 1:45 pm
    Oggetto: “Basta inglese, il politecnico parli Esperanto”: lo chiede un parlamentare | Linkiesta.it
    salvatoregri...
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    Ditemi che non è vero...

    “Basta inglese, il politecnico parli Esperantoâ€: lo chiede un parlamentare | Linkiesta.it

    31 maggio 2012 - 13:40

    La decisione del Politecnico di Milano di passare all’inglese, dal 2014, per tutti gli insegnamenti della laurea magistrale ha suscitato diverse polemiche. Anche in sede istituzionale. Un’interrogazione presentata alla Camera dal radicale del Pd Marco Beltrandi, chiede se questa decisione non sia incostituzionale, o comunque contraria a diverse leggi nazionali e internazionali. Fin qui niente di strano. Ma Beltrandi va oltre. Riconosce infatti che «per lo sviluppo, anche economico, dell'Europa vi è l'indubbia necessità di una lingua federale che rilanci gli scambi e la mobilità», ma senza che si creino discriminazioni tra i cittadini della Ue. La soluzione proposta è quindi di accantonare la lingua inglese e scegliere l’esperanto.

    L’esperanto è una lingua creata artificialmente dall'oftalmologo polacco Ludwik Lejzer Zamenhof a fine ‘800. I vocaboli derivano da idiomi preesistenti, alcuni più recenti da lingue non indoeuropee come il giapponese, ma in gran parte da latino, lingue romanze (in particolare italiano e francese), lingue germaniche (tedesco e inglese) e lingue slave (russo e polacco). Nell’interrogazione, Beltrandi sostiene – citando Grin, L'insegnamento delle lingue straniere come politica pubblica - che adottando lo “scenario esperanto†si potrebbero risparmiare 25 miliardi di euro all’anno. Si priverebbe inoltre l’Inghilterra di un vantaggio economico rilevante. Secondo quanto si legge nell’interrogazione, «l'apprendimento della lingua inglese agli italiani costa 60 miliardi di euro l'anno e nell'Unione europea 350 miliardi di euro annui».

    Quasi ci fosse un disegno politico preciso, dietro questa egemonia della lingua inglese, Beltrandi cita un discorso di Churchill agli studendi di Harvard nel 1943: «Dominare la lingua di un popolo offre guadagni di gran lunga superiori che non il togliergli province e territori o schiacciarlo con lo sfruttamento. Gli imperi del futuro sono quelli della mente». Per evitare questo neocolonialismo albionico la scelta perfetta sarebbe dunque l’esperanto. Oltre a ribadire che in Italia si insegna in italiano, l’interrogazione si conclude con la richiesta al governo se non sia il caso di avviare una sperimentazione dell’esperanto, in base a uno studio del 1995, come lingua federale europea. Fantapolitica? Forse. Nel dubbio cominciamo ad abituarci.

    La decido de la Politeknika de Milán iri al angla, de 2014, pro ĉiuj instruoj de la grado Äi okazigis multan diskutadon. Eĉ institucie. A query submetita al la Domo de la radikala de PD Beltrandi Kadro, demandis se tiu decido ne estas kontraÅ­konstitucia, aÅ­ alimaniere male al kelkaj naciaj kaj internaciaj leÄoj. Äœis nun ne estas nekutima. Sed Beltrandi tie. Rekonas, ke "la disvolviÄo, inkludante ekonomia, EÅ­ropo estas klara bezono por lingvo kiu supreniras la federacia komerco kaj movebleco ', sed sen krei diskriminacio inter civitanoj de EU. La proponita solvo estas do al rezervis la angla lingvo kaj elektu la esperanto.

    La esperanto estas lingvo kreita artifike per okulkuracisto pola Ludoviko Zamenhof Lazaro fine de '800. La vortoj estas derivitaj el ekzistantaj lingvoj, iuj el la plej lastatempaj ne-indo-eÅ­ropaj lingvoj kiel la japana, sed ĉefe el latino, latinidaj lingvoj (precipe itala kaj franca), Äermanaj lingvoj (germana kaj angla) kaj slavaj lingvoj (rusa kaj pola) . En via demando, diras Beltrandi - citante Grin: La instruado de fremdaj lingvoj kiel publika politiko - tio adoptante la "scenaro esperanto" vi povus savi 25 miliardoj da eÅ­roj jare. Äœi ankaÅ­ malkonfesos Anglio signifan ekonomian avantaÄon. Kiel ni legas en la demando "la lernado de angla italoj kostas 60 miliardoj jare en EU 350 milionoj eÅ­roj jare."

    Ni preskaÅ­ havis klaran politikan dezajno malantaÅ­ tiu hegemonio de angla, Beltrandi citas paroladon de Churchill studendi al Harvard en 1943, "regi la lingvon de homoj proponas multe pli granda ol gajnoj la provincoj kaj teritorioj forpreni aÅ­ subpremi kun ekspluatado. La imperioj de la estonteco estas tiuj de la menso. "Por eviti ĉi neocolonialism albionico la perfekta elekto devus tiam esti la esperanto. Li ripetis ke Italujo estas instruata en itala, la serĉo finas kun la peto al la registaro se Äi ne estas taÅ­ga por komenci juÄo de esperanto, laÅ­ 1995 studo, kiel EÅ­ropa federacia lingvo. Politika fikcio? Eble. Kiam en dubo komencas kutimi.

    (Traduzione dell'articolo da Google Translator)

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    Salvatore Grizzanti




    #37722 Da: Salvatore Grizzanti <salvatore.grizzanti@...>
    Data: Gio 31 Mag 2012 1:55 pm
    Oggetto: Andiamo avanti così, facciamoci del male | Phastidio.net
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    Andiamo avanti così, facciamoci del male

    Pubblicate in Gazzetta Ufficiale le nuove modalità di detassazione del salario di produttività, cioè della parte variabile di stipendio. Quella che viene considerata anche dalla casalinga di Voghera come la pietra angolare della nostra strategia di rilancio produttivo. E non è un bel vedere.

    Infatti, l’aliquota ridotta del 10 per cento varrà solo sui primi 2.500 euro e non su 6.000 come invece accadeva sinora. Inoltre, la platea dei beneficiari si ridurrà, visto che il “beneficio” sarà limitato ai percettori di reddito non superiore a 30.000 euro, dai 40.000 che vigevano lo scorso anno. Questa audace manovra farà in modo che, nell’esempio dell’articolo del Corriere, un operaio con imponibile di 35.000 euro lordi annui e 6.000 euro di straordinari, che con la vecchia norma avrebbe pagato (tutto compreso, addizionali incluse) solo 600 euro di tasse, da quest’anno si troverà a pagarne quasi 1.770.

    E non è finita: per il 2013 il governo ha appostato a bilancio per questa fiscalità di vantaggio la miseria di 263 milioni di euro. E’ quindi verosimile che l’agevolazione, il prossimo anno, verrà erogata solo ai salariati con imponibile zero che siano anche in grado di leggere alla rovescia la Divina Commedia durante il passaggio della cometa di Halley. Si attendono convegni ed iniziative dedicati alla produttività.

    Saremo anche un paese in crisi fiscale conclamata ma, quando si tratta di rendersi ridicoli, non ci facciamo mancare mai nulla.

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    Salvatore Grizzanti




    #37723 Da: giulio manfredi <manfredi61@...>
    Data: Gio 31 Mag 2012 1:57 pm
    Oggetto: TESTO APPELLO AMATO/BONINO/KOUCHNER PER LA GRECIA:
    manfredi61
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    Appello ai leaders europei per il compromesso e la flessibilità

    30/05/2012
    Mentre la Grecia cerca faticosamente di formare un nuovo governo, molti in Europa sono rassegnati alla sua uscita dall’eurozona, sostenendo che ciò sarebbe meglio che molti anni di dura austerità. Allo stesso tempo, sembra esserci una crescente percezione di un’Europa abbastanza forte da poter contenere un possibile contagio dall’uscita della Grecia. In realtà, noi crediamo che un’uscita della Grecia dalla zona euro sarebbe una catastrofe economica e politica. Non è infatti certo che il Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria/Meccanismo Europeo di Stabilità sarebbe in grado di prevenire un contagio o di affrontare una corsa agli sportelli bancari in Italia o in Spagna. Un’uscita della Grecia potrebbe innescare uno smembramento della zona euro, il che a sua volta porterebbe ad una profonda recessione e a una nuova crisi finanziaria globale. Un’uscita della Grecia distruggerebbe anche il “soft power” dell’Europa, danneggiando irreversibilmente la sua posizione nel mondo.
    Perciò, ci appelliamo alle autorità politiche europee affinché offrano alla Grecia una via per tornare in una traiettoria di crescita sostenibile all’interno dell’eurozona. È ormai evidente che la via dell’austerità estrema senza alcun compromesso può portare soltanto al fallimento economico. Le autorità europee devono arrivare ad un compromesso in base al quale la Grecia riporti le proprie finanze in ordine, in cambio di tempo supplementare per ridurre il proprio deficit e per ripagare prestiti bilaterali e multilaterali. I tassi d’interesse che la Grecia paga ai suoi partners europei dovrebbero rivisti, il che potrebbe essere condizionato ai progressi su alcune riforme ben definite. Ciò darebbe al popolo greco la speranza di poter tornare alla crescita economica, sottolineando al tempo stesso la loro responsabilità nel portare a termine le riforme necessarie. Dovranno esserci sacrifici da entrambe le parti, ma pensiamo che l’idea di un’Europa prospera ne valga la pena.




    Firmatari


    Asger Aamund (Denmark)
    Martti Ahtisaari (Finland)
    Giuliano Amato (Italy)
    Gordon Bajnai (Hungary)
    Peter Bofinger (Germany)
    Emma Bonino (Italy)
    Franziska Brantner (Germany)
    Maria Livanos Cattaui (Switzerland)
    Charles Clarke (UK)
    Daniel Daianu (Romania)
    Aleš Debeljak (Slovenia)
    Jean Luc Dehaene (Belgium)
    Andrew Duff (UK)
    Sebastian Dullien (Germany)
    Hans Eichel (Germany)
    Rolf Ekeus (Sweden)
    Teresa Patricio Gouveia (Portugal)
    Charles Grant (UK)
    István Gyarmati (Hungary)
    Danuta Hübner (Poland)
    Jaakko Iloniemi (Finland)
    Mary Kaldor (UK)
    David Koranyi (Hungary)
    Bernard Kouchner (France)
    Monica Luisa Macovei (Romania)
    Wolfgang Munchau (Germany)
    Alina Mungiu-Pippidi (Romania)
    Kalypso Nicolaïdis (France-Greece)
    Daithi O’Ceallaigh (Ireland)
    Christine Ockrent (France)
    Andrzej Olechowski (Poland)
    Marcelino Oreja Aguirre (Spain)
    Andrew Puddephatt (UK)
    Ana Palacio (Spain)
    Charles Powell (UK/Spain)
    Robert Reibestein (Netherlands)
    Lord George Robertson (UK)
    Albert Rohan (Austria)
    Adam Daniel Rotfeld (Poland)
    Daniel Sachs (Sweden)
    Giuseppe Scognamiglio (Italy)
    Narcís Serra (Spain)
    Aleksander Smolar (Poland)
    Ion Sturza (Romania)
    Pawel Swieboda (Poland)
    Luisa Todini (Italy)
    Loukas Tsoukalis (Greece)
    Andre Wilkens (Germany)
    Antonio Vitorino (Portugal)
    Carlos Alonso Zaldivar (Spain)
    Stelios Zavvos (Greece)


    http://www.radicalparty.org/it/content/appello-ai-leaders-europei-il-compromesso-e-la-flessibilit
    Fonte: http://www.radicalparty.org/it/content/appello-ai-leaders-europei-il-compromesso-e-la-flessibilit

    #37724 Da: Nicola Vono <nicolavono@...>
    Data: Gio 31 Mag 2012 2:07 pm
    Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] “Basta inglese, il politecnico parli Esperantoâ€: lo chiede un parlamentare | Linkiesta.it
    nicolavono
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    perché la realtà supera la fantasia...?!

    Nic

    ============================
    in questo periodo che i Radicali non vanno di moda, io parafrasando J-Ax e Dogo dico...
    "il cuore batte forte perché ancora ci credo, lo sono perché troppi han detto che non dovevo, sono Radicale, fino al giorno che crepo, sono recidivo, sono vivo, (per un pelo), sono re-cidiv o..."

    Il giorno 31/mag/2012, alle ore 15:45, Salvatore Grizzanti <salvatore.grizzanti@...> ha scritto:

     

    Ditemi che non è vero...

    “Basta inglese, il politecnico parli Esperantoâ€: lo chiede un parlamentare | Linkiesta.it

    31 maggio 2012 - 13:40

    La decisione del Politecnico di Milano di passare all’inglese, dal 2014, per tutti gli insegnamenti della laurea magistrale ha suscitato diverse polemiche. Anche in sede istituzionale. Un’interrogazione presentata alla Camera dal radicale del Pd Marco Beltrandi, chiede se questa decisione non sia incostituzionale, o comunque contraria a diverse leggi nazionali e internazionali. Fin qui niente di strano. Ma Beltrandi va oltre. Riconosce infatti che «per lo sviluppo, anche economico, dell'Europa vi è l'indubbia necessità di una lingua federale che rilanci gli scambi e la mobilità», ma senza che si creino discriminazioni tra i cittadini della Ue. La soluzione proposta è quindi di accantonare la lingua inglese e scegliere l’esperanto.

    L’esperanto è una lingua creata artificialmente dall'oftalmologo polacco Ludwik Lejzer Zamenhof a fine ‘800. I vocaboli derivano da idiomi preesistenti, alcuni più recenti da lingue non indoeuropee come il giapponese, ma in gran parte da latino, lingue romanze (in particolare italiano e francese), lingue germaniche (tedesco e inglese) e lingue slave (russo e polacco). Nell’interrogazione, Beltrandi sostiene – citando Grin, L'insegnamento delle lingue straniere come politica pubblica - che adottando lo “scenario esperanto†si potrebbero risparmiare 25 miliardi di euro all’anno. Si priverebbe inoltre l’Inghilterra di un vantaggio economico rilevante. Secondo quanto si legge nell’interrogazione, «l'apprendimento della lingua inglese agli italiani costa 60 miliardi di euro l'anno e nell'Unione europea 350 miliardi di euro annui».

    Quasi ci fosse un disegno politico preciso, dietro questa egemonia della lingua inglese, Beltrandi cita un discorso di Churchill agli studendi di Harvard nel 1943: «Dominare la lingua di un popolo offre guadagni di gran lunga superiori che non il togliergli province e territori o schiacciarlo con lo sfruttamento. Gli imperi del futuro sono quelli della mente». Per evitare questo neocolonialismo albionico la scelta perfetta sarebbe dunque l’esperanto. Oltre a ribadire che in Italia si insegna in italiano, l’interrogazione si conclude con la richiesta al governo se non sia il caso di avviare una sperimentazione dell’esperanto, in base a uno studio del 1995, come lingua federale europea. Fantapolitica? Forse. Nel dubbio cominciamo ad abituarci.

    La decido de la Politeknika de Milán iri al angla, de 2014, pro ĉiuj instruoj de la grado Äi okazigis multan diskutadon. Eĉ institucie. A query submetita al la Domo de la radikala de PD Beltrandi Kadro, demandis se tiu decido ne estas kontraÅ­konstitucia, aÅ­ alimaniere male al kelkaj naciaj kaj internaciaj leÄoj. Äœis nun ne estas nekutima. Sed Beltrandi tie. Rekonas, ke "la disvolviÄo, inkludante ekonomia, EÅ­ropo estas klara bezono por lingvo kiu supreniras la federacia komerco kaj movebleco ', sed sen krei diskriminacio inter civitanoj de EU. La proponita solvo estas do al rezervis la angla lingvo kaj elektu la esperanto.

    La esperanto estas lingvo kreita artifike per okulkuracisto pola Ludoviko Zamenhof Lazaro fine de '800. La vortoj estas derivitaj el ekzistantaj lingvoj, iuj el la plej lastatempaj ne-indo-eÅ­ropaj lingvoj kiel la japana, sed ĉefe el latino, latinidaj lingvoj (precipe itala kaj franca), Äermanaj lingvoj (germana kaj angla) kaj slavaj lingvoj (rusa kaj pola) . En via demando, diras Beltrandi - citante Grin: La instruado de fremdaj lingvoj kiel publika politiko - tio adoptante la "scenaro esperanto" vi povus savi 25 miliardoj da eÅ­roj jare. Äœi ankaÅ­ malkonfesos Anglio signifan ekonomian avantaÄon. Kiel ni legas en la demando "la lernado de angla italoj kostas 60 miliardoj jare en EU 350 milionoj eÅ­roj jare."

    Ni preskaÅ­ havis klaran politikan dezajno malantaÅ­ tiu hegemonio de angla, Beltrandi citas paroladon de Churchill studendi al Harvard en 1943, "regi la lingvon de homoj proponas multe pli granda ol gajnoj la provincoj kaj teritorioj forpreni aÅ­ subpremi kun ekspluatado. La imperioj de la estonteco estas tiuj de la menso. "Por eviti ĉi neocolonialism albionico la perfekta elekto devus tiam esti la esperanto. Li ripetis ke Italujo estas instruata en itala, la serĉo finas kun la peto al la registaro se Äi ne estas taÅ­ga por komenci juÄo de esperanto, laÅ­ 1995 studo, kiel EÅ­ropa federacia lingvo. Politika fikcio? Eble. Kiam en dubo komencas kutimi.

    (Traduzione dell'articolo da Google Translator)

    PDF



    Salvatore Grizzanti




    #37725 Da: "silvio.viale" <silvio.viale@...>
    Data: Gio 31 Mag 2012 3:44 pm
    Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] “Basta inglese, il politecnico parli Esperantoâ€: lo chiede un parlamentare | Linkiesta.it
    silvio.viale@...
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    In questo caso possiamo dire che la fantasia vuole superare la realtà.

    Inviato da iPad

    Il giorno 31/mag/2012, alle ore 16:07, Nicola Vono <nicolavono@...> ha scritto:

     

    perché la realtà supera la fantasia...?!

    Nic

    ============================
    in questo periodo che i Radicali non vanno di moda, io parafrasando J-Ax e Dogo dico...
    "il cuore batte forte perché ancora ci credo, lo sono perché troppi han detto che non dovevo, sono Radicale, fino al giorno che crepo, sono recidivo, sono vivo, (per un pelo), sono re-cidiv o..."

    Il giorno 31/mag/2012, alle ore 15:45, Salvatore Grizzanti <salvatore.grizzanti@...> ha scritto:

     

    Ditemi che non è vero...

    “Basta inglese, il politecnico parli Esperantoâ€: lo chiede un parlamentare | Linkiesta.it

    31 maggio 2012 - 13:40

    La decisione del Politecnico di Milano di passare all’inglese, dal 2014, per tutti gli insegnamenti della laurea magistrale ha suscitato diverse polemiche. Anche in sede istituzionale. Un’interrogazione presentata alla Camera dal radicale del Pd Marco Beltrandi, chiede se questa decisione non sia incostituzionale, o comunque contraria a diverse leggi nazionali e internazionali. Fin qui niente di strano. Ma Beltrandi va oltre. Riconosce infatti che «per lo sviluppo, anche economico, dell'Europa vi è l'indubbia necessità di una lingua federale che rilanci gli scambi e la mobilità», ma senza che si creino discriminazioni tra i cittadini della Ue. La soluzione proposta è quindi di accantonare la lingua inglese e scegliere l’esperanto.

    L’esperanto è una lingua creata artificialmente dall'oftalmologo polacco Ludwik Lejzer Zamenhof a fine ‘800. I vocaboli derivano da idiomi preesistenti, alcuni più recenti da lingue non indoeuropee come il giapponese, ma in gran parte da latino, lingue romanze (in particolare italiano e francese), lingue germaniche (tedesco e inglese) e lingue slave (russo e polacco). Nell’interrogazione, Beltrandi sostiene – citando Grin, L'insegnamento delle lingue straniere come politica pubblica - che adottando lo “scenario esperanto†si potrebbero risparmiare 25 miliardi di euro all’anno. Si priverebbe inoltre l’Inghilterra di un vantaggio economico rilevante. Secondo quanto si legge nell’interrogazione, «l'apprendimento della lingua inglese agli italiani costa 60 miliardi di euro l'anno e nell'Unione europea 350 miliardi di euro annui».

    Quasi ci fosse un disegno politico preciso, dietro questa egemonia della lingua inglese, Beltrandi cita un discorso di Churchill agli studendi di Harvard nel 1943: «Dominare la lingua di un popolo offre guadagni di gran lunga superiori che non il togliergli province e territori o schiacciarlo con lo sfruttamento. Gli imperi del futuro sono quelli della mente». Per evitare questo neocolonialismo albionico la scelta perfetta sarebbe dunque l’esperanto. Oltre a ribadire che in Italia si insegna in italiano, l’interrogazione si conclude con la richiesta al governo se non sia il caso di avviare una sperimentazione dell’esperanto, in base a uno studio del 1995, come lingua federale europea. Fantapolitica? Forse. Nel dubbio cominciamo ad abituarci.

    La decido de la Politeknika de Milán iri al angla, de 2014, pro ĉiuj instruoj de la grado Äi okazigis multan diskutadon. Eĉ institucie. A query submetita al la Domo de la radikala de PD Beltrandi Kadro, demandis se tiu decido ne estas kontraÅ­konstitucia, aÅ­ alimaniere male al kelkaj naciaj kaj internaciaj leÄoj. Äœis nun ne estas nekutima. Sed Beltrandi tie. Rekonas, ke "la disvolviÄo, inkludante ekonomia, EÅ­ropo estas klara bezono por lingvo kiu supreniras la federacia komerco kaj movebleco ', sed sen krei diskriminacio inter civitanoj de EU. La proponita solvo estas do al rezervis la angla lingvo kaj elektu la esperanto.

    La esperanto estas lingvo kreita artifike per okulkuracisto pola Ludoviko Zamenhof Lazaro fine de '800. La vortoj estas derivitaj el ekzistantaj lingvoj, iuj el la plej lastatempaj ne-indo-eÅ­ropaj lingvoj kiel la japana, sed ĉefe el latino, latinidaj lingvoj (precipe itala kaj franca), Äermanaj lingvoj (germana kaj angla) kaj slavaj lingvoj (rusa kaj pola) . En via demando, diras Beltrandi - citante Grin: La instruado de fremdaj lingvoj kiel publika politiko - tio adoptante la "scenaro esperanto" vi povus savi 25 miliardoj da eÅ­roj jare. Äœi ankaÅ­ malkonfesos Anglio signifan ekonomian avantaÄon. Kiel ni legas en la demando "la lernado de angla italoj kostas 60 miliardoj jare en EU 350 milionoj eÅ­roj jare."

    Ni preskaÅ­ havis klaran politikan dezajno malantaÅ­ tiu hegemonio de angla, Beltrandi citas paroladon de Churchill studendi al Harvard en 1943, "regi la lingvon de homoj proponas multe pli granda ol gajnoj la provincoj kaj teritorioj forpreni aÅ­ subpremi kun ekspluatado. La imperioj de la estonteco estas tiuj de la menso. "Por eviti ĉi neocolonialism albionico la perfekta elekto devus tiam esti la esperanto. Li ripetis ke Italujo estas instruata en itala, la serĉo finas kun la peto al la registaro se Äi ne estas taÅ­ga por komenci juÄo de esperanto, laÅ­ 1995 studo, kiel EÅ­ropa federacia lingvo. Politika fikcio? Eble. Kiam en dubo komencas kutimi.

    (Traduzione dell'articolo da Google Translator)

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    Salvatore Grizzanti






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    #37726 Da: "e.cucco@..." <e.cucco@...>
    Data: Gio 31 Mag 2012 4:22 pm
    Oggetto: mi correggo
    vincenzo_cucco
    Invia email Invia email
     
    mi correggo, il buco è salito a 11 miliardi.....
    santo cielo!

    http://www.lospiffero.com/buco-della-serratura/sanita-debito-monstre-miliardi-4576.html


    #37727 Da: "e.cucco@..." <e.cucco@...>
    Data: Gio 31 Mag 2012 4:21 pm
    Oggetto: sanita piemontese
    vincenzo_cucco
    Invia email Invia email
     
    mi hanno appena riferito che monferrino avrebbe detto in commissione sanità regionale che si sono sbagliati coi conti, e le spese della sanità in piemonte sono MAGGIORI di 1,5 miliardi rispetto a quanto scritto nei bilanci. Praticamente schizziamo a 10 miliardi.
    sollevazione generale dei consiglieri di opposizione. il pd ha ringraziato per la trasparenza... spero che sia stata una battuta

    altro che lacrime e sangue.....

    ec


    #37728 Da: "Silvio.viale" <silvio.viale@...>
    Data: Gio 31 Mag 2012 4:47 pm
    Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] sanita piemontese
    silvio.viale@...
    Invia email Invia email
     
    Questo vuol dire che c'è un buco di 1,5 miliardi, 15% del bilancio della sanità?
    Ahi, il mio stipendio!
    --------- Original Message --------
    Da: radicali-piemonte@yahoogroups.com
    To: "radicali-piemonte@yahoogroups.com" <radicali-piemonte@yahoogroups.com>
    Oggetto: [Y!G radicali-piemonte] sanita piemontese
    Data: 31/05/12 19:44

     
    mi hanno appena riferito che monferrino avrebbe detto in commissione sanità regionale che si sono sbagliati coi conti, e le spese della sanità in piemonte sono MAGGIORI di 1,5 miliardi rispetto a quanto scritto nei bilanci. Praticamente schizziamo a 10 miliardi.
    sollevazione generale dei consiglieri di opposizione. il pd ha ringraziato per la trasparenza... spero che sia stata una battuta

    altro che lacrime e sangue.....

    ec


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    #37729 Da: Salvatore Grizzanti <salvatore.grizzanti@...>
    Data: Gio 31 Mag 2012 7:20 pm
    Oggetto: Che vergogna, che paura | Francesco Costa | Il Post
    salvatoregri...
    Invia email Invia email
     

    Che vergogna, che paura

    Su questo blog per qualche tempo avevo tenuto conto dei casi più grossi e patologici del fenomeno che viene comunemente chiamato con la brutta espressione “corto circuito mediatico giudiziarioâ€: quel fenomeno per cui i giornali italiani sono pieni di verbali, intercettazioni, note riservate, atti coperti da segreto, notizie su arresti prima che vengano effettuati gli arresti, notizie su indagini prima che vengano notificate le indagini. Con frequenza quasi quotidiana e con fonti quasi sempre giudiziarie. Ne è appena successa una piuttosto marchiana.

    Gianluigi Buffon, portiere e capitano della nazionale di calcio, durante una conferenza stampa ieri ha commentato le inchieste in corso su calcio e scommesse. Ha detto che lo scenario è «peggio di calciopoli», perché «coinvolge un movimento intero» mentre «allora invece era coinvolta, per il 90-95 per cento, una società». E poi si è lamentato, con molte ragioni, del torbido e scandaloso filo diretto tra procure e giornali.

    La cosa grave è che voi sapete tutto in anticipo, se io vado a parlare con un pm, dopo 5 minuti si viene a sapere, questa è la vergogna. (…) E poi, alle 6 del mattino a Coverciano c’erano anche le telecamere: sono cose che lasciano interdetti, sempre per non voler spettacolarizzare…

    Buffon si è lagnato, insomma, del “corto circuito mediatico giudiziarioâ€. Passano meno di 24 ore e sui giornali arriva una “nota riservata†della procura di Cremona, riguardo “accertamenti†in corso su Buffon – che non è indagato – riguardo “ingenti movimenti di denaro†che “si ipotizza possano essere serviti a giocate sportive†(che non sono reato, semmai un illecito sportivo, e solo se eventualmente giocate sul calcio). Nel frattempo, sui giornali online e vedrete su quelli di domani, “si ipotizza†è già diventato titoloni come “Le scommesse milionarie di Buffonâ€. Missione compiuta.

    Questo è il paese in cui viviamo. Poi ognuno decida se preoccuparsi o indignarsi di più per le eventuali partite di calcio truccate.



    Salvatore Grizzanti

    Inviato da iPhone

    #37730 Da: Salvatore Grizzanti <salvatore.grizzanti@...>
    Data: Gio 31 Mag 2012 7:24 pm
    Oggetto: Camillo » Archivio » In Italia c’è il fascismo
    salvatoregri...
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    cose che non resteranno

    Gigi Buffon è il nostro Gaetano Salvemini. I giornali sono vergognosi, e poi si lamentano di non vendere copie e di perdere autorevolezza. Buffon ha criticato il circolo mediatico giudiziario, la vera peste italiana degli ultimi 20 anni, e il giorno dopo una vecchia informativa di una qualche procura è diventato un PDF scaricabile sui siti dei giornali titolati a tutta homepage: “Le scommesse milionarie di Buffonâ€, sottinteso illegali e collegate alle inchieste di questi giorni. E invece non c’entra niente, quella vecchia informativa “riservata†non ha portato ad alcuna indagine nei confronti di Buffon, che non è indagato, è solo una ritorsione della magistratura e della stampa dopo le giuste e doverose accuse di ieri. Una ritorsione. Quell’informativa che fa titolare i giornali, anche quelli in amichevoli rapporti con gli zingari scommettitori clandestini, “Le scommesse milionarie di Buffon†da sottintendere sempre illegali e collegate alle inchieste di questi giorni, dice invece che non si puó escludere che Buffon non scommettesse in ricevitoria, attività al tempo probabilmente consentita e lecita anche per i calciatori (ora non più). Per i giornali quel “non si può escludere†sotto dettatura della casta dei magistrati diventa “scommetteva†naturalmente illegalmente. Io non so se Buffon scommettesse. So che in Italia c’è il fascismo.


    Salvatore Grizzanti

    Inviato da iPhone

    #37731 Da: Salvatore Grizzanti <salvatore.grizzanti@...>
    Data: Gio 31 Mag 2012 7:24 pm
    Oggetto: Che vergogna, che paura | Francesco Costa | Il Post
    salvatoregri...
    Invia email Invia email
     

    Che vergogna, che paura

    Su questo blog per qualche tempo avevo tenuto conto dei casi più grossi e patologici del fenomeno che viene comunemente chiamato con la brutta espressione “corto circuito mediatico giudiziarioâ€: quel fenomeno per cui i giornali italiani sono pieni di verbali, intercettazioni, note riservate, atti coperti da segreto, notizie su arresti prima che vengano effettuati gli arresti, notizie su indagini prima che vengano notificate le indagini. Con frequenza quasi quotidiana e con fonti quasi sempre giudiziarie, mai individuate e mai sanzionate. Ne è appena successa una piuttosto marchiana.

    Gianluigi Buffon, portiere e capitano della nazionale di calcio, durante una conferenza stampa ieri ha commentato le inchieste in corso su calcio e scommesse. Ha detto che lo scenario è «peggio di calciopoli», perché «coinvolge un movimento intero» mentre «allora invece era coinvolta, per il 90-95 per cento, una società». E poi si è lamentato, con molte ragioni, del torbido e scandaloso filo diretto tra procure e giornali.

    La cosa grave è che voi sapete tutto in anticipo, se io vado a parlare con un pm, dopo 5 minuti si viene a sapere, questa è la vergogna. (…) E poi, alle 6 del mattino a Coverciano c’erano anche le telecamere: sono cose che lasciano interdetti, sempre per non voler spettacolarizzare…

    Buffon si è lagnato, insomma, del “corto circuito mediatico giudiziarioâ€. Passano meno di 24 ore e sui giornali arriva una “nota riservata†della procura di Cremona, riguardo “accertamenti†in corso su Buffon – che non è indagato – riguardo “ingenti movimenti di denaro†che “si ipotizza possano essere serviti a giocate sportive†(che non sono reato, semmai un illecito sportivo, e solo se eventualmente giocate sul calcio). Nel frattempo, sui giornali online e vedrete su quelli di domani, “si ipotizza†è già diventato titoloni come “Le scommesse milionarie di Buffonâ€. Missione compiuta.

    Questo è il paese in cui viviamo. Poi ognuno decida se preoccuparsi o indignarsi di più per le eventuali partite di calcio truccate.



    Salvatore Grizzanti

    Inviato da iPhone

    #37732 Da: Salvatore Grizzanti <salvatore.grizzanti@...>
    Data: Gio 31 Mag 2012 7:39 pm
    Oggetto: Dal Pdl fuga verso Montezemolo. Nasce il gruppo "Altra Italia" - Affaritaliani.it
    salvatoregri...
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    Dal Pdl fuga verso Montezemolo. Nasce il gruppo "Altra Italia"

    C'e la cognata di Silvio Berlusconi, Mariella Bocciardo. Ci sono deputati ex azzurri della prima ora, come Giorgio Stracquadanio e Isabella Bertolini. C'e' anche l'ex avvocato del Cavaliere, Gaetano Pecorella. E altri deputati, tra i quali Giuseppe Cossiga e Andrea Orsini. Ci sono le loro firme in calce e la settimana prossima ne dovrebbero arrivare altre, tra cui quelle di Stradella e Armosino e dell'esponente di Fli, Galli. Nascera' cosi' nei prossimi giorni un'associazione, il nome scelto e' quello di 'Un'altra Italia', che portera' - spiegano le fonti - diversi parlamentari del Pdl a fuoriuscire dal gruppo guidato da Cicchitto e a costituirne uno autonomo. Il 'think tank', viene spiegato, ha l'obiettivo di dialogare con i parlamentari legati a Montezemolo e con chi sta lavorando per creare una federazione dei moderati. Al momento lo scopo e' quello di creare una vera e propria area liberale che ricalchi il modello Forza Italia del '94 e che parta dai programmi e non dalla struttura. Parallelamente si dovrebbe creare un altro gruppo - 'I liberali per l'Italia' - al quale dovrebbero aderire gli esponenti in Parlamento vicini a 'Italia futura'. Oltre a chi gia' da tempo viene accostato al 'signor Ferrari' (Gava, Antonione, Sartori, Destro alla Camera, Nicola Rossi al Senato) per ora - riferiscono fonti parlamentari - si fanno i nomi di tre esponenti dell'Api a Montecitorio e di alcuni senatori a palazzo Madama, provenienti da formazioni politiche diverse, come Leddi, Fistarol e Follini.  
     
    "Ormai Berlusconi e Bossi si sono eclissati insieme, c'e' stato il fallimento della rivoluzione liberale e di quella federale. Si e' chiuso un ciclo, bisogna aprirne un altro". Con questa premessa Giorgio Stracquadanio spiega su quali basi poggera' 'Un'altra Italia'. "Nel Pdl - aggiunge il deputato -, andato via Berlusconi, e' nata una guida oligarchica che si fonda sul patto di sindacato, ovvero sulle quote, non certo un movimento aperto all'americana". Per i fondatori di questa associazione gli elettori del centrodestra aspettano risposte concrete e neanche "l'Opa tentata da Casini" ha avuto successo. Per questo motivo, visto che "non e' possibile un rinnovamento della classe dirigente del Pdl" nascera', riferiscono gli autori dell'iniziativa, un gruppo che "vuole ripartire dai programmi, dall'offerta politica da elaborare insieme ai cittadini". La 'spending review', la riduzione del debito, l'Europa saranno i primi temi al centro del 'think tank'. 'Un'altra Italia' si servira', sottolineano ancora gli organizzatori, soprattutto dei social network e ricalchera' il metodo utilizzato finora da 'Italia futura'.
     
     "Vogliamo parlare di proposte e non di contenitore", premette Isabella Bertolini. Il laboratorio di Montezemolo viene preso come punto di riferimento anche da altri deputati e senatori. Progetti paralleli per un obiettivo comune. Gava, Destro, Antonione, Sartori stanno lavorando insieme al senatore Nicola Rossi per portare gia' da ora in Parlamento le battaglie che hanno ispirato la nascita della fondazione. Da settimane i parlamentari interessati al progetto si riuniscono con esponenti vicini a Montezemolo per preparare le prossime elezioni politiche. La fondazione che conta piu' di 50mila associati si e' da tempo radicata sul territorio grazie all'apporto di membri della societa' civile non legata al momento politico. Ma 'Italia futura' - sottolineano fonti parlamentari - continua a visionare i possibili candidati per le elezioni. Montezemolo, spiegano le stesse fonti, non ha ancora sciolto la riserva, ovvero non ha ancora deciso se scendere in campo in prima persona. Il timore, viene sottolineato, e' che si possa innescare una campagna mediatico-giudiziaria. Nel frattempo la convention dell'associazione che era in programma a luglio potrebbe essere anche rinviata a settembre. "Serve tempo - spiega uno dei deputati 'montezemoliani' - per capire le prossime mosse da compiere, dipendera' soprattutto dalla legge elettorale e dalle trattative in corso tra i leader del centrodestra".
     
    Lui, l'interessato, interpellato questa mattina dal 'Fatto quotidiano' a margine dell'assemblea di Bankitalia, dice di non essere intenzionato a scendere 'in pista'. "Nel 2013? Io non mi candido" ha risposto Mr.Ferrari. Ma poiché in politica nessuna parola è definitiva, le mosse di Luca Cordero di Montezemolo restano tra le variabili del quadro politico in evoluzione in vista delle politiche del 2013. Perché l'ex presidente di Confindustria (mosso anche da sondaggi non proprio incoraggianti) potrebbe non candidarsi in prima persona e scegliere piuttosto - come raccontano molti rumors - di 'sponsorizzare' un 'quarantenne'.


    Salvatore Grizzanti

    Inviato da iPhone

    #37733 Da: "silvio.viale" <silvio.viale@...>
    Data: Gio 31 Mag 2012 9:06 pm
    Oggetto: Buffon
    silvio.viale@...
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    Sbaglio o la questione delle scommesse di Buffon (vietate per i tesserati) era
    nota da tempo, come sono noti i suoi trascorsi ultras e, mi pare, fascistoidi?
    Insomma, Buffon non è Del Piero e quando ieri si lanciò contro le fughe di
    notizie (meritoriamente, "Buffon Presidente!" ha detto Pannella a La Zanzara)
    non ho potuto non pensare che tentasse di anticipare quello che sapeva/temeva.
    
    
    
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