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#38963 Da: Salvatore Grizzanti <salvatore.grizzanti@...>
Data: Mer 1 Ago 2012 10:21 pm
Oggetto: Fassina: “Il Pd non taglierŕ ancora la spesa pubblica” | Linkiesta.it
salvatoregri...
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Fassina: “Il Pd non taglierŕ ancora la spesa pubblica” | Linkiesta.it

Stefano Fassina, responsabile Economia e lavoro del Pd

A denti stretti, ma alla fine lo ammette: «La spesa improduttiva va tagliata». E subito dopo aggiunge: «Ci sono aspetti positivi della spending review che riguardano l’acquisto di beni e servizi e la chisura di societŕ pubbliche, e vanno portati avanti con determinazione». Stefano Fassina, responsabile del settore Economia e lavoro del Partito democratico, cerca di chiarire a Linkiesta alcuni aspetti di â€śItalia. Bene comune”, la Carta d’Intenti presentata ieri da Pierluigi Bersani. Un documento da cui partire per aggregare le forze democratiche riformiste in vista delle elezioni 2013 – tra le quali ci sarŕ anche l’Udc di Casini –volutamente generico e con un tabů apprentemente irrisolto: il taglio della spesa pubblica.

Sulla spesa pubblica manca la parola “riduzione”. Il partito deve chiedere una riduzione della spesa pubblica? Si o no?
«La spesa pubblica italiana, al netto della spesa per pensioni e interessi, č giŕ tra le piů basse d’Europa. Abbiamo un problema di qualitŕ da ridefinire, da innalzare attraverso le riforme che consentano alla spesa di poter essere produttiva e far crescere il Pil. Il problema oggi č la contrazione del Pil. La spesa pubblica corrente e quella in conto capitale sono state tagliate male con tagli orizzontali in parte ripetuti anche nella spending review. Dobbiamo impegnarci, con interventi di ristrutturazione della Pa, a rendere la spesa pubblica funzionale a obiettivi di equitŕ. Non dimentichiamo che, per quanto poco efficiente e segnata da sprechi, la spesa pubblica interviene a sostenere la vita delle persone piů deboli».

Quindi secondo il Pd non va tagliata.
«L’abbiamo giŕ pesantemente tagliata, ma non si vede perché il Pil continua a scendere. Il Pd non taglierŕ ulteriormente la spesa, perché va riallocata. La spesa pubblica č un fattore propulsivo dell’economia. Con la spending review non tagliamo soltanto gli sprechi, ma anche risorse a pezzi di welfare come l’assistenza agli anziani, gli asili nido, il trasporto pubblico locale».

Ammetterŕ che la spesa legata alle societŕ partecipate pubbliche e ai nominifici vari va ridotta. Perché non la nominate nel documento?
«Quella parte di spesa va tagliata. Ci sono aspetti positivi della spending review che riguardano gli acquisti di beni e servizi e la chiusura delle societŕ pubbliche. Quella parte la va portata avanti con determinazione ma poi, ribadisco, č necessario riallocare le risorse, con un’opera di bonifica».

Č accettabile questo livello di tassazione? Si o no?
«No, č troppo elevato. Il problema della tassazione legato alla spesa pubblica č perň un altro: a confronto con la media europea  la spesa italiana č bassa, ma il livello di evasione č il doppio».

Lei sostiene che il debito pubblico lei dice che si risolverŕ solo con la crescita, che perň non č prevista per almeno altri 2 o 3 anni, secondo le organizzazioni internazionali. Quindi, č necessario fare misure straordinarie per l’abbattimento del debito. Quali?
«Questo č il paradigma sbagliato che ci sta portando a fondo. Per ridurre il debito dobbiamo puntare sullo sviluppo. Se continuiamo a fare manovre recessive ci avviteremo in una spirale. L’anno prossimo le manovre di Berlusconi e Monti peseranno per oltre 100 miliardi, dopo i 75 miliardi di quest’anno».

Non sarebbe meglio provare a ridurre il debito pubblico visto che sul mercato non ci sono compratori?
«I compratori sono preoccupati dalla recessione, non dalla finanza pubblica. La crisi nasce da debiti privati, non da debiti pubblici, non č che se eliminiamo democrazia e continuiamo ad aumentare le tasse ci saranno piů compratori sul mercato».

Con la patrimoniale che avete proposto aumenteranno le entrate, di quanto?
«Nei parametri che abbiamo indicato nell’emendamento all’Imu dello scorso dicembre sono previsti 5 miliardi, da impiegare nella riduzione delle imposte sui redditi da lavoro e impresa».
 

Nel documento si parla anche di razionalitŕ e valorizzazione degli enti locali:

In questo disegno la maggiore razionalitŕ e la valorizzazione del tessuto degli enti locali sono essenziali, non solo per la funzione regolativa che sono chiamati a svolgere, ma perché il presidio di democrazia, partecipazione e servizi che assicurano č in sé uno dei beni piů preziosi per i cittadini. Superare le duplicazioni, riqualificare la spesa, devono perciň accompagnarsi ad un nuovo e rigoroso investimento sul valore dell’autogoverno locale che, soprattutto nella crisi, non va visto, cosě come ha fatto la destra, come una specie di malattia, ma piuttosto come una possibile medicina.

Ma cosa significa in concreto?
«Intanto bisogna dire che in questi giorni č stata approvata la legge di conversione del riordino delle Provincie, che porterŕ al loro dimezzamento. La norma nei prossimi giorni sarŕ legge dello Stato dopo il passaggio alla Camera. Per i piccoli Comuni razionalizzare significa ad esempio insistere sull’erogazione integrata dei servizi come la raccolta rifiuti, i vigili o le funzioni amministrative, che vengono mantenute ma gestite collettivamente generando risparmi e migliorando l’efficienza». 

Uno scenario che implica il licenziamento di dipendenti pubblici. Come vi confronterete con la Cgil su questo?
«Con il blocco del turnover nella Pa ci sarŕ un ridimensionamento che non implica licenziamento, e comunque il Pd non ha mai sostenuto una Pa come datore di lavoro di ultima istanza. Il personale va determinato affinché ci siano servizi adeguati, la fase transizione si gestisce come nelle grandi aziende, ma senza creare prolbemi sociali. Per la Pa questo viene abbastanza inerzialmente perché essendoci blocco c’è un consistente flusso in uscita».

Insomma bisogna ringraziare Brunetta.
«Questo non c’entra. Il nostro obiettivo č riqualificare gestendo tutti i processi in modo da non creare drammi sociali».

Come?
«Abbiamo giŕ fatto altre volte ristrutturazioni impegnative, ad esempio quando c’è stata privatizzazione di aziende importanti gli esuberi sono sempre stati gestiti al meglio».

Perché un giovane precario trentenne dovrebbe votare Pd alle prossime elezioni? E un pensionato?
«Perché il Pd č il partito del lavoro, e quindi offre la migliore opportunitŕ di rappresentanza a un giovane precario, e perché il Pd č il partito dell’equitŕ, e quindi č attento a chi versa in condizioni piů difficili in questa crisi».

 



Salvatore Grizzanti

Inviato da iPhone

#38964 Da: Nicola Vono <nicolavono@...>
Data: Mer 1 Ago 2012 10:47 pm
Oggetto: medaglie Europa...una cazzata colossale
nicolavono
Invia email Invia email
 
mi stupisco sempre come certe persone non si rendano conto letteralmente di
banali regole sportive , non di aspetti complicati da tecnici o esperti o
appassionati...

l'Europa ha molte piů medaglie di Cina e Stati Uniti perché essendo divisa ha
molti piů atleti partecipanti alle singole competizioni, alle quali non si puň
partecipare con piů di 2-3 o 4 atleti per nazione...

ps nel basket gli Usa sia nel maschile che nel femminile potrebbero fare almeno
3 nazionali da medaglia..come la Giamaica nella velocitŕ ..

Nic

============================
in questo periodo che i Radicali non vanno di moda, io parafrasando J-Ax e Dogo
dico...
"il cuore batte forte perché ancora ci credo, lo sono perché troppi han detto
che non dovevo, sono Radicale, fino al giorno che crepo, sono recidivo, sono
vivo, (per un pelo), sono re-cidiv o..."

#38965 Da: caterina simiand <cate274@...>
Data: Mer 1 Ago 2012 11:04 pm
Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.
cate274
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Che si consumi di piů con le marce basse e di meno con quelle alte lo insegnano persino alla scuola guida, ed č fatto di comune buon senso ed esperienza. Andare ai 30 all'ora significa procedere con una marcia bassa, piů o meno la terza che č una marcia che consuma moltissimo. Che si sia costretti a farlo perchč il traffico lo impone č purtroppo vero ed č la ragione per cui i consumi di carburante sono molto piů alti nella guida urbana che in quella extraurbana. Ma che me lo venga ad imporre il Comune costringendomi ad andare ai 30 all'ora anche quando il traffico sarebbe piů spedito, imponendomi addirittura di frenare - perchč una velocitŕ cosě bassa la si mantiene solo frenando la macchina col motore - mi pare una scelta antiecologica e fortemente punitiva nei confronti degli automobilisti. L'ennesima per altro.

Cosě come non c'č nessuna logica perchč su un'autostrada a 6 corsie si costringa la gente ad andare ai 90 all'ora quando potrebbe far scorrere la macchina. La tangenziale č un pezzo d'autostrada a pagamento, cioč un tipo di arteria dove in Germania, per dire, manco mettono dei limiti e raccomandano di andare circa ai 130 all'ora. Anche qui Silvio Viale farŕ un bel tragitto esplorativo e si accorgerŕ che in determinate ore del giorno sulla tangenziale di Torino si viaggia ad una media di 70 all'ora e ne dedurrŕ che 90 sono persino troppo! Grazie tante. Come se non fosse evidente che in caso di scorrevolezza del traffico andando ai 90 si rischia solo di consumare di piů e di intasare di piů. 110 mi sembrerebbe giŕ un decreto lumaca che comunque salverebbe la capra e i cavoli di un eventuale incremento dei consumi a velocitŕ piů alte. Ma 90 a tutte le ore del giorno e della notte mi sembra il solito ukase  municipale destinato solo a rimpinguare le casse di multe.

Ma controllate piuttosto le emissioni degli impianti di riscaldamento, invece di rompere sempre i maroni ai poveri pendolari sprovvisti di metropolitana e di mezzi pubblici che ce l'hanno giŕ scassati quanto basta.

(Quella poi delle domeniche ecologiche che non servono niente, ma sono educative, come la spieghiamo al volgo e all'inclita? Con la missione etica del Comune di To?)




Da: silvio.viale <silvio.viale@...>
A: "radicali-piemonte@yahoogroups.com" <radicali-piemonte@yahoogroups.com>
Inviato: Mercoledě 1 Agosto 2012 16:21
Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.

 
Che piů veloce significhi inquinare meno č una prima assoluta. In realtŕ č il contrario.
I 90 all'ora permettono scorrevolezza e su trenta chilometri, comprese le decelerazioni per i caselli e le uscite, significa un risparmio di un paio di minuti. 
Peraltro il limite di 90 in caso di smog č giŕ stato approvato grazie ad un mio emendamento, anche se per l'attuazione non basta il comune di Torino.

Inviato da iPad

Il giorno 01/ago/2012, alle ore 15:00, caterina simiand <cate274@...> ha scritto:

 
Questi limiti di velocitŕ mi sembrano una menata colossale, soprattutto quelli sulla tangenziale. La circolazione va resa piů fluida e veloce dove sia possibile perchč inquini meno.


Da: Claudio bellavita <claudio.bellavita@...>
A: radicali-piemonte@yahoogroups.com
Inviato: Mercoledě 1 Agosto 2012 14:05
Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.

 

stessa regola deve valere nei garage privati e condominiali, allora
----- Original Message -----
Sent: Wednesday, August 01, 2012 1:44 PM
Subject: Re: [Y!G radicali-piemonte] SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.

 
Si. Di fatto entrano. Quelli nati come GPL. Non quelli trasformati.

Inviato da iPad

Il giorno 01/ago/2012, alle ore 13:14, Salvatore Grizzanti <salvatore.grizzanti@...> ha scritto:

 
mi sembra che nei parcheggi interrati di Torino i GPL nuovi possano giŕ entrare...

Il giorno 01 agosto 2012 13:11, Claudio bellavita <claudio.bellavita@...> ha scritto:
 
per favorire la circolazione dei GPL occorre anche un'ordinanza che permetta a quelli con certe caratteristiche di entrare nelle autorimesse
----- Original Message -----
Sent: Wednesday, August 01, 2012 11:56 AM
Subject: [Y!G radicali-piemonte] SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.

 
SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.
Chiede soluzioni razionali ed efficaci Silvio Viale, il consigliere comunale radicale eletto nelle liste del PD, al quale non piacciono i “provvedimenti spot”, utili per un po’ di pubblicitŕ sui giornali, ma che non fanno fare alcun passo avanti.
Silvio Viale in una nota ha detto:
“Bisogna dire la veritŕ ai cittadini e la prima veritŕ č che i blocchi del traffico non avrebbero inciso in alcun modo sui dati dell’inverno 2011-2012. Chiunque affermi il contrario conta “balle”. La conferma avviene da cittŕ come Milano, Bologna, Roma o Mestre, che registrano gli stessi rapporti nel confronto tra il 2011 e gli anni precedenti. Nel merito bisogna prepararsi per il semestre invernale, in particolare per il quadrimestre novembre-febbraio, senza spacciare per efficaci i capricci di qualche assessore spinti da qualche associazione ambientalista, evitando la solita tiritera delle preoccupazioni di ottobre e novembre, fregandosene a dicembre, per inventarsi emergenze a gennaio.
La ricetta č molto semplice e consiste in pochi punti:
-         nessuna presa in giro con blocchi feriali; blocchi domenicali limitati al centro, consapevoli che hanno solo valore di sensibilizzazione;
-         controlli sul riscaldamento, consapevoli che il riscaldamento aggiunge non piů del 10% di Pm10 nei periodi critici; č un luogo comune che sia il riscaldamento responsabile dell’incremento del Pm10, mentre lo sono il freddo, l’alta pressione e il maggiore impatto della circolazione urbana (scuole/universitŕ/uffici/ospedali) nei mesi invernali;
-         proclamare “Torino Cittŕ 30 all’Ora” con limitazione della velocitŕ a 30 all’ora per tutte le strade senza diritto di precedenza, o interne ai grandi corsi, per sensibilizzare i cittadini sulla velocitŕ e la maggior scorrevolezza del traffico; far rispettare i 50 all’ora nei grandi viali e sperimentare i 60-70 all’ora dove č possibile; limitare la velocitŕ ai 90 allora in tangenziale nei periodi critici;
-         mettere il limite dei 30 all’ora nei grandi corsi č un “nonsenso”, come pensare che la soluzione urbanistica delle “zone 30 all’ora” abbiano un impatto sullo smog.
-         limitare la circolazione dei diesel, che sputano fuori multipli di Pm10 rispetto ai benzina, anche quando sono chiamati “eco diesel”, e favorire la circolazione di veicoli GPL, metano e elettrici;
-         proseguire nella politica di sostituzione dei semafori con le rotonde.
Anche per questo anno cercherň di proporre queste soluzioni al Consiglio Comunale e vigilerň perché non si proclamino blocchi inutili per scaricare la coscienza. Del resto nessuno č riuscito a dimostrare che i residenti a Torino si siano ammalati di piů o siano morti di piů dei residenti a Milano perché non sono stati bombardati dai blocchi di Sant’Ambrogio.”
Torino, 1 agosto 2012.
(silvio viale 339.3257406)



--
Salvatore Grizzanti




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#38966 Da: giulio manfredi <manfredi61@...>
Data: Gio 2 Ago 2012 6:54 am
Oggetto: SENTENZA CONSIGLIO DI STATO: RASSEGNA STAMPA.
manfredi61
Invia email Invia email
 
(Abbiamo portato a casa due piccole citazioni su "Stampa" e "Repubblica" e un lancio ANSA)


"La Repubblica", GIOVEDĚ, 02 AGOSTO 2012
 
Pagina II - Torino
 
Giovine, il Consiglio di Stato a Bresso “Le firme false non sono affar nostro”
 
Ricorso respinto, ma la parola torna al Tar che potrebbe annullare il voto
 
 
 
 
MARCO TRABUCCO

IL CONSIGLIO di Stato ha respinto il ricorso in appello dell’ex presidente della Regione Mercedes Bresso sulla vicenda delle firme false della lista Pensionati per Cota che, con i suoi 27 mila voti, era stata decisiva per la vittoria del candidato leghista Roberto Cota alle elezioni regionali 2010. La sentenza della V sezione del supremo organo amministrativo, presieduta da Pier Giorgio Trovato, č stata emessa il 29 maggio e resa pubblica ieri. E
nel centrodestra č stata letta come la definitiva sconfitta dell’ex “zarina” nella sua ormai annosa battaglia per l’annullamento di quelle elezioni. In realtŕ sembra invece contenere gli elementi che, riaprendo la questione, potrebbero portare tra la primavera 2013 e quella 2014 alla “revoca” di Cota e a nuove elezioni.
Il Consiglio di Stato ha infatti stabilito che non spetta ai giudici amministrativi l’accertamento materiale della falsitŕ della lista e quindi l’eventuale annullamento delle elezioni. Lo ha fatto alla luce della decisione che la Corte Costituzionale aveva preso, proprio in relazione a questa vicenda, nel novembre del 2011. E per questo ha respinto il ricorso di Bresso. Ha perň aggiunto che, anche alla luce del processo penale che anche in appello ha stabilito la falsitŕ delle firme della lista Pensionati per Cota e ha condannato il consigliere Michele Giovine (a 2 anni e 8 mesi) e il padre Carlo (a 2 anni con al condizionale) per falso ideologico, la questione della validitŕ o meno delle elezioni puň essere riproposta al Tar del Piemonte presso cui, č scritto nella sentenza, «il processo č ancora sostanzialmente pendente per effetto del concesso termine per la presentazione della querela di falso». E soprattutto ha sancito che «non si esclude che possano ora essere autonomamente valutate dal giudice di prime cure (il Tar Piemonte),
anche le risultanze del processo penale giunto peraltro ad un significativo grado di sviluppo. Elementi questi di cui i giudici del Tar non erano in possesso quando hanno emanato la sentenza oggetto del presente ricorso».
In sostanza la parola torna al Tar Piemonte che, forse prima, ma quasi certamente dopo la sentenza della Cassazione sulla vicenda penale dei Giovine (sentenza attesa tra la fine del 2012 e i primi mesi del 2013), si pronuncerŕ finalmente nel merito della validitŕ delle elezioni regionali
2010. E, se la Cassazione confermerŕ la condanna del consigliere regionale e del padre, ci sono buone probabilitŕ che la consultazione sia annullata. Richieste di sospensiva e ulteriori ricorsi al Consiglio di Stato potrebbero prolungare la vicenda per tutto il 2013.
Nel complesso la situazione sembra giustificare l’ottimismo del legale di Bresso: «A settembre potremo riaprire la causa oggi sospesa presso il Tar del Piemonte — spiega Enrico Piovano — Ma sono molto soddisfatto perché
nella sentenza si afferma il principio dell’equivalenza tra querela di falso e giudizio penale. L’appello — aggiunge Piovano — č stato respinto solo perché il giudice di primo grado non aveva esaurito il tema. Ma il Consiglio di Stato ha anche detto in modo esplicito che la giustizia ammini-strativa dovrŕ tenere conto, pur nella sua totale autonomia, dei fatti accertati dal processo penale. E questo č il punto importante, direi quasi decisivo, a nostro favore».



"La Repubblica", GIOVEDĚ, 02 AGOSTO 2012
 
Pagina II - Torino
 
L’intervista
 
L’ex presidente: la sentenza dice che il processo penale farŕ testo, e nel merito la questione č chiara
 
“Sono ottimista, si tornerŕ alle urne spero sia giŕ la prossima primavera”
 
 
 
 


«LA NOSTRA speranza č che si possa tornare a votare anche in Piemonte, per le regionali, nella prossima primavera, magari in coincidenza con le elezioni politiche », dice Mercedes Bresso, dopo aver letto la sentenza del Consiglio
di Stato.
Ritorno al voto e non surroga, quindi, con lei che prende automaticamente il posto di Cota?
«A tre anni dalle elezioni la surroga non credo sarebbe sensata. Ma si tornerŕ a votare».
Da dove nasce il suo ottimismo?
«La sentenza del Consiglio di Stato ha confermato quello che aspettavamo, confermando l’equivalenza
fra l’accertamento civile e quello penale del falso. Il processo civile č ancora alle prime battute, quindi la dichiarazione di equivalenza con il penale ci dice che possiamo sperare di arrivare a una conclusione in tempi
ragionevoli».
Quale sarŕ il vostro prossimo passo?
«Subito dopo la pausa estiva chiederemo al Tar di pronunciarsi e, poiché č presumibile che questo deciderŕ di attendere il terzo grado del processo penale, dovremo aspettare il pronunciamento della Cassazione. Alla Cassazione chiederemo di tenere conto dei tempi, che in una materia delicata come č quella elettorale
sono fondamentali».
Cosa le fa pensare che il giudizio del Tar le sarŕ favorevole?
«Il Tar si pronuncerŕ in piena libertŕ e la sua sentenza sarŕ naturalmente
ricorribile. Ma il Consiglio di Stato ha giŕ detto quello che pensa, nel merito la questione č evidente. Le elezioni sono nulle perché viziate da una lista determinante
per il risultato, che č stata dichiarata nulla. La sentenza penale infatti ha chiaramente dimostrato che le liste sono state falsificate. E Giovine č anche recidivo perché in passato č andato a processo altre due volte per fatti analoghi: in un caso, a Porte di Pinerolo, provocando l’annullamento delle elezioni comunali».
Insomma quali tempi si aspetta?
«Lo ripeto: il processo penale č arrivato a due terzi del cammino. La mia opinione č quindi che si possa tornare a votare per le regionali in concomitanza con le politiche del prossimo anno».
(ma. tra.)




"La Repubblica", GIOVEDĚ, 02 AGOSTO 2012
 
Pagina II - Torino
 
Le reazioni
 
Il Pdl esulta: “Partita chiusa”. Il Pd replica: “Dimissioni”
 
 
 
 


Č UNO spettacolo surreale la lettura (e l’ascolto) delle reazioni alla sentenza del Consiglio di Stato sulle elezioni regionali del 2010: con il centrodestra che ritiene definitivamente conclusa la vicenda e che, ancora una volta, ironizza in modo pesante su Bresso, mentre dall’altra il centrosinistra “anticipa i tempi” e chiede le dimissioni di Cota, ancora una volta troppo sicuro di poter ottenere per via giudiziaria la rivincita di quella amara sconfitta di due anni fa.
Nel consueto sprecarsi di parole, si fa ancora notare la calma, almeno apparente, del piů diretto interessato, il governatore Roberto Cota, che affida il suo commento a facebook: «Francamente per me oggi č una normalissima giornata di lavoro dedicata ad occuparmi dei problemi dei piemontesi —
dice — In un momento cosě difficile non posso distrarmi. Del resto la gente ha votato e scelto». Dal Pd arriva perň immediata la richiesta di dimissioni: «La tempistica delle prossime tappe giudiziarie — dicono il segretario regionale Gianfranco Morgando e il capogruppo Aldo Reschigna — non sembra in grado di garantire una sentenza definitiva nei prossimi mesi, anche se, sulla base delle risultanze del processo penale, l’esito finale appare prevedibile. E favorevole a Bresso. Tutto ciň porta alla giunta Cota un elemento
di forte instabilitŕ, che potrebbe protrarsi per tutto il 2013, e si aggiungerebbe agli evidenti segnali di frammentazione e di incapacitŕ di governo manifestati in questi mesi». Per questo, proseguono i due esponenti del Pd, «nella grave situazione che sta attraversando il Piemonte, che non ha certo bisogno di un esecutivo debole e reso ancora piů fragile dalla spada di Damocle di un futuro pronunciamento amministrativo ad esso sfavorevole, č ora che Cota prenda atto della situazione e per una volta si faccia
davvero carico degli interessi del Piemonte. La strada delle dimissioni e del ritorno alle urne il piů in fretta possibile č l’unica utile». Chiedono che si torni al voto anche i Radicali.
Nel centrodestra invece il coordinatore regionale del Pdl, Enzo Ghigo, definisce il ricorso della Bresso «grottesco visto che si chiedeva alla giustizia amministrativa di abbattere la sovranitŕ popolare. Ma non abbiamo mai avuto dubbi sull’esito delle vicenda a noi favorevole». Il suo vice Agostino Ghiglia ironizza: «Adesso Bresso a chi farŕ ricorso? A Odino (divinitŕ nordica ndr), visto che Zeus č impegnato nella crisi greca?». E Mario Carossa, capogruppo della Lega Nord dice: «L’ossessione della Bresso per i continui ricorsi č ai limiti dello stalking politico».
(m. trab.)



"La Stampa", 2/08/2012, cronaca di Torino

I falsi di Giovine, la palla ritorna al Tar

I giudici amministrativi di appello lasciano ai colleghi di primo grado la decisione se annullare o no le elezioni del 2010 vinte dal centrodestra con la lista dei Pensionati presentata con firme giudicate irregolari

ALBERTO GAINO
Diciassette pagine sul caso La sentenza sembra uno slalom fra gli orientamenti della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato che aveva investito la Consulta del dubbio che il Tar potesse decidere autonomamente

Il Consiglio di Stato ha sě, formalmente, respinto il ricorso dei legali di Mercedes Bresso (chiedevano l’annullamento delle elezioni regionali 2010 e la correzione del voto a favore del centrosinistra) ma ha lasciato aperta la via del giudizio amministrativo alle speranze di rivincita del precedente governatore del Piemonte.

Le 17 pagine dell’ultima sentenza sul «caso Giovine» appaiono un ardimentoso slalom fra i differenti orientamenti della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato che aveva in precedenza investito proprio la Consulta del dubbio che ai giudici amministrativi fosse (e sia) preclusa l’opzione di accertare autonomamente la falsitŕ di un atto pubblico. Il pronunciamento della Corte Costituzionale, l’anno scorso, a favore della via «maestra» (la querela di falso in sede civile) in materia di falso elettorale (questo caso) parve precludere ogni altra soluzione. E spegnere le illusioni di Bresso di li a poco: un giudice civile torinese, nel dicembre scorso, dichiarň estinta la causa promossa sulla base della querela di falso per difetto delle notifiche ad alcune delle parti. Questione procedurale, e non di merito.

Il fatto nuovo in questo scorcio del 2012 č stata la sentenza penale di condanna in sede di appello del consigliere regionale Michele Giovine (a 2 anni e 8 mesi) per aver falsamente autenticato 17 (su 19) firme di candidati della lista fai da te «Pensionati per Cota», risultata decisiva con i suoi 27 mila voti per il successo di misura del centrodestra alle elezioni 2010. E ciň che piů conta: la Corte d’appello torinese ha ribadito la nullitŕ della lista.

Cosě ha recuperato forza la tesi del Consiglio di Stato ribadita in una «piega» (pagina 17) dalla sentenza pubblicata ieri: «E’ appena il caso di rilevare che con l’emanazione del codice del processo amministrativo vi hanno trovato ingresso tutti i mezzi di prova previsti dal codice di procedura civile, eccezion fatta per l’interrogatorio formale e il giuramento».

La sentenza della quinta sezione dell’organismo d’appello della giustizia amministrativa piroetta sulla sua tesi, sposa n e ce s s a r i a mente (per qualche pagina) quella della Corte Costituzionale (pro Cota) e riapre a Bresso ma investendone dell’onere il Tar Piemonte. Sembra il gioco dell’oca: quando credi che si sia alla fine del ricorso (mentre la legislatura procede verso l’epilogo naturale) riecco tutti i protagonisti ritornare alla casella di partenza: il Tar. Che a sua volta decise di non decidere sospendendo il giudizio.

Scrive adesso il Consiglio di Stato: «Non (si) esclude che possano ora essere autonomamente valutate dal giudice di prime cure (Tar Piemonte) anche le risultanze del processo penale a carico di Michele Giovine, giunto a ad un significativo grado di sviluppo». Questo č il passo della sentenza che incoraggia Bresso e il centrosinistra. Nella pagina successiva aggiunge: «... non puň negarsi l’equivalenza tra l’accertamento civile e quello penale del documento falso quanto alla sua efficacia probatoria...». L’avvocato Gian Paolo Zancan, parte civile contro Giovine nei processi penali, ne trae spunto per dire: «Sentenze importanti anche per il giudizio amministrativo, e pure sul piano politico e morale».

A loro volta Cota e il centrodestra spendono ottimismo per l’inciso inserito in questo stesso passaggio: presso il Tar Piemonte il processo amministrativo «č ancora sostanzialmente pendente per la presentazione della querela di fatto». E vi aggiungono la chiosa finale del Consiglio di Stato: «Spetta al Tar ogni ulteriore approfondimento ed egualmente stabilire se oggettivamente il giudizio civile di querela di falso si sia estinto, come prospettato dalla Regione Piemonte, o meno». L’avvocato Luca Procacci, legale di Cota: «Il Tar aveva espresso questo orientamento, come fa ora a cambiare strada? Tanto piů che noi non abbiamo svolto alcuna parte nel processo penale e non abbiamo partecipato al contraddittorio in quella sede».

Sarŕ significativo se il Tar deciderŕ di attendere la Cassazione penale e il giudicato definitivo su Giovine e le sue firme prima di decidere a sua volta sull’annullabilitŕ delle Regionali 2010 e nuove elezioni anticipate.
MOTIVAZIONI «Due sentenze penali hanno condannato il consigliere» I LEGALI DEL PRESIDENTE «Con questa sentenza si torna alle decisioni di due anni fa»




L’ex presidente

“Ma quale bocciatura vedrete che si tornerŕ a votare in primavera”

«A settembre avremo un’arma in piů con la quale ottenere giustizia»

MAURIZIO TROPEANO
L’affondo Per Bresso i giudici hanno riconosciuto equivalenti accertamento penale e quello civile

«Io bocciata? Ma avete letto le motivazioni della sentenza? Allora fatelo: tutto torna in mano al Tar ma il Consiglio di Stato ci dŕ un’arma in piů che ci permette ragionevolmente di sperare di arrivare alla veritŕ prima della fine della legislatura. La nostra opinione e speranza č che si possa tornare a votare per le regionali in concomitanza con le politiche del 2013». Il termine resa non rientra nel vocabolario dell’ex presidente della Regione, Mercedes Bresso. Dal suo punto di vista poco importa che il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di annullamento delle elezioni regionali del 2010. Cota resta in carica ma la Bresso annuncia una nuova offensiva legale: «A settembre chiederemo al Tar del Piemonte, cosě come stabilito dal Consiglio di Stato, di pronunciarsi nel merito del nostro ricorso».

L’arma in piů, secondo Bresso č il fatto che «i giudici amministrativi di secondo grado hanno riconosciuto in modo inequivocabile l’equivalenza tra l’accertamento civile e quello penale del documento di falso». Che cosa cambia? L’ex presidente della Regione la spiega cosě: «Il Consiglio di Stato ha giŕ detto quello che pensa. Nel merito la questione č evidente: le elezioni sono nulle perché viziate da una lista determinante per il risultato, che č stata dichiarata nulla. La sentenza penale infatti ha chiaramente dimostrato che la lista guidata da Michele Giovine č stata falsificata».

Nel corso della conferenza stampa Bresso ringrazia i radicali e l’associazione Benvenuti in Italia che l’hanno sostenuta attivamente in questa battaglia. Parole che suonano quasi un rimprovero al suo partito., il Pd. In una nota congiunta il segretario regionale Gianfranco Morgando e il capogruppo Aldo Reschigna sottolineano come la sentenza ha «fornito un’interpretazione giuridica in grado di far superare lo stallo in cui si era giunti». Detto questo i vertici del Pd non sposano l’ottimismo della Bresso sui tempi di questi ricorsi - «le prossime tappe giudiziarie non sembrano essere in grado di garantire una sentenza definitiva nei prossimi mesi» - e sottolineano come la sentenza aggiunga un «elemento di forte instabilitŕ per la giunta Cota, che potrebbe protrarsi per tutto il 2013». Il Pd, insomma, resta alla finestra e forse non č un caso che la Bresso, rispondeva cosě ai giornalisti che gli chiedono di una possibile ricandidatura: «Non so se ne avrň voglia. Il tempo passa e si fanno cose se non piů divertenti anche piů interessanti».
I DUBBI DEL PD «Difficile arrivare ad una sentenza definitiva nei prossimi mesi»



Il governatore

“Basta, la Bresso fa stalking politico” Pdl e la Lega: siamo pronti a tutelarci

Ghigo: «Confido che ora si rasserenino gli animi e si lavori tutti insieme»

[M. TR.]
Ghigo e Cota Enzo Ghigo coordinatore del Pdl definisce «grottesco» il ricorso e prevede uno scenario nero: «Il Piemonte ha delle emergenze occupazionali che la Regione sta affrontando»

«La sua ossessione per i ricorsi č ai limiti dello stalking politico». Mario Carossa, capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale, ci mette la sua firma e la sua faccia quando lancia l’affondo contro Mercedes Bresso. Carossa prende posizione dopo aver esaminato la sentenza del Consiglio di Stato con i legali e con il presidente della Giunta. Roberto Cota sceglie di affidare a Facebook il suo commento ma se non ha suggerito, sicuramente ha avvallato e condiviso l’invenzione della categoria di molestia politica. Del resto, come ha spiegato ai suoi collaboratori, non c’č forse un termine migliore per descrivere questa situazione paradossale dove chi perde l’ennesimo ricorso canta vittoria.

Impossibile far finta di niente. E cosě Cota su Facebook spiega di aver affrontato una «normalissima giornata di lavoro dedicata ad occuparmi dei problemi dei piemontesi. In un momento cosě difficile non posso distrarmi. Del resto la gente ha votato e scelto». Nello stesso tempo, perň, dŕ il via libera a Carossa e alla sua invenzione. Avvertimento compreso: «L’ex presidente - attacca il capogruppo leghista - stia attenta alle continue accuse d’inganno e di elezioni truffaldine che lancia alla Lega Nord e al Governatore Cota. Accuse che ledono l’onorabilitŕ dei nostri consiglieri, eletti dai cittadini, e del nostro partito. Se dovesse continuare a seguire questa strada valuteremo con i nostri legali come tutelarci nelle sedi opportune».

Del resto tutto il centrodestra č all’attacco. Luca Pedrale, capogruppo del Pdl, parla di «accanimento giudiziario nonostante le ripetute sconfitte giŕ avute. Per noi la vicenda č chiusa». E il coordinatore provinciale, Franco Maria Botta, attacca: «Siamo noi a chiedere, alla luce della richiesta di rinvio a giudizio in sede penale per falso del sottoscrittore della lista Pensionati e Invalidi per Bresso, chiarezza e accertamento delle responsabilitŕ in tempi rapidi».

Enzo Ghigo, coordinatore regionale azzurro, dopo aver definito «grottesco» il ricorso si chiede anche come sia stato «possibile che nessuno nel centrosinistra abbia pensato a che cosa sarebbe successo durante la vacatio in attesa delle nuove elezioni». Il senatore descrive uno senario nero: «Il Piemonte ha delle emergenze occupazionali enormi: ci sono aziende che stanno chiudendo e che la Regione cerca di salvare. Confido che ora si rasserenino gli animi e si lavori tutti insieme per ricostruire proprio dal Nord la ripresa del nostro Paese».

Per il Pd, invece, la strada č un’altra: le dimissioni di Cota e il voto anticipato. «Il Piemonte- spiegano Morgando e Reschigna - non ha certo bisogno di un esecutivo giŕ debole per i forti contrasti interni, reso ancora piů fragile dalla spada di Damocle di un futuro pronunciamento amministrativo ad esso sfavorevole. E’ ora che Cota prenda atto della situazione e per una volta si faccia davvero carico degli interessi del Piemonte».


#38967 Da: "Claudio bellavita" <claudio.bellavita@...>
Data: Gio 2 Ago 2012 7:13 am
Oggetto: il Ministro della difesa
clalb1
Invia email Invia email
 
gen. Di Paola, č ancora in servizio? perchč in questo governo di alti burocrati tutto č possibile, ma mi sembra strano che  finito di fare il ministro una commissione di generali oggi suoi sottoposti, decida il suo prossimo incarico. Almeno ha giŕ 4 stelle, o i suoi dipendenti dovranno valutare le sue prestazioni di ministro per conferirgli la quarta?
Sresso ragionamento per il ministro degli esteri.

#38968 Da: "silvio.viale" <silvio.viale@...>
Data: Gio 2 Ago 2012 8:33 am
Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.
silvio.viale@...
Invia email Invia email
 
Fermandomi alle prime righe ai 30-50 all'ora si va in quarta. Ai 50 si va in quinta. Il minor consumo si ha quando si va costantemente ai 50 in quinta.

In Germania vi sono autostrade senza limiti, altre a 130 e pezzi a 120 e 90. Sulle tangenziali e autostrade urbane di solito sono 90 (forse 80, se non mi confondo con la Svizzera).
Sulle statali i pezzi a 40/50/60 si sprecano.

Sulla tangenziale di Torino, a parte i rallentamenti e le code per incidenti, quando si va a 70 all'ora (a me non capita mai) č per il fenomeno ad elastico che si crea proprio per gli sbalzi di velocitŕ che limitano la scorrevolezza. Inoltre i 90 ci sarebbero solo in caso di sforamenti persistenti del Pm10, come mi sembra sia giŕ previsto in caso di pioggia, mentre per la velocitŕ ordinaria i 110 mi sembrano sufficienti. Infine l'intoppo principale č quasi sempre dovuto alle uscite per la To-Bardonecchia, strutturalmente insufficiente.

Sul riscaldamento (l'impatto č decisamente minore di quello che i luoghi comuni portano a credere, tant'č che quest'anno, nonostante i termosifoni siano rimasti accesi fino ad aprile, non ha influito sui dati di marzo e aprile) č difficile fare rispettare i 20 gradi omogenei, visto che tra primo e quinto piano vi sono mediamente 2-3 gradi di differenza, come pure per le a tante angolari e la temperatura nello stesso appartamento varia da stanza a stanza. Inoltre vi č una perenne lamentela per il freddo nelle scuole, negli uffici e negli ospedali (insomma, dove non si paga). Le valvole (costo 100 euro per termosifone) potranno ridurre i consumi, ma solo in un futuro non vicino.

Sulle domeniche ecologiche, da sempre dico che non servono, ma nel contesto politico-ideologico, le considero il male minore, purché riguardino zone limitate. Diverso č il blocco domenicale per tentare di sommare la riduzione ulteriore a quella fisiologica del giorno festivo per interrompere i flotti di sfioramenti che in molti posti (Lombardia per esempio) comportano blocchi feriali.

Saluti.


Inviato da iPad

Il giorno 02/ago/2012, alle ore 01:04, caterina simiand <cate274@...> ha scritto:

 

Che si consumi di piů con le marce basse e di meno con quelle alte lo insegnano persino alla scuola guida, ed č fatto di comune buon senso ed esperienza. Andare ai 30 all'ora significa procedere con una marcia bassa, piů o meno la terza che č una marcia che consuma moltissimo. Che si sia costretti a farlo perchč il traffico lo impone č purtroppo vero ed č la ragione per cui i consumi di carburante sono molto piů alti nella guida urbana che in quella extraurbana. Ma che me lo venga ad imporre il Comune costringendomi ad andare ai 30 all'ora anche quando il traffico sarebbe piů spedito, imponendomi addirittura di frenare - perchč una velocitŕ cosě bassa la si mantiene solo frenando la macchina col motore - mi pare una scelta antiecologica e fortemente punitiva nei confronti degli automobilisti. L'ennesima per altro.

Cosě come non c'č nessuna logica perchč su un'autostrada a 6 corsie si costringa la gente ad andare ai 90 all'ora quando potrebbe far scorrere la macchina. La tangenziale č un pezzo d'autostrada a pagamento, cioč un tipo di arteria dove in Germania, per dire, manco mettono dei limiti e raccomandano di andare circa ai 130 all'ora. Anche qui Silvio Viale farŕ un bel tragitto esplorativo e si accorgerŕ che in determinate ore del giorno sulla tangenziale di Torino si viaggia ad una media di 70 all'ora e ne dedurrŕ che 90 sono persino troppo! Grazie tante. Come se non fosse evidente che in caso di scorrevolezza del traffico andando ai 90 si rischia solo di consumare di piů e di intasare di piů. 110 mi sembrerebbe giŕ un decreto lumaca che comunque salverebbe la capra e i cavoli di un eventuale incremento dei consumi a velocitŕ piů alte. Ma 90 a tutte le ore del giorno e della notte mi sembra il solito ukase  municipale destinato solo a rimpinguare le casse di multe.

Ma controllate piuttosto le emissioni degli impianti di riscaldamento, invece di rompere sempre i maroni ai poveri pendolari sprovvisti di metropolitana e di mezzi pubblici che ce l'hanno giŕ scassati quanto basta.

(Quella poi delle domeniche ecologiche che non servono niente, ma sono educative, come la spieghiamo al volgo e all'inclita? Con la missione etica del Comune di To?)




Da: silvio.viale <silvio.viale@...>
A: "radicali-piemonte@yahoogroups.com" <radicali-piemonte@yahoogroups.com>
Inviato: Mercoledě 1 Agosto 2012 16:21
Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.

 
Che piů veloce significhi inquinare meno č una prima assoluta. In realtŕ č il contrario.
I 90 all'ora permettono scorrevolezza e su trenta chilometri, comprese le decelerazioni per i caselli e le uscite, significa un risparmio di un paio di minuti. 
Peraltro il limite di 90 in caso di smog č giŕ stato approvato grazie ad un mio emendamento, anche se per l'attuazione non basta il comune di Torino.

Inviato da iPad

Il giorno 01/ago/2012, alle ore 15:00, caterina simiand <cate274@...> ha scritto:

 
Questi limiti di velocitŕ mi sembrano una menata colossale, soprattutto quelli sulla tangenziale. La circolazione va resa piů fluida e veloce dove sia possibile perchč inquini meno.


Da: Claudio bellavita <claudio.bellavita@...>
A: radicali-piemonte@yahoogroups.com
Inviato: Mercoledě 1 Agosto 2012 14:05
Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.

 

stessa regola deve valere nei garage privati e condominiali, allora
----- Original Message -----
Sent: Wednesday, August 01, 2012 1:44 PM
Subject: Re: [Y!G radicali-piemonte] SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.

 
Si. Di fatto entrano. Quelli nati come GPL. Non quelli trasformati.

Inviato da iPad

Il giorno 01/ago/2012, alle ore 13:14, Salvatore Grizzanti <salvatore.grizzanti@...> ha scritto:

 
mi sembra che nei parcheggi interrati di Torino i GPL nuovi possano giŕ entrare...

Il giorno 01 agosto 2012 13:11, Claudio bellavita <claudio.bellavita@...> ha scritto:
 
per favorire la circolazione dei GPL occorre anche un'ordinanza che permetta a quelli con certe caratteristiche di entrare nelle autorimesse
----- Original Message -----
Sent: Wednesday, August 01, 2012 11:56 AM
Subject: [Y!G radicali-piemonte] SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.

 
SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.
Chiede soluzioni razionali ed efficaci Silvio Viale, il consigliere comunale radicale eletto nelle liste del PD, al quale non piacciono i “provvedimenti spot”, utili per un po’ di pubblicitŕ sui giornali, ma che non fanno fare alcun passo avanti.
Silvio Viale in una nota ha detto:
“Bisogna dire la veritŕ ai cittadini e la prima veritŕ č che i blocchi del traffico non avrebbero inciso in alcun modo sui dati dell’inverno 2011-2012. Chiunque affermi il contrario conta “balle”. La conferma avviene da cittŕ come Milano, Bologna, Roma o Mestre, che registrano gli stessi rapporti nel confronto tra il 2011 e gli anni precedenti. Nel merito bisogna prepararsi per il semestre invernale, in particolare per il quadrimestre novembre-febbraio, senza spacciare per efficaci i capricci di qualche assessore spinti da qualche associazione ambientalista, evitando la solita tiritera delle preoccupazioni di ottobre e novembre, fregandosene a dicembre, per inventarsi emergenze a gennaio.
La ricetta č molto semplice e consiste in pochi punti:
-         nessuna presa in giro con blocchi feriali; blocchi domenicali limitati al centro, consapevoli che hanno solo valore di sensibilizzazione;
-         controlli sul riscaldamento, consapevoli che il riscaldamento aggiunge non piů del 10% di Pm10 nei periodi critici; č un luogo comune che sia il riscaldamento responsabile dell’incremento del Pm10, mentre lo sono il freddo, l’alta pressione e il maggiore impatto della circolazione urbana (scuole/universitŕ/uffici/ospedali) nei mesi invernali;
-         proclamare “Torino Cittŕ 30 all’Ora” con limitazione della velocitŕ a 30 all’ora per tutte le strade senza diritto di precedenza, o interne ai grandi corsi, per sensibilizzare i cittadini sulla velocitŕ e la maggior scorrevolezza del traffico; far rispettare i 50 all’ora nei grandi viali e sperimentare i 60-70 all’ora dove č possibile; limitare la velocitŕ ai 90 allora in tangenziale nei periodi critici;
-         mettere il limite dei 30 all’ora nei grandi corsi č un “nonsenso”, come pensare che la soluzione urbanistica delle “zone 30 all’ora” abbiano un impatto sullo smog.
-         limitare la circolazione dei diesel, che sputano fuori multipli di Pm10 rispetto ai benzina, anche quando sono chiamati “eco diesel”, e favorire la circolazione di veicoli GPL, metano e elettrici;
-         proseguire nella politica di sostituzione dei semafori con le rotonde.
Anche per questo anno cercherň di proporre queste soluzioni al Consiglio Comunale e vigilerň perché non si proclamino blocchi inutili per scaricare la coscienza. Del resto nessuno č riuscito a dimostrare che i residenti a Torino si siano ammalati di piů o siano morti di piů dei residenti a Milano perché non sono stati bombardati dai blocchi di Sant’Ambrogio.”
Torino, 1 agosto 2012.
(silvio viale 339.3257406)



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Salvatore Grizzanti




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#38969 Da: "silvio.viale" <silvio.viale@...>
Data: Gio 2 Ago 2012 9:25 am
Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] medaglie Europa...una cazzata colossale
silvio.viale@...
Invia email Invia email
 
Ci fosse una nazionale UE molti atleti italiani non parteciperebbero nemmeno.
A parziale correzione di quel che dice Nicola, una nazionale con minori elementi, ma di maggior valore finirebbe per prendere comunque un gran numero di medaglie, compatibilmente al numero di atleti inscrivibili, perchč piů volte il podio avrebbe tre bandiere UE.

Inviato da iPad

Il giorno 02/ago/2012, alle ore 00:47, Nicola Vono <nicolavono@...> ha scritto:

 

mi stupisco sempre come certe persone non si rendano conto letteralmente di banali regole sportive , non di aspetti complicati da tecnici o esperti o appassionati...

l'Europa ha molte piů medaglie di Cina e Stati Uniti perché essendo divisa ha molti piů atleti partecipanti alle singole competizioni, alle quali non si puň partecipare con piů di 2-3 o 4 atleti per nazione...

ps nel basket gli Usa sia nel maschile che nel femminile potrebbero fare almeno 3 nazionali da medaglia..come la Giamaica nella velocitŕ ..

Nic

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in questo periodo che i Radicali non vanno di moda, io parafrasando J-Ax e Dogo dico...
"il cuore batte forte perché ancora ci credo, lo sono perché troppi han detto che non dovevo, sono Radicale, fino al giorno che crepo, sono recidivo, sono vivo, (per un pelo), sono re-cidiv o..."




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#38970 Da: giulio manfredi <manfredi61@...>
Data: Gio 2 Ago 2012 9:33 am
Oggetto: RICORDO DI GORE VIDAL:
manfredi61
Invia email Invia email
 
Erano gli anni '90 del secolo scorso, fu mi pare durante un "Maurizio Costanzo show": in un collegamento dagli USA, Gore Vidal disse che l'unico politico italiano che apprezzava era Marco Pannella ed usň questa similitudine ".... č come se di un concerto di opera lirica la TV mandasse in onda solamente i pochi secondi dell'acuto del tenore; per gli spettatori sarebbe solamente un grido assurdo e incomprensibile ... di Pannella la TV fa vedere solo i cinque secondi in cui grida contro il regime ... chi lo guarda non capisce nulla della lotta che sta dietro quel grido ....".



http://www.radicali.it/comunicati/20120801/ricordo-di-gore-vidal


Ricordo di Gore Vidal
Gore Vidal stringe la mano a Marco Pannella
Č morto Gore Vidal

Scrittore, saggista, drammaturgo, critico, č stato anche attore, scenografo e regista. E’ stato iscritto al Partito Radicale negli anni 1992, 1993, 1994 e 1995. Ha sostenuto molte delle battaglie dei Radicali, in particolare quelle sull'antiproibizionismo e contro la pena di morte. Grande amico di Emma Bonino e Marco Pannella, aveva partecipato al Congresso del Partito Radicale del 1992 (foto allegata). Si definiva un Riformatore Radicale.
Nelle Primarie del Partito Democratico del 1982 in California per il Senato americano arrivň secondo su nove candidati (con circa mezzo milione di voti).
Gore Vidal č stato membro della direzione di World Can't Wait, organizzazione che partecipa del movimento per la incriminazione di George W. Bush per alto tradimento.
Nella sua biografia su Wikipedia riguardo il suo impegno politico, tra l’altro, si legge “ha spesso affermato in interviste, articoli, e in un recente libro, che gli americani "sono oggi governati da una combriccola di petrolieri guerrafondai ("oil-Pentagon men" nell'originale) [...] Bush padre e figlio, Cheney, Rumsfeld, e cosě via." Secondo Vidal, per molti anni questo gruppo e i loro soci hanno tentato di ottenere il controllo delle riserve petrolifere dell'Asia centrale (dopo, sempre secondo Vidal, aver guadagnato l'effettivo controllo delle risorse del Golfo Persico nel 1991). Relativamente agli attacchi dell'11 settembre 2001, Vidal scrive che tali attentati, che afferma essere stati previsti dai servizi di intelligence americani, giustificavano politicamente i piani di invasione dell'Afghanistan(ottobre 2001) dell'amministrazione Bush, preparati precedentemente agli attentati. Sottolinea la mancanza di meccanismi di difesa, incluso il ritardo per l'attivazione dei caccia intercettatori i cui tempi di azione furono molto piů lenti di quanto ci si potrebbe aspettare. Se, afferma Gore Vidal, tali mancanze fossero frutto di incompetenza, meriterebbero un congruo numero di corti marziali e uno o due rinunce da parte delle maggiori cariche dello stato. Invece, abbiamo solo una inchiesta su come i “potenziali errori di comunicazione tra agenzie federali ... possano aver permesso la realizzazione degli attacchi." Tali fatti, conclude Vidal, autorizzano l’ipotesi che l'amministrazione di fatto lasciň realizzare gli attacchi, in modo da poter capitalizzare su un evento catalizzatore che gli avrebbe permesso di raggiungere obiettivi politici controversi sotto la falsa bandiera di una Guerra al terrorismo.
Il suo nome completo era Eugene Luther Gore Vidal ed era nato all’accademia militare di West Point il 3 ottobre 1925. Secondo quanto ha dichiarato il nipote al Los Angeles Time č morto nella sua casa di Holliwood a causa di una polmonite, aveva 86 anni. Aveva vissuto per alcuni decenni in Italia, a Roma (a pochi passi dalla sede storica dei Radicali di Via di Torre Argentina, 18) e a Ravello in Costiera Amalfitana, che lasciň dopo che nel 2005 morě il compagno della sua vita Howard Austen.
Grazie all’editore Fazi molte delle sue opere letterarie e di saggistica sono state pubblicate in Italia. Una delle sue opere piů importanti č stato il romanzo ‘La statua di sale’ (parla di un giovane americano che si innamora del suo amico), acclamato da André Gide e Christopher Isherwood. Il suo editore non lo volle pubblicare e per questo divenne subito un best seller. Tra le altre sue opere piů importanti i libri ‘Giuliano’, ‘La fine della libertŕ’, ‘Impero’ e The city and the pillar’.
Le tematiche che lo hanno caratterizzato riguardano la sua iper criticitŕ all’amminsitrazione Usa riguardo l’11 settembre e l’intervento in Irak voluto dal Bush. Qualcuno lo ha definito la coscienza critica del paese, non si puň non ricordare il suo impegno come persona omosessuale.
*a cura di Sergio Rovasio

Dal Blog del Senatore Radicale Marco Perduca:
Gore Vidal si iscrisse al Partito Radicale perché antiproibizionista e contro la pena di morte.
All'inizio degli anni Novanta lo scrittore e intellettuale americano, che passava lunghi periodi della sua vita a Roma nell'appartamento di Largo di Torre Argentina si iscrisse al Partito Radicale partecipando anche al congresso del 1992 (vedi foto in cui abbraccia Marco Pannella). Tra i vari "scandali" che hanno caratterizzato la carriera di Vidal vi erano le sue idee contro la "guerra alla droga" dei suoi Stati Uniti e contro la pena di morte in quegli anni un argomento tabu nella politica americana. Proprio per le campagne transnazionali antiproibizioniste e abolizioniste del Partito Radicale Gore Vidal fu uno degli oltre 40mila cittadini che, assieme tra gli altri a Eugene Ionesco e Marcello Mastroianni, tra il 92 e il 93 si iscrissero al Partito Radicale consolidandone la presenza in decine di paesi dell'Europa centro-orientale.
Di lě a poco il Partito Radicale, grazie a quell'iniezione di fondi, avrebbe anche aperto un ufficio a New York e nel 1995 sarebbe stato riconosciuto come organizzazione non governativa presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni unite dove proprio sulla pena di morte mosse i primi passi. Oltre all'impegno letterario Gore Vidal fu anche miltante liberale e libertario del Partito Democratico, nel 1960 fu candidato, senza successo, alle elezioni per il Congresso perdendo per soli 24.000 voti in un distretto tradizionalmente repubblicano sul fiume Hudson, mentre nel 1982 perse contro Jerry Brown nelle primarie del Partito Democratico per il Senato. Anche per questo suo passato politico sui generis Vidal rimase positivamente impresso dalla scelta politica di un altro scrittore e intellettuale, Leonardo Sciascia, che contro ogni conformismo scelse proprio il Partito Radicale per la sua partecipazione politica diretta a livello nazionale. Col passare degli anni, Vidal aveva elaborato una serrata critica agli USA ritenendoli ormai piegati agli interessi del complesso militare industriale lanciando denunce al regime anti-democratico statunitense molto vicine a quelle che Marco Pannella da sempre muove alla partitocrazia italiana. Gli ultimi contatti tra Marco Pannella e Gore Vidal risalgono a qualche anno fa per la campagna "Iraq Libero!" volta a individuare le responsabilitŕ politiche del boicottaggio dell'esilio di Saddam Hussein gia' alla fine del 2002, esilio che avrebbe evitato l'attacco armato all'Iraq.
Fare you well Gore Vidal


#38971 Da: Salvatore Grizzanti <salvatore.grizzanti@...>
Data: Gio 2 Ago 2012 9:52 am
Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] medaglie Europa...una cazzata colossale
salvatoregri...
Invia email Invia email
 
Comunque preferirei, almeno nello sport, rimanere italiano cosě come gli scozzesi o i gallesi giocano a calcio o a rugby con le loro nazionali.

Salvatore Grizzanti

Inviato da iPhone

Il giorno 02/ago/2012, alle ore 11:25, "silvio.viale" <silvio.viale@...> ha scritto:

 

Ci fosse una nazionale UE molti atleti italiani non parteciperebbero nemmeno.
A parziale correzione di quel che dice Nicola, una nazionale con minori elementi, ma di maggior valore finirebbe per prendere comunque un gran numero di medaglie, compatibilmente al numero di atleti inscrivibili, perchč piů volte il podio avrebbe tre bandiere UE.

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Il giorno 02/ago/2012, alle ore 00:47, Nicola Vono <nicolavono@...> ha scritto:

 

mi stupisco sempre come certe persone non si rendano conto letteralmente di banali regole sportive , non di aspetti complicati da tecnici o esperti o appassionati...

l'Europa ha molte piů medaglie di Cina e Stati Uniti perché essendo divisa ha molti piů atleti partecipanti alle singole competizioni, alle quali non si puň partecipare con piů di 2-3 o 4 atleti per nazione...

ps nel basket gli Usa sia nel maschile che nel femminile potrebbero fare almeno 3 nazionali da medaglia..come la Giamaica nella velocitŕ ..

Nic

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in questo periodo che i Radicali non vanno di moda, io parafrasando J-Ax e Dogo dico...
"il cuore batte forte perché ancora ci credo, lo sono perché troppi han detto che non dovevo, sono Radicale, fino al giorno che crepo, sono recidivo, sono vivo, (per un pelo), sono re-cidiv o..."




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#38972 Da: "Alessandro Frezzato" <alessandro.frezzato@...>
Data: Gio 2 Ago 2012 9:55 am
Oggetto: R: [Y!G radicali-piemonte] RADICALI: SENTENZA CONSIGLIO DI STATO SBLOCCA ENPASSE. COTA PUO' CONSENTIRE ABBINAMENTO ELEZIONI REGIONALI A POLITICHE.
alessandro.frezzato@...
Invia email Invia email
 

Ma il nostro esposto invece?

Alessandro

 

 

Da: radicali-piemonte@yahoogroups.com [mailto:radicali-piemonte@yahoogroups.com] Per conto di giulio manfredi
Inviato: mercoledě 1 agosto 2012 18.00
A: mailing list
Oggetto: [Y!G radicali-piemonte] RADICALI: SENTENZA CONSIGLIO DI STATO SBLOCCA ENPASSE. COTA PUO' CONSENTIRE ABBINAMENTO ELEZIONI REGIONALI A POLITICHE.

 

 

SENTENZA CONSIGLIO DI STATO SU ELEZIONI REGIONALI/RADICALI: SBLOCCA L'ENPASSE RIAPRENDO LA STRADA AMMINISTRATIVA. COTA PRENDA ATTO SUE GRAVISSIME RESPONSABILITA' E CONSENTA ABBINAMENTO ELEZIONI REGIONALI CON POLITICHE. SENTENZA DISPONIBILE SU SITO ASSOCIAZIONE AGLIETTA.

 

Dopo aver letto la sentenza del Consiglio di Stato relativa al ricorso di Mercedes Bresso e Luigina Staunovo Polacco inerente le elezioni regionali del 2010, Giulio Manfredi (Direzione Radicali Italiani) e Igor Boni (presidente Associazione radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato:

Dopo le inequivocabili sentenze penali che hanno stabilito con dovizia di prove la falsitŕ dell'intera Lista “Pensionati con Cota” - risultata determinante per la vittoria di Roberto Cota alle regionali – si poteva essere indotti nell'errore di richiedere al Consiglio di Stato quello che sarebbe, secondo buon senso, giusto chiedere: tornare a votare. Ma il Consiglio di Stato non poteva dare piů di quello che le proprie prerogative gli consentono. Il CdS ha ricordato a tutti che il TAR del Piemonte non si č ancora espresso sulla questione delle autentiche di firma false e delle firme false della Lista di Michele Giovine; lo puo' fare ora, senza attendere l'espletamento del giudizio civile, potendo usufruire di tutto il lavoro fatto dai giudici penali, poiché “non puň negarsi l'equivalenza tra l'accertamento civile e quello penale del documento falso quanto alla sua efficacia probatoria” (pag. 12 della sentenza). Il Consiglio di Stato si potrŕ esprimere, se vi sarŕ ricorso, solamente dopo che il TAR si sarŕ espresso.

La strada amministrativa č dunque riaperta e Mercedes Bresso - a cui va tutto il nostro ringraziamento per non aver mai desistito da questa battaglia di legalitŕ, riconoscendo e valorizzando sempre l'apporto radicale - ha dichiarato oggi che la percorrerŕ fino in fondo.

Certo, si possono avanzare seri dubbi sulla possibilitŕ che l'iter amministrativo termini in tempo per consentire l'abbinamento delle elezioni regionali con quelle politiche.

Qui entra in ballo l'attuale presidente della Regione Piemonte. Roberto Cota porta sulle spalle la responsabilitŕ politica gravissima di aver imbarcato nella sua compagine Michele Giovine, ben sapendo che egli era recidivo, avendo giŕ falsificato centinaia di firme nel 2005 e avendola fatta franca solamente grazie a una leggina di Berlusconi, poi dichiarata incostituzionale dalla Consulta.

Cota puo', dimettendosi a tempo debito, consentire agli elettori piemontesi di votare in un unico turno, quest'autunno o la prossima primavera, sia per le regionali che per le politiche; un abbinamento che farebbe risparmiare milioni di euro e costituirebbe anche un forte dato di semplificazione politica. Di questi tempi, non sarebbe poca cosa.

Come da tradizione radicale, la sentenza di oggi e tutti gli altri documenti sulla vicenda “firme false” sono a disposizione di tutti i cittadini sul sito dell'Associazione Aglietta.

 

Torino, 1° agosto 2012

 

Manfredi (348/5335305) Boni (348/5335309)

 

http://www.associazioneaglietta.it/documenti/elezioni-e-legalita/

 


#38973 Da: igor boni <igorilicboni@...>
Data: Gio 2 Ago 2012 9:59 am
Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] SENTENZA CONSIGLIO DI STATO: RASSEGNA STAMPA.
igorilicboni
Invia email Invia email
 
Per essere stati gli unici per lunghi anni a denunciare Giovine e le sue malefatte le due citazioni sono veramente insufficienti. Peccato.
Igor

Da: giulio manfredi <manfredi61@...>
A: mailing list <radicali-piemonte@yahoogroups.com>
Inviato: Giovedě 2 Agosto 2012 8:54
Oggetto: [Y!G radicali-piemonte] SENTENZA CONSIGLIO DI STATO: RASSEGNA STAMPA.
 
(Abbiamo portato a casa due piccole citazioni su "Stampa" e "Repubblica" e un lancio ANSA)"La Repubblica", GIOVEDĚ, 02 AGOSTO 2012
 
Pagina II - Torino
 
Giovine, il Consiglio di Stato a Bresso “Le firme false non sono affar nostro”
 
Ricorso respinto, ma la parola torna al Tar che potrebbe annullare il voto
 
 
 
 
MARCO TRABUCCO
IL CONSIGLIO di Stato ha respinto il ricorso in appello dell’ex presidente della Regione Mercedes Bresso sulla vicenda delle firme false della lista Pensionati per Cota che, con i suoi 27 mila voti, era stata decisiva per la vittoria del candidato leghista Roberto Cota alle elezioni regionali 2010. La sentenza della V sezione del supremo organo amministrativo, presieduta da Pier Giorgio Trovato, č stata emessa il 29 maggio e resa pubblica ieri. E
nel centrodestra č stata letta come la definitiva sconfitta dell’ex “zarina” nella sua ormai annosa battaglia per l’annullamento di quelle elezioni. In realtŕ sembra invece contenere gli elementi che, riaprendo la questione, potrebbero portare tra la primavera 2013 e quella 2014 alla “revoca” di Cota e a nuove elezioni.
Il Consiglio di Stato ha infatti stabilito che non spetta ai giudici amministrativi l’accertamento materiale della falsitŕ della lista e quindi l’eventuale annullamento delle elezioni. Lo ha fatto alla luce della decisione che la Corte Costituzionale aveva preso, proprio in relazione a questa vicenda, nel novembre del 2011. E per questo ha respinto il ricorso di Bresso. Ha perň aggiunto che, anche alla luce del processo penale che anche in appello ha stabilito la falsitŕ delle firme della lista Pensionati per Cota e ha condannato il consigliere Michele Giovine (a 2 anni e 8 mesi) e il padre Carlo (a 2 anni con al condizionale) per falso ideologico, la questione della validitŕ o meno delle elezioni puň essere riproposta al Tar del Piemonte presso cui, č scritto nella sentenza, «il processo č ancora sostanzialmente pendente per effetto del concesso termine per la presentazione della querela di falso». E soprattutto ha sancito che «non si esclude che possano ora essere autonomamente valutate dal giudice di prime cure (il Tar Piemonte),
anche le risultanze del processo penale giunto peraltro ad un significativo grado di sviluppo. Elementi questi di cui i giudici del Tar non erano in possesso quando hanno emanato la sentenza oggetto del presente ricorso».
In sostanza la parola torna al Tar Piemonte che, forse prima, ma quasi certamente dopo la sentenza della Cassazione sulla vicenda penale dei Giovine (sentenza attesa tra la fine del 2012 e i primi mesi del 2013), si pronuncerŕ finalmente nel merito della validitŕ delle elezioni regionali
2010. E, se la Cassazione confermerŕ la condanna del consigliere regionale e del padre, ci sono buone probabilitŕ che la consultazione sia annullata. Richieste di sospensiva e ulteriori ricorsi al Consiglio di Stato potrebbero prolungare la vicenda per tutto il 2013.
Nel complesso la situazione sembra giustificare l’ottimismo del legale di Bresso: «A settembre potremo riaprire la causa oggi sospesa presso il Tar del Piemonte — spiega Enrico Piovano — Ma sono molto soddisfatto perché
nella sentenza si afferma il principio dell’equivalenza tra querela di falso e giudizio penale. L’appello — aggiunge Piovano — č stato respinto solo perché il giudice di primo grado non aveva esaurito il tema. Ma il Consiglio di Stato ha anche detto in modo esplicito che la giustizia ammini-strativa dovrŕ tenere conto, pur nella sua totale autonomia, dei fatti accertati dal processo penale. E questo č il punto importante, direi quasi decisivo, a nostro favore».



"La Repubblica", GIOVEDĚ, 02 AGOSTO 2012
 
Pagina II - Torino
 
L’intervista
 
L’ex presidente: la sentenza dice che il processo penale farŕ testo, e nel merito la questione č chiara
 
“Sono ottimista, si tornerŕ alle urne spero sia giŕ la prossima primavera”
 
 
 
 

«LA NOSTRA speranza č che si possa tornare a votare anche in Piemonte, per le regionali, nella prossima primavera, magari in coincidenza con le elezioni politiche », dice Mercedes Bresso, dopo aver letto la sentenza del Consiglio
di Stato.
Ritorno al voto e non surroga, quindi, con lei che prende automaticamente il posto di Cota?
«A tre anni dalle elezioni la surroga non credo sarebbe sensata. Ma si tornerŕ a votare».
Da dove nasce il suo ottimismo?
«La sentenza del Consiglio di Stato ha confermato quello che aspettavamo, confermando l’equivalenza
fra l’accertamento civile e quello penale del falso. Il processo civile č ancora alle prime battute, quindi la dichiarazione di equivalenza con il penale ci dice che possiamo sperare di arrivare a una conclusione in tempi
ragionevoli».
Quale sarŕ il vostro prossimo passo?
«Subito dopo la pausa estiva chiederemo al Tar di pronunciarsi e, poiché č presumibile che questo deciderŕ di attendere il terzo grado del processo penale, dovremo aspettare il pronunciamento della Cassazione. Alla Cassazione chiederemo di tenere conto dei tempi, che in una materia delicata come č quella elettorale
sono fondamentali».
Cosa le fa pensare che il giudizio del Tar le sarŕ favorevole?
«Il Tar si pronuncerŕ in piena libertŕ e la sua sentenza sarŕ naturalmente
ricorribile. Ma il Consiglio di Stato ha giŕ detto quello che pensa, nel merito la questione č evidente. Le elezioni sono nulle perché viziate da una lista determinante
per il risultato, che č stata dichiarata nulla. La sentenza penale infatti ha chiaramente dimostrato che le liste sono state falsificate. E Giovine č anche recidivo perché in passato č andato a processo altre due volte per fatti analoghi: in un caso, a Porte di Pinerolo, provocando l’annullamento delle elezioni comunali».
Insomma quali tempi si aspetta?
«Lo ripeto: il processo penale č arrivato a due terzi del cammino. La mia opinione č quindi che si possa tornare a votare per le regionali in concomitanza con le politiche del prossimo anno».
(ma. tra.)




"La Repubblica", GIOVEDĚ, 02 AGOSTO 2012
 
Pagina II - Torino
 
Le reazioni
 
Il Pdl esulta: “Partita chiusa”. Il Pd replica: “Dimissioni”
 
 
 
 

Č UNO spettacolo surreale la lettura (e l’ascolto) delle reazioni alla sentenza del Consiglio di Stato sulle elezioni regionali del 2010: con il centrodestra che ritiene definitivamente conclusa la vicenda e che, ancora una volta, ironizza in modo pesante su Bresso, mentre dall’altra il centrosinistra “anticipa i tempi” e chiede le dimissioni di Cota, ancora una volta troppo sicuro di poter ottenere per via giudiziaria la rivincita di quella amara sconfitta di due anni fa.
Nel consueto sprecarsi di parole, si fa ancora notare la calma, almeno apparente, del piů diretto interessato, il governatore Roberto Cota, che affida il suo commento a facebook: «Francamente per me oggi č una normalissima giornata di lavoro dedicata ad occuparmi dei problemi dei piemontesi —
dice — In un momento cosě difficile non posso distrarmi. Del resto la gente ha votato e scelto». Dal Pd arriva perň immediata la richiesta di dimissioni: «La tempistica delle prossime tappe giudiziarie — dicono il segretario regionale Gianfranco Morgando e il capogruppo Aldo Reschigna — non sembra in grado di garantire una sentenza definitiva nei prossimi mesi, anche se, sulla base delle risultanze del processo penale, l’esito finale appare prevedibile. E favorevole a Bresso. Tutto ciň porta alla giunta Cota un elemento
di forte instabilitŕ, che potrebbe protrarsi per tutto il 2013, e si aggiungerebbe agli evidenti segnali di frammentazione e di incapacitŕ di governo manifestati in questi mesi». Per questo, proseguono i due esponenti del Pd, «nella grave situazione che sta attraversando il Piemonte, che non ha certo bisogno di un esecutivo debole e reso ancora piů fragile dalla spada di Damocle di un futuro pronunciamento amministrativo ad esso sfavorevole, č ora che Cota prenda atto della situazione e per una volta si faccia
davvero carico degli interessi del Piemonte. La strada delle dimissioni e del ritorno alle urne il piů in fretta possibile č l’unica utile». Chiedono che si torni al voto anche i Radicali.
Nel centrodestra invece il coordinatore regionale del Pdl, Enzo Ghigo, definisce il ricorso della Bresso «grottesco visto che si chiedeva alla giustizia amministrativa di abbattere la sovranitŕ popolare. Ma non abbiamo mai avuto dubbi sull’esito delle vicenda a noi favorevole». Il suo vice Agostino Ghiglia ironizza: «Adesso Bresso a chi farŕ ricorso? A Odino (divinitŕ nordica ndr), visto che Zeus č impegnato nella crisi greca?». E Mario Carossa, capogruppo della Lega Nord dice: «L’ossessione della Bresso per i continui ricorsi č ai limiti dello stalking politico».
(m. trab.)



"La Stampa", 2/08/2012, cronaca di Torino

I falsi di Giovine, la palla ritorna al Tar

I giudici amministrativi di appello lasciano ai colleghi di primo grado la decisione se annullare o no le elezioni del 2010 vinte dal centrodestra con la lista dei Pensionati presentata con firme giudicate irregolari

ALBERTO GAINO
Diciassette pagine sul caso La sentenza sembra uno slalom fra gli orientamenti della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato che aveva investito la Consulta del dubbio che il Tar potesse decidere autonomamente

Il Consiglio di Stato ha sě, formalmente, respinto il ricorso dei legali di Mercedes Bresso (chiedevano l’annullamento delle elezioni regionali 2010 e la correzione del voto a favore del centrosinistra) ma ha lasciato aperta la via del giudizio amministrativo alle speranze di rivincita del precedente governatore del Piemonte.

Le 17 pagine dell’ultima sentenza sul «caso Giovine» appaiono un ardimentoso slalom fra i differenti orientamenti della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato che aveva in precedenza investito proprio la Consulta del dubbio che ai giudici amministrativi fosse (e sia) preclusa l’opzione di accertare autonomamente la falsitŕ di un atto pubblico. Il pronunciamento della Corte Costituzionale, l’anno scorso, a favore della via «maestra» (la querela di falso in sede civile) in materia di falso elettorale (questo caso) parve precludere ogni altra soluzione. E spegnere le illusioni di Bresso di li a poco: un giudice civile torinese, nel dicembre scorso, dichiarň estinta la causa promossa sulla base della querela di falso per difetto delle notifiche ad alcune delle parti. Questione procedurale, e non di merito.

Il fatto nuovo in questo scorcio del 2012 č stata la sentenza penale di condanna in sede di appello del consigliere regionale Michele Giovine (a 2 anni e 8 mesi) per aver falsamente autenticato 17 (su 19) firme di candidati della lista fai da te «Pensionati per Cota», risultata decisiva con i suoi 27 mila voti per il successo di misura del centrodestra alle elezioni 2010. E ciň che piů conta: la Corte d’appello torinese ha ribadito la nullitŕ della lista.

Cosě ha recuperato forza la tesi del Consiglio di Stato ribadita in una «piega» (pagina 17) dalla sentenza pubblicata ieri: «E’ appena il caso di rilevare che con l’emanazione del codice del processo amministrativo vi hanno trovato ingresso tutti i mezzi di prova previsti dal codice di procedura civile, eccezion fatta per l’interrogatorio formale e il giuramento».

La sentenza della quinta sezione dell’organismo d’appello della giustizia amministrativa piroetta sulla sua tesi, sposa n e ce s s a r i a mente (per qualche pagina) quella della Corte Costituzionale (pro Cota) e riapre a Bresso ma investendone dell’onere il Tar Piemonte. Sembra il gioco dell’oca: quando credi che si sia alla fine del ricorso (mentre la legislatura procede verso l’epilogo naturale) riecco tutti i protagonisti ritornare alla casella di partenza: il Tar. Che a sua volta decise di non decidere sospendendo il giudizio.

Scrive adesso il Consiglio di Stato: «Non (si) esclude che possano ora essere autonomamente valutate dal giudice di prime cure (Tar Piemonte) anche le risultanze del processo penale a carico di Michele Giovine, giunto a ad un significativo grado di sviluppo». Questo č il passo della sentenza che incoraggia Bresso e il centrosinistra. Nella pagina successiva aggiunge: «... non puň negarsi l’equivalenza tra l’accertamento civile e quello penale del documento falso quanto alla sua efficacia probatoria...». L’avvocato Gian Paolo Zancan, parte civile contro Giovine nei processi penali, ne trae spunto per dire: «Sentenze importanti anche per il giudizio amministrativo, e pure sul piano politico e morale».

A loro volta Cota e il centrodestra spendono ottimismo per l’inciso inserito in questo stesso passaggio: presso il Tar Piemonte il processo amministrativo «č ancora sostanzialmente pendente per la presentazione della querela di fatto». E vi aggiungono la chiosa finale del Consiglio di Stato: «Spetta al Tar ogni ulteriore approfondimento ed egualmente stabilire se oggettivamente il giudizio civile di querela di falso si sia estinto, come prospettato dalla Regione Piemonte, o meno». L’avvocato Luca Procacci, legale di Cota: «Il Tar aveva espresso questo orientamento, come fa ora a cambiare strada? Tanto piů che noi non abbiamo svolto alcuna parte nel processo penale e non abbiamo partecipato al contraddittorio in quella sede».

Sarŕ significativo se il Tar deciderŕ di attendere la Cassazione penale e il giudicato definitivo su Giovine e le sue firme prima di decidere a sua volta sull’annullabilitŕ delle Regionali 2010 e nuove elezioni anticipate.
MOTIVAZIONI «Due sentenze penali hanno condannato il consigliere» I LEGALI DEL PRESIDENTE «Con questa sentenza si torna alle decisioni di due anni fa»




L’ex presidente

“Ma quale bocciatura vedrete che si tornerŕ a votare in primavera”

«A settembre avremo un’arma in piů con la quale ottenere giustizia»

MAURIZIO TROPEANO
L’affondo Per Bresso i giudici hanno riconosciuto equivalenti accertamento penale e quello civile

«Io bocciata? Ma avete letto le motivazioni della sentenza? Allora fatelo: tutto torna in mano al Tar ma il Consiglio di Stato ci dŕ un’arma in piů che ci permette ragionevolmente di sperare di arrivare alla veritŕ prima della fine della legislatura. La nostra opinione e speranza č che si possa tornare a votare per le regionali in concomitanza con le politiche del 2013». Il termine resa non rientra nel vocabolario dell’ex presidente della Regione, Mercedes Bresso. Dal suo punto di vista poco importa che il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di annullamento delle elezioni regionali del 2010. Cota resta in carica ma la Bresso annuncia una nuova offensiva legale: «A settembre chiederemo al Tar del Piemonte, cosě come stabilito dal Consiglio di Stato, di pronunciarsi nel merito del nostro ricorso».

L’arma in piů, secondo Bresso č il fatto che «i giudici amministrativi di secondo grado hanno riconosciuto in modo inequivocabile l’equivalenza tra l’accertamento civile e quello penale del documento di falso». Che cosa cambia? L’ex presidente della Regione la spiega cosě: «Il Consiglio di Stato ha giŕ detto quello che pensa. Nel merito la questione č evidente: le elezioni sono nulle perché viziate da una lista determinante per il risultato, che č stata dichiarata nulla. La sentenza penale infatti ha chiaramente dimostrato che la lista guidata da Michele Giovine č stata falsificata».

Nel corso della conferenza stampa Bresso ringrazia i radicali e l’associazione Benvenuti in Italia che l’hanno sostenuta attivamente in questa battaglia. Parole che suonano quasi un rimprovero al suo partito., il Pd. In una nota congiunta il segretario regionale Gianfranco Morgando e il capogruppo Aldo Reschigna sottolineano come la sentenza ha «fornito un’interpretazione giuridica in grado di far superare lo stallo in cui si era giunti». Detto questo i vertici del Pd non sposano l’ottimismo della Bresso sui tempi di questi ricorsi - «le prossime tappe giudiziarie non sembrano essere in grado di garantire una sentenza definitiva nei prossimi mesi» - e sottolineano come la sentenza aggiunga un «elemento di forte instabilitŕ per la giunta Cota, che potrebbe protrarsi per tutto il 2013». Il Pd, insomma, resta alla finestra e forse non č un caso che la Bresso, rispondeva cosě ai giornalisti che gli chiedono di una possibile ricandidatura: «Non so se ne avrň voglia. Il tempo passa e si fanno cose se non piů divertenti anche piů interessanti».
I DUBBI DEL PD «Difficile arrivare ad una sentenza definitiva nei prossimi mesi»



Il governatore

“Basta, la Bresso fa stalking politico” Pdl e la Lega: siamo pronti a tutelarci

Ghigo: «Confido che ora si rasserenino gli animi e si lavori tutti insieme»

[M. TR.]
Ghigo e Cota Enzo Ghigo coordinatore del Pdl definisce «grottesco» il ricorso e prevede uno scenario nero: «Il Piemonte ha delle emergenze occupazionali che la Regione sta affrontando»

«La sua ossessione per i ricorsi č ai limiti dello stalking politico». Mario Carossa, capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale, ci mette la sua firma e la sua faccia quando lancia l’affondo contro Mercedes Bresso. Carossa prende posizione dopo aver esaminato la sentenza del Consiglio di Stato con i legali e con il presidente della Giunta. Roberto Cota sceglie di affidare a Facebook il suo commento ma se non ha suggerito, sicuramente ha avvallato e condiviso l’invenzione della categoria di molestia politica. Del resto, come ha spiegato ai suoi collaboratori, non c’è forse un termine migliore per descrivere questa situazione paradossale dove chi perde l’ennesimo ricorso canta vittoria.

Impossibile far finta di niente. E cosě Cota su Facebook spiega di aver affrontato una «normalissima giornata di lavoro dedicata ad occuparmi dei problemi dei piemontesi. In un momento cosě difficile non posso distrarmi. Del resto la gente ha votato e scelto». Nello stesso tempo, perň, dŕ il via libera a Carossa e alla sua invenzione. Avvertimento compreso: «L’ex presidente - attacca il capogruppo leghista - stia attenta alle continue accuse d’inganno e di elezioni truffaldine che lancia alla Lega Nord e al Governatore Cota. Accuse che ledono l’onorabilitŕ dei nostri consiglieri, eletti dai cittadini, e del nostro partito. Se dovesse continuare a seguire questa strada valuteremo con i nostri legali come tutelarci nelle sedi opportune».

Del resto tutto il centrodestra č all’attacco. Luca Pedrale, capogruppo del Pdl, parla di «accanimento giudiziario nonostante le ripetute sconfitte giŕ avute. Per noi la vicenda č chiusa». E il coordinatore provinciale, Franco Maria Botta, attacca: «Siamo noi a chiedere, alla luce della richiesta di rinvio a giudizio in sede penale per falso del sottoscrittore della lista Pensionati e Invalidi per Bresso, chiarezza e accertamento delle responsabilitŕ in tempi rapidi».

Enzo Ghigo, coordinatore regionale azzurro, dopo aver definito «grottesco» il ricorso si chiede anche come sia stato «possibile che nessuno nel centrosinistra abbia pensato a che cosa sarebbe successo durante la vacatio in attesa delle nuove elezioni». Il senatore descrive uno senario nero: «Il Piemonte ha delle emergenze occupazionali enormi: ci sono aziende che stanno chiudendo e che la Regione cerca di salvare. Confido che ora si rasserenino gli animi e si lavori tutti insieme per ricostruire proprio dal Nord la ripresa del nostro Paese».

Per il Pd, invece, la strada č un’altra: le dimissioni di Cota e il voto anticipato. «Il Piemonte- spiegano Morgando e Reschigna - non ha certo bisogno di un esecutivo giŕ debole per i forti contrasti interni, reso ancora piů fragile dalla spada di Damocle di un futuro pronunciamento amministrativo ad esso sfavorevole. E’ ora che Cota prenda atto della situazione e per una volta si faccia davvero carico degli interessi del Piemonte».


#38974 Da: giulio manfredi <manfredi61@...>
Data: Gio 2 Ago 2012 10:22 am
Oggetto: RE: R: [Y!G radicali-piemonte] RADICALI: SENTENZA CONSIGLIO DI STATO SBLOCCA ENPASSE. COTA PUO' CONSENTIRE ABBINAMENTO ELEZIONI REGIONALI A POLITICHE.
manfredi61
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Alessandro, non c'č nessun nostro esposto.

Marco Pannella si č costituito parte civile nel processo penale a Michele Giovine e al padre. L'ha difeso il nostro Alberto Ventrini.

Ci sono stati due gradi di giudizio, manca solo la Cassazione.

Giovine farŕ sicuramente ricorso in Cassazione e aspetterŕ a farlo l'ultimo momento utile, per guadagnare tempo (fine ottobre).

Poi devono passare 60 giorni lavorativi perchč la Cassazione istruisca il processo, per cui andiamo ai primi mesi del 2013.

Sul fronte amministrativo, la Bresso farŕ ricorso al TAR a settembre e lě partirŕ l'iter amministrativo (TAR e Consiglio di Stato). I tempi, a livello amministrativo, sono piů veloci di quelli del processo civile (che č bloccato perchč l'avvocato della Bresso ha sbagliato a fare le notifiche).
Bisogna, perň, vedere se il TAR deciderŕ di attendere o meno la sentenza di Cassazione.

Noi come radicali dobbiamo decidere se partecipare al giudizio amministrativo.
Chi paga gli avvocati amministrativi (che non puo' piů essere Alberto Ventrini, che č riuscito alla fine ad avere dai Giovine miseri 3.000 euro per il suo lavoro di due anni)????? Non certo l'Associazione Aglietta!

Alberto, se ho scritto qualche imprecisione, correggimi!

Per chi voglia approfondire:

http://www.associazioneaglietta.it/documenti/elezioni-e-legalita/


http://www.radicali.it/forum/elezioni-regionali-legalita-casi-lombardia-piemonte


Giulio



To: radicali-piemonte@yahoogroups.com
From: alessandro.frezzato@...
Date: Thu, 2 Aug 2012 11:55:04 +0200
Subject: R: [Y!G radicali-piemonte] RADICALI: SENTENZA CONSIGLIO DI STATO SBLOCCA ENPASSE. COTA PUO' CONSENTIRE ABBINAMENTO ELEZIONI REGIONALI A POLITICHE.

 

Ma il nostro esposto invece?

Alessandro

 

 

Da: radicali-piemonte@yahoogroups.com [mailto:radicali-piemonte@yahoogroups.com] Per conto di giulio manfredi
Inviato: mercoledě 1 agosto 2012 18.00
A: mailing list
Oggetto: [Y!G radicali-piemonte] RADICALI: SENTENZA CONSIGLIO DI STATO SBLOCCA ENPASSE. COTA PUO' CONSENTIRE ABBINAMENTO ELEZIONI REGIONALI A POLITICHE.

 

 

SENTENZA CONSIGLIO DI STATO SU ELEZIONI REGIONALI/RADICALI: SBLOCCA L'ENPASSE RIAPRENDO LA STRADA AMMINISTRATIVA. COTA PRENDA ATTO SUE GRAVISSIME RESPONSABILITA' E CONSENTA ABBINAMENTO ELEZIONI REGIONALI CON POLITICHE. SENTENZA DISPONIBILE SU SITO ASSOCIAZIONE AGLIETTA.
 
Dopo aver letto la sentenza del Consiglio di Stato relativa al ricorso di Mercedes Bresso e Luigina Staunovo Polacco inerente le elezioni regionali del 2010, Giulio Manfredi (Direzione Radicali Italiani) e Igor Boni (presidente Associazione radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato:
Dopo le inequivocabili sentenze penali che hanno stabilito con dovizia di prove la falsitŕ dell'intera Lista “Pensionati con Cota” - risultata determinante per la vittoria di Roberto Cota alle regionali – si poteva essere indotti nell'errore di richiedere al Consiglio di Stato quello che sarebbe, secondo buon senso, giusto chiedere: tornare a votare. Ma il Consiglio di Stato non poteva dare piů di quello che le proprie prerogative gli consentono. Il CdS ha ricordato a tutti che il TAR del Piemonte non si č ancora espresso sulla questione delle autentiche di firma false e delle firme false della Lista di Michele Giovine; lo puo' fare ora, senza attendere l'espletamento del giudizio civile, potendo usufruire di tutto il lavoro fatto dai giudici penali, poiché “non puň negarsi l'equivalenza tra l'accertamento civile e quello penale del documento falso quanto alla sua efficacia probatoria” (pag. 12 della sentenza). Il Consiglio di Stato si potrŕ esprimere, se vi sarŕ ricorso, solamente dopo che il TAR si sarŕ espresso.
La strada amministrativa č dunque riaperta e Mercedes Bresso - a cui va tutto il nostro ringraziamento per non aver mai desistito da questa battaglia di legalitŕ, riconoscendo e valorizzando sempre l'apporto radicale - ha dichiarato oggi che la percorrerŕ fino in fondo.
Certo, si possono avanzare seri dubbi sulla possibilitŕ che l'iter amministrativo termini in tempo per consentire l'abbinamento delle elezioni regionali con quelle politiche.
Qui entra in ballo l'attuale presidente della Regione Piemonte. Roberto Cota porta sulle spalle la responsabilitŕ politica gravissima di aver imbarcato nella sua compagine Michele Giovine, ben sapendo che egli era recidivo, avendo giŕ falsificato centinaia di firme nel 2005 e avendola fatta franca solamente grazie a una leggina di Berlusconi, poi dichiarata incostituzionale dalla Consulta.
Cota puo', dimettendosi a tempo debito, consentire agli elettori piemontesi di votare in un unico turno, quest'autunno o la prossima primavera, sia per le regionali che per le politiche; un abbinamento che farebbe risparmiare milioni di euro e costituirebbe anche un forte dato di semplificazione politica. Di questi tempi, non sarebbe poca cosa.
Come da tradizione radicale, la sentenza di oggi e tutti gli altri documenti sulla vicenda “firme false” sono a disposizione di tutti i cittadini sul sito dell'Associazione Aglietta.
 
Torino, 1° agosto 2012
 
Manfredi (348/5335305) Boni (348/5335309)
 
http://www.associazioneaglietta.it/documenti/elezioni-e-legalita/
 



#38975 Da: giulio manfredi <manfredi61@...>
Data: Gio 2 Ago 2012 10:26 am
Oggetto: RE: [Y!G radicali-piemonte] SENTENZA CONSIGLIO DI STATO: RASSEGNA STAMPA.
manfredi61
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Mi sembra veramente vergognoso l'atteggiamento del PD, che invece di appoggiare con forza "senza se e senza ma" la Bresso nella sua iniziativa per la legalitŕ, traccheggia e se ne rimane alla finestra. D'altronde, č coerente con quanto fatto (o non fatto) dal PD in questi due anni!

Ed č coerente con l'atteggiamento del PD lombardo rispetto alle firme false di Formigoni!

Giulio


To: radicali-piemonte@yahoogroups.com
From: igorilicboni@...
Date: Thu, 2 Aug 2012 10:59:19 +0100
Subject: Re: [Y!G radicali-piemonte] SENTENZA CONSIGLIO DI STATO: RASSEGNA STAMPA.

 

Per essere stati gli unici per lunghi anni a denunciare Giovine e le sue malefatte le due citazioni sono veramente insufficienti. Peccato.
Igor

Da: giulio manfredi <manfredi61@...>
A: mailing list <radicali-piemonte@yahoogroups.com>
Inviato: Giovedě 2 Agosto 2012 8:54
Oggetto: [Y!G radicali-piemonte] SENTENZA CONSIGLIO DI STATO: RASSEGNA STAMPA.
 
(Abbiamo portato a casa due piccole citazioni su "Stampa" e "Repubblica" e un lancio ANSA)"La Repubblica", GIOVEDĚ, 02 AGOSTO 2012
 
Pagina II - Torino
 
Giovine, il Consiglio di Stato a Bresso “Le firme false non sono affar nostro”
 
Ricorso respinto, ma la parola torna al Tar che potrebbe annullare il voto
 
 
 
 
MARCO TRABUCCO
IL CONSIGLIO di Stato ha respinto il ricorso in appello dell’ex presidente della Regione Mercedes Bresso sulla vicenda delle firme false della lista Pensionati per Cota che, con i suoi 27 mila voti, era stata decisiva per la vittoria del candidato leghista Roberto Cota alle elezioni regionali 2010. La sentenza della V sezione del supremo organo amministrativo, presieduta da Pier Giorgio Trovato, č stata emessa il 29 maggio e resa pubblica ieri. E
nel centrodestra č stata letta come la definitiva sconfitta dell’ex “zarina” nella sua ormai annosa battaglia per l’annullamento di quelle elezioni. In realtŕ sembra invece contenere gli elementi che, riaprendo la questione, potrebbero portare tra la primavera 2013 e quella 2014 alla “revoca” di Cota e a nuove elezioni.
Il Consiglio di Stato ha infatti stabilito che non spetta ai giudici amministrativi l’accertamento materiale della falsitŕ della lista e quindi l’eventuale annullamento delle elezioni. Lo ha fatto alla luce della decisione che la Corte Costituzionale aveva preso, proprio in relazione a questa vicenda, nel novembre del 2011. E per questo ha respinto il ricorso di Bresso. Ha perň aggiunto che, anche alla luce del processo penale che anche in appello ha stabilito la falsitŕ delle firme della lista Pensionati per Cota e ha condannato il consigliere Michele Giovine (a 2 anni e 8 mesi) e il padre Carlo (a 2 anni con al condizionale) per falso ideologico, la questione della validitŕ o meno delle elezioni puň essere riproposta al Tar del Piemonte presso cui, č scritto nella sentenza, «il processo č ancora sostanzialmente pendente per effetto del concesso termine per la presentazione della querela di falso». E soprattutto ha sancito che «non si esclude che possano ora essere autonomamente valutate dal giudice di prime cure (il Tar Piemonte),
anche le risultanze del processo penale giunto peraltro ad un significativo grado di sviluppo. Elementi questi di cui i giudici del Tar non erano in possesso quando hanno emanato la sentenza oggetto del presente ricorso».
In sostanza la parola torna al Tar Piemonte che, forse prima, ma quasi certamente dopo la sentenza della Cassazione sulla vicenda penale dei Giovine (sentenza attesa tra la fine del 2012 e i primi mesi del 2013), si pronuncerŕ finalmente nel merito della validitŕ delle elezioni regionali
2010. E, se la Cassazione confermerŕ la condanna del consigliere regionale e del padre, ci sono buone probabilitŕ che la consultazione sia annullata. Richieste di sospensiva e ulteriori ricorsi al Consiglio di Stato potrebbero prolungare la vicenda per tutto il 2013.
Nel complesso la situazione sembra giustificare l’ottimismo del legale di Bresso: «A settembre potremo riaprire la causa oggi sospesa presso il Tar del Piemonte — spiega Enrico Piovano — Ma sono molto soddisfatto perché
nella sentenza si afferma il principio dell’equivalenza tra querela di falso e giudizio penale. L’appello — aggiunge Piovano — č stato respinto solo perché il giudice di primo grado non aveva esaurito il tema. Ma il Consiglio di Stato ha anche detto in modo esplicito che la giustizia ammini-strativa dovrŕ tenere conto, pur nella sua totale autonomia, dei fatti accertati dal processo penale. E questo č il punto importante, direi quasi decisivo, a nostro favore».



"La Repubblica", GIOVEDĚ, 02 AGOSTO 2012
 
Pagina II - Torino
 
L’intervista
 
L’ex presidente: la sentenza dice che il processo penale farŕ testo, e nel merito la questione č chiara
 
“Sono ottimista, si tornerŕ alle urne spero sia giŕ la prossima primavera”
 
 
 
 

«LA NOSTRA speranza č che si possa tornare a votare anche in Piemonte, per le regionali, nella prossima primavera, magari in coincidenza con le elezioni politiche », dice Mercedes Bresso, dopo aver letto la sentenza del Consiglio
di Stato.
Ritorno al voto e non surroga, quindi, con lei che prende automaticamente il posto di Cota?
«A tre anni dalle elezioni la surroga non credo sarebbe sensata. Ma si tornerŕ a votare».
Da dove nasce il suo ottimismo?
«La sentenza del Consiglio di Stato ha confermato quello che aspettavamo, confermando l’equivalenza
fra l’accertamento civile e quello penale del falso. Il processo civile č ancora alle prime battute, quindi la dichiarazione di equivalenza con il penale ci dice che possiamo sperare di arrivare a una conclusione in tempi
ragionevoli».
Quale sarŕ il vostro prossimo passo?
«Subito dopo la pausa estiva chiederemo al Tar di pronunciarsi e, poiché č presumibile che questo deciderŕ di attendere il terzo grado del processo penale, dovremo aspettare il pronunciamento della Cassazione. Alla Cassazione chiederemo di tenere conto dei tempi, che in una materia delicata come č quella elettorale
sono fondamentali».
Cosa le fa pensare che il giudizio del Tar le sarŕ favorevole?
«Il Tar si pronuncerŕ in piena libertŕ e la sua sentenza sarŕ naturalmente
ricorribile. Ma il Consiglio di Stato ha giŕ detto quello che pensa, nel merito la questione č evidente. Le elezioni sono nulle perché viziate da una lista determinante
per il risultato, che č stata dichiarata nulla. La sentenza penale infatti ha chiaramente dimostrato che le liste sono state falsificate. E Giovine č anche recidivo perché in passato č andato a processo altre due volte per fatti analoghi: in un caso, a Porte di Pinerolo, provocando l’annullamento delle elezioni comunali».
Insomma quali tempi si aspetta?
«Lo ripeto: il processo penale č arrivato a due terzi del cammino. La mia opinione č quindi che si possa tornare a votare per le regionali in concomitanza con le politiche del prossimo anno».
(ma. tra.)




"La Repubblica", GIOVEDĚ, 02 AGOSTO 2012
 
Pagina II - Torino
 
Le reazioni
 
Il Pdl esulta: “Partita chiusa”. Il Pd replica: “Dimissioni”
 
 
 
 

Č UNO spettacolo surreale la lettura (e l’ascolto) delle reazioni alla sentenza del Consiglio di Stato sulle elezioni regionali del 2010: con il centrodestra che ritiene definitivamente conclusa la vicenda e che, ancora una volta, ironizza in modo pesante su Bresso, mentre dall’altra il centrosinistra “anticipa i tempi” e chiede le dimissioni di Cota, ancora una volta troppo sicuro di poter ottenere per via giudiziaria la rivincita di quella amara sconfitta di due anni fa.
Nel consueto sprecarsi di parole, si fa ancora notare la calma, almeno apparente, del piů diretto interessato, il governatore Roberto Cota, che affida il suo commento a facebook: «Francamente per me oggi č una normalissima giornata di lavoro dedicata ad occuparmi dei problemi dei piemontesi —
dice — In un momento cosě difficile non posso distrarmi. Del resto la gente ha votato e scelto». Dal Pd arriva perň immediata la richiesta di dimissioni: «La tempistica delle prossime tappe giudiziarie — dicono il segretario regionale Gianfranco Morgando e il capogruppo Aldo Reschigna — non sembra in grado di garantire una sentenza definitiva nei prossimi mesi, anche se, sulla base delle risultanze del processo penale, l’esito finale appare prevedibile. E favorevole a Bresso. Tutto ciň porta alla giunta Cota un elemento
di forte instabilitŕ, che potrebbe protrarsi per tutto il 2013, e si aggiungerebbe agli evidenti segnali di frammentazione e di incapacitŕ di governo manifestati in questi mesi». Per questo, proseguono i due esponenti del Pd, «nella grave situazione che sta attraversando il Piemonte, che non ha certo bisogno di un esecutivo debole e reso ancora piů fragile dalla spada di Damocle di un futuro pronunciamento amministrativo ad esso sfavorevole, č ora che Cota prenda atto della situazione e per una volta si faccia
davvero carico degli interessi del Piemonte. La strada delle dimissioni e del ritorno alle urne il piů in fretta possibile č l’unica utile». Chiedono che si torni al voto anche i Radicali.
Nel centrodestra invece il coordinatore regionale del Pdl, Enzo Ghigo, definisce il ricorso della Bresso «grottesco visto che si chiedeva alla giustizia amministrativa di abbattere la sovranitŕ popolare. Ma non abbiamo mai avuto dubbi sull’esito delle vicenda a noi favorevole». Il suo vice Agostino Ghiglia ironizza: «Adesso Bresso a chi farŕ ricorso? A Odino (divinitŕ nordica ndr), visto che Zeus č impegnato nella crisi greca?». E Mario Carossa, capogruppo della Lega Nord dice: «L’ossessione della Bresso per i continui ricorsi č ai limiti dello stalking politico».
(m. trab.)



"La Stampa", 2/08/2012, cronaca di Torino

I falsi di Giovine, la palla ritorna al Tar

I giudici amministrativi di appello lasciano ai colleghi di primo grado la decisione se annullare o no le elezioni del 2010 vinte dal centrodestra con la lista dei Pensionati presentata con firme giudicate irregolari

ALBERTO GAINO
Diciassette pagine sul caso La sentenza sembra uno slalom fra gli orientamenti della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato che aveva investito la Consulta del dubbio che il Tar potesse decidere autonomamente

Il Consiglio di Stato ha sě, formalmente, respinto il ricorso dei legali di Mercedes Bresso (chiedevano l’annullamento delle elezioni regionali 2010 e la correzione del voto a favore del centrosinistra) ma ha lasciato aperta la via del giudizio amministrativo alle speranze di rivincita del precedente governatore del Piemonte.

Le 17 pagine dell’ultima sentenza sul «caso Giovine» appaiono un ardimentoso slalom fra i differenti orientamenti della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato che aveva in precedenza investito proprio la Consulta del dubbio che ai giudici amministrativi fosse (e sia) preclusa l’opzione di accertare autonomamente la falsitŕ di un atto pubblico. Il pronunciamento della Corte Costituzionale, l’anno scorso, a favore della via «maestra» (la querela di falso in sede civile) in materia di falso elettorale (questo caso) parve precludere ogni altra soluzione. E spegnere le illusioni di Bresso di li a poco: un giudice civile torinese, nel dicembre scorso, dichiarň estinta la causa promossa sulla base della querela di falso per difetto delle notifiche ad alcune delle parti. Questione procedurale, e non di merito.

Il fatto nuovo in questo scorcio del 2012 č stata la sentenza penale di condanna in sede di appello del consigliere regionale Michele Giovine (a 2 anni e 8 mesi) per aver falsamente autenticato 17 (su 19) firme di candidati della lista fai da te «Pensionati per Cota», risultata decisiva con i suoi 27 mila voti per il successo di misura del centrodestra alle elezioni 2010. E ciň che piů conta: la Corte d’appello torinese ha ribadito la nullitŕ della lista.

Cosě ha recuperato forza la tesi del Consiglio di Stato ribadita in una «piega» (pagina 17) dalla sentenza pubblicata ieri: «E’ appena il caso di rilevare che con l’emanazione del codice del processo amministrativo vi hanno trovato ingresso tutti i mezzi di prova previsti dal codice di procedura civile, eccezion fatta per l’interrogatorio formale e il giuramento».

La sentenza della quinta sezione dell’organismo d’appello della giustizia amministrativa piroetta sulla sua tesi, sposa n e ce s s a r i a mente (per qualche pagina) quella della Corte Costituzionale (pro Cota) e riapre a Bresso ma investendone dell’onere il Tar Piemonte. Sembra il gioco dell’oca: quando credi che si sia alla fine del ricorso (mentre la legislatura procede verso l’epilogo naturale) riecco tutti i protagonisti ritornare alla casella di partenza: il Tar. Che a sua volta decise di non decidere sospendendo il giudizio.

Scrive adesso il Consiglio di Stato: «Non (si) esclude che possano ora essere autonomamente valutate dal giudice di prime cure (Tar Piemonte) anche le risultanze del processo penale a carico di Michele Giovine, giunto a ad un significativo grado di sviluppo». Questo č il passo della sentenza che incoraggia Bresso e il centrosinistra. Nella pagina successiva aggiunge: «... non puň negarsi l’equivalenza tra l’accertamento civile e quello penale del documento falso quanto alla sua efficacia probatoria...». L’avvocato Gian Paolo Zancan, parte civile contro Giovine nei processi penali, ne trae spunto per dire: «Sentenze importanti anche per il giudizio amministrativo, e pure sul piano politico e morale».

A loro volta Cota e il centrodestra spendono ottimismo per l’inciso inserito in questo stesso passaggio: presso il Tar Piemonte il processo amministrativo «č ancora sostanzialmente pendente per la presentazione della querela di fatto». E vi aggiungono la chiosa finale del Consiglio di Stato: «Spetta al Tar ogni ulteriore approfondimento ed egualmente stabilire se oggettivamente il giudizio civile di querela di falso si sia estinto, come prospettato dalla Regione Piemonte, o meno». L’avvocato Luca Procacci, legale di Cota: «Il Tar aveva espresso questo orientamento, come fa ora a cambiare strada? Tanto piů che noi non abbiamo svolto alcuna parte nel processo penale e non abbiamo partecipato al contraddittorio in quella sede».

Sarŕ significativo se il Tar deciderŕ di attendere la Cassazione penale e il giudicato definitivo su Giovine e le sue firme prima di decidere a sua volta sull’annullabilitŕ delle Regionali 2010 e nuove elezioni anticipate.
MOTIVAZIONI «Due sentenze penali hanno condannato il consigliere» I LEGALI DEL PRESIDENTE «Con questa sentenza si torna alle decisioni di due anni fa»




L’ex presidente

“Ma quale bocciatura vedrete che si tornerŕ a votare in primavera”

«A settembre avremo un’arma in piů con la quale ottenere giustizia»

MAURIZIO TROPEANO
L’affondo Per Bresso i giudici hanno riconosciuto equivalenti accertamento penale e quello civile

«Io bocciata? Ma avete letto le motivazioni della sentenza? Allora fatelo: tutto torna in mano al Tar ma il Consiglio di Stato ci dŕ un’arma in piů che ci permette ragionevolmente di sperare di arrivare alla veritŕ prima della fine della legislatura. La nostra opinione e speranza č che si possa tornare a votare per le regionali in concomitanza con le politiche del 2013». Il termine resa non rientra nel vocabolario dell’ex presidente della Regione, Mercedes Bresso. Dal suo punto di vista poco importa che il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di annullamento delle elezioni regionali del 2010. Cota resta in carica ma la Bresso annuncia una nuova offensiva legale: «A settembre chiederemo al Tar del Piemonte, cosě come stabilito dal Consiglio di Stato, di pronunciarsi nel merito del nostro ricorso».

L’arma in piů, secondo Bresso č il fatto che «i giudici amministrativi di secondo grado hanno riconosciuto in modo inequivocabile l’equivalenza tra l’accertamento civile e quello penale del documento di falso». Che cosa cambia? L’ex presidente della Regione la spiega cosě: «Il Consiglio di Stato ha giŕ detto quello che pensa. Nel merito la questione č evidente: le elezioni sono nulle perché viziate da una lista determinante per il risultato, che č stata dichiarata nulla. La sentenza penale infatti ha chiaramente dimostrato che la lista guidata da Michele Giovine č stata falsificata».

Nel corso della conferenza stampa Bresso ringrazia i radicali e l’associazione Benvenuti in Italia che l’hanno sostenuta attivamente in questa battaglia. Parole che suonano quasi un rimprovero al suo partito., il Pd. In una nota congiunta il segretario regionale Gianfranco Morgando e il capogruppo Aldo Reschigna sottolineano come la sentenza ha «fornito un’interpretazione giuridica in grado di far superare lo stallo in cui si era giunti». Detto questo i vertici del Pd non sposano l’ottimismo della Bresso sui tempi di questi ricorsi - «le prossime tappe giudiziarie non sembrano essere in grado di garantire una sentenza definitiva nei prossimi mesi» - e sottolineano come la sentenza aggiunga un «elemento di forte instabilitŕ per la giunta Cota, che potrebbe protrarsi per tutto il 2013». Il Pd, insomma, resta alla finestra e forse non č un caso che la Bresso, rispondeva cosě ai giornalisti che gli chiedono di una possibile ricandidatura: «Non so se ne avrň voglia. Il tempo passa e si fanno cose se non piů divertenti anche piů interessanti».
I DUBBI DEL PD «Difficile arrivare ad una sentenza definitiva nei prossimi mesi»



Il governatore

“Basta, la Bresso fa stalking politico” Pdl e la Lega: siamo pronti a tutelarci

Ghigo: «Confido che ora si rasserenino gli animi e si lavori tutti insieme»

[M. TR.]
Ghigo e Cota Enzo Ghigo coordinatore del Pdl definisce «grottesco» il ricorso e prevede uno scenario nero: «Il Piemonte ha delle emergenze occupazionali che la Regione sta affrontando»

«La sua ossessione per i ricorsi č ai limiti dello stalking politico». Mario Carossa, capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale, ci mette la sua firma e la sua faccia quando lancia l’affondo contro Mercedes Bresso. Carossa prende posizione dopo aver esaminato la sentenza del Consiglio di Stato con i legali e con il presidente della Giunta. Roberto Cota sceglie di affidare a Facebook il suo commento ma se non ha suggerito, sicuramente ha avvallato e condiviso l’invenzione della categoria di molestia politica. Del resto, come ha spiegato ai suoi collaboratori, non c’č forse un termine migliore per descrivere questa situazione paradossale dove chi perde l’ennesimo ricorso canta vittoria.

Impossibile far finta di niente. E cosě Cota su Facebook spiega di aver affrontato una «normalissima giornata di lavoro dedicata ad occuparmi dei problemi dei piemontesi. In un momento cosě difficile non posso distrarmi. Del resto la gente ha votato e scelto». Nello stesso tempo, perň, dŕ il via libera a Carossa e alla sua invenzione. Avvertimento compreso: «L’ex presidente - attacca il capogruppo leghista - stia attenta alle continue accuse d’inganno e di elezioni truffaldine che lancia alla Lega Nord e al Governatore Cota. Accuse che ledono l’onorabilitŕ dei nostri consiglieri, eletti dai cittadini, e del nostro partito. Se dovesse continuare a seguire questa strada valuteremo con i nostri legali come tutelarci nelle sedi opportune».

Del resto tutto il centrodestra č all’attacco. Luca Pedrale, capogruppo del Pdl, parla di «accanimento giudiziario nonostante le ripetute sconfitte giŕ avute. Per noi la vicenda č chiusa». E il coordinatore provinciale, Franco Maria Botta, attacca: «Siamo noi a chiedere, alla luce della richiesta di rinvio a giudizio in sede penale per falso del sottoscrittore della lista Pensionati e Invalidi per Bresso, chiarezza e accertamento delle responsabilitŕ in tempi rapidi».

Enzo Ghigo, coordinatore regionale azzurro, dopo aver definito «grottesco» il ricorso si chiede anche come sia stato «possibile che nessuno nel centrosinistra abbia pensato a che cosa sarebbe successo durante la vacatio in attesa delle nuove elezioni». Il senatore descrive uno senario nero: «Il Piemonte ha delle emergenze occupazionali enormi: ci sono aziende che stanno chiudendo e che la Regione cerca di salvare. Confido che ora si rasserenino gli animi e si lavori tutti insieme per ricostruire proprio dal Nord la ripresa del nostro Paese».

Per il Pd, invece, la strada č un’altra: le dimissioni di Cota e il voto anticipato. «Il Piemonte- spiegano Morgando e Reschigna - non ha certo bisogno di un esecutivo giŕ debole per i forti contrasti interni, reso ancora piů fragile dalla spada di Damocle di un futuro pronunciamento amministrativo ad esso sfavorevole. E’ ora che Cota prenda atto della situazione e per una volta si faccia davvero carico degli interessi del Piemonte».



#38976 Da: "Alessandro Frezzato" <alessandro.frezzato@...>
Data: Gio 2 Ago 2012 10:26 am
Oggetto: R: R: [Y!G radicali-piemonte] RADICALI: SENTENZA CONSIGLIO DI STATO SBLOCCA ENPASSE. COTA PUO' CONSENTIRE ABBINAMENTO ELEZIONI REGIONALI A POLITICHE.
alessandro.frezzato@...
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Ok!

 

 

Da: radicali-piemonte@yahoogroups.com [mailto:radicali-piemonte@yahoogroups.com] Per conto di giulio manfredi
Inviato: giovedě 2 agosto 2012 12.22
A: mailing list
Oggetto: RE: R: [Y!G radicali-piemonte] RADICALI: SENTENZA CONSIGLIO DI STATO SBLOCCA ENPASSE. COTA PUO' CONSENTIRE ABBINAMENTO ELEZIONI REGIONALI A POLITICHE.

 

 

Alessandro, non c'č nessun nostro esposto.

Marco Pannella si č costituito parte civile nel processo penale a Michele Giovine e al padre. L'ha difeso il nostro Alberto Ventrini.

Ci sono stati due gradi di giudizio, manca solo la Cassazione.

Giovine farŕ sicuramente ricorso in Cassazione e aspetterŕ a farlo l'ultimo momento utile, per guadagnare tempo (fine ottobre).

Poi devono passare 60 giorni lavorativi perchč la Cassazione istruisca il processo, per cui andiamo ai primi mesi del 2013.

Sul fronte amministrativo, la Bresso farŕ ricorso al TAR a settembre e lě partirŕ l'iter amministrativo (TAR e Consiglio di Stato). I tempi, a livello amministrativo, sono piů veloci di quelli del processo civile (che č bloccato perchč l'avvocato della Bresso ha sbagliato a fare le notifiche).
Bisogna, perň, vedere se il TAR deciderŕ di attendere o meno la sentenza di Cassazione.

Noi come radicali dobbiamo decidere se partecipare al giudizio amministrativo.
Chi paga gli avvocati amministrativi (che non puo' piů essere Alberto Ventrini, che č riuscito alla fine ad avere dai Giovine miseri 3.000 euro per il suo lavoro di due anni)????? Non certo l'Associazione Aglietta!

Alberto, se ho scritto qualche imprecisione, correggimi!

Per chi voglia approfondire:

http://www.associazioneaglietta.it/documenti/elezioni-e-legalita/


http://www.radicali.it/forum/elezioni-regionali-legalita-casi-lombardia-piemonte


Giulio


To: radicali-piemonte@yahoogroups.com
From: alessandro.frezzato@...
Date: Thu, 2 Aug 2012 11:55:04 +0200
Subject: R: [Y!G radicali-piemonte] RADICALI: SENTENZA CONSIGLIO DI STATO SBLOCCA ENPASSE. COTA PUO' CONSENTIRE ABBINAMENTO ELEZIONI REGIONALI A POLITICHE.

 

 

Ma il nostro esposto invece?

Alessandro

 

 

Da: radicali-piemonte@yahoogroups.com [mailto:radicali-piemonte@yahoogroups.com] Per conto di giulio manfredi
Inviato: mercoledě 1 agosto 2012 18.00
A: mailing list
Oggetto: [Y!G radicali-piemonte] RADICALI: SENTENZA CONSIGLIO DI STATO SBLOCCA ENPASSE. COTA PUO' CONSENTIRE ABBINAMENTO ELEZIONI REGIONALI A POLITICHE.

 

 

SENTENZA CONSIGLIO DI STATO SU ELEZIONI REGIONALI/RADICALI: SBLOCCA L'ENPASSE RIAPRENDO LA STRADA AMMINISTRATIVA. COTA PRENDA ATTO SUE GRAVISSIME RESPONSABILITA' E CONSENTA ABBINAMENTO ELEZIONI REGIONALI CON POLITICHE. SENTENZA DISPONIBILE SU SITO ASSOCIAZIONE AGLIETTA.
 
Dopo aver letto la sentenza del Consiglio di Stato relativa al ricorso di Mercedes Bresso e Luigina Staunovo Polacco inerente le elezioni regionali del 2010, Giulio Manfredi (Direzione Radicali Italiani) e Igor Boni (presidente Associazione radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato:
Dopo le inequivocabili sentenze penali che hanno stabilito con dovizia di prove la falsitŕ dell'intera Lista “Pensionati con Cota” - risultata determinante per la vittoria di Roberto Cota alle regionali – si poteva essere indotti nell'errore di richiedere al Consiglio di Stato quello che sarebbe, secondo buon senso, giusto chiedere: tornare a votare. Ma il Consiglio di Stato non poteva dare piů di quello che le proprie prerogative gli consentono. Il CdS ha ricordato a tutti che il TAR del Piemonte non si č ancora espresso sulla questione delle autentiche di firma false e delle firme false della Lista di Michele Giovine; lo puo' fare ora, senza attendere l'espletamento del giudizio civile, potendo usufruire di tutto il lavoro fatto dai giudici penali, poiché “non puň negarsi l'equivalenza tra l'accertamento civile e quello penale del documento falso quanto alla sua efficacia probatoria” (pag. 12 della sentenza). Il Consiglio di Stato si potrŕ esprimere, se vi sarŕ ricorso, solamente dopo che il TAR si sarŕ espresso.
La strada amministrativa č dunque riaperta e Mercedes Bresso - a cui va tutto il nostro ringraziamento per non aver mai desistito da questa battaglia di legalitŕ, riconoscendo e valorizzando sempre l'apporto radicale - ha dichiarato oggi che la percorrerŕ fino in fondo.
Certo, si possono avanzare seri dubbi sulla possibilitŕ che l'iter amministrativo termini in tempo per consentire l'abbinamento delle elezioni regionali con quelle politiche.
Qui entra in ballo l'attuale presidente della Regione Piemonte. Roberto Cota porta sulle spalle la responsabilitŕ politica gravissima di aver imbarcato nella sua compagine Michele Giovine, ben sapendo che egli era recidivo, avendo giŕ falsificato centinaia di firme nel 2005 e avendola fatta franca solamente grazie a una leggina di Berlusconi, poi dichiarata incostituzionale dalla Consulta.
Cota puo', dimettendosi a tempo debito, consentire agli elettori piemontesi di votare in un unico turno, quest'autunno o la prossima primavera, sia per le regionali che per le politiche; un abbinamento che farebbe risparmiare milioni di euro e costituirebbe anche un forte dato di semplificazione politica. Di questi tempi, non sarebbe poca cosa.
Come da tradizione radicale, la sentenza di oggi e tutti gli altri documenti sulla vicenda “firme false” sono a disposizione di tutti i cittadini sul sito dell'Associazione Aglietta.
 
Torino, 1° agosto 2012
 
Manfredi (348/5335305) Boni (348/5335309)
 
http://www.associazioneaglietta.it/documenti/elezioni-e-legalita/
 

 


#38977 Da: giulio manfredi <manfredi61@...>
Data: Gio 2 Ago 2012 11:50 am
Oggetto: RE: [Y!G radicali-piemonte] La Cassazione annulla l’ordinanza di arresto per Lusi
manfredi61
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Scusa, Caterina, ma il Senato si espresse sull'esistenza o meno di un "fumus persecutionis" nei confronti di Lusi da parte della magistratura.

C'č cosě poco "fumus" che la Cassazione ha annullato l'ordinanza di arresto!

Come peraltro scritto nell'articolo che hai postato:

"Vi ricordate la sequela dei roboanti interventi dei senatori che, man mano che aprivano le porte di Rebibbia al loro collega, ribadivano che dalle carte emergeva un intento persecutorio patente e inequivocabile? Chissŕ se avranno qualcosa da ribattere ora alla pronuncia della Cassazione che in modo altrettanto chiaro e inequivocabile ha stabilito che il carcere preventivo per Lusi č misura esorbitante ed eccessiva..."


To: radicali-piemonte@yahoogroups.com
From: cate274@...
Date: Wed, 1 Aug 2012 11:38:40 +0100
Subject: [Y!G radicali-piemonte] La Cassazione annulla l’ordinanza di arresto per Lusi

 

Mi son sempre chiesta perchč la Bonino abbia votato a favore.... (anche se a suo tempo mi sono arrampicata sui vetri per giustificarne il voto).

La Cassazione annulla l’ordinanza di arresto per Lusi


La Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Luigi Lusi. L’ex tesoriere della Margherita ristretto a Rebibbia dal 20 giugno scorso potrebbe tornare in libertŕ.
Vi ricordate la sequela dei roboanti interventi dei senatori che, man mano che aprivano le porte di Rebibbia al loro collega, ribadivano che dalle carte emergeva un intento persecutorio patente e inequivocabile? Chissŕ se avranno qualcosa da ribattere ora alla pronuncia della Cassazione che in modo altrettanto chiaro e inequivocabile ha stabilito che il carcere preventivo per Lusi č misura esorbitante ed eccessiva.
Tocca ora al Tribunale del Riesame esprimersi nuovamente sulla sussistenza delle esigenze cautelari. La pronuncia della Cassazione dŕ ragione ai legali di Lusi, secondo i quali, tra le altre cose, non vi sono motivi fondati per tenere Lusi dietro le sbarre. Anche se nel nostro Paese nessuno lo ricorda, il carcere senza condanna č extrema ratio, e il Codice di procedura penale prevede un ventaglio di misure custodiali meno afflittive (come i domiciliari, per esempio) cui il magistrato dovrebbe accordare la preferenza. In teoria, il carcere dovrebbe essere misura di carattere eccezionale e residuale. Ma la prassi č tutta un’altra cosa.
L’ex tesoriere, capro espiatorio di una faida interna al Partito Democratico, ne é una vittima, non la prima né l’ultima. Quasi il 43 percento dei detenuti nelle galere italiane, dove si suicida un ristretto ogni cinque giorni, č in attesa di giudizio. Ben 15mila le persone recluse che attendono un giudizio di primo grado. La carcerazione preventiva puň estendersi complessivamente fino a sei anni. Nello Stato africano del Mali, dove le donne vengono lapidate ed č vietato ascoltare musica che non sia religiosa, dal 2001 esiste una legge che fissa in sei mesi la durata massima della custodia cautelare in carcere.
L’ex tesoriere accusato di aver sottratto alla defunta Margherita 25 milioni di euro – senza che un Rutelli o un Bianco si accorgessero di alcunché, sia chiaro – e di averli trasferiti in Canada, Paese originario della moglie, potrebbe lasciare il carcere. Noi glielo auguriamo. Speriamo che il Riesame non ravvisi un qualche pericolo di fuga, in Mali tanto per dire. Genzano-Bamako solo andata.
 

http://blog.panorama.it/politicamentescorretta/2012/08/01/la-cassazione-annulla-lordinanza-di-arresto-per-lusi/


#38978 Da: giulio manfredi <manfredi61@...>
Data: Gio 2 Ago 2012 12:54 pm
Oggetto: Rassegna stampa:
manfredi61
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Quel titolo di Paese Sera che spiega bene il senso di una grande battaglia civile


Dalla Rassegna stampa  Antonio Polcaro era un avellinese trentaquattrenne, vissuto fra il nord Italia e la Svizzera alternando, non per sua scelta, periodi di lavoro a periodi disoccupazione. Sempre piů lunghi questi ultimi. Fino a che Polcaro si ridusse a vivere alla stazione Termini di Roma, dormendo nei treni in sosta. Un giorno le guardie lo videro mentre rubava i gettoni da un telefono pubblico e lo portarono al carcere di Rebibbia. Fu messo in isolamento in attesa del processo per "direttissima". Ma i superlativi non si addicono alla giustizia italiana e dopo due giorni di isolamento Polcaro si impiccň, utilizzando il suo maglione come cappio. Era il maggio del 1973 e Paese Sera, popolare quotidiano di proprietŕ del Partito comunista, quel pomeriggio uscě con un titolo a nove colonne: "Rubava gettoni. Si impicca a Rebibbia".
Ho letto questa storia in un libro recentemente edito da Einaudi "L’aspra stagione" che ricostruisce la vita e la prematura morte di Carlo Rivolta, giornalista bravo e impaziente che tanto non sopportava le ingiustizie da arrivare letteralmente a morirne. E in quell’estate del 1973 scrisse sulle proteste dei familiari dei detenuti di Rebibbia e di Regina Coeli, e sugli scioperi e le rivolte che si svolsero nelle due carceri romane.
Oggi le cabine telefoniche sono modernariato e dei gettoni s’č perso anche il ricordo. Ma i suicidi nelle carceri sono ancora una costante, come le mobilitazioni contro una situazione inaccettabile da parte dei detenuti e dei loro familiari. Invece le rivolte sono confinate nei ricordi, e speriamo che lě restino. La protesta č maturata in denuncia civile, abbandonando gli stilemi degli "anni ribelli" e la pericolosa paccottiglia che si portavano dietro. Al contrario le istituzioni sono rimaste immobili. I rappresentanti del nostro sistema politico continuano a guardare alla questione carceraria con infastidita immobilitŕ, al massimo i migliori fra loro lo fanno con dolente accidia. "Non ci sono le condizioni politiche", ha ribadito recentemente il migliore e piů autorevole fra loro.
Sono passati quarant’anni da quel titolo di Paese Sera e un altro aspetto della questione sembra non essere cambiato. Nel libro che ho citato all’inizio si racconta come quegli articoli del giovane Rivolta non piacquero molto al partito-editore. Non si guadagna in popolaritŕ a occuparsi dei detenuti, questo pensava in fondo il grande partito, osservano i due autori. E raccontano come il giornale comunista della sera coabitasse nello stesso palazzo non solo con l’organo ufficiale del Pci ma con la sua segreteria romana, che per farsi sentire non aveva che da prendere l’ascensore. E naturalmente lo prese. La questione carceraria, giŕ allora esplosa come tema civile, non isolabile emergenza umanitaria perché prodotta da un sistema giudiziario malato, si ridusse cosě a luogo di confronto fra ribellione violenta e battaglia radicale e non violenta in nome dell’applicazione dello stato di diritto piuttosto che della pratica del diritto alla rivolta. In mezzo, poco altro.
I radicali quella battaglia politica l’hanno vinta ma il risultato č stato, a parte qualche momento, il ritrovarsi soli o poco accompagnati. Ma continuano a pensare che non č detto che occuparsi di carceri non sia popolare. Pensano piuttosto che venga fatta mancare la verifica. Se "Radio carcere" di Radio Radicale raccoglie in dieci giorni trentamila adesioni a uno sciopero della fame, come sarebbe andata se quel programma fosse stato nel palinsesto di Rai Uno? E in ogni caso, anche il peggiore, pensano che potranno dire che, almeno, quel che potevano fare l’hanno fatto. Al contrario di molti altri.






Sicilia, via al gioco degli specchi


Dalla Rassegna stampa Anche se si ostina a ripeterlo con chiunque glielo chieda, sembra davvero difficile che il governatore dimissionario della Sicilia Raffaele Lombardo si ritiri a fare il Cincinnato. Lo farŕ, inevitabilmente, se le accuse sui suoi rapporti con la mafia dovessero essere confermate nel processo che lo attende di qui all’autunno. Ma nel caso, non impossibile, di un proscioglimento, sarŕ di nuovo in campo.
Le elezioni regionali anticipate ad ottobre rafforzano il ruolo, che la Sicilia ha avuto altre volte nella politica italiana, di laboratorio anticipatore, nel bene e nel male, di quel che sta per accadere a livello nazionale. Sono lontani i tempi in cui si sperimentavano a Palermo il primo centrosinistra o i governi di unitŕ nazionale Dc-Pci. Piů di recente, e assai piů mediocremente, l’Assemblea Siciliana s’č trasformata in un’enorme provetta di ogni tipo di trasformismo e di frammentazione, con ben cinque maggioranze diverse che si sono trovate a sostenere Lombardo nelle sue giravolte, e un’infinitŕ di scissioni e micro-fratture dei partiti, refrattari ormai a qualsiasi indicazione stabilita a livello nazionale. Al punto che, se i suoi guai giudiziari e il dissesto del bilancio siciliano non lo avessero travolto, il governatore avrebbe potuto continuare all’infinito il suo gioco, che prevedeva di mettersi in mezzo alla girandola impazzita dei novanta membri dell’Ars, per combinare ogni mese un nuovo governo appoggiato da una nuova maggioranza.
Eppure, malgrado la sua immagine arcilogorata, e i risultati catastrofici della sua gestione, politicamente Lombardo resta la prima, forse la principale incognita delle elezioni siciliane, ai cui nastri di partenza giŕ s’affollano una decina di candidati alla successione. Il governatore puň tentare di accordarsi con il centrodestra o con il centrosinistra, entrambi usciti scottati dalle precedenti alleanze con lui, ma interessati alla rete di clientele costruita ininterrottamente in questi anni e in grado mobilitare ancora un gran numero di voti. Oppure Lombardo potrebbe decidere di ricollocarsi al centro, per impedire a ciascuna delle due (o piů) coalizioni di raggiungere la maggioranza. La legge elettorale siciliana agevola allo stesso modo l’aggregazione e la distinzione tra un partito e l’altro. E come s’č visto, il potere assoluto di sciogliere l’Assemblea e mandare a casa i deputati, fa del governatore (quello che c’č ancora per poco, e quello che verrŕ) l’unico vero dominus dei giochi politici nella regione. Alla luce di questo, il gioco degli specchi siciliano č appena cominciato. E purtroppo, c’č da temere, il peggio deve ancora venire.




 "La Repubblica", 2/08/2012, cronaca di Torino
 
Pagina III - Torino
 
Il caso
 
Gli esborsi del 2011 per aziende, professionisti e collaboratori impegnati in studi, cause e ricorsi
 
Cota in tempi di spending review affida consulenze per 3,5 milioni
 
 
 
 
MARIACHIARA GIACOSA

QUASI due milioni di euro: č quanto ha speso la giunta Cota, da giugno a dicembre del 2011, per consulenze. Una cifra che fa a pugni con la spending review in corso in Regione e che lievita ulteriormente se si allargano i conti all’intero anno. Si arriva cosě a un totale di tre milioni e mezzo di euro, quelli che Piazza Castello ha speso per incarichi di consulenza, alcuni molto brevi, ad aziende, a professionisti e a «semplici collaboratori ». La fotografia emerge dal periodico supplemento «consulenze» pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione, come previsto dalla legge e consultabile da chiunque sia interessato a sapere come vengono spesi i denari pubblici in Piemonte.
La maggior parte degli incarichi, per una cifra che supera il milione di euro, sono stati assegnati ad avvocati o studi legali per far fronte a una quantitŕ davvero smisurata di ricorsi e procedimenti giudiziari. Si tratta di decine e decine di processi amministrativi, civili e penali, alcuni dei quali, bisogna dire, “figli” ancora delle precedenti giunte. Tra gli altri perň anche quello di fronte ai vari gradi della giustizia amministrativa, per la vicenda
delle elezioni del 2010, su cui proprio ieri si č espresso il Consiglio di Stato. Poi le corti internazionali davanti alle quali la giunta Cota č impegnata contro la banca londinese Merryl Linch per la questione dei derivati. All’avvocato Jonathan Harris, ad esempio, sono andati 52.400 euro per rappresentare la Regione di fronte all’Alta Corte di giustizia della City. C’č anche la costituzione di parte civile nel processo
contro ThyssenKrupp, affidato allo studio legale Papotti per 50 mila euro. Moltissimi sono poi i procedimenti per contributi
erogati dalla Regione e poi ritirati, per ricorsi contro leggi dello Stato, per autorizzazioni negate, ad esempio a un nuovo centro commerciale a Caselle.
Non mancano incarichi di altro tipo: tante «collaborazioni coordinate e continuative» per i progetti europei, per l’analisi e lo studio delle buone pratiche di accorpamento amministrativo in Francia, per progetti di ristrutturazione e rilancio di
strutture e beni della Regione. Cosě come sono molti (e consueti da anni) gli incarichi assegnati, e pagati, ad altri enti pubblici, anche “in house” alla Regione, come l’Agenzia del Territorio, il Consorzio forestale della Valsusa o l’Arpa Piemonte. O atenei, come il Politecnico di Torino e quello di Milano.
Insomma una galassia di “cose da fare” assegnate al di fuori degli uffici regionali. O a chi ne ha fatto parte per molto tempo e oggi č in pensione. Č il caso di Pierluigi Lesca, ex direttore del Bilancio, che per una «collaborazione ad elevato contenuto professionale a supporto del presidente» (il suo ruolo nella stesura dei bilanci regionali č ancora molto rilevante) ha guadagnato, l’anno scorso, 121 mila euro.
Nel mucchio si trovano anche incarichi ad advisor e studi di ricerca: come ad esempio a Kpmg, societŕ di consulenza nella revisione dei bilanci che, per la Regione (e per 404 mila euro), ha studiato l’applicazione di una serie di normative europee. E in tempi recenti anche il futuro dell’aeroporto di Cuneo-Levaldigi. Per questo il conto arriverŕ tra qualche mese e rientrerŕ nel budget delle consulenze del 2012.




 
"La Repubblica", GIOVEDĚ, 02 AGOSTO 2012
 
Pagina IV - Torino
 
“La multa da Roma? Era giŕ tutto previsto”
 
Passoni: mai conteggiati i 38 milioni per aver sforato il patto di stabilitŕ
 
 
 
 
DIEGO LONGHIN

«TUTTO previsto da tempo». L’assessore al Bilancio, Gianguido Passoni, non č preoccupato per la sanzione di 38,5 milioni piovuta da Roma su Torino per aver sforato il patto di stabilitŕ lo scorso anno. «Giŕ a gennaio sapevamo a quanto ammontava la multa per la scelta di non rispettare i paletti imposti dal patto. Il fatto che il decreto sia stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale per noi non č una novitŕ». E Passoni precisa che «si tratta di mancati trasferimenti di fondi».
La pubblicazione ufficiale del documento, che mette Torino nella lista dei cattivi insieme con Alessandria, Messina, Trapani e Catanzaro, oltre alla Provincia di Vibo Valentia, ha perň riacceso i riflettori sulla questione “patto” e sulla decisione presa a fine anno dal sindaco Fassino. E Agostino Ghiglia, vice coordinatore del Pdl del Piemonte, ha presentato un’interrogazione alla Camera e ha affidato ad alcuni legali lo studio «di un’azione di responsabilitŕ nei confronti degli amministratori comunali». Passoni č piů preoccupato per il futuro e per gli effetti della spending review, oltre che per i tagli che la Regione non vuole ridurre sul fronte assistenza: dai 7 agli 8 milioni. In
piů ci sono i circa 14 milioni di risparmio per la “spending 2”. Fino a metŕ settembre non si avranno le cifre certe, tanto che nell’ultima giunta si č deciso di bloccare tutta la spesa non urgente per agosto e settembre. Un accantonamento che rischia poi di trasformarsi in una nuova sforbiciata.
Ieri il sindaco e l’assessore al Bilancio hanno fatto il punto anche con tutti i presidenti delle Circoscrizioni, una riunione convocata all’ultimo. Pure per i quartieri stop alla spesa: circa 280 mila euro complessivi, il che vuol dire 28 mila euro per ogni circoscrizione, in media, anche se alcune
contribuiranno con qualche sacrificio in piů. La proposta iniziale era molto piů secca: un taglio di 500 mila euro. I presidenti, ad iniziare dalla coordinatrice Nadia Conticelli, hanno ribattuto che si trattava di una riduzione insostenibile. E poi il punto di mediazione: accantonamento di 280 mila euro. Poi si vedrŕ a settembre sulla base di quelle che saranno le cifre definitive della revisione della spesa varata da Monti. I presidenti sono soddisfatti per l’atteggiamento del sindaco e dell’assessore, anche se non si aspettano nulla di buono per il dopo ferie.




"La Stampa", 2/08/2012

SICILIA DOPO IL TERREMOTO

Lombardo: “Tutti mi chiedevano favori E ora sono Satana”

L’ex governatore: “Smetto con la politica, ma l’Mpa farŕ il 20%”

AMEDEO LA MATTINA ROMA
Ex governatore Raffaele Lombardo, 61 anni, era stato eletto alla guida di Palazzo dei Normanni nel 2008. Martedě le dimissioni dopo la sollecitazione arrivata nei giorni scorsi dal premier Monti. Č fondatore e leader del Movimento per le autonomie

Intervista

Presidente Lombardo, cosa farŕ adesso che si č dimesso? Si ritira nella sua casa di campagna in contrada San’Antonino, in provincia di Catania? Farŕ come Cincinnato in attesa di essere chiamato dalla politica?

«Macché, basta con la politica. Cincinnato aveva 40 anni e io ne ho 62. Sono gli altri, i giovani autonomisti che devono andare avanti. Io sto fuori, mi voglio finalmente godere il mio “buen retiro” dove ho sette specie di galline e da lě osservare lo spettacolo esilarante di una campagna elettorale dove i candidati sono piů dei partiti. Ma lei lo sa che nei 4 anni in cui sono stato presidente siciliano ci sono andato tre volte?».

Difficile credere che lei smetterŕ di fare politica. Non si candida alle regionali e nemmeno alle prossime politiche?

«Esatto. Certo darň un contributo agli amici che me lo chiederanno, andrň un po’ in giro. Anche se mi e ci descrivono come brutti, sporchi e cattivi, il movimento politico che ho fondato non scomparirŕ, anzi sono sicuro che avrŕ un ottimo risultato. Prevedo un 20% e non si chiamerŕ piů Mpa ma il partito dei siciliani».

Darŕ un contributo, sia lei sia le persone che in questi anni ha assunto, soprattutto nelle Asl e nel settore della sanitŕ?

«Smettiamola con questo tormentone. Durante la mia presidenza non c’č stata una sola assunzione ingiustificata. Tutte le persone nominate negli enti ospedalieri e per le cariche dirigenziali delle Asl andavano nominate perché bisognava riempire caselle lasciate vuote in seguito a dimissioni o a pensionamenti. Se non lo avessi fatto commettevo il reato di omissione d’atti d’ufficio».

Ma sono tutti targati “LombardoMpa”?

«Ancora con questa storia del clientelismo... Senta, non facciamo gli ingenui o gli ipocriti. Tutti facevano segnalazioni, e quando dico tutti dico proprio tutti, deputati, senatori di tutti i partiti, nessuno escluso. Le dico di piů: le segnalazioni sono arrivate anche da fuori il mondo politico, dal mondo degli imprenditori, delle forze dell’ordine, della chiesa, ma non ci trovo nulla di scandaloso se viene segnalato un bravo professionista. Anche lei poteva segnalarmi una persona meritevole... Qui adesso mi vogliono far passare per il diavolo mentre gli altri sono tutti delle verginelle. Ma su, finiamola con i luoghi comuni! Si č urlato allo scandalo perché, prima di dimettersi, ho nominato il nuovo assessore alle Autonomie e all’Energia. Era perň necessario: il primo deve occuparsi delle elezioni regionali del 28 e 29 ottobre, il secondo dell’emergenza dei rifiuti, con tutto quello che sta succedendo nella discarica di Bellolampo a Palermo».

La Regione ha un buco nel bilancio di oltre 5 miliardi, la spesa sanitaria nel 2011 č aumentata del 7,36% rispetto all’anno precedente, i dipendenti sono 28 mila, i forestali un esercito...

«Intanto la Regione Siciliana non si trova in una situazione peggiore di molte altre Regioni. Per non parlare dei conti dello Stato, che ci deve un miliardo e ha utilizzato i nostri fondi Fas. Molte spese sono state tagliate, la spesa corrente č la stessa del 2011. Poi io mi sono trovato tutti questi dipendenti regionali, che dovevo fare? Ammazzarli, buttare per strada migliaia di padri di famiglia, gettando un cerino in una polveriera sociale? C’č tanta disinformazione, un’aggressione criminale nei miei confronti per uccidermi politicamente. Un morto che cammina, ma io mando tutti a quel paese. Allora č meglio separarci e vediamo se riusciamo a camminare con le nostre gambe».

Qual č stata la sua piů grande amarezza?

«Intanto l’accusa di collusioni mafiose che dimostrerň essere falsa. Io non sono stato nemmeno ascoltato dai magistrati e prima ancora di ricevere un avviso di garanzia sono stato fucilato sulla pubblica piazza dai media. Poi c’č un’amarezza personale dovuta al tradimento di alcuni amici. Mi riferisco soprattutto a Nicola Leanza che era venuto da me piangendo quando nessuno voleva piů candidarlo e invece con me č diventato segretario e capogruppo regionale dell’Mpa, deputato nazionale, presidente facente funzione della Regione. Ora č ritornato tra le braccia di Casini e di un partito che vuole mettere gli artigli sulla Sicilia. Ma Casini sappia che si č messo in casa un traditore, un trasformista, un quaquaraquŕ. Forse vanno cercando gente simile, degli ascari che predicano il rinnovamento e sono stati alla corte siciliana di Cuffaro fino a quando Cuffaro č caduto in disgrazia. Lui, Casini, č stato il beneficiario degli anni in cui l’Udc ha governato in prima linea la Regione Siciliana. Sono stati gli anni delle assunzioni facili e degli sprechi, che noi abbiamo cercato di correggere. Ora vediamo cosa metterŕ in campo, s’avanza un certo D’Alia: č il frutto del patto tra Bersani e Casini, una merce di scambio per compensare Casini che aspirava a fare il premier, il presidente della Repubblica... Come quando ai bambini si danno 10 euro piů cinque caramelle. Magari gli faranno fare pure il presidente di una due Camere, piů la Sicilia».

Questo č veleno puro.

«No, č la pura veritŕ. Casini non vede l’ora di mettere le mani sul malloppo cuffariano in tutti i sensi».

Che intende?

«Oltre che i voti, lui e i suoi alleati vogliono scambiare la Sicilia con i petrolieri e i grandi gruppi imprenditoriali. Conosco poche persone che disprezzano la Sicilia come Casini».

Lei chi metterŕ in pista?

«Il mio assessore Russo, un ex magistrato antimafia. Secondo me, di fronte alla frammentazione di tutti i partiti e gli schieramenti, ha qualche chance di vincere se riuscirŕ a far conoscere la rivoluzione che ha fatto nella sanitŕ».
IL BUCO DI BILANCIO «Mi sono trovato tutti questi dipendenti pubblici. Che dovevo fare? Non potevo ammazzarli» LE ASSUNZIONI «Il clientelismo? Smettiamola Anche forze dell’ordine e chiesa facevano segnalazioni» IL SUO FUTURO «Ho un buen retiro Mi occuperň delle mie galline»



#38979 Da: Salvatore Grizzanti <salvatore.grizzanti@...>
Data: Gio 2 Ago 2012 1:39 pm
Oggetto: Equitalia...
salvatoregri...
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#38980 Da: "Alessandro Frezzato" <alessandro.frezzato@...>
Data: Gio 2 Ago 2012 5:01 pm
Oggetto: R: [Y!G radicali-piemonte] SENTENZA CONSIGLIO DI STATO: RASSEGNA STAMPA.
alessandro.frezzato@...
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Hai ragione, ma tanto se purtroppo i radicali sono costretti a fare un accordo con una forza politica, per entrare nelle istituzioni, fare un accordo con la cosca dei palermitani o dei corleonesi (come Pannella definisce metaforicamente la destra e sinistra), poco importa no?

 

Da: radicali-piemonte@yahoogroups.com [mailto:radicali-piemonte@yahoogroups.com] Per conto di giulio manfredi
Inviato: giovedě 2 agosto 2012 12.26
A: mailing list
Oggetto: RE: [Y!G radicali-piemonte] SENTENZA CONSIGLIO DI STATO: RASSEGNA STAMPA.

 

 

Mi sembra veramente vergognoso l'atteggiamento del PD, che invece di appoggiare con forza "senza se e senza ma" la Bresso nella sua iniziativa per la legalitŕ, traccheggia e se ne rimane alla finestra. D'altronde, č coerente con quanto fatto (o non fatto) dal PD in questi due anni!

Ed č coerente con l'atteggiamento del PD lombardo rispetto alle firme false di Formigoni!

Giulio


To: radicali-piemonte@yahoogroups.com
From: igorilicboni@...
Date: Thu, 2 Aug 2012 10:59:19 +0100
Subject: Re: [Y!G radicali-piemonte] SENTENZA CONSIGLIO DI STATO: RASSEGNA STAMPA.

 

 

Per essere stati gli unici per lunghi anni a denunciare Giovine e le sue malefatte le due citazioni sono veramente insufficienti. Peccato.

Igor

 

Da: giulio manfredi <manfredi61@...>
A: mailing list <radicali-piemonte@yahoogroups.com>
Inviato: Giovedě 2 Agosto 2012 8:54
Oggetto: [Y!G radicali-piemonte] SENTENZA CONSIGLIO DI STATO: RASSEGNA STAMPA.

 

(Abbiamo portato a casa due piccole citazioni su "Stampa" e "Repubblica" e un lancio ANSA)"La Repubblica", GIOVEDĚ, 02 AGOSTO 2012

 

Pagina II - Torino

 

Giovine, il Consiglio di Stato a Bresso “Le firme false non sono affar nostro”

 

Ricorso respinto, ma la parola torna al Tar che potrebbe annullare il voto

 

 

 

 

MARCO TRABUCCO

IL CONSIGLIO di Stato ha respinto il ricorso in appello dell’ex presidente della Regione Mercedes Bresso sulla vicenda delle firme false della lista Pensionati per Cota che, con i suoi 27 mila voti, era stata decisiva per la vittoria del candidato leghista Roberto Cota alle elezioni regionali 2010. La sentenza della V sezione del supremo organo amministrativo, presieduta da Pier Giorgio Trovato, č stata emessa il 29 maggio e resa pubblica ieri. E
nel centrodestra č stata letta come la definitiva sconfitta dell’ex “zarina” nella sua ormai annosa battaglia per l’annullamento di quelle elezioni. In realtŕ sembra invece contenere gli elementi che, riaprendo la questione, potrebbero portare tra la primavera 2013 e quella 2014 alla “revoca” di Cota e a nuove elezioni.
Il Consiglio di Stato ha infatti stabilito che non spetta ai giudici amministrativi l’accertamento materiale della falsitŕ della lista e quindi l’eventuale annullamento delle elezioni. Lo ha fatto alla luce della decisione che la Corte Costituzionale aveva preso, proprio in relazione a questa vicenda, nel novembre del 2011. E per questo ha respinto il ricorso di Bresso. Ha perň aggiunto che, anche alla luce del processo penale che anche in appello ha stabilito la falsitŕ delle firme della lista Pensionati per Cota e ha condannato il consigliere Michele Giovine (a 2 anni e 8 mesi) e il padre Carlo (a 2 anni con al condizionale) per falso ideologico, la questione della validitŕ o meno delle elezioni puň essere riproposta al Tar del Piemonte presso cui, č scritto nella sentenza, «il processo č ancora sostanzialmente pendente per effetto del concesso termine per la presentazione della querela di falso». E soprattutto ha sancito che «non si esclude che possano ora essere autonomamente valutate dal giudice di prime cure (il Tar Piemonte),
anche le risultanze del processo penale giunto peraltro ad un significativo grado di sviluppo. Elementi questi di cui i giudici del Tar non erano in possesso quando hanno emanato la sentenza oggetto del presente ricorso».
In sostanza la parola torna al Tar Piemonte che, forse prima, ma quasi certamente dopo la sentenza della Cassazione sulla vicenda penale dei Giovine (sentenza attesa tra la fine del 2012 e i primi mesi del 2013), si pronuncerŕ finalmente nel merito della validitŕ delle elezioni regionali
2010. E, se la Cassazione confermerŕ la condanna del consigliere regionale e del padre, ci sono buone probabilitŕ che la consultazione sia annullata. Richieste di sospensiva e ulteriori ricorsi al Consiglio di Stato potrebbero prolungare la vicenda per tutto il 2013.
Nel complesso la situazione sembra giustificare l’ottimismo del legale di Bresso: «A settembre potremo riaprire la causa oggi sospesa presso il Tar del Piemonte — spiega Enrico Piovano — Ma sono molto soddisfatto perché
nella sentenza si afferma il principio dell’equivalenza tra querela di falso e giudizio penale. L’appello — aggiunge Piovano — č stato respinto solo perché il giudice di primo grado non aveva esaurito il tema. Ma il Consiglio di Stato ha anche detto in modo esplicito che la giustizia ammini-strativa dovrŕ tenere conto, pur nella sua totale autonomia, dei fatti accertati dal processo penale. E questo č il punto importante, direi quasi decisivo, a nostro favore».



"La Repubblica", GIOVEDĚ, 02 AGOSTO 2012

 

Pagina II - Torino

 

L’intervista

 

L’ex presidente: la sentenza dice che il processo penale farŕ testo, e nel merito la questione č chiara

 

“Sono ottimista, si tornerŕ alle urne spero sia giŕ la prossima primavera”

 

 

 

 

«LA NOSTRA speranza č che si possa tornare a votare anche in Piemonte, per le regionali, nella prossima primavera, magari in coincidenza con le elezioni politiche », dice Mercedes Bresso, dopo aver letto la sentenza del Consiglio
di Stato.
Ritorno al voto e non surroga, quindi, con lei che prende automaticamente il posto di Cota?
«A tre anni dalle elezioni la surroga non credo sarebbe sensata. Ma si tornerŕ a votare».
Da dove nasce il suo ottimismo?
«La sentenza del Consiglio di Stato ha confermato quello che aspettavamo, confermando l’equivalenza
fra l’accertamento civile e quello penale del falso. Il processo civile č ancora alle prime battute, quindi la dichiarazione di equivalenza con il penale ci dice che possiamo sperare di arrivare a una conclusione in tempi
ragionevoli».
Quale sarŕ il vostro prossimo passo?
«Subito dopo la pausa estiva chiederemo al Tar di pronunciarsi e, poiché č presumibile che questo deciderŕ di attendere il terzo grado del processo penale, dovremo aspettare il pronunciamento della Cassazione. Alla Cassazione chiederemo di tenere conto dei tempi, che in una materia delicata come č quella elettorale
sono fondamentali».
Cosa le fa pensare che il giudizio del Tar le sarŕ favorevole?
«Il Tar si pronuncerŕ in piena libertŕ e la sua sentenza sarŕ naturalmente
ricorribile. Ma il Consiglio di Stato ha giŕ detto quello che pensa, nel merito la questione č evidente. Le elezioni sono nulle perché viziate da una lista determinante
per il risultato, che č stata dichiarata nulla. La sentenza penale infatti ha chiaramente dimostrato che le liste sono state falsificate. E Giovine č anche recidivo perché in passato č andato a processo altre due volte per fatti analoghi: in un caso, a Porte di Pinerolo, provocando l’annullamento delle elezioni comunali».
Insomma quali tempi si aspetta?
«Lo ripeto: il processo penale č arrivato a due terzi del cammino. La mia opinione č quindi che si possa tornare a votare per le regionali in concomitanza con le politiche del prossimo anno».
(ma. tra.)




"La Repubblica", GIOVEDĚ, 02 AGOSTO 2012

 

Pagina II - Torino

 

Le reazioni

 

Il Pdl esulta: “Partita chiusa”. Il Pd replica: “Dimissioni”

 

 

 

 

Č UNO spettacolo surreale la lettura (e l’ascolto) delle reazioni alla sentenza del Consiglio di Stato sulle elezioni regionali del 2010: con il centrodestra che ritiene definitivamente conclusa la vicenda e che, ancora una volta, ironizza in modo pesante su Bresso, mentre dall’altra il centrosinistra “anticipa i tempi” e chiede le dimissioni di Cota, ancora una volta troppo sicuro di poter ottenere per via giudiziaria la rivincita di quella amara sconfitta di due anni fa.
Nel consueto sprecarsi di parole, si fa ancora notare la calma, almeno apparente, del piů diretto interessato, il governatore Roberto Cota, che affida il suo commento a facebook: «Francamente per me oggi č una normalissima giornata di lavoro dedicata ad occuparmi dei problemi dei piemontesi —
dice — In un momento cosě difficile non posso distrarmi. Del resto la gente ha votato e scelto». Dal Pd arriva perň immediata la richiesta di dimissioni: «La tempistica delle prossime tappe giudiziarie — dicono il segretario regionale Gianfranco Morgando e il capogruppo Aldo Reschigna — non sembra in grado di garantire una sentenza definitiva nei prossimi mesi, anche se, sulla base delle risultanze del processo penale, l’esito finale appare prevedibile. E favorevole a Bresso. Tutto ciň porta alla giunta Cota un elemento
di forte instabilitŕ, che potrebbe protrarsi per tutto il 2013, e si aggiungerebbe agli evidenti segnali di frammentazione e di incapacitŕ di governo manifestati in questi mesi». Per questo, proseguono i due esponenti del Pd, «nella grave situazione che sta attraversando il Piemonte, che non ha certo bisogno di un esecutivo debole e reso ancora piů fragile dalla spada di Damocle di un futuro pronunciamento amministrativo ad esso sfavorevole, č ora che Cota prenda atto della situazione e per una volta si faccia
davvero carico degli interessi del Piemonte. La strada delle dimissioni e del ritorno alle urne il piů in fretta possibile č l’unica utile». Chiedono che si torni al voto anche i Radicali.
Nel centrodestra invece il coordinatore regionale del Pdl, Enzo Ghigo, definisce il ricorso della Bresso «grottesco visto che si chiedeva alla giustizia amministrativa di abbattere la sovranitŕ popolare. Ma non abbiamo mai avuto dubbi sull’esito delle vicenda a noi favorevole». Il suo vice Agostino Ghiglia ironizza: «Adesso Bresso a chi farŕ ricorso? A Odino (divinitŕ nordica ndr), visto che Zeus č impegnato nella crisi greca?». E Mario Carossa, capogruppo della Lega Nord dice: «L’ossessione della Bresso per i continui ricorsi č ai limiti dello stalking politico».
(m. trab.)




"La Stampa", 2/08/2012, cronaca di Torino

I falsi di Giovine, la palla ritorna al Tar

I giudici amministrativi di appello lasciano ai colleghi di primo grado la decisione se annullare o no le elezioni del 2010 vinte dal centrodestra con la lista dei Pensionati presentata con firme giudicate irregolari

ALBERTO GAINO

Immagine rimossa dal mittente.

Diciassette pagine sul caso La sentenza sembra uno slalom fra gli orientamenti della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato che aveva investito la Consulta del dubbio che il Tar potesse decidere autonomamente


Il Consiglio di Stato ha sě, formalmente, respinto il ricorso dei legali di Mercedes Bresso (chiedevano l’annullamento delle elezioni regionali 2010 e la correzione del voto a favore del centrosinistra) ma ha lasciato aperta la via del giudizio amministrativo alle speranze di rivincita del precedente governatore del Piemonte.

Le 17 pagine dell’ultima sentenza sul «caso Giovine» appaiono un ardimentoso slalom fra i differenti orientamenti della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato che aveva in precedenza investito proprio la Consulta del dubbio che ai giudici amministrativi fosse (e sia) preclusa l’opzione di accertare autonomamente la falsitŕ di un atto pubblico. Il pronunciamento della Corte Costituzionale, l’anno scorso, a favore della via «maestra» (la querela di falso in sede civile) in materia di falso elettorale (questo caso) parve precludere ogni altra soluzione. E spegnere le illusioni di Bresso di li a poco: un giudice civile torinese, nel dicembre scorso, dichiarň estinta la causa promossa sulla base della querela di falso per difetto delle notifiche ad alcune delle parti. Questione procedurale, e non di merito.

Il fatto nuovo in questo scorcio del 2012 č stata la sentenza penale di condanna in sede di appello del consigliere regionale Michele Giovine (a 2 anni e 8 mesi) per aver falsamente autenticato 17 (su 19) firme di candidati della lista fai da te «Pensionati per Cota», risultata decisiva con i suoi 27 mila voti per il successo di misura del centrodestra alle elezioni 2010. E ciň che piů conta: la Corte d’appello torinese ha ribadito la nullitŕ della lista.

Cosě ha recuperato forza la tesi del Consiglio di Stato ribadita in una «piega» (pagina 17) dalla sentenza pubblicata ieri: «E’ appena il caso di rilevare che con l’emanazione del codice del processo amministrativo vi hanno trovato ingresso tutti i mezzi di prova previsti dal codice di procedura civile, eccezion fatta per l’interrogatorio formale e il giuramento».

La sentenza della quinta sezione dell’organismo d’appello della giustizia amministrativa piroetta sulla sua tesi, sposa n e ce s s a r i a mente (per qualche pagina) quella della Corte Costituzionale (pro Cota) e riapre a Bresso ma investendone dell’onere il Tar Piemonte. Sembra il gioco dell’oca: quando credi che si sia alla fine del ricorso (mentre la legislatura procede verso l’epilogo naturale) riecco tutti i protagonisti ritornare alla casella di partenza: il Tar. Che a sua volta decise di non decidere sospendendo il giudizio.

Scrive adesso il Consiglio di Stato: «Non (si) esclude che possano ora essere autonomamente valutate dal giudice di prime cure (Tar Piemonte) anche le risultanze del processo penale a carico di Michele Giovine, giunto a ad un significativo grado di sviluppo». Questo č il passo della sentenza che incoraggia Bresso e il centrosinistra. Nella pagina successiva aggiunge: «... non puň negarsi l’equivalenza tra l’accertamento civile e quello penale del documento falso quanto alla sua efficacia probatoria...». L’avvocato Gian Paolo Zancan, parte civile contro Giovine nei processi penali, ne trae spunto per dire: «Sentenze importanti anche per il giudizio amministrativo, e pure sul piano politico e morale».

A loro volta Cota e il centrodestra spendono ottimismo per l’inciso inserito in questo stesso passaggio: presso il Tar Piemonte il processo amministrativo «č ancora sostanzialmente pendente per la presentazione della querela di fatto». E vi aggiungono la chiosa finale del Consiglio di Stato: «Spetta al Tar ogni ulteriore approfondimento ed egualmente stabilire se oggettivamente il giudizio civile di querela di falso si sia estinto, come prospettato dalla Regione Piemonte, o meno». L’avvocato Luca Procacci, legale di Cota: «Il Tar aveva espresso questo orientamento, come fa ora a cambiare strada? Tanto piů che noi non abbiamo svolto alcuna parte nel processo penale e non abbiamo partecipato al contraddittorio in quella sede».

Sarŕ significativo se il Tar deciderŕ di attendere la Cassazione penale e il giudicato definitivo su Giovine e le sue firme prima di decidere a sua volta sull’annullabilitŕ delle Regionali 2010 e nuove elezioni anticipate.
MOTIVAZIONI «Due sentenze penali hanno condannato il consigliere» I LEGALI DEL PRESIDENTE «Con questa sentenza si torna alle decisioni di due anni fa»



L’ex presidente

“Ma quale bocciatura vedrete che si tornerŕ a votare in primavera”

«A settembre avremo un’arma in piů con la quale ottenere giustizia»

MAURIZIO TROPEANO

Immagine rimossa dal mittente.

L’affondo Per Bresso i giudici hanno riconosciuto equivalenti accertamento penale e quello civile


«Io bocciata? Ma avete letto le motivazioni della sentenza? Allora fatelo: tutto torna in mano al Tar ma il Consiglio di Stato ci dŕ un’arma in piů che ci permette ragionevolmente di sperare di arrivare alla veritŕ prima della fine della legislatura. La nostra opinione e speranza č che si possa tornare a votare per le regionali in concomitanza con le politiche del 2013». Il termine resa non rientra nel vocabolario dell’ex presidente della Regione, Mercedes Bresso. Dal suo punto di vista poco importa che il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di annullamento delle elezioni regionali del 2010. Cota resta in carica ma la Bresso annuncia una nuova offensiva legale: «A settembre chiederemo al Tar del Piemonte, cosě come stabilito dal Consiglio di Stato, di pronunciarsi nel merito del nostro ricorso».

L’arma in piů, secondo Bresso č il fatto che «i giudici amministrativi di secondo grado hanno riconosciuto in modo inequivocabile l’equivalenza tra l’accertamento civile e quello penale del documento di falso». Che cosa cambia? L’ex presidente della Regione la spiega cosě: «Il Consiglio di Stato ha giŕ detto quello che pensa. Nel merito la questione č evidente: le elezioni sono nulle perché viziate da una lista determinante per il risultato, che č stata dichiarata nulla. La sentenza penale infatti ha chiaramente dimostrato che la lista guidata da Michele Giovine č stata falsificata».

Nel corso della conferenza stampa Bresso ringrazia i radicali e l’associazione Benvenuti in Italia che l’hanno sostenuta attivamente in questa battaglia. Parole che suonano quasi un rimprovero al suo partito., il Pd. In una nota congiunta il segretario regionale Gianfranco Morgando e il capogruppo Aldo Reschigna sottolineano come la sentenza ha «fornito un’interpretazione giuridica in grado di far superare lo stallo in cui si era giunti». Detto questo i vertici del Pd non sposano l’ottimismo della Bresso sui tempi di questi ricorsi - «le prossime tappe giudiziarie non sembrano essere in grado di garantire una sentenza definitiva nei prossimi mesi» - e sottolineano come la sentenza aggiunga un «elemento di forte instabilitŕ per la giunta Cota, che potrebbe protrarsi per tutto il 2013». Il Pd, insomma, resta alla finestra e forse non č un caso che la Bresso, rispondeva cosě ai giornalisti che gli chiedono di una possibile ricandidatura: «Non so se ne avrň voglia. Il tempo passa e si fanno cose se non piů divertenti anche piů interessanti».
I DUBBI DEL PD «Difficile arrivare ad una sentenza definitiva nei prossimi mesi»


Il governatore

“Basta, la Bresso fa stalking politico” Pdl e la Lega: siamo pronti a tutelarci

Ghigo: «Confido che ora si rasserenino gli animi e si lavori tutti insieme»

[M. TR.]

Immagine rimossa dal mittente.

Ghigo e Cota Enzo Ghigo coordinatore del Pdl definisce «grottesco» il ricorso e prevede uno scenario nero: «Il Piemonte ha delle emergenze occupazionali che la Regione sta affrontando»


«La sua ossessione per i ricorsi č ai limiti dello stalking politico». Mario Carossa, capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale, ci mette la sua firma e la sua faccia quando lancia l’affondo contro Mercedes Bresso. Carossa prende posizione dopo aver esaminato la sentenza del Consiglio di Stato con i legali e con il presidente della Giunta. Roberto Cota sceglie di affidare a Facebook il suo commento ma se non ha suggerito, sicuramente ha avvallato e condiviso l’invenzione della categoria di molestia politica. Del resto, come ha spiegato ai suoi collaboratori, non c’č forse un termine migliore per descrivere questa situazione paradossale dove chi perde l’ennesimo ricorso canta vittoria.

Impossibile far finta di niente. E cosě Cota su Facebook spiega di aver affrontato una «normalissima giornata di lavoro dedicata ad occuparmi dei problemi dei piemontesi. In un momento cosě difficile non posso distrarmi. Del resto la gente ha votato e scelto». Nello stesso tempo, perň, dŕ il via libera a Carossa e alla sua invenzione. Avvertimento compreso: «L’ex presidente - attacca il capogruppo leghista - stia attenta alle continue accuse d’inganno e di elezioni truffaldine che lancia alla Lega Nord e al Governatore Cota. Accuse che ledono l’onorabilitŕ dei nostri consiglieri, eletti dai cittadini, e del nostro partito. Se dovesse continuare a seguire questa strada valuteremo con i nostri legali come tutelarci nelle sedi opportune».

Del resto tutto il centrodestra č all’attacco. Luca Pedrale, capogruppo del Pdl, parla di «accanimento giudiziario nonostante le ripetute sconfitte giŕ avute. Per noi la vicenda č chiusa». E il coordinatore provinciale, Franco Maria Botta, attacca: «Siamo noi a chiedere, alla luce della richiesta di rinvio a giudizio in sede penale per falso del sottoscrittore della lista Pensionati e Invalidi per Bresso, chiarezza e accertamento delle responsabilitŕ in tempi rapidi».

Enzo Ghigo, coordinatore regionale azzurro, dopo aver definito «grottesco» il ricorso si chiede anche come sia stato «possibile che nessuno nel centrosinistra abbia pensato a che cosa sarebbe successo durante la vacatio in attesa delle nuove elezioni». Il senatore descrive uno senario nero: «Il Piemonte ha delle emergenze occupazionali enormi: ci sono aziende che stanno chiudendo e che la Regione cerca di salvare. Confido che ora si rasserenino gli animi e si lavori tutti insieme per ricostruire proprio dal Nord la ripresa del nostro Paese».

Per il Pd, invece, la strada č un’altra: le dimissioni di Cota e il voto anticipato. «Il Piemonte- spiegano Morgando e Reschigna - non ha certo bisogno di un esecutivo giŕ debole per i forti contrasti interni, reso ancora piů fragile dalla spada di Damocle di un futuro pronunciamento amministrativo ad esso sfavorevole. E’ ora che Cota prenda atto della situazione e per una volta si faccia davvero carico degli interessi del Piemonte».

 


#38981 Da: caterina simiand <cate274@...>
Data: Gio 2 Ago 2012 6:13 pm
Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.
cate274
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Ah, tu in quinta vai ai 50 all'ora e il motore non ti cala di giri! Lasciamo perdere e divulga un bel manuale di guida alla Silvio Viale.


Da: silvio.viale <silvio.viale@...>
A: "radicali-piemonte@yahoogroups.com" <radicali-piemonte@yahoogroups.com>
Inviato: Giovedě 2 Agosto 2012 10:33
Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.

 
Fermandomi alle prime righe ai 30-50 all'ora si va in quarta. Ai 50 si va in quinta. Il minor consumo si ha quando si va costantemente ai 50 in quinta.

In Germania vi sono autostrade senza limiti, altre a 130 e pezzi a 120 e 90. Sulle tangenziali e autostrade urbane di solito sono 90 (forse 80, se non mi confondo con la Svizzera).
Sulle statali i pezzi a 40/50/60 si sprecano.

Sulla tangenziale di Torino, a parte i rallentamenti e le code per incidenti, quando si va a 70 all'ora (a me non capita mai) č per il fenomeno ad elastico che si crea proprio per gli sbalzi di velocitŕ che limitano la scorrevolezza. Inoltre i 90 ci sarebbero solo in caso di sforamenti persistenti del Pm10, come mi sembra sia giŕ previsto in caso di pioggia, mentre per la velocitŕ ordinaria i 110 mi sembrano sufficienti. Infine l'intoppo principale č quasi sempre dovuto alle uscite per la To-Bardonecchia, strutturalmente insufficiente.

Sul riscaldamento (l'impatto č decisamente minore di quello che i luoghi comuni portano a credere, tant'č che quest'anno, nonostante i termosifoni siano rimasti accesi fino ad aprile, non ha influito sui dati di marzo e aprile) č difficile fare rispettare i 20 gradi omogenei, visto che tra primo e quinto piano vi sono mediamente 2-3 gradi di differenza, come pure per le a tante angolari e la temperatura nello stesso appartamento varia da stanza a stanza. Inoltre vi č una perenne lamentela per il freddo nelle scuole, negli uffici e negli ospedali (insomma, dove non si paga). Le valvole (costo 100 euro per termosifone) potranno ridurre i consumi, ma solo in un futuro non vicino.

Sulle domeniche ecologiche, da sempre dico che non servono, ma nel contesto politico-ideologico, le considero il male minore, purché riguardino zone limitate. Diverso č il blocco domenicale per tentare di sommare la riduzione ulteriore a quella fisiologica del giorno festivo per interrompere i flotti di sfioramenti che in molti posti (Lombardia per esempio) comportano blocchi feriali.

Saluti.


Inviato da iPad

Il giorno 02/ago/2012, alle ore 01:04, caterina simiand <cate274@...> ha scritto:

 
Che si consumi di piů con le marce basse e di meno con quelle alte lo insegnano persino alla scuola guida, ed č fatto di comune buon senso ed esperienza. Andare ai 30 all'ora significa procedere con una marcia bassa, piů o meno la terza che č una marcia che consuma moltissimo. Che si sia costretti a farlo perchč il traffico lo impone č purtroppo vero ed č la ragione per cui i consumi di carburante sono molto piů alti nella guida urbana che in quella extraurbana. Ma che me lo venga ad imporre il Comune costringendomi ad andare ai 30 all'ora anche quando il traffico sarebbe piů spedito, imponendomi addirittura di frenare - perchč una velocitŕ cosě bassa la si mantiene solo frenando la macchina col motore - mi pare una scelta antiecologica e fortemente punitiva nei confronti degli automobilisti. L'ennesima per altro.

Cosě come non c'č nessuna logica perchč su un'autostrada a 6 corsie si costringa la gente ad andare ai 90 all'ora quando potrebbe far scorrere la macchina. La tangenziale č un pezzo d'autostrada a pagamento, cioč un tipo di arteria dove in Germania, per dire, manco mettono dei limiti e raccomandano di andare circa ai 130 all'ora. Anche qui Silvio Viale farŕ un bel tragitto esplorativo e si accorgerŕ che in determinate ore del giorno sulla tangenziale di Torino si viaggia ad una media di 70 all'ora e ne dedurrŕ che 90 sono persino troppo! Grazie tante. Come se non fosse evidente che in caso di scorrevolezza del traffico andando ai 90 si rischia solo di consumare di piů e di intasare di piů. 110 mi sembrerebbe giŕ un decreto lumaca che comunque salverebbe la capra e i cavoli di un eventuale incremento dei consumi a velocitŕ piů alte. Ma 90 a tutte le ore del giorno e della notte mi sembra il solito ukase  municipale destinato solo a rimpinguare le casse di multe.

Ma controllate piuttosto le emissioni degli impianti di riscaldamento, invece di rompere sempre i maroni ai poveri pendolari sprovvisti di metropolitana e di mezzi pubblici che ce l'hanno giŕ scassati quanto basta.

(Quella poi delle domeniche ecologiche che non servono niente, ma sono educative, come la spieghiamo al volgo e all'inclita? Con la missione etica del Comune di To?)




Da: silvio.viale <silvio.viale@...>
A: "radicali-piemonte@yahoogroups.com" <radicali-piemonte@yahoogroups.com>
Inviato: Mercoledě 1 Agosto 2012 16:21
Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.

 
Che piů veloce significhi inquinare meno č una prima assoluta. In realtŕ č il contrario.
I 90 all'ora permettono scorrevolezza e su trenta chilometri, comprese le decelerazioni per i caselli e le uscite, significa un risparmio di un paio di minuti. 
Peraltro il limite di 90 in caso di smog č giŕ stato approvato grazie ad un mio emendamento, anche se per l'attuazione non basta il comune di Torino.

Inviato da iPad

Il giorno 01/ago/2012, alle ore 15:00, caterina simiand <cate274@...> ha scritto:

 
Questi limiti di velocitŕ mi sembrano una menata colossale, soprattutto quelli sulla tangenziale. La circolazione va resa piů fluida e veloce dove sia possibile perchč inquini meno.


Da: Claudio bellavita <claudio.bellavita@...>
A: radicali-piemonte@yahoogroups.com
Inviato: Mercoledě 1 Agosto 2012 14:05
Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.

 

stessa regola deve valere nei garage privati e condominiali, allora
----- Original Message -----
Sent: Wednesday, August 01, 2012 1:44 PM
Subject: Re: [Y!G radicali-piemonte] SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.

 
Si. Di fatto entrano. Quelli nati come GPL. Non quelli trasformati.

Inviato da iPad

Il giorno 01/ago/2012, alle ore 13:14, Salvatore Grizzanti <salvatore.grizzanti@...> ha scritto:

 
mi sembra che nei parcheggi interrati di Torino i GPL nuovi possano giŕ entrare...

Il giorno 01 agosto 2012 13:11, Claudio bellavita <claudio.bellavita@...> ha scritto:
 
per favorire la circolazione dei GPL occorre anche un'ordinanza che permetta a quelli con certe caratteristiche di entrare nelle autorimesse
----- Original Message -----
Sent: Wednesday, August 01, 2012 11:56 AM
Subject: [Y!G radicali-piemonte] SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.

 
SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.
Chiede soluzioni razionali ed efficaci Silvio Viale, il consigliere comunale radicale eletto nelle liste del PD, al quale non piacciono i “provvedimenti spot”, utili per un po’ di pubblicitŕ sui giornali, ma che non fanno fare alcun passo avanti.
Silvio Viale in una nota ha detto:
“Bisogna dire la veritŕ ai cittadini e la prima veritŕ č che i blocchi del traffico non avrebbero inciso in alcun modo sui dati dell’inverno 2011-2012. Chiunque affermi il contrario conta “balle”. La conferma avviene da cittŕ come Milano, Bologna, Roma o Mestre, che registrano gli stessi rapporti nel confronto tra il 2011 e gli anni precedenti. Nel merito bisogna prepararsi per il semestre invernale, in particolare per il quadrimestre novembre-febbraio, senza spacciare per efficaci i capricci di qualche assessore spinti da qualche associazione ambientalista, evitando la solita tiritera delle preoccupazioni di ottobre e novembre, fregandosene a dicembre, per inventarsi emergenze a gennaio.
La ricetta č molto semplice e consiste in pochi punti:
-         nessuna presa in giro con blocchi feriali; blocchi domenicali limitati al centro, consapevoli che hanno solo valore di sensibilizzazione;
-         controlli sul riscaldamento, consapevoli che il riscaldamento aggiunge non piů del 10% di Pm10 nei periodi critici; č un luogo comune che sia il riscaldamento responsabile dell’incremento del Pm10, mentre lo sono il freddo, l’alta pressione e il maggiore impatto della circolazione urbana (scuole/universitŕ/uffici/ospedali) nei mesi invernali;
-         proclamare “Torino Cittŕ 30 all’Ora” con limitazione della velocitŕ a 30 all’ora per tutte le strade senza diritto di precedenza, o interne ai grandi corsi, per sensibilizzare i cittadini sulla velocitŕ e la maggior scorrevolezza del traffico; far rispettare i 50 all’ora nei grandi viali e sperimentare i 60-70 all’ora dove č possibile; limitare la velocitŕ ai 90 allora in tangenziale nei periodi critici;
-         mettere il limite dei 30 all’ora nei grandi corsi č un “nonsenso”, come pensare che la soluzione urbanistica delle “zone 30 all’ora” abbiano un impatto sullo smog.
-         limitare la circolazione dei diesel, che sputano fuori multipli di Pm10 rispetto ai benzina, anche quando sono chiamati “eco diesel”, e favorire la circolazione di veicoli GPL, metano e elettrici;
-         proseguire nella politica di sostituzione dei semafori con le rotonde.
Anche per questo anno cercherň di proporre queste soluzioni al Consiglio Comunale e vigilerň perché non si proclamino blocchi inutili per scaricare la coscienza. Del resto nessuno č riuscito a dimostrare che i residenti a Torino si siano ammalati di piů o siano morti di piů dei residenti a Milano perché non sono stati bombardati dai blocchi di Sant’Ambrogio.”
Torino, 1 agosto 2012.
(silvio viale 339.3257406)



--
Salvatore Grizzanti




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#38982 Da: "silvio.viale" <silvio.viale@...>
Data: Gio 2 Ago 2012 6:48 pm
Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.
silvio.viale@...
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Si. In quinta vado a 50 all'ora e, se sono in quarta, il computer di bordo mi dice di passare alla quinta. Una cosa č l'accelerata, altra e la velocitŕ di crociera. Del resto, se ricordo bene, bisognerebbe cambiare in fretta e passare alle marce piů lunghe il prima possibile. La prima dovrebbe essere tolta appena ci si muove, qualcuno per rendere l'idea dice addirittura prima di muoversi. Terza e quarta si devono tenere solo per poco tempo o in previsione di fermarsi presto. 

Inviato da iPad

Il giorno 02/ago/2012, alle ore 20:13, caterina simiand <cate274@...> ha scritto:

 

Ah, tu in quinta vai ai 50 all'ora e il motore non ti cala di giri! Lasciamo perdere e divulga un bel manuale di guida alla Silvio Viale.


Da: silvio.viale <silvio.viale@...>
A: "radicali-piemonte@yahoogroups.com" <radicali-piemonte@yahoogroups.com>
Inviato: Giovedě 2 Agosto 2012 10:33
Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.

 
Fermandomi alle prime righe ai 30-50 all'ora si va in quarta. Ai 50 si va in quinta. Il minor consumo si ha quando si va costantemente ai 50 in quinta.

In Germania vi sono autostrade senza limiti, altre a 130 e pezzi a 120 e 90. Sulle tangenziali e autostrade urbane di solito sono 90 (forse 80, se non mi confondo con la Svizzera).
Sulle statali i pezzi a 40/50/60 si sprecano.

Sulla tangenziale di Torino, a parte i rallentamenti e le code per incidenti, quando si va a 70 all'ora (a me non capita mai) č per il fenomeno ad elastico che si crea proprio per gli sbalzi di velocitŕ che limitano la scorrevolezza. Inoltre i 90 ci sarebbero solo in caso di sforamenti persistenti del Pm10, come mi sembra sia giŕ previsto in caso di pioggia, mentre per la velocitŕ ordinaria i 110 mi sembrano sufficienti. Infine l'intoppo principale č quasi sempre dovuto alle uscite per la To-Bardonecchia, strutturalmente insufficiente.

Sul riscaldamento (l'impatto č decisamente minore di quello che i luoghi comuni portano a credere, tant'č che quest'anno, nonostante i termosifoni siano rimasti accesi fino ad aprile, non ha influito sui dati di marzo e aprile) č difficile fare rispettare i 20 gradi omogenei, visto che tra primo e quinto piano vi sono mediamente 2-3 gradi di differenza, come pure per le a tante angolari e la temperatura nello stesso appartamento varia da stanza a stanza. Inoltre vi č una perenne lamentela per il freddo nelle scuole, negli uffici e negli ospedali (insomma, dove non si paga). Le valvole (costo 100 euro per termosifone) potranno ridurre i consumi, ma solo in un futuro non vicino.

Sulle domeniche ecologiche, da sempre dico che non servono, ma nel contesto politico-ideologico, le considero il male minore, purché riguardino zone limitate. Diverso č il blocco domenicale per tentare di sommare la riduzione ulteriore a quella fisiologica del giorno festivo per interrompere i flotti di sfioramenti che in molti posti (Lombardia per esempio) comportano blocchi feriali.

Saluti.


Inviato da iPad

Il giorno 02/ago/2012, alle ore 01:04, caterina simiand <cate274@...> ha scritto:

 
Che si consumi di piů con le marce basse e di meno con quelle alte lo insegnano persino alla scuola guida, ed č fatto di comune buon senso ed esperienza. Andare ai 30 all'ora significa procedere con una marcia bassa, piů o meno la terza che č una marcia che consuma moltissimo. Che si sia costretti a farlo perchč il traffico lo impone č purtroppo vero ed č la ragione per cui i consumi di carburante sono molto piů alti nella guida urbana che in quella extraurbana. Ma che me lo venga ad imporre il Comune costringendomi ad andare ai 30 all'ora anche quando il traffico sarebbe piů spedito, imponendomi addirittura di frenare - perchč una velocitŕ cosě bassa la si mantiene solo frenando la macchina col motore - mi pare una scelta antiecologica e fortemente punitiva nei confronti degli automobilisti. L'ennesima per altro.

Cosě come non c'č nessuna logica perchč su un'autostrada a 6 corsie si costringa la gente ad andare ai 90 all'ora quando potrebbe far scorrere la macchina. La tangenziale č un pezzo d'autostrada a pagamento, cioč un tipo di arteria dove in Germania, per dire, manco mettono dei limiti e raccomandano di andare circa ai 130 all'ora. Anche qui Silvio Viale farŕ un bel tragitto esplorativo e si accorgerŕ che in determinate ore del giorno sulla tangenziale di Torino si viaggia ad una media di 70 all'ora e ne dedurrŕ che 90 sono persino troppo! Grazie tante. Come se non fosse evidente che in caso di scorrevolezza del traffico andando ai 90 si rischia solo di consumare di piů e di intasare di piů. 110 mi sembrerebbe giŕ un decreto lumaca che comunque salverebbe la capra e i cavoli di un eventuale incremento dei consumi a velocitŕ piů alte. Ma 90 a tutte le ore del giorno e della notte mi sembra il solito ukase  municipale destinato solo a rimpinguare le casse di multe.

Ma controllate piuttosto le emissioni degli impianti di riscaldamento, invece di rompere sempre i maroni ai poveri pendolari sprovvisti di metropolitana e di mezzi pubblici che ce l'hanno giŕ scassati quanto basta.

(Quella poi delle domeniche ecologiche che non servono niente, ma sono educative, come la spieghiamo al volgo e all'inclita? Con la missione etica del Comune di To?)




Da: silvio.viale <silvio.viale@...>
A: "radicali-piemonte@yahoogroups.com" <radicali-piemonte@yahoogroups.com>
Inviato: Mercoledě 1 Agosto 2012 16:21
Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.

 
Che piů veloce significhi inquinare meno č una prima assoluta. In realtŕ č il contrario.
I 90 all'ora permettono scorrevolezza e su trenta chilometri, comprese le decelerazioni per i caselli e le uscite, significa un risparmio di un paio di minuti. 
Peraltro il limite di 90 in caso di smog č giŕ stato approvato grazie ad un mio emendamento, anche se per l'attuazione non basta il comune di Torino.

Inviato da iPad

Il giorno 01/ago/2012, alle ore 15:00, caterina simiand <cate274@...> ha scritto:

 
Questi limiti di velocitŕ mi sembrano una menata colossale, soprattutto quelli sulla tangenziale. La circolazione va resa piů fluida e veloce dove sia possibile perchč inquini meno.


Da: Claudio bellavita <claudio.bellavita@...>
A: radicali-piemonte@yahoogroups.com
Inviato: Mercoledě 1 Agosto 2012 14:05
Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.

 

stessa regola deve valere nei garage privati e condominiali, allora
----- Original Message -----
Sent: Wednesday, August 01, 2012 1:44 PM
Subject: Re: [Y!G radicali-piemonte] SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.

 
Si. Di fatto entrano. Quelli nati come GPL. Non quelli trasformati.

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Il giorno 01/ago/2012, alle ore 13:14, Salvatore Grizzanti <salvatore.grizzanti@...> ha scritto:

 
mi sembra che nei parcheggi interrati di Torino i GPL nuovi possano giŕ entrare...

Il giorno 01 agosto 2012 13:11, Claudio bellavita <claudio.bellavita@...> ha scritto:
 
per favorire la circolazione dei GPL occorre anche un'ordinanza che permetta a quelli con certe caratteristiche di entrare nelle autorimesse
----- Original Message -----
Sent: Wednesday, August 01, 2012 11:56 AM
Subject: [Y!G radicali-piemonte] SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.

 
SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.
Chiede soluzioni razionali ed efficaci Silvio Viale, il consigliere comunale radicale eletto nelle liste del PD, al quale non piacciono i “provvedimenti spot”, utili per un po’ di pubblicitŕ sui giornali, ma che non fanno fare alcun passo avanti.
Silvio Viale in una nota ha detto:
“Bisogna dire la veritŕ ai cittadini e la prima veritŕ č che i blocchi del traffico non avrebbero inciso in alcun modo sui dati dell’inverno 2011-2012. Chiunque affermi il contrario conta “balle”. La conferma avviene da cittŕ come Milano, Bologna, Roma o Mestre, che registrano gli stessi rapporti nel confronto tra il 2011 e gli anni precedenti. Nel merito bisogna prepararsi per il semestre invernale, in particolare per il quadrimestre novembre-febbraio, senza spacciare per efficaci i capricci di qualche assessore spinti da qualche associazione ambientalista, evitando la solita tiritera delle preoccupazioni di ottobre e novembre, fregandosene a dicembre, per inventarsi emergenze a gennaio.
La ricetta č molto semplice e consiste in pochi punti:
-         nessuna presa in giro con blocchi feriali; blocchi domenicali limitati al centro, consapevoli che hanno solo valore di sensibilizzazione;
-         controlli sul riscaldamento, consapevoli che il riscaldamento aggiunge non piů del 10% di Pm10 nei periodi critici; č un luogo comune che sia il riscaldamento responsabile dell’incremento del Pm10, mentre lo sono il freddo, l’alta pressione e il maggiore impatto della circolazione urbana (scuole/universitŕ/uffici/ospedali) nei mesi invernali;
-         proclamare “Torino Cittŕ 30 all’Ora” con limitazione della velocitŕ a 30 all’ora per tutte le strade senza diritto di precedenza, o interne ai grandi corsi, per sensibilizzare i cittadini sulla velocitŕ e la maggior scorrevolezza del traffico; far rispettare i 50 all’ora nei grandi viali e sperimentare i 60-70 all’ora dove č possibile; limitare la velocitŕ ai 90 allora in tangenziale nei periodi critici;
-         mettere il limite dei 30 all’ora nei grandi corsi č un “nonsenso”, come pensare che la soluzione urbanistica delle “zone 30 all’ora” abbiano un impatto sullo smog.
-         limitare la circolazione dei diesel, che sputano fuori multipli di Pm10 rispetto ai benzina, anche quando sono chiamati “eco diesel”, e favorire la circolazione di veicoli GPL, metano e elettrici;
-         proseguire nella politica di sostituzione dei semafori con le rotonde.
Anche per questo anno cercherň di proporre queste soluzioni al Consiglio Comunale e vigilerň perché non si proclamino blocchi inutili per scaricare la coscienza. Del resto nessuno č riuscito a dimostrare che i residenti a Torino si siano ammalati di piů o siano morti di piů dei residenti a Milano perché non sono stati bombardati dai blocchi di Sant’Ambrogio.”
Torino, 1 agosto 2012.
(silvio viale 339.3257406)



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Salvatore Grizzanti




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#38983 Da: "silvio.viale" <silvio.viale@...>
Data: Gio 2 Ago 2012 7:28 pm
Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] medaglie Europa...una cazzata colossale
silvio.viale@...
Invia email Invia email
 
Non alle Olimpiadi perň.
Del resto potremmo proporre un campionato italiano per nazionali regionali.

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Il giorno 02/ago/2012, alle ore 11:52, Salvatore Grizzanti <salvatore.grizzanti@...> ha scritto:

 

Comunque preferirei, almeno nello sport, rimanere italiano cosě come gli scozzesi o i gallesi giocano a calcio o a rugby con le loro nazionali.

Salvatore Grizzanti

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Il giorno 02/ago/2012, alle ore 11:25, "silvio.viale" <silvio.viale@...> ha scritto:

 

Ci fosse una nazionale UE molti atleti italiani non parteciperebbero nemmeno.
A parziale correzione di quel che dice Nicola, una nazionale con minori elementi, ma di maggior valore finirebbe per prendere comunque un gran numero di medaglie, compatibilmente al numero di atleti inscrivibili, perchč piů volte il podio avrebbe tre bandiere UE.

Inviato da iPad

Il giorno 02/ago/2012, alle ore 00:47, Nicola Vono <nicolavono@...> ha scritto:

 

mi stupisco sempre come certe persone non si rendano conto letteralmente di banali regole sportive , non di aspetti complicati da tecnici o esperti o appassionati...

l'Europa ha molte piů medaglie di Cina e Stati Uniti perché essendo divisa ha molti piů atleti partecipanti alle singole competizioni, alle quali non si puň partecipare con piů di 2-3 o 4 atleti per nazione...

ps nel basket gli Usa sia nel maschile che nel femminile potrebbero fare almeno 3 nazionali da medaglia..come la Giamaica nella velocitŕ ..

Nic

============================
in questo periodo che i Radicali non vanno di moda, io parafrasando J-Ax e Dogo dico...
"il cuore batte forte perché ancora ci credo, lo sono perché troppi han detto che non dovevo, sono Radicale, fino al giorno che crepo, sono recidivo, sono vivo, (per un pelo), sono re-cidiv o..."




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#38984 Da: "Claudio bellavita" <claudio.bellavita@...>
Data: Gio 2 Ago 2012 7:37 pm
Oggetto: l'inconoscibile buco della finanza mondiae, di Gallino
clalb1
Invia email Invia email
 

 
----- Original Message -----
Sent: Thursday, August 02, 2012 11:03 AM
Subject: [Nuovo articolo] La lettura sbagliata della crisi



#38985 Da: "silvio.viale" <silvio.viale@...>
Data: Gio 2 Ago 2012 9:31 pm
Oggetto: Delibera iniziativa popolare TUTELA DELLE AREE AGRICOLE PERIURBANE E NUOVI INDIRIZZI PER LA REALIZZAZIONE DI ORTI URBANI NELLA CITTA' DI TORINO.
silvio.viale@...
Invia email Invia email
 
http://www.legambiente.to.it/files/Regolamento%20degli%20orti%20urbani.pdf

Leggere e dare valutazione.


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#38986 Da: "luciano costa" <cybercosta@...>
Data: Gio 2 Ago 2012 7:56 pm
Oggetto: R: [Y!G radicali-piemonte] l'inconoscibile buco della finanza mondiae, di Gallino
cybercosta@...
Invia email Invia email
 

eh si, č il ' debito perpetuo' che tra non molto sostituirŕ lo spread nei nostri incubi.

 

luciano

 

 

Da: radicali-piemonte@yahoogroups.com [mailto:radicali-piemonte@yahoogroups.com] Per conto di Claudio bellavita
Inviato: giovedě 2 agosto 2012 21:37
A: AperTO@yahoogroups.com; radicali-piemonte@yahoogroups.com
Oggetto: [Y!G radicali-piemonte] l'inconoscibile buco della finanza mondiae, di Gallino

 


#38987 Da: Salvatore Grizzanti <salvatore.grizzanti@...>
Data: Gio 2 Ago 2012 11:45 pm
Oggetto: Fwd: 11.000 volte grazie (continuamo il lavoro appena cominciato)
salvatoregri...
Invia email Invia email
 


Salvatore Grizzanti

Inviato da iPhone

Inizio messaggio inoltrato:

Da: Fermare Il Declino <info@...>
Data: 02 agosto 2012 18:37:55 CEST
A: Salvatore <salvatore.grizzanti@...>
Oggetto: 11.000 volte grazie (continuamo il lavoro appena cominciato)
Rispondi a: Fermare Il Declino <info@...>

11.000 volte grazie (continuamo il lavoro appena cominciato)
11.000 grazie! Continuiamo il lavoro appena cominciato!
Non riesci a vedere l'email?
Guardala nel tuo browser.
fermareildeclino
.it
Gentile Salvatore Grizzanti,

La ringraziamo davvero di aver aderito al manifesto "Fermare il declino”. L'operazione ha avuto un successo insperato, in termini di adesioni: nel giro di soli quattro giorni – includenti l’ultimo week end di luglio! – oltre a Lei piů di 11.000 persone hanno firmato, e molte di esse hanno accompagnato l'adesione con l'invio di informazioni personali e la disponibilitŕ a collaborare con noi per diffondere e radicare nel paese il tipo di soluzioni che invochiamo.

Ci scusiamo del tono impersonale di questo primo messaggio ma proprio l'elevato numero di persone che ci hanno scritto ci costringe a dedicare i primi giorni di attivitŕ dell'associazione Ali, che ha promosso il manifesto, a ordinare in modo razionale i contatti che abbiamo ricevuto. Nei prossimi giorni ci faremo vivi con una serie di contatti diretti e con l'annuncio delle prime iniziative. Inoltre, contiamo di pubblicare sul sito nel piů breve tempo possibile l'elenco dei firmatari - in ordine rigorosamente alfabetico - e quello di chi ha donato ad Ali cifre superiori ai 2.000 euro. Sempre nell'ottica della trasparenza, intendiamo fornire continuamente una rendicontazione precisa delle entrate e delle spese.

Con questo messaggio, intendiamo anzitutto ringraziarLa della fiducia e dell'interesse che ci ha dimostrato. Questa fiducia e questo interesse sono, per noi, la conferma che la nostra iniziativa riempie un vuoto politico e offre una risposta alla domanda di rappresentanza che emerge a gran voce dalla "societŕ civile" - cioč da quella gran parte di individui produttori, imprenditori, lavoratori pubblici e privati, donne e uomini, giovanissimi, giovani e meno giovani che capiscono le cause del declino e non cercano vie di fuga populiste o improbabili promesse elettorali. Persone che comprendono la gravitŕ della situazione e condividono la diagnosi e la terapia espresse nel manifesto e nel decalogo.

A breve contiamo anche di attivare una serie di forum tematici per colmare i vuoti che inevitabilmente si notano quando si č costretti a condensare un'analisi approfondita della realtŕ in un documento di dimensioni contenute. Vogliamo, cioč, confrontarci con chiunque abbia qualcosa da dire per scendere nel dettaglio dei punti da noi proposti e aprire discussioni e approfondimenti sulle tante cose che riteniamo importante affrontare e che meritano attenzione e condivisione. La preghiamo, quindi, di avere ancora qualche giorno di pazienza per darci il tempo di organizzare meglio l'associazione e avviare attivitŕ che vogliono essere le piů aperte e diffuse possibili.

La preghiamo anche di comprendere le ragioni del ritardo nelle risposte individuali: vogliamo rispondere a tutti coloro che ci hanno scritto ma, al momento, l'intero nostro lavoro si basa sul volontariato di un numero limitato di persone. Continui a seguirci e ci aiuti a crescere, anche diffondendo il Suo impegno e invitando tutti i Suoi conoscenti a visitare www.fermareildeclino.it, sottoscrivere il manifesto, avanzare idee e suggerimenti, e - se ritiene e nella misura in cui ritiene - donando un po' del suo tempo e un po' dei suoi risparmi ad Ali (č stata attivata, sulla pagina delle donazioni la possibilitŕ di effettuare donazioni tramite carta di credito o paypal). Ci segua e ci faccia seguire su Facebook, Twitter, e con ogni altro strumento che la tecnologia mette a disposizione e ci aiuti a trovare nuovi modi per dare visibilitŕ alle nostre idee.

Se ha sottoscritto il manifesto, significa che condivide il severo giudizio sul fallimento della nostra classe politica. Per uscire dal declino e tornare a parlare di crescita, servono nuove donne, nuovi uomini e nuove idee. Speriamo di poter aiutare il paese a cambiare strada e confidiamo, col Suo aiuto, di poterlo fare. Ogni euro e ogni minuto investito in questa battaglia potrŕ essere cruciale per fermare il declino italiano.

Cordiali saluti,

Il comitato fondatore
Michele Boldrin, Sandro Brusco, Alessandro De Nicola, Oscar Giannino, Andrea Moro, Carlo Stagnaro, Luigi Zingales
Copyright © 2012 Associazione Lavoro e Impresa per le Liberta' Economiche, All rights reserved.
Hai ricevuto questa mail questa mail in quanto hai chiesto di essere informato sulle attivitŕ dell'Associazione Lavoro e Impresa per le Liberta' Economiche (http://fermareildeclino.it/)

Associazione Lavoro e Impresa per le Liberta' Economiche
Milano



#38988 Da: Salvatore Grizzanti <salvatore.grizzanti@...>
Data: Gio 2 Ago 2012 11:48 pm
Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.
salvatoregri...
Invia email Invia email
 
Smog a parte non state considerando il fattore sicurezza per pedoni e ciclisti. Quale tempo e spazio di frenata ha una macchina che va ai 30 rispetto ai 50, ergo con il susseguirei di passaggi pedonali che ci sono in cittŕ che senso ha andare ai 50?

Salvatore Grizzanti

Inviato da iPhone

Il giorno 02/ago/2012, alle ore 20:48, "silvio.viale" <silvio.viale@...> ha scritto:

 

Si. In quinta vado a 50 all'ora e, se sono in quarta, il computer di bordo mi dice di passare alla quinta. Una cosa č l'accelerata, altra e la velocitŕ di crociera. Del resto, se ricordo bene, bisognerebbe cambiare in fretta e passare alle marce piů lunghe il prima possibile. La prima dovrebbe essere tolta appena ci si muove, qualcuno per rendere l'idea dice addirittura prima di muoversi. Terza e quarta si devono tenere solo per poco tempo o in previsione di fermarsi presto. 

Inviato da iPad

Il giorno 02/ago/2012, alle ore 20:13, caterina simiand <cate274@...> ha scritto:

 

Ah, tu in quinta vai ai 50 all'ora e il motore non ti cala di giri! Lasciamo perdere e divulga un bel manuale di guida alla Silvio Viale.


Da: silvio.viale <silvio.viale@...>
A: "radicali-piemonte@yahoogroups.com" <radicali-piemonte@yahoogroups.com>
Inviato: Giovedě 2 Agosto 2012 10:33
Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.

 
Fermandomi alle prime righe ai 30-50 all'ora si va in quarta. Ai 50 si va in quinta. Il minor consumo si ha quando si va costantemente ai 50 in quinta.

In Germania vi sono autostrade senza limiti, altre a 130 e pezzi a 120 e 90. Sulle tangenziali e autostrade urbane di solito sono 90 (forse 80, se non mi confondo con la Svizzera).
Sulle statali i pezzi a 40/50/60 si sprecano.

Sulla tangenziale di Torino, a parte i rallentamenti e le code per incidenti, quando si va a 70 all'ora (a me non capita mai) č per il fenomeno ad elastico che si crea proprio per gli sbalzi di velocitŕ che limitano la scorrevolezza. Inoltre i 90 ci sarebbero solo in caso di sforamenti persistenti del Pm10, come mi sembra sia giŕ previsto in caso di pioggia, mentre per la velocitŕ ordinaria i 110 mi sembrano sufficienti. Infine l'intoppo principale č quasi sempre dovuto alle uscite per la To-Bardonecchia, strutturalmente insufficiente.

Sul riscaldamento (l'impatto č decisamente minore di quello che i luoghi comuni portano a credere, tant'č che quest'anno, nonostante i termosifoni siano rimasti accesi fino ad aprile, non ha influito sui dati di marzo e aprile) č difficile fare rispettare i 20 gradi omogenei, visto che tra primo e quinto piano vi sono mediamente 2-3 gradi di differenza, come pure per le a tante angolari e la temperatura nello stesso appartamento varia da stanza a stanza. Inoltre vi č una perenne lamentela per il freddo nelle scuole, negli uffici e negli ospedali (insomma, dove non si paga). Le valvole (costo 100 euro per termosifone) potranno ridurre i consumi, ma solo in un futuro non vicino.

Sulle domeniche ecologiche, da sempre dico che non servono, ma nel contesto politico-ideologico, le considero il male minore, purché riguardino zone limitate. Diverso č il blocco domenicale per tentare di sommare la riduzione ulteriore a quella fisiologica del giorno festivo per interrompere i flotti di sfioramenti che in molti posti (Lombardia per esempio) comportano blocchi feriali.

Saluti.


Inviato da iPad

Il giorno 02/ago/2012, alle ore 01:04, caterina simiand <cate274@...> ha scritto:

 
Che si consumi di piů con le marce basse e di meno con quelle alte lo insegnano persino alla scuola guida, ed č fatto di comune buon senso ed esperienza. Andare ai 30 all'ora significa procedere con una marcia bassa, piů o meno la terza che č una marcia che consuma moltissimo. Che si sia costretti a farlo perchč il traffico lo impone č purtroppo vero ed č la ragione per cui i consumi di carburante sono molto piů alti nella guida urbana che in quella extraurbana. Ma che me lo venga ad imporre il Comune costringendomi ad andare ai 30 all'ora anche quando il traffico sarebbe piů spedito, imponendomi addirittura di frenare - perchč una velocitŕ cosě bassa la si mantiene solo frenando la macchina col motore - mi pare una scelta antiecologica e fortemente punitiva nei confronti degli automobilisti. L'ennesima per altro.

Cosě come non c'č nessuna logica perchč su un'autostrada a 6 corsie si costringa la gente ad andare ai 90 all'ora quando potrebbe far scorrere la macchina. La tangenziale č un pezzo d'autostrada a pagamento, cioč un tipo di arteria dove in Germania, per dire, manco mettono dei limiti e raccomandano di andare circa ai 130 all'ora. Anche qui Silvio Viale farŕ un bel tragitto esplorativo e si accorgerŕ che in determinate ore del giorno sulla tangenziale di Torino si viaggia ad una media di 70 all'ora e ne dedurrŕ che 90 sono persino troppo! Grazie tante. Come se non fosse evidente che in caso di scorrevolezza del traffico andando ai 90 si rischia solo di consumare di piů e di intasare di piů. 110 mi sembrerebbe giŕ un decreto lumaca che comunque salverebbe la capra e i cavoli di un eventuale incremento dei consumi a velocitŕ piů alte. Ma 90 a tutte le ore del giorno e della notte mi sembra il solito ukase  municipale destinato solo a rimpinguare le casse di multe.

Ma controllate piuttosto le emissioni degli impianti di riscaldamento, invece di rompere sempre i maroni ai poveri pendolari sprovvisti di metropolitana e di mezzi pubblici che ce l'hanno giŕ scassati quanto basta.

(Quella poi delle domeniche ecologiche che non servono niente, ma sono educative, come la spieghiamo al volgo e all'inclita? Con la missione etica del Comune di To?)




Da: silvio.viale <silvio.viale@...>
A: "radicali-piemonte@yahoogroups.com" <radicali-piemonte@yahoogroups.com>
Inviato: Mercoledě 1 Agosto 2012 16:21
Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.

 
Che piů veloce significhi inquinare meno č una prima assoluta. In realtŕ č il contrario.
I 90 all'ora permettono scorrevolezza e su trenta chilometri, comprese le decelerazioni per i caselli e le uscite, significa un risparmio di un paio di minuti. 
Peraltro il limite di 90 in caso di smog č giŕ stato approvato grazie ad un mio emendamento, anche se per l'attuazione non basta il comune di Torino.

Inviato da iPad

Il giorno 01/ago/2012, alle ore 15:00, caterina simiand <cate274@...> ha scritto:

 
Questi limiti di velocitŕ mi sembrano una menata colossale, soprattutto quelli sulla tangenziale. La circolazione va resa piů fluida e veloce dove sia possibile perchč inquini meno.


Da: Claudio bellavita <claudio.bellavita@...>
A: radicali-piemonte@yahoogroups.com
Inviato: Mercoledě 1 Agosto 2012 14:05
Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.

 

stessa regola deve valere nei garage privati e condominiali, allora
----- Original Message -----
Sent: Wednesday, August 01, 2012 1:44 PM
Subject: Re: [Y!G radicali-piemonte] SMOG – VIALE, TORINO CITTA’ 30 ALL’ORA, 90 IN TANGENZIALE E LIMITAZIONI DIESEL. DIRE LA VERITA’ AI CITTADINI SENZA SPOT E IPOCRISIE.

 
Si. Di fatto entrano. Quelli nati come GPL. Non quelli trasformati.

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Il giorno 01/ago/2012, alle ore 13:14, Salvatore Grizzanti <salvatore.grizzanti@...> ha scritto:

 
mi sembra che nei parcheggi interrati di Torino i GPL nuovi possano giŕ entrare...

Il giorno 01 agosto 2012 13:11, Claudio bellavita <claudio.bellavita@...> ha scritto:
 
per favorire la circolazione dei GPL occorre anche un'ordinanza che permetta a quelli con certe caratteristiche di entrare nelle autorimesse
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Sent:

#38989 Da: Salvatore Grizzanti <salvatore.grizzanti@...>
Data: Gio 2 Ago 2012 11:49 pm
Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] medaglie Europa...una cazzata colossale
salvatoregri...
Invia email Invia email
 
Per quanto riguarda le giovanili ci sono le rappresentative regionali e poi c'č sempre la nazionale padana che ha come punta di diamante Maurizio Ganz.

Salvatore Grizzanti

Inviato da iPhone

Il giorno 02/ago/2012, alle ore 21:28, "silvio.viale" <silvio.viale@...> ha scritto:

 

Non alle Olimpiadi perň.
Del resto potremmo proporre un campionato italiano per nazionali regionali.

Inviato da iPad

Il giorno 02/ago/2012, alle ore 11:52, Salvatore Grizzanti <salvatore.grizzanti@...> ha scritto:

 

Comunque preferirei, almeno nello sport, rimanere italiano cosě come gli scozzesi o i gallesi giocano a calcio o a rugby con le loro nazionali.

Salvatore Grizzanti

Inviato da iPhone

Il giorno 02/ago/2012, alle ore 11:25, "silvio.viale" <silvio.viale@...> ha scritto:

 

Ci fosse una nazionale UE molti atleti italiani non parteciperebbero nemmeno.
A parziale correzione di quel che dice Nicola, una nazionale con minori elementi, ma di maggior valore finirebbe per prendere comunque un gran numero di medaglie, compatibilmente al numero di atleti inscrivibili, perchč piů volte il podio avrebbe tre bandiere UE.

Inviato da iPad

Il giorno 02/ago/2012, alle ore 00:47, Nicola Vono <nicolavono@...> ha scritto:

 

mi stupisco sempre come certe persone non si rendano conto letteralmente di banali regole sportive , non di aspetti complicati da tecnici o esperti o appassionati...

l'Europa ha molte piů medaglie di Cina e Stati Uniti perché essendo divisa ha molti piů atleti partecipanti alle singole competizioni, alle quali non si puň partecipare con piů di 2-3 o 4 atleti per nazione...

ps nel basket gli Usa sia nel maschile che nel femminile potrebbero fare almeno 3 nazionali da medaglia..come la Giamaica nella velocitŕ ..

Nic

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in questo periodo che i Radicali non vanno di moda, io parafrasando J-Ax e Dogo dico...
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#38990 Da: Salvatore Grizzanti <salvatore.grizzanti@...>
Data: Gio 2 Ago 2012 11:50 pm
Oggetto: Fwd: Eutanasia nel mondo: non c�e' nessuna deriva
salvatoregri...
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Salvatore Grizzanti

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Da: "Associazione Luca Coscioni" <info@...>
Data: 02 agosto 1950 18:00:00 GMT+01:00
A: salvatore.grizzanti@...
Oggetto: Eutanasia nel mondo: non c�e' nessuna deriva
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Associazione Luca Coscioni per la libertŕ
della ricerca scientifica

Newsletter quindicinale. Numero 18 - 2 agosto 2012

a cura di Carlo Troilo

per iscriversi e contribuire: www.associazionelucacoscioni.it/contributo

 

Eutanasia nel mondo: non c’è nessuna deriva. Il PD e i diritti civili: avanti con molta prudenza. Carceri italiane: la vergogna.

Nel prendere commiato dai miei lettori fino a settembre, sottolineo tre  punti che mi sembra emergano con forza dalle molte notizie accumulatesi in queste due settimane di luglio.

La prima riguarda il dibattito sulla eutanasia, che continua a svilupparsi  in Europa con serietŕ e senza veti ed anatemi. La prima notizia č solo apparentemente “formale” e riguarda la scelta del governo di Hollande – che va avanti sulla strada della legalizzazione – di non parlare mai di “eutanasia” ma  sempre e solo di “terminer  la vie dans la dignité”.  E questo benché il 71% dei francesi, secondo i piů recenti sondaggi, siano favorevoli alla eutanasia, anche attiva. Un comportamento cui sarebbe bene si attenessero anche in Italia i sostenitori della “morte dignitosa”.  La seconda riguarda uno studio sull’andamento della eutanasia in Olanda dopo la sua legalizzazione, ampiamente  ripreso da “Lancet”.  Il dato p er me piů significativo č questo: dal 2005 al 2010 i casi di eutanasia praticata senza richiesta del paziente e senza autorizzazione si sono ridotti da 550 a 300. Questo vuol dire che con una legge fatta bene e continuamente monitorata si č quasi dimezzato, in soli cinque anni, il numero delle eutanasie clandestine: cioč di quelle – molto frequenti  nel nostro Paese – in cui sono piů elevati i rischi di quelle “derive” sempre paventate dalle gerarchie vaticane e dai loro ascari politici.

La seconda concerne  il dibattito sui diritti civili nel PD. Qualche progresso c’è, specie sulle unioni civili, ma restano i distinguo, a volte minacciosi, dei cattolici. E tutto per un tema che giŕ ai tempi del secondo governo Prodi era stato oggetto di una accettabile proposta di legge firmata da due autorevoli esponenti dello stesso PD: Barbara Pollastrini e Rosy Bindi.  E certo non č di buon auspicio per la compattezza del PD su  questo  tema il fatto che Lucio D’Ubaldo, un senatore di quel partito di origine PPI/Margherita, unisca le proprie critiche a quelle di “Libero” e del “Giornale” proprio nel giorno in cui il sindaco Pisapia, sia pure con qualche compromesso, “porta a casa” a Palazzo Marino la delibera s ul registro delle unioni civili.

La terza č relativa  ancora una volta le carceri italiane.  Nel giro di pochi  giorni sono apparsi una ampia inchiesta de “L’Unità” – quotidiano, come si suol dire, “vicino” al PD – in cui si spiega come i detenuti siano in gran parte in carcere per reati, spesso davvero minori, legati alla droga, ed un  editoriale, molto toccante, di Dacia Maraini sul “Corriere della Sera” sulle sofferenze ed i suicidi di cui abbiamo un triste primato.  Tutto inutile. Silenzio delle maggiori forze politiche (eccetto, come sottolinea la stessa Maraini, i Radicali) e silenzio anche del ministro della Giustizia, stimata esperta di questa drammatica materia.  Nel frattempo il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha risposto alla lettera aperta su giustizia penale e condizione carceraria del professor Puggiotto, di altri 120 docenti universitari e di Garanti dei diritti dei detenuti e Operatori nel mondo penitenziario.

Buone vacanze a tutti

 

IN ITALIA


Costi sanitŕ, 15 luglio -   L’on. Paolo Fontanelli, in un articolo su “Unità”, critica il modo in cui sono stati decisi i tagli alla sanitŕ – che rischia il collasso – ed avanza alcune proposte alternative. 22 luglio – In un articolo sul “Sole 24 Ore”, il giurista Guido Rossi invita a tagliare solo gli sprechi nella sanitŕ, senza intaccare il livello delle prestazioni, perché la percentuale della spesa sanitaria italiana sul PIL č in linea (quando non inferiore) a quella dei paesi europei comparabili. 23 luglio – Ampio spazio sul “Corriere della Sera” per una mozione del PDL alla Regione Lombardia, in cui si chiedono meno soldi per la sanitŕ privata. D’accordo Formigoni. Il PD : troppo tardi. 26 luglio -  Su “La Stampa” Vladimiro Zagrebelsky sostiene che il diritto  alla salute č fra quelli fondamentali garantiti dalla Costituzione, esprime perplessitŕ sulla possibilitŕ di ridurre la spesa mantenendo il livello della assistenza e individua una serie di tagli che possono rendere meno efficace il sistema sanitario. Per saperne di piů 

Ricerca, 16 luglio -   Il ministro Profumo, in una intervista a “Repubblica”, spiega che la spending review non colpirŕ i centri di eccellenza della ricerca italiana. 17 luglio. Su “Repubblica”  una lettera in cui decine di scienziati chiedono al capo di governo  Monti di non ridurre gli investimenti nella ricerca. 25 luglio. “Sole 24 Ore” dŕ notizia di un emendamento che ha eliminato il taglio di 33 milioni di euro nel 2012 per la ricerca. Per saperne di piů

Cannabis terapeutica, 16 luglio -  Giovanni Serpelloni, capo del dipartimento antidroga di Palazzo Chigi, spiega in una intervista al “Gazzettino” le ragioni per cui darŕ parere contrario alla legge della Regione Veneto sulla cannabis terapeutica. In particolare, ritiene ad alto rischio l’idea di un centro di produzione di farmaci a base di sostanze stupefacenti. Serpelloni giudica invece equilibrata  la legge sullo stesso tema approvata dalla Regione Toscana. 17 luglio.  Unanime la risposta degli esponenti politici del Veneto: non accettiamo intimidazioni da burocrati di Palazzo Chigi. 29 luglio: Sul “Sole 24 Ore” un articolo di Gilberto Corbellini che critica il terrorismo sugl i effetti delle droghe leggere. Per saperne di piů

PD e dibattito su diritti civili, 16 luglio -  Il “Corriere della Sera” dedica una pagina ai contrasti interni al PD specialmente in tema di diritti civili. Il problema piů controverso č quello delle unioni gay. In un articolo su “Unità”, il senatore Ignazio Marino critica il fatto che non si sia votato sul documento della minoranza del partito, che non riguardava solo le “nozze gay”, come apparso dai giornali,  ma anche la legge 40, le staminali, il fine vita. Su molti temi – afferma  Marino -  il PD č piů indietro del candidato repubblicano alla Casa Bianca Romney. In un editoriale su “Repubblica”, Adriano Sofri critica la gestione della vicenda da parte di Rosy Bindi e in particolare la negazione, nel documento del Partito, del diritto alle nozze e alle adozioni per i gay, che č stato riconosciuto – o sta per esserlo - in paesi come la Francia e gli USA. Critiche anche da Vendola e Di Pietro, che afferma: “La Bindi non sa cos’è il vero amore”, suscitando una sdegnata reazione di Bersani (“Di Pietro č un maschilista”). 17 luglio – L’on. Rosy Bindi, su “Repubblica”, precisa: il nostro č un documento di principi, non un programma elettorale: l’intento del PD č quello di superare l’insostenibile bipolarismo etico”. Molto critici sulla ipotesi del matrimonio gay Giuliano Ferrara sul “Foglio” (č un tentativo ideologico di devastare il matrimonio in sé) e Francesco D’Agostino su “Avvenire” (il matrimonio ha senso solo per la sua naturale funzione di riproduzione, ovviamente preclusa per gli omosessuali).  Sempre sui temi etici, Eugenia  Roccella sfida l’on. Pierferdinando Casini e l’UDC a non trincerarsi, sui temi eticamente sensibili, dietro la libertŕ di coscien za. Sdegnate reazioni di molti esponenti UDC.  18 luglio -  Intervista del segretario del Pd Pierluigi Bersani a “La Stampa”: “Il PD propone le unioni gay secondo le legislazioni europee, come quella in vigore in Germania”. 19 luglio -  “La Repubblica” ha due articoli sul tema. Stefano Rodotŕ ricorda le piů autorevoli pronunce sul tema, dal trattato di Maastricht alla Carta dei diritti fondamentali della UE alle sentenze della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione, per concludere che “è disperante che i partiti si occupino piů degli equilibri  interni e delle alleanze che del rispetto della dignitŕ e della uguaglianza delle persone”. L’altro articolo č di John Lloyd ed illustra la vasta consultazione popolare attivata dal premier Cameron, ritenendo che essa porterŕ ad una legge di legalizzazione dei matrimoni gay.  20 luglio -  Rosy Bindi, dopo essere stata duramente contestata da un gruppo di iscritti al PD, converge sulla posizione di Bersani, favorevole al modello tedesco, che prevede che le coppie omosessuali, che si uniscono tramite un istituto giuridico ad hoc, hanno gli stessi diritti e doveri delle coppie etero sposate. Apprezzamento dai parlamentari gay del PD.  21 luglio -  Casini apre sulle unioni civili, anche fra omosessuali, ma respinge ogni ipotesi di matrimonio gay, definendolo “incivile”, “una violenza della natura”.  Dura replica dei parlamentari gay.  22 luglio -  Per il presidente della regione Puglia Vendola č difficile pensare ad un nuovo esecutivo che non abbia in agenda i temi etici, che Casini vorrebbe lasciare da parte.  22 luglio.  Due articoli,  su “Libero” e su “Unità”, illustrano la norma tedesca sulle unioni di fatto che il PD sembra orientato a prendere come modello.  La legge tedesca vale solo per le unioni gay e non riconosce ai conviventi il diritto alla adozione congiunta (ma ammette quell a degli eventuali figli del convivente).  Ivan Scalfarotto e Paola Concia  ritengono giusto un istituto riservato alle sole coppie gay. 27 luglio - Su “L’Unità” Luigi Manconi fa il punto sulla vicenda PD/unioni civili, considerando molto positivo il risultato raggiunto, viste le posizioni di partenza. Manconi sottolinea che anche Casini, pur nel quadro di una dichiarazione molto polemica, ha ammesso che vi devono essere “garanzie giuridiche per le coppie di fatto”. Per saperne di piů

Milanoradicalmentenuova  22 luglio – “Grazie alla mobilitazione degli ultimi giorni presso mercati e rassegne culturali, abbiamo superato le 4.000 firme di cittadini residenti a Milano -e diverse centinaia in piů se includiamo coloro che studiano o lavorano nel capoluogo lombardo- che hanno sottoscritto le Cinque proposte di delibera comunale di iniziativa popolare per Milano laica: unioni civili, politiche antidiscriminazione, testamento biologico, stanze salvavita da iniezione, prostituzione regolamentata” cosě si legge nel comunicato stampa del Comitato iniziative popolari “Milano Radicalmente Nuova”. Molto risalto sui giornali alla polemica della Curia di Milano e dei giuristi cattolici sulla norma relativa a l registro delle unioni civili, che sta per giungere all’esame del consiglio comunale.  Secondo i critici, si rischierebbe addirittura di legittimare la poligamia. Il sindaco Pisapia replica: molte realtŕ attendono da tempo un riconoscimento giuridico, auspicato anche dalla Corte di Cassazione e dalla Corte Costituzionale.  Anche l’assessore Tabacci, cattolico, č favorevole alla delibera voluta dal sindaco.  Critico sul metodo, in una intervista a “Repubblica”,  l’ex sindaco di Venezia, Cacciari. 24 luglio – “L’Unità” pubblica un articolo del senatore Lucio D’Ubaldo (PD) che critica a fondo l’iniziativa di Pisapia sui registri delle unioni civili, spiegando le ragioni politiche e giuridiche per cui, a suo avviso, per le unioni civili “la via maestra  non passa dai Municipi”. 27 luglio – Maurizio Belpietro dedica un editoriale alla delibera della Giunta di Milano dicendo che in pratica si tratta di “una beffa”, perché alle coppie di fatto , soprattutto omosessuali, non vengono riconosciuti i diritti piů importanti derivanti dal matrimonio.  Anche  “Il Giornale” interpreta il voto del consiglio comunale di Milano sulle unioni di fatto come una vittoria dei cattolici che si opponevano e una marcia indietro del sindaco Pisapia, che ha detto: “Escludo che questa delibera apra la possibilitŕ  dei matrimoni  gay”. 28 luglio  I giornali danno notizia della approvazione della delibera, con 4 astenuti nel PD e 2 favorevoli nel PDL.  Questa la formula: potranno iscriversi al registro ed ottenere un “attestato di unione civile” “due persone legate da vincoli affettivi coabitanti e aventi dimora stabile nello stesso Comune”.  - Per saperne di piů

Roma sě muove 18 luglio - Intervista di Mario Staderini a “La Voce Repubblicana”: per i nostri referendum a Roma il PD ci ha dato ospitalitŕ alla festa dell’Unitŕ ma nessun appoggio formale. Continua la raccolta delle firme per gli 8 referendum su ambiente, mobilitŕ, diritti, riduzione dei costi dell’apparato amministrativo. 27 luglio - “La Repubblica” dedica una pagina alla vicenda del registro delle unioni civili a Roma: il sindaco Alemanno ha detto di no, anche ai registri dei testamenti biologici: “Queste cose sono contro la vita e contro la natura di Roma”.  Reazioni negative dai promotori degli otto referendum, dalla  sinistra ma anche da alcuni  municipi di centro destra, che hanno espresso parere favorevole. Per saperne di piů.

Ticket sui farmaci, 17 luglio -   La Corte Costituzionale ha accolto il ricorso della Regione Veneto: il comportamento del governo che impone ticket sui farmaci senza il consenso delle regioni č incostituzionale.

Detenuti e droghe leggere,  18 luglio -  Ampia inchiesta sul tema di “Unità”.  Un detenuto  su tre č stato condannato per reati connessi allo spaccio di stupefacenti. Ma la legalizzazione resta un tabů. L’Italia č ferma alla legge Fini-Giovanardi del 2006, che non riconosce distinzione fra droghe leggere e pesanti ed azzera di fatto la distinzione fra possesso e spaccio. Perciň dal 2006 al 2011 i detenuti per questo tipo di reati sono passati da 15 mila a 28 mila. 23 luglio - Sul “Corriere della Sera” editoriale di Dacia Maraini, che denuncia la situazione intollerabile delle carceri, elogia l’impegno di Pannella e dei Radicali e formula una serie di proposte sul tema.  Per saperne di piů.

Corte Costituzionale su aborto, 22 luglio -  Sono state rese note le motivazioni  della sentenza con cui la Suprema Corte ha respinto, il 20 giugno, il ricorso del giudice di Spoleto sulla legge 194.  I giudici scrivono che la decisione sulla IVG spetta esclusivamente alla donna. Per saperne di piů

Cordone ombelicale. 22 luglio -  Il “Settimanale Nuovo” pubblica due articoli in cui illustra le potenzialitŕ curative del  cordone ombelicale e i diversi regimi giuridici che ne regolano l’utilizzo in Europa.  L’Italia č il paese con le norme piů restrittive.

Staminali, 22 luglio -   Il settimanale “Left” pubblica una intervista a Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni e al professor Giulio Cossu, co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni, sulla petizione della Associazione Luca Coscioni per la ricerca UE sulle staminali embrionali, firmata anche da Mario Capecchi, premio Nobel per la medicina, che ha firmato e dall’astrofica Margherita Hack. 24 luglio – A Roma il  primo trapianto al mondo di cellule staminali prelevate da feto abortito, che sono state  utilizzate per ricostruire il fegato di un paziente in grave condizioni. Dura critica del cardinale Elio Sgreccia e replica di Filomena Gallo: č un passo avanti della medicina e so lo la Chiesa si dice contraria a causa  dalla sua opposizione all’aborto, che in Italia č un diritto costituzionalmente garantito.   Per saperne di piů

Testamento biologico a Milano, 25 luglio: coda di persone nel gazebo allestito a Milano dall’Associazione Luca Coscioni e dall’associazione A Buon Diritto dove i notai Arrigo Roveda e Massimo D'Amore hanno autenticato gratuitamente il testamento biologico di tutti i cittadini interessati a lasciare le proprie direttive anticipate di trattamento per quando non dovessero piů essere capaci di intendere e di volere. Per saperne di piů

Disabilitŕ/Cude, 26 luglio; “Il Consiglio dei Ministri del 25 maggio u.s ha approvato lo schema di Decreto del Presidente del Repubblica che renderŕ, dopo 14 anni, finalmente operativo il Contrassegno Unico Disabili Europeo (CUDE). Ma a tutt'oggi, dopo 2 mesi, questo decreto non č stato ancora firmato da Napolitano, come risulta dal sito del Quirinale che l’Associazione Luca Coscioni sta monitorando quotidianamente. Ci domandiamo e domandiamo alla Presidenza della Repubblica se quanto sopra č ascrivibile a ragioni sostanziali, ovvero alla mera discrezionalitŕ del Presidente”, cosě dichiarano Filomena Gallo e Gustavo Fraticelli, Segretario e co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni. Per saperne di piů

Cure palliative, 27 luglio -  “Avvenire” dedica un ampio servizio al documento approvato dalla conferenza stato-regioni per dare attuazione alla legge 38 del 2010 sulle cure palliative, in gran parte non applicata.  Previste fra l’altro la formazione di čquipes multiprofessionali con medici, infermieri e psicologi dedicati. 

Disabili e lavoro, 30 luglio -   Il “Corriere della Sera” riprende i dati ISTAT secondo cui in Italia i  disabili senza lavoro sono 750 mila (l’80% del totale, contro il 50-70% dei paesi industrializzati). Il quotidiano riporta dichiarazioni di Pietro Barbieri, presidente FISH, e traccia un quadro delle ragioni che hanno portato a questa situazione. Per saperne di piů

CNB su obiezione di coscienza, 30 luglio -   “Repubblica” dŕ notizia del nuovo parere del Comitato Nazionale di Bioetica, approvato a larga maggioranza, sul tema della obiezione di coscienza, che va sempre tutelata come diritto costituzionale. Il quotidiano ha una dichiarazione di Lorenzo D’Avack, vice presidente del CNB, che sottolinea il valore di carattere generale del parere: se perň in un ospedale non dovesse esserci nessun ginecologo abortista, andrebbe comunque garantito il diritto della donna alla IVG. Intanto per la tutela del diritto all’aborto presentate interrogazioni parlamentari e regionali dagli esponenti radicali. Per saperne di piů

Legge 40,  1 agosto  -   In un articolo su “Avvenire” l’on. Paola Binetti afferma che sono urgenti nuove linee guida sulla legge 40, in particolare per porre un freno al costante aumento del numero degli embrioni congelati. 17 luglio. Filomena Gallo, segretario della Associazione Luca Coscioni, commenta i dati della relazione annuale del ministero della Salute sulla legge 40. Le modifiche apportate dalle sentenze della Corte Costituzionale hanno prodotto   risultati positivi: piů bambini nati e miglior salute delle madri.  22 luglio -  L’on. Eugenia Roccella, su “Avvenire”, torna a chiedere nuove linee guida sulla legge 40 perché le intepretazioni delle sentenze della Corte Costituzionale hanno portato ad un aumento del 2.000 per cento della crioconservazione, senza provocare un significativo aumento delle nascite.1 Agosto  Le nuove linee guida sulla legge 40 per la procreazione medicalmente assistita "saranno oggetto di ulteriore approfondimento ed e' mio intendimento chiedere al Consiglio superiore di sanitŕ un orientamento sul punto specifico". Cosě il ministro della Salute Renato Balduzzi rispondendo al question time sui termini per l'emanazione delle linee guida sulla procreazione medicalmente assistita. Immediata la risposta di Filomena Gallo: “Ministro Balduzzi spieghi come mai da un lato decide giustamente di riservarsi sull'emanare nuove linee guida, dall'altra di fatto fa approvare  la parte delle linee guida che l’on. Roccella aveva proposto e su cui il Consiglio Superiore Sanitŕ aveva giŕ emanato un parere negativo per la  parte in cui vi era un cambio di competenze sulla raccolta dati dal registro nazionale  Nazionale PMA al Centro Nazionale Trapianti in violazione della stessa legge 40.”Per saperne di piů 

                                                       

  NEL MONDO

Olanda, Eutanasia,  16 luglio  -   La rivista “Lancet” pubblica i dati sulla eutanasia in Olanda, sostenendo che la legge che la autorizza non ha portato ad un forte aumento dei casi di “morte dignitosa” (dall’1,7% del totale delle morti del 2005 al 2,8% del 2010).

Alzheimer,  17 luglio -  Il “Wall Street Journal” traccia un ampio quadro dei risultati – in qualche caso incoraggianti, anche se non risolutivi - conseguiti dalle maggiori aziende farmaceutiche sulla base delle ricerche scientifiche sulla lotta all’Alzheimer. 18 luglio -  Il “New York Times” riferisce su studi scientifici da cui risulta che le difficoltŕ motorie  possono essere una spia importante dell’insorgere dell’Alzheimer e favorire la sua terapia precoce. 22 luglio -  “Le Figaro” riferisce su risultati  sperimentali di un trattamento basato sulla immunoterapia e volto a ridurre la rapiditŕ nel progresso della malattia. Primi risultati incoraggianti, ma ci vorranno almeno 4 o 5 anni per avere maggiori certezze.  

Cannabis in Uruguay,  17 luglio – “El Pais” ha un articolo sulla decisione dell’Uruguay di legalizzare la coltivazione di cannabis per uso terapeutico (vedi NL n. 17), ricorda le esperienze giŕ fatte in Spagna e sottolinea le posizioni piů avanzate dell’Uruguay rispetto ai suoi grandi vicini argentini e brasiliani.  Non ha senso – conclude “El Pais” – che alcune persone debbano soffrire, e magari morire, perché altre usano la cannabis per “fare baldoria”.

Eutanasia, Francia,  18 luglio – Numerosi articoli del  “Figaro” sono dedicati alla iniziativa di Hollande di insediare una commissione sulle scelte di fine vita che superi la legge in vigore (Loi Leonetti, che consente il “lasciar morire”).  La commissione č presieduta  da Didier Sicard,  presidente onorario del Comitato Nazionale Consultivo di Bioetica.  In una intervista, Leonetti afferma che servirebbe non una commissione di studio ma un dibattito pubblico. Il giornale sottolinea che non viene mai usata la parola “eutanasia”, benchč il 91% dei francesi sia favorevole anche a quella attiva. Hollande e i suoi parlano sempre e solo di “terminer la vie dans la dignitè”. 20 luglio -  Su “Le Monde” ampio articolo del prof. Bernard Lebeau in favore della eutanasia: č una scelta coerente con i tre valori su cui si basa la Francia: libertŕ, uguaglianza, fraternitŕ. Per saperne di piů

AIDS, 22 luglio -  “’Unità” traccia un quadro della lotta all’AIDS alla vigilia del XIX congresso mondiale, che sta per aprirsi a Washington.  Ottimi i risultati ottenuti fino ad oggi, ma preoccupante il calo delle risorse destinate a questa battaglia. 24 luglio. Ampio servizio de “La Stampa” sul congresso (“Una nuova generazione senza AIDS? Yes, we can”). - 

Aborto, Spagna e Cina, 24 luglio -  “Avvenire” riprende una intervista del ministro della Giustizia spagnola al quotidiano “La Razon”: la legge sull’aborto di Zapatero sarŕ modificata; in particolare le malformazioni non saranno piů una causa sufficiente per ottenere una IVG. Contrastanti reazioni delle forze politiche.  Il “New York Times” ha un ampio servizio sulle pressioni politiche e culturali  in Cina per abolire la legge sull’aborto obbligatorio per il secondo figlio.

Longevitŕ nel mondo, 24 luglio -  La rivista “Lancet” pubblica una inchiesta sulle attivitŕ sportive e la  longevitŕ nel mondo. Sembra esservi poca connessione fra i due fenomeni, visto che italiani e giapponesi sono fra i popoli piů sedentari e al tempo stesso piů longevi. La rivista sottolinea l’importanza, ai fini della longevitŕ, della qualitŕ della alimentazione.

Scozia, matrimoni gay, 26 luglio – “La Stampa”: dal 2015 una legge renderŕ possibili in Scozia i matrimoni gay. Lo ha deciso il governo dopo un sondaggio da cui č risultato che il 65% della popolazione č favorevole. Si oppone la Chiesa. Per saperne di piů

Sanitŕ USA – 30 luglio -   Il giudice distrettuale del Colorado ha accolto un ricorso  di una famiglia di industriali cattolici di Denver contro la norma  che impone l’assicurazione obbligatoria anche per spese abortive. La sentenza – contraria a quella recente della Corte Suprema – rimette in discussione  la riforma di Obama. Per saperne di piů

                                                        IN LIBRERIA


Carlo Alberto Defanti, Eugenetica, un tabů contemporaneo.  Editore Codice. Pagine 310. Euro 23
Sul “Sole 24 Ore” del 22 luglio Gilberto Corbellini dedica al libro  una ampia recensione in cui traccia una sintetica storia della eugenetica.
 

 

 

Per non ricevere altre email inviare un messaggio a cancellami@...,
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#38991 Da: Salvatore Grizzanti <salvatore.grizzanti@...>
Data: Gio 2 Ago 2012 11:51 pm
Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] l'inconoscibile buco della finanza mondiae, di Gallino
salvatoregri...
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'nnamo bbene! 

Salvatore Grizzanti

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Il giorno 02/ago/2012, alle ore 21:37, "Claudio bellavita" <claudio.bellavita@...> ha scritto:

 



 
----- Original Message -----
Sent: Thursday, August 02, 2012 11:03 AM
Subject: [Nuovo articolo] La lettura sbagliata della crisi



#38992 Da: "Claudio bellavita" <claudio.bellavita@...>
Data: Ven 3 Ago 2012 2:14 am
Oggetto: Re: [Y!G radicali-piemonte] Delibera iniziativa popolare TUTELA DELLE AREE AGRICOLE PERIURBANE E NUOVI INDIRIZZI PER LA REALIZZAZIONE DI ORTI URBANI NELLA CITTA' DI TORINO.
clalb1
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moolto interessante:la libera iniziativa dell'orto urbano dovrebbe mettere d'accordo liberisti e benecomunisti. Speriamo che non si scatenino i burocrati dell'urbanistica, vietando le carote a Mirafiori e imponendo i cavoli alla Colletta. Una cosa sola imporrei: piante disinquinanti intorno e poi sopra le discariche. Lo sono i salici piangenti, che sono anche belli da vedere
----- Original Message -----
Sent: Thursday, August 02, 2012 11:31 PM
Subject: [Y!G radicali-piemonte] Delibera iniziativa popolare TUTELA DELLE AREE AGRICOLE PERIURBANE E NUOVI INDIRIZZI PER LA REALIZZAZIONE DI ORTI URBANI NELLA CITTA' DI TORINO.

 

http://www.legambiente.to.it/files/Regolamento%20degli%20orti%20urbani.pdf

Leggere e dare valutazione.

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