Tempo fà scrissi nella mia corrispondenza che, dopo trattamento con resine a
scambio ionico, utilizzate per il recupero della leggibilità di certi affreschi
in "grotta", per la rimozione delle stesse dalle superfici dipinte vennero
effettuati lavaggi finali di acqua addizionata con anidride carbonica . Questo
trattamento mi venne consigliato da un tecnico del laboratorio scientifico dell'
Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Non ho approfondito più di tanto il
motivo di questa scelta ma notai che le superfici affrescate risultarono come
dire... più nitide e la pulitura uniforme. Non so se questa applicazione abbia
realmente contribuito a riaggregare le particelle costituenti gli intonaci
(anche perchè c'e stata scarsa penetrazione nelle malte), funzione affidata in
questo caso ad altri prodotti specifici.
Ringrazio quindi Angela per la segnalazione del convegno; Ormai, visto il
ritardo con cui leggo il messaggio e l'impossibilità di parteciparvi proverò a
recuperare gli atti del convegno: sarà tuttavia uno spunto per approfondire il
meccanismo di azione di questa sostanza e constatare le reali possibilità di
utilizzo in futuro (forse qualcosa si muove nel campo del restauro?)
----- Original Message -----
From: sergio_tine
To: restauro@yahoogroups.com
Sent: Tuesday, September 24, 2002 11:38 AM
Subject: [Gruppo Restauro] Ogg: news dal CNR
Angela,
l'azione combinata di acqua ed anidride carbonica costituisce
l'origine di tutti i degradi; mi stupisce il fatto che queste
sostanze possano salvare i capolavori ...
Facci sapere.
Sergio Tinè
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