Rispondo alla questione con due suggerimenti:
il primo è la verifica in cui il regolamento edilizio comunale possa concedere la deroga, proprio in quanto bene vincolato, grazie, magari, ad un progetto di restauro e al ripristino delle destinazioni d'uso originarie ( non è raro purtroppo vedere saloni ottocenteschi divisi in stanzette....con muri o altre superfetazioni che intercettano decorazioni ed affreschi...)
la seconda è la riduzione degli spazi abitabili, creando eventuali zone in cui non sia prevista la permanenza di persone e quindi soggetti a diversi standards con caratteristiche meno vincolanti
patti
----- Original Message -----From: pascuccisanSent: Monday, September 18, 2000 1:06 AMSubject: [restauro] Domanda?
Buongiorno a tutti,ho un quesito di carattere tecnico da porvi. Sono alle prese con un progetto (per un esame) di restauro di un palazzo cinquecentesco. L'edificio in questione si sviluppa su tre livelli: piano terra adibito a cantine e maggazzini, il piano nobile, ed un piano certamente impiegato nell'allevamento del baco da seta.La mia prima intenzione è quella di lasciare la destinazione d'uso del piano nobile a residenza e il piano terra in parte a residenza e in parte ad uso commerciale e/o artigianale. A questo punto arriva il problema, per garantire l'abitabilità dei locali dovrei aumentare le dimensioni delle aperture, a causa del rapporto sup. finestrata/ sup. vano pari a 1/10 il quale sale ad 1/12 in caso di maggazzino chiuso per ricovero attrezzi, questo secondo le norme di progettazione del comune. Dato che non posso toccare i vuoti in quanto il bene è tutelato e devo farlo se voglio renderlo abitabile secondo gli standards attuali, come posso fare?Spero in una vostra rispostaGrazie a tutti,Pasquale
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