conocordo pienamente!
infatti quando si pensa a situazioni del genere di solito si parla di
arredi fissi o strutture in cartongesso che intervengono in modo non
distruttivo sull'edificio, anzi a volte sono utilizzate per preservarlo, o
per creare situazioni altrettanto interessanti, se realizzate con
intelligenza e armonia con l'esistente.
patti (patrizia bongiovanni)
----- Original Message -----
From: Sergio Tinč <sergio@...>
To: <restauro@egroups.com>
Sent: Wednesday, September 27, 2000 12:32 AM
Subject: [restauro] I° Questione ovvero : de pubblica dementia
Sul tema proposto da pascuccian ritengo che ai suggerimenti inviati
da patti non si possa aggiungere nulla "infra legis".
Nella pratica professionale, tuttavia, ci viene in soccorso una
consuetudine tipicamente italica, divenuta ultimamente quasi una
cultura, ovvero: l'abuso edilizio pių o meno condonabile.
I puristi non si offendano se affermo che, in presenza della
comprovata "pubblica dementia", giudico etico il caso in cui
l'affetto per l'antica costruzione spinge il tecnico all'abuso o al
sotterfugio.
Riferendomi, quindi, al secondo suggerimento di patti
"la riduzione degli spazi abitabili, creando eventuali zone in cui
non sia prevista la permanenza di persone e quindi soggetti a diversi
standards con caratteristiche meno vincolanti" allego la
possibilitā di adottare soluzioni tecnico/distributive temporanee
e quindi facilmente "REVERSIBILI" non appena si sia conseguito
l'ambito quanto demenziale timbro.
Sergio Tinč
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