La mia ipotesi di ricorrere al sistema costruttivo in muratura portante non è dettato da necessità "mimetiche" nei confronti delle vecchie architetture rurali, ma dalla constatazione che, trattandosi di un edificio il cui sviluppo dovrà avvenire quasi completamente al piano terra (come hanno già precisato in Soprintendenza, nonostante le norme di attuazione del nuovo PRG consentano altezze fino a otto metri!), l'uso della muratura portante potrebbe efficacemente sostituire il solito cemento armato; questo consentirebbe anche di ricondurre i nuovi corpi di fabbrica alle proprozioni di quelli antichi della zona e ciò in base alle caratteristiche fisiche e meccaniche del materiale stesso (il tufo) e delle sue tecnologie di utilizzo.
Questo non vuol dire che io abbia paura di usare materiali e tecniche contemporanee e neppure che pensi che questi ultimi possano offendere contesti storico-archeologici, ma semplicemente vorrei proporre, partendo dalle caratteristiche tecnologiche dei materiali locali (e forse l'uso della muratura è una tecnica desueta o superata?) un complesso edilizio che si misuri con l'ambiente rurale per dimensioni e proporzioni (che sappiamo essere intrinsecamente legati alla tecnologia dei materiali), ma che riesca a dialogare con il contesto circostante tramite un linguaggio moderno.
Ma riflettendo meglio, credo che un intervento corretto, in questo caso, dovrebbe partire proprio dallo studio delle proporzioni e delle dimensioni dei volumi degli antichi fabbricati, magari combinandoli per ottenere effetti spaziali che sarebbe possibile esprimere anche grazie all'uso dei materiali e delle tecnologie moderne, sia da un punto di vista spaziale che da un linguaggio "di pelle" del manufatto.
E' chiaro poi che la maggior parte delle scelte non "mimetiche" che qualsivoglia progettista possa effettuare in questo caso, saranno puntualmente "bacchettate" dalla Soprintendenza di turno...
Enza Martino
-----Messaggio originale-----
Da: Sergio Tinè [mailto:sergio@...]
Inviato: lunedì 1 ottobre 2001 18.59
A: restauro@yahoogroups.com
Oggetto: Re: [eGroups Restauro] architetture ruraliLe modalità di realizzazione dei nuovi interventi in contesti archeologico-rurali sono un tema complesso ed interessante (anche se non strettamente inerente agli interessi del nostro gruppo di discussione).Ritengo che l'intervento in un contesto archeologico ripropone metodologie del tutto simili a quelle dell'intervento sul contesto edificato (storico); concordo, quindi con l'affermazione di Enza Martino : Il progetto (non solo in ambito storico) non può e non deve consistere in semplici "copie con carta carbone".In merito alla preoccupazione di trovare operai capaci di realizzare archi e volte, ritengo che la manodopera presente nei piccoli centri urbani può essere facilmente spinta verso la "buona regola d'arte" dalla perizia e dalla dedizione di un buon direttore dei lavori.L'intento di ricorrere ad un sistema costruttivo in muratura portante tuttavia mi sembra contrastare con le diverse restrizioni imposte dala vigente normativa antisismica. Non comprendo, inoltre, per quale motivo Enza escluda l'uso di tecniche e di materiali contemporanei. Forse l'uso "critico e cosciente" del contemporaneo offende i contesti archeologici e rurali ?Confessiamocelo pure.La scelta "mimetica" della tipologia rurale sottointende l'attuale incapacità progettuale e propositiva di tutti noi (progettisti, committenti ed amministratori della cosa pubblica).... perdonate l'Owner se sono sempre più pungenti ed odiose le sue risposte .... !! ... Invecchia rapidamente.Sergio Tinè
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