Elisabetta, ti spedisco una scheda sul sistema Jos estratta dal mio lavoro su Ortygia.
Trovo il sistema valido soprattutto per eliminare da paramenti lapidei coloriture/verniciature (molto diffuse in aree mediterranee), mentre, operando su apparati decorativi, occorre affidarsi al giudizio dei restauratori (che sollecito)
Il sistema Jos (idro-sabbiatura controllata) consiste in un sistema centrifugo a bassa pressione (da 0,5 a 1,5 Bar) che, tramite appositi micro-iniettori è in grado di proiettare un vortice di aria/acqua (dai 10 ai 60 litri/ora) e di polveri a base di microparticelle di varia natura e durezza del diametro medio di qualche decina di micron.
L’apparecchiatura è costituita da un compressore accoppiato, tramite una camera di miscelazione, ad un serbatoio che contiene la polvere abrasiva; la pressione del getto e la quantità di polvere abrasiva sono finemente regolabili; l’ugello (brevettato) consente di indirizzare la miscela aria/polvere, sotto forma di vortice rotante, solo su pochi cm2 di superficie: Questa caratteristica consente al restauratore di operare con accuratezza, precisione e delicatezza anche su litotipi molto degradati.
Il vortice che scaturisce dall'ugello si espande rapidamente in modo tale che la pressione di esercizio, presente all'ugello, diminuisce rapidamente (in proporzione al quadrato della distanza) lasciando inalterata la rotazione del vortice.
Operando ad una distanza di circa 40 cm la pressione che si esercita per la pulitura è di circa 0,5 Bar.
Il volume d'aria erogata varia, in funzione del tipo di ugello, da 500 a 2.500 litri/m.
Si possono usare polveri da 5 a 300 micron con durezza Mohs variabile in torno ai valori di 2,5 a 6.
Il corretto impiego della idro-sabbiatura consente di esercitare l'azione pulente con grande precisione e con gradualità, anche in zone particolarmente sfavorevoli (sottosquadri, comici, ecc.), regolando la pressione d’esercizio.
Considerando che il sistema utilizza l'emissione di un certo quantitativo, anche se limitato, di acqua occorre prendere le seguenti precauzioni:
- è opportuno provvedere alla raccolta ed al convogliamento dell'acqua impiegata;
- è necessario prevedere la protezione con teli impermeabili (ben sigillati fra loro) delle parti che, non interessate alla pulitura, potrebbero risentire del contatto con le sostanze solubili presenti nell’acqua di risulta.
- il tempo necessario per raggiungere il grado di pulitura desiderato sarà determinato su zone campione utilizzando tempi crescenti.
- La pulitura dovrà essere effettuata con temperature esterne superiori ai 14° gradi e verrà effettuata ad intervalli regolari; in ogni caso, il tempo di erogazione non dovrà mai eccedere i 15/20 minuti consecutivi di apporto d'acqua al fine di evitare eccessi d’impregnazione dell’elemento lapideo.
- ad ogni ciclo di pulitura vanno alternate ampie pause adatte al completo prosciugamento del materiale.
- è sempre preferibile impiegare acqua deionizzata la cui conducibilità, misurata con conduttimetro portatile, non deve superare i 3,5 md cm-1
- la pulitura può essere agevolata con l'aiuto di spazzole di saggina.
Questo sistema richiede l'intervento di operatori specializzati
La scelta dell’abrasivo (carbonato di calcio, ossido di alluminio, polvere di vetro, ecc) va eseguita in relazione alla durezza del materiale da pulire. E’ buona norma, al fine di non provocare danni irreversibili, utilizzare sempre un abrasivo di durezza inferiore a quella del materiale lapideo ed è in ogni caso opportuno lavorare con particelle abrasive dotate di bordi arrotondati.