Sergio Tinè wrote:
>
> Ogni pagina di eGroups ha un'intestazione che si ripete per ogni
> sezione.
>
> sotto il marchio eGroups si trovano i seguenti box blu:
> Pagina principale - Gruppi sottoscritti - Guida
> ancora sotto si trova: Benvenuto (vs indirizzo e mail)- Profilo
> personale - Chiudi
> Cliccando profilo personale avviene il miracolo !
> Ovvero si apre la pagina del profilo; da questa sezione si possono
> modificare i dati personali, cambiare l'indirizzo di e mail o la
> password di accesso.
>
> I dati personali sono accessibili solo agli iscritti.
Grazie, adesso ho capito!
Io gestisco tutto dal mio mailer e non vado mai sul sito egroups....
Forse è perchè spedisci da li' che le tue mail non hanno mai un Re:
corretto rispetto al subject?
(Il fatto crea difficoltà nel gestire la posta e una medesima
discussione viene sparpagliata in giro anziche' essere raccolta in un
solo "thread")
> P.S.... Non era una minaccia ... vorrei soltato capire quanti e chi
> sono gli iscritti realmente interessati.
Certo, naturalmente scherzavo!
(forse frequento troppo i news group?)
Saluti
Bartolomeo Aimar
Sergio Tinè wrote:
>
> Credo che, dalla precedente mail risulti evidente la mia diffidenza
> verso gli interventi consistenti nella sovrapposizione di strutture
> aggiuntive sull'estradosso delle volte
Non era così evidente!
E in ogni caso - come ho già detto - è necessario distinguere.
Se parli di una "struttura" sovrapposta sono daccordo: gusci
pesantemente armati, con diverse elasticità e/o scasamente collegati
alla volta originale....sono soluzioni da prendere con le molle.
Ma se parliamo di una cappa perfettamente integrata alla volta
sottostante, se realizzata in un materiale compatibile con quello della
muratura, non può che migliorare le caratteristiche della struttura.
(Uno degli indicatori della bontà di una volta sospetta è a mio avviso
proprio la presenza e la qualità della sua cappa).
> … le domande, in
> realtà, invitavano a risposte … ovvie ed unidirezionali.
Intendi dire che erano domande retoriche?
> Ritengo che, in assenza di "quadri fessurativi particolarmente
> preoccupanti" ed in presenza sia di "scarsezza di catene (alcune
> del '700 altre ottocentesche)" .. che di "muratura a sacco", sia
> più opportuno disinteressarsi della struttura voltata
Non credo sia opportuno disinteressarsi della struttura voltata per le
ragioni che ho già spiegato.
> ....zot...... ed intervenire decisamente al contorno:
> - sostituendo o integrando le catene (unico sistema di
> consolidamento realmente reversibile e facilmente manutenibile)
Sono perfettamente daccordo.
> previa esecuzione di un credibile calcolo di verifica;
Sulle catene, o sulla resistenza delle murature al punzonamento dei
capichiave?
> - consolidando con uno o più sistemi le murature soggette alle
> spinte e/o ricostruendo le murature con materiali più compatti;
L'ordine di grandezza dell'intervento non mi consente operazioni di
scuci e cuci sulle murature: i piani sottostanti sono abitati e non ho
pontegggi in facciata.
> - eliminando in vario modo le diverse cause dei dissesti al contorno.
Devo contenere la volta e ripartire il più possibile gli sforzi sulle
murature d'ambito.
E il modo migliore mi sembra proprio il rinfianchino armato.
> Ritornando alle cappe, se nell'intradosso della volta esistono degli
> apparati decorativi, l'uso di resine più o meno pure e/o caricate
> con fibre deve essere supportato da una accurata indagine termo-
> igrometrica al fine di evitare, anche, l'insorgere di pericolosi
> fenomeni di condensazione interstiziale
Hai ragione, e questa è un'altra delle mie perplessità!
Ma nel caso specifico non credo si verifichino delle condizioni per la
condenza: sono/saranno due piani adibiti a civile abitazione e
riscaldati entrambi.
Ma in generale, IMO, una barriera al vapore è SEMPRE pericolosa!
> (questi fenomeni, congiuntamente ai possibili scorrimenti differenziali
> all'interfaccia,
Che cosa intendi esattamente per scorrimento differenziale?
> In attesa delle relazioni consiglio a Bartolomeo di contattare le
> ditte Ruredil e Seal ( www.seal.it - seal@... ) per i seguenti
> tessuti a base di fibre : carbonio, carbonio + vetro, carbonio +
> kevlar, kevlar, vetro + kevlar).
Grazie per i link! Lo faccio subito senz'altro!
Aspetto altri contributi!
Salve a tutti
Bartolomeo
Ogni pagina di eGroups ha un'intestazione che si ripete per ogni
sezione.
sotto il marchio eGroups si trovano i seguenti box blu:
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ancora sotto si trova: Benvenuto (vs indirizzo e mail)- Profilo
personale - Chiudi
Cliccando profilo personale avviene il miracolo !
Ovvero si apre la pagina del profilo; da questa sezione si possono
modificare i dati personali, cambiare l'indirizzo di e mail o la
password di accesso.
I dati personali sono accessibili solo agli iscritti.
P.S.... Non era una minaccia ... vorrei soltato capire quanti e chi
sono gli iscritti realmente interessati.
Grazie
Sergio
Sergio Tinè wrote:
>
> Vorrei pregarvi, quindi, di compilare il vostro "Profilo personale"
> (posto in alto a destra sulla barra dei collegamenti)
Dove, cosa e quale barra, a quale pagina di che sito!
Sii più preciso per favore.
Prima di minacciare :-)
> La mancata compilazione del profilo, verrà considerata come
> dimissione dal gruppo.
Bartolomeo Aimar
eGroups restauro sta crescendo, vanta ad oggi 29 membri ed il
dibattito si sta facendo interessante.
Vorrei pregarvi, quindi, di compilare il vostro "Profilo personale"
(posto in alto a destra sulla barra dei collegamenti) al fine di
consentire una maggiore conoscenza fra gli iscritti al gruppo.
La mancata compilazione del profilo, verrà considerata come
dimissione dal gruppo.
Grazie
Sergio Tinè
Credo che, dalla precedente mail risulti evidente la mia diffidenza
verso gli interventi consistenti nella sovrapposizione di strutture
aggiuntive sull'estradosso delle volte … le domande, in
realtà, invitavano a risposte … ovvie ed unidirezionali.
Ritengo che, in assenza di "quadri fessurativi particolarmente
preoccupanti" ed in presenza sia di "scarsezza di catene (alcune
del '700 altre ottocentesche)" .. che di "muratura a sacco", sia
più opportuno disinteressarsi della struttura voltata (tranne che
per
piccole reintegrazioni) ed intervenire decisamente al contorno:
- sostituendo o integrando le catene (unico sistema di
consolidamento realmente reversibile e facilmente manutenibile)
previa esecuzione di un credibile calcolo di verifica;
- consolidando con uno o più sistemi le murature soggette alle
spinte e/o ricostruendo le murature con materiali più compatti;
- eliminando in vario modo le diverse cause dei dissesti al contorno.
Ritornando alle cappe, se nell'intradosso della volta esistono degli
apparati decorativi, l'uso di resine più o meno pure e/o caricate
con fibre deve essere supportato da una accurata indagine termo-
igrometrica al fine di evitare, anche, l'insorgere di pericolosi
fenomeni di condensazione interstiziale (questi fenomeni,
congiuntamente ai possibili scorrimenti differenziali
all'interfaccia, produrrebbero nel tempo il sicuro distacco delle due
differenti strutture).
Per quanto concerne le relazioni di Firenze (sulle fibre) datemi il
tempo di stamparle, di eseguire un OCR e di metterle in rete.
In attesa delle relazioni consiglio a Bartolomeo di contattare le
ditte Ruredil e Seal ( www.seal.it - seal@... ) per i seguenti
tessuti a base di fibre : carbonio, carbonio + vetro, carbonio +
kevlar, kevlar, vetro + kevlar).
Sergio
Messaggio di avviso per eventi.
Quarry, laboratory, monument
Data: Venerdì, Settembre 29, 2000
Ora: Tutto il giorno
Pavia 2000: international congress The conference will focus on
the physical structure and life of the cultural built heritage
within the framework of Romanesque-Renaissance
architectural evidence from two historic Lombard towns: Milan
and Pavia Themes: The following topics will be
covered in the congress: - quarrying, processing
and petrophysical-mechanical characterization of the stones;
- morphological, material, architectural and historicaly surveys
of the monuments; - structural assessment and
preservation of the architectural heritage, as regard also to
foundation firmness. per informazioni contattare il sito
www,unipv.it
conocordo pienamente!
infatti quando si pensa a situazioni del genere di solito si parla di
arredi fissi o strutture in cartongesso che intervengono in modo non
distruttivo sull'edificio, anzi a volte sono utilizzate per preservarlo, o
per creare situazioni altrettanto interessanti, se realizzate con
intelligenza e armonia con l'esistente.
patti (patrizia bongiovanni)
----- Original Message -----
From: Sergio Tinè <sergio@...>
To: <restauro@egroups.com>
Sent: Wednesday, September 27, 2000 12:32 AM
Subject: [restauro] I° Questione ovvero : de pubblica dementia
Sul tema proposto da pascuccian ritengo che ai suggerimenti inviati
da patti non si possa aggiungere nulla "infra legis".
Nella pratica professionale, tuttavia, ci viene in soccorso una
consuetudine tipicamente italica, divenuta ultimamente quasi una
cultura, ovvero: l'abuso edilizio più o meno condonabile.
I puristi non si offendano se affermo che, in presenza della
comprovata "pubblica dementia", giudico etico il caso in cui
l'affetto per l'antica costruzione spinge il tecnico all'abuso o al
sotterfugio.
Riferendomi, quindi, al secondo suggerimento di patti
"la riduzione degli spazi abitabili, creando eventuali zone in cui
non sia prevista la permanenza di persone e quindi soggetti a diversi
standards con caratteristiche meno vincolanti" allego la
possibilità di adottare soluzioni tecnico/distributive temporanee
e quindi facilmente "REVERSIBILI" non appena si sia conseguito
l'ambito quanto demenziale timbro.
Sergio Tinè
Questo messaggio è inviato al gruppo: restauro@eGroups.com
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Sergio Tinè wrote:
>
> lo so che non è corretto rispondere con una o più domande ...
> ma un
> coordinatore eGroups ... può.
Può! Può!
> che patologie accusa la volta ?
La volta in oggetto (che è quella del vano d'angolo) in se stessa non
presenta quadri fessurativi particolarmente preoccumanti, ma quella del
vano a lato ha ceduto e quella del vano sull'altro lato direi (ad
occhio) che è già fuori curva.
In realta è la situazione complessiva che è preoccumante:
- murature a sacco con malta magra;
- volte MOLTO tese impostate su luci intorno ai 5 -6 metri prive di
cappa;
- scarsezza di catene (alcune del '700 altre ottocentesche);
- probabilmente il tetto spinge (ma la cosa per il momento non mi
riguarda);
- lesioni a macchia di leopardo sui voltini delle bucature (in facciata
e sui muri portanti interni);
Il tutto è il risultato di una ristrutturazione del 1870 su di un
fabbricato settecentesco e sopratutto non è sempre chiaro quali lesioni
siano precedenti al 1870.
In pratica (a parte la volta a lato che aveva ceduto ed è già stata
ripristinata) tutto è un po' "scarso".
Ora a fronte di una ristrutturazione (anche funzionale e distributiva)
che coinvolge una porzione significativa del fabbricato mi si richiede
di effettuare tutti gli interventi necessari per evitare ulteriori
dissesti.
Cioè vorrebbero ristrutturare gli appartamenti ma vorrebero spendere
bene i loro soldi.
> L'ampiezza del quadro fessurativo comporta necessariamente il
> consolidamento o possono risultare sufficienti delle piccole,
> semplici ed accurate reintegrazioni ?
Come dicevo sopra il quadro fessurativo della volta in oggetto non
preoccupa particolarmente (qualche lesione molto antica e le solite
cricche (cioè piccole) angolari), ma la volta vibra molto (al momento è
scaricata) e spinge troppo: migliorare le sue caratteristiche mi sembra
opportuno.
> Una cappa più o meno spessa ed armata è capace di sostere una
> volta in assenza di collegamenti invasivi all'interno della struttura ?
Distinguiamo: una cosa è sostenere una volta con un'altra struttura
(voltata o meno che sia), un'altra è integrare una volta aumentandone lo
spessore e/o modificandone la curva con una "cappa".
In entrambi i casi direi che deve essere garantito il collegamento ma a
me interessa di più il secondo caso, cioè migliorare le caratteristiche
della struttura esistente.
L'uso di fitte spillature (foratura e inghisaggio di barre di acciaio)
come indicato dalla manualistica non mi è mai piaciuto: troppo
invasivo/distruttivo e provoca delle concentrazioni di sforzo.
In genere preferisco usare collegamenti con acciaio dolce (da legature)
murato nei giunti.
Ma la migliore garanzia di adesione la cerco con una buona idratazione
della volta e l'uso di additivi aggrappanti aggiunti al cemento della
cappa (Questo sempre parlando di interventi su strutture non
monumentali: cioè edilizia con problemi di budget).
> In presenza di una sollecitazione dinamica cosa avviene
> all'interfaccia volta/cappa, come si comportano i dispositivi di
> collegamento ?
Questa è una bella domanda ma per rispondere prima dovremmo chiederci
come si comportano un due materiali separatamente durante la
sollecitazione...
Se penso come in ingegnere direi che prevale il taglio, ma le cose non
sono così semplici (o così complicate).
Butto lì qualche pensata: se si spinge la deformazione a numeri
sufficientemente grandi dovremmo trovarci di fronte ad una una flessione
della struttura e quindi un tentativo di scorrimento fra i due "strati"
della volta.
Se tale scorrimento viene contrastato da elementi metallici dovremmo
pensare al taglio; ma è noto, a noi architetti il taglio sfugge... non
ci è mai piaciuto :-)
Quindi penserei di più a come garantire l'adesione tra i due strati e
all'attrito (azioni dislocanti. superfici di separazionr etc.)
Tenderei anche a affermare che i due materiali dovrebbero essere il più
possibile omogenei nei comportamenti ma questo è proprio uno dei miei
dubbi: la muratura (della volta esistente) e una cappa in vetroresina
hanno comportamenti molto diversi.
> Fatta questa prima analisi mettiamo per un attimo sotto inchiesta le
> fibbre. (spero di potere estrarre da un file .pdf di 380 MB - gli
> atti di Firenze 2.000 - alcuni contributi sull'argomento e metterli
> nel database)
Sarebbe un'ottima cosa. Quando pensi di poterlo fare?
(Il mio tempo stringe..)
> In edilizia le fibbre consentono l'esecuzione di strutture cementizie
> molto sottili - un antico esempio: l'Eternit -
Era comunque un materiale MOLTO fragile e fino a quando non hanno
aggiunto un'armatura a fibra lunga non si è risolto il problema della
sicurezza al pedonamento,
> In relazione alle condizioni d'esercizio di ogni singolo componente
> che si va a produrre è possibile reperire un ampio parco di fibbre.
>..zot... ... ma dove e perchè ?
> Per rinforzi all'intradosso e per cerchiature si presentano
> soluzioni interessanti (non prive di difetti d'adesione) ma
> all'estradosso ?
Terrei a precisare che parlavo di fibre in matrice di resina e non
cementizia e se aveva senso applicarle su una volta in mattoni.
Questo per stringere il campo di discussione.
Comunque a riassumere quanto ho già detto nelle mail precedenti:
- necessità di realizzare un rinfianco armato in calcestruzzo
- intradosso dipinto (non a fresco) da difendere dai sali del cemento
- comodità a rinfiancare il resto con polistirolo impastato con cemento
> Attendo vostri commenti.
Anch'io!
Saluti
Bartolomeo Aimar
lo so che non è corretto rispondere con una o più domande ...
ma un
coordinatore eGroups ... può.
che patologie accusa la volta ?
L'ampiezza del quadro fessurativo comporta necessariamente il
consolidamento o possono risultare sufficienti delle piccole,
semplici ed accurate reintegrazioni ?
Una cappa più o meno spessa ed armata è capace di sostere una
volta
in assenza di collegamenti invasivi all'interno della struttura ?
In presenza di una sollecitazione dinamica cosa avviene
all'interfaccia volta/cappa, come si comportano i dispositivi di
collegamento ?
Fatta questa prima analisi mettiamo per un attimo sotto inchiesta le
fibbre. (spero di potere estrarre da un file .pdf di 380 MB - gli
atti di Firenze 2.000 - alcuni contributi sull'argomento e metterli
nel database)
In edilizia le fibbre consentono l'esecuzione di strutture cementizie
molto sottili - un antico esempio: l'Eternit -
In relazione alle condizioni d'esercizio di ogni singolo componente
che si va a produrre è possibile reperire un ampio parco di fibbre.
Chi più ne ha .. più ne metta ... ma dove e perchè ?
Per rinforzi all'intradosso e per cerchiature si presentano
soluzioni interessanti (non prive di difetti d'adesione) ma
all'estradosso ?
Attendo vostri commenti.
Sergio Tinè
Sul tema proposto da pascuccian ritengo che ai suggerimenti inviati
da patti non si possa aggiungere nulla "infra legis".
Nella pratica professionale, tuttavia, ci viene in soccorso una
consuetudine tipicamente italica, divenuta ultimamente quasi una
cultura, ovvero: l'abuso edilizio più o meno condonabile.
I puristi non si offendano se affermo che, in presenza della
comprovata "pubblica dementia", giudico etico il caso in cui
l'affetto per l'antica costruzione spinge il tecnico all'abuso o al
sotterfugio.
Riferendomi, quindi, al secondo suggerimento di patti
"la riduzione degli spazi abitabili, creando eventuali zone in cui
non sia prevista la permanenza di persone e quindi soggetti a diversi
standards con caratteristiche meno vincolanti" allego la
possibilità di adottare soluzioni tecnico/distributive temporanee
e quindi facilmente "REVERSIBILI" non appena si sia conseguito
l'ambito quanto demenziale timbro.
Sergio Tinè
Al ritorno dal (deludente) congresso di Firenze (fortunati gli
assenti ..)trovo una bella sorpresa : tanti bei temi da dibattere !
Datemi un attimo di tempo (sono appena arrivato ..!)ed intervengo nel
dibattito; trovo infatti molti temi pungolanti.
Complimenti ai promotori !
Sergio Tinè
> Arch NicolòSciacca wrote:
> recentemente mi sono imbattuto in un problema molto simile, quando ho
> dovuto provvedere al progetto per il consolidamento di una volta a
> crociera in una chiesa sconsacrata del 1400 Chiesa dell'Itriella a
> Marsala.
Interessante!
Ma la volta supporta un piano di calpestio o è soltanto un sottotetto?
Lo chiedo perchè i requisiti di prestazione della struttura cambiano a
seconda se la volta è caricata oppure nò.
> La scelta progettuale è stata molto difficile, e sui risultati te ne
> darò notizie quando si andrà alla fase esecutiva,
Le leggerò volentieri, ma qualche anticipazione mi farebbe gola.
(Su questa lista si può postare con allegati?)
> in ogni caso ho deciso di intervenire con una cappa armata sull'estradosso
realizzata
> con legante idraulico pozzolanico, ossidi di silicio e fibre di
> polivinilalcool ( RUREWALL PVA TX) della Ruredil.
Grazie per l'indicazione.
Ho guardato sul catologo le caratteristiche del prodotto che hai
indicato e mi sembra che complessivamente siano buone.
Comunque si tratta di una malta fibrorinforzata della quale non sono
quantificate le carettistiche di resistenza a trazione.
Se si tratta di una volta che non sospetta sulla curve e la cui spinta
orizzontale viene verificata e risolta altrimenti (credo sia il caso
della tua chiesa quattrocentesca), ritengo si tratti di un'ottima
soluzione.
Una cappa aumenta sempre lo spessore complessivo della struttura e se le
sue caratteristiche meccaniche sono simili a quelle del materiale
sottostante si ottengono dei sicuri benefici.
> Il sistema propone di agganciare i conci della volta con una struttura
Ma non credo possa operare in questo modo.
Una cappa non armata con fibre lunghe, e priva di una resistenza
caratteristica a trazione non può essere considerata una "struttura" a
se stante.
La tua cappa è invece un miglioramento della volta sottostante e della
quale diventa parte integrante, se è - come credo -
> .... abbastanza elastica da non impedire i movimenti e gli
> abbassamenti naturali della volta e nello stesso tempo di scaricare
> le pressioni ai muri d'ambito.
Ti consente di migliorare la forma della volta (della serie se stava su
prima...) e di migliorare le caretteristiche meccaniche della struttura.
In questi casi io ho sempre usato una malta composta di calce idraulica
desalificata (tradifarge) e grassello. Quando non ero tranquillo
aggiungevo rete da polli in acciaio inox.
Certamente questa malta ha caretteristiche migliori.
> Da sconsigliare assolutamente l'uso di cemento e rete elettrosaldata
> troppo rigido.
Non è detto! E' un fatto di quantità e situazione (come per le medicine
e i veleni :-))
Se vi sono problemi di budget e niente affreschi al di sotto, l'uso del
cemento può essere accettabile.
Naturalmente bisogna usare reti in ferro dolce di ridotta sezione (sono
arrivato ad usare reti da polli 4 x 4 cm, filo ø 2 mm in doppio e triplo
strato). Questo consente di mantenere la cappa con spessori di 4 - 5 cm,
salvo dove ocorra ridare forma (chissà quel terzo medio dove passa).
Alla malta (inerte di piccola sezione) tendo poi ad aggiungere forti
quantità di lattice il quale, oltre a migliorare l'adesione, spero
sempre modifichi il modulo elastico in modo sensibile (qualcuno sa
qualcosa in merito?).
> I muri d'ambito, in ogni caso, andranno verificati a pressoflessione,
> anche se i carichi sono rimasti inalterati o quasi .
Questo è proprio quello che nel mio caso specifico non posso fare: muri
orrendi a sacco e catene estradossali in posizioni non ottimali.
Per questo diventa indispensabile realizzare un rinfianchino armato che
possa "cerchiare" la volta (in realtà la volta è quadrata e il travetto
deve quindi lavorare a flessione) e portare le spinte laterali dove
posso contrastarle.
Il travetto/cordolo/rinfianco non vedo cme realizzarlo altrimenti che in
C.A., ma sono aperto a suggerimenti.
> Spero di esserti stato utile
Certamente! E se replichi continuando la discussione sarai ancora più
utile.
Se poi ci fai sapere qualcosa di più sulla tua chiesa credo la lista sia
interessata!
Caio
Bartolomeo Aimar
Patrizia Bongiovanni wrote:
>
> la tua domanda mi interessa molto.. anche perchè non conosco la tecnica
> potresti darne una breve descrizione...
Non so se esite una "tecnica specifica"; è un'idea che mi è venuta ma
non vorrei appunto inventare l'acqua calda e rischiare anche di
scottarmi.
I materiali compositi sono stati spesso usati per risolvere problemi
legati al restauro.
Ho sentito parlare di fibre di carbonio con funzione strutturale, ma
credo usate nel calcestruzzo come matrice.
La stratificazione di fibre in matrici di resina come protezione prima
di procedere a successivi interventi è usata per il consolidamento di
solai lignei.
Barre di fibra di vetro e resina sono usate per consolidare travi in
legno.
Ma personalmente non ho mai visto/letto di usi strutturali di resina
poliestere e fibra di vetro in accoppiamento a una muratura.
Ritengo di avere una buona esperienza nei consolidamenti, ma ho sempre
usato i materiali classici dell'edilizia; adesso avrei buone ragioni per
utilizzare materiali alternativi, ma dei quali ho poca esperienza e
quella poca al di fuori de'edilizia.
In sostanza pensavo di realizzare una cappa estradossale in resina
poliestere e fibre di vetro da usare in sostituzione dellla classica
cappa in malta armata con rete.
Il difetto è che difficilmente potrò andare oltre 1,5 cm di spessore,
contro i 4 -6 cm di una malta. (Questo certamente non mi aiuta a
contenere la curva delle pressioni all'inteno del terzo medio).
Per contro la sua capacità di resistenza a flessione e taglio, anche su
quegli spessori, dovrebbe essere migliore.
L'elasticità dovrebbe essere ottima, anzi probabilmente troppa rispetto
al materiale sottostante!
L'adesione dl guscio alla volta sottostante dovrebbe essere buona,
mentre sono preoccupato dall'adesione del calcestruzzo sopra la resina
catalizzata, che pari a zero.
La barriera al vapore inserita in qualla posizione potrebbe creare
problemi in determinarte situazioni....
Ecco in ordine sparso le mie perplessità.
> o dei riferimenti?
Appunto quelli che chiedevo anch'io.
Bartolomeo Aimar
recentemente mi sono imbattuto in un problema molto simile, quando ho dovuto provvedere al progetto per il consolidamento di una volta a crociera in una chiesa sconsacrata del 1400 Chiesa dell'Itriella a Marsala.
La scelta progettuale è stata molto difficile, e sui risultati te ne darò notizie quando si andrà alla fase esecutiva, in ogni caso ho deciso di intervenire con una cappa armata sull'estradosso realizzata con legante idraulico pozzolanico, ossidi di silicio e fibre di polivinilalcool ( RUREWALL PVA TX) della Ruredil.
Il sistema propone di agganciare i conci della volta con una struttura che sia abbastanza elastica da non impedire i movimenti e gli abbassamenti naturali della volta e nello stesso tempo di scaricare le pressioni ai muri d'ambito.
Da sconsigliare assolutamente l'uso di cemento e rete elettrosaldata troppo rigido.
I muri d'ambito, in ogni caso, andranno verificati a pressoflessione, anche se i carichi sono rimasti inalterati o quasi .
la tua domanda mi interessa molto.. anche perchè non conosco la tecnica
potresti darne una breve descrizione o dei riferimenti?
grazie
patti
----- Original Message -----
From: Bartolomeo Aimar <b.aimar@...>
To: <restauro@egroups.com>
Sent: Monday, September 18, 2000 7:00 PM
Subject: [restauro] Consolidamento di Volte con materiali compositi
> Salve a tutti!
>
>
> Ho un problema di consolidamento di una volta a padiglione piuttosto
> tesa.
> L'intradosso è dipinto a tempera e vorrei quindi evitare cemento e acqua
> sull'intradosso.
>
> Mi era venuto in mente di realizzare un guscio di fibra di vetro in
> matrice poliestere (ho scartato la il carbonio/epossidica per problemi
> di budget).
>
> Qualcuno ha esperienza o sa di esperienze (felici o infelici) di
> consolidamenti estradossali realizzati con questi materiali?
>
>
> Un grazie anticipato.
>
>
> Bartolomeo Aimar
>
>
> --
>
> -----------------------------------------------
> Bartolomeo Aimar architetto
> via Sant'Anselmo 27
> 10125 Torino (Italy)
> tel./fax: +39 011 6690773
> e-mail: b.aimar@...
> -----------------------------------------------
>
> Questo messaggio è inviato al gruppo: restauro@eGroups.com
>
> Per annullare la tua sottoscrizione manda un messaggio VUOTO a:
> restauro-unsubscribe@eGroups.com
>
Dovendo scrivere una relazione sulle problematiche inerenti
l'utilizzo dei nuovi materiali nel restauro (problemi di
compatibilità con l'antico, rispetto dei principi espressi dalle
carte del restauro...) qualcuno mi saprebbe indicare qualche fonte
bibliografica attinente?
grazie
Lucia
Salve a tutti!
Ho un problema di consolidamento di una volta a padiglione piuttosto
tesa.
L'intradosso è dipinto a tempera e vorrei quindi evitare cemento e acqua
sull'intradosso.
Mi era venuto in mente di realizzare un guscio di fibra di vetro in
matrice poliestere (ho scartato la il carbonio/epossidica per problemi
di budget).
Qualcuno ha esperienza o sa di esperienze (felici o infelici) di
consolidamenti estradossali realizzati con questi materiali?
Un grazie anticipato.
Bartolomeo Aimar
--
-----------------------------------------------
Bartolomeo Aimar architetto
via Sant'Anselmo 27
10125 Torino (Italy)
tel./fax: +39 011 6690773
e-mail: b.aimar@...
-----------------------------------------------
> pascuccisan wrote:
>
> A questo punto arriva il problema, per garantire l'abitabilità dei locali
dovrei aumentare le
> dimensioni delle aperture,
Assolutamente nò! Neanche se mancasse il vincolo.
> a causa del rapporto sup. finestrata/ sup.
> vano pari a 1/10 il quale sale ad 1/12 in caso di maggazzino chiuso
> per ricovero attrezzi,
Quest'ultima è un po' pesante!
> questo secondo le norme di progettazione del comune.
Se intendi un Reg. Edilizio e/o d'igiene ritengo che debba esistere una
deroga.
Se la deroga non c'è questa sarebbe l'occasione giusta per sollecitarla.
Saluti
Bartolomeo Aimar
--
-----------------------------------------------
Bartolomeo Aimar architetto
via Sant'Anselmo 27
10125 Torino (Italy)
tel./fax: +39 011 6690773
e-mail: b.aimar@...
-----------------------------------------------
il primo è la verifica in cui il regolamento edilizio comunale possa concedere la deroga, proprio in quanto bene vincolato, grazie, magari, ad un progetto di restauro e al ripristino delle destinazioni d'uso originarie ( non è raro purtroppo vedere saloni ottocenteschi divisi in stanzette....con muri o altre superfetazioni che intercettano decorazioni ed affreschi...)
la seconda è la riduzione degli spazi abitabili, creando eventuali zone in cui non sia prevista la permanenza di persone e quindi soggetti a diversi standards con caratteristiche meno vincolanti
ho un quesito di carattere tecnico da porvi. Sono alle prese con un progetto (per un esame) di restauro di un palazzo cinquecentesco. L'edificio in questione si sviluppa su tre livelli: piano terra adibito a cantine e maggazzini, il piano nobile, ed un piano certamente impiegato nell'allevamento del baco da seta.
La mia prima intenzione è quella di lasciare la destinazione d'uso del piano nobile a residenza e il piano terra in parte a residenza e in parte ad uso commerciale e/o artigianale. A questo punto arriva il problema, per garantire l'abitabilità dei locali dovrei aumentare le dimensioni delle aperture, a causa del rapporto sup. finestrata/ sup. vano pari a 1/10 il quale sale ad 1/12 in caso di maggazzino chiuso per ricovero attrezzi, questo secondo le norme di progettazione del comune. Dato che non posso toccare i vuoti in quanto il bene è tutelato e devo farlo se voglio renderlo abitabile secondo gli standards attuali, come posso fare?
Spero in una vostra risposta
Grazie a tutti,
Pasquale
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ho un quesito di carattere tecnico da porvi. Sono alle prese con un progetto (per un esame) di restauro di un palazzo cinquecentesco. L'edificio in questione si sviluppa su tre livelli: piano terra adibito a cantine e maggazzini, il piano nobile, ed un piano certamente impiegato nell'allevamento del baco da seta.
La mia prima intenzione è quella di lasciare la destinazione d'uso del piano nobile a residenza e il piano terra in parte a residenza e in parte ad uso commerciale e/o artigianale. A questo punto arriva il problema, per garantire l'abitabilità dei locali dovrei aumentare le dimensioni delle aperture, a causa del rapporto sup. finestrata/ sup. vano pari a 1/10 il quale sale ad 1/12 in caso di maggazzino chiuso per ricovero attrezzi, questo secondo le norme di progettazione del comune. Dato che non posso toccare i vuoti in quanto il bene è tutelato e devo farlo se voglio renderlo abitabile secondo gli standards attuali, come posso fare?
In un precedente messaggio vi avevo dato appuntamento per un
eventuale incontro al congresso di Firenze.
Devo, purtroppo, avvertirvi che l'ingresso è riservato solo agli
iscritti al congresso (leggi £ 1.200.000 - per studenti e
dottorandi £ 650.000).
Vi invio questa comunicazione al fine di evitare una inutile
trasferta a quanti non sono interessati a seguire l'intero congresso.
Troveremo altre occasioni.
Sergio Tinè
Si è recentemente concluso a Venezia il 9° Congresso
Internazionale
sul Deterioramento e sulla Conservazione della Pietra (Venezia, 19-24
Giugno 2000). Il Congresso ha fatto il punto della situazione nel
settore della
Conservazione e il Restauro dei Monumenti attraverso i seguenti temi:
1. Il degrado della pietra: cause, meccanismi e monitoraggio
2. Fattori esterni di degrado: influenze ambientali sul degrado della
pietra
3. Danni biologici sul materiale lapideo
4. Metodi e tecniche di indagini di laboratorio
5. Valutazione in situ del degrado
6. La conservazione della pietra: prodotti e metodi di trattamento
7. Conservazione del patrimonio culturale: casi di studio
E' attualmente disponibile la pubblicazione delle comunicazioni che
sono state presentate al congresso. I lavori, circa 170, sono
raccolti in due volumi per un totale di 1600 pagine, i testi delle
relazioni sono in inglese e la pubblicazione è stata affidata alla
casa editrice Elsevier di Amsterdam.
Per chi è interessato all'acquisto degli atti è ancora
possibile
ordinarli presso la Segreteria Organizzativa del Congresso
utilizzando il buono d'ordine che trovate come allegato.
Sergio Tinè
BUONO D'ORDINE
Desidero acquistare n. ........ copie degli atti del 9th
International Congress on Deterioration and Conservation of Stone,
che si è tenuto a Venezia dal 19 al 24 Giugno 2000.
Il costo di una copia dei due volumi degli atti è di L. 250.000.
il buono d'ordine va inviato a :
Istituto Veneto per i Beni Culturali
San Polo 2454/a
30125 Venezia
tel. 041 714603/5093056 fax. 041 714603/5093103
il pagamento è effettuato da:
nome .................................................................
...............................................
cognome ..............................................................
............................................
indirizzo.............................................................
..............................................
P.IVA ...............................................................
..............................................
Il pagamento verrà effettuato tramite:
bonifico bancario
Banca Nazionale del Lavoro San Marco 1118/1121 Venezia
ABI 1005 CAB 2000 n. conto 28525 BNLIIT2V
assegno inviato con il buono d'ordine
pagamento in contrassegno
I volumi vanno inviati a :
nome..................................................................
...............................................
cognome...............................................................
............................................
indirizzo.............................................................
..............................................
LA CHIMICA DEI BENI CULTURALI 4-5 Ottobre 2000
l'ambiente, la diagnostica, la conservazione
Urbino, Aula Clemente XI
Via Timoteo Viti, 12
La Facoltà di Scienze Ambientali della Libera Università degli
Studi
di Urbino, unitamente alla Divisione di Chimica Ambientale della
Società Chimica Italiana, promuove nei giorni 4 e 5 ottobre 2000
una
Conferenza Organizzativa dal titolo "La Chimica dei Beni Culturali:
l'Ambiente, la Diagnostica, la Conservazione".
Il termine per l'invio dei riassunti e per le iscrizioni è stato
fissato al 1° Settembre 2000.
Ulteriori informazioni sulla Conferenza e sulle iscrizioni on-line le
puoi trovare al seguente indirizzo:
http://www.uniurb.it/SA/bencult.htm
Sergio Tinè
Ho inserito i seguenti database
Libri I - Restauro Teorie
Libri II - Restauro Architettonico
Libri III - Restauro Artistico
libri IV - Restauro Urbano
Il Database "Pubblicazioni" verrà riservato esclusivamente alle riviste.
Chi ha inserito le pubblicazioni è pregato di spostarle nelle nuove
categorie.
Grazie
Sergio Tinè
Collaborare .. magica parola.
I modi sono tanti, forse anche troppi!
Internet è un "guazzabuglio" di informazione e disinformazione; occorre
mettere ordine, limitatamente al proprio ambito d'interesse.
Come ho confessato ad altri iscritti il primo "imput" per la creazione
del gruppo è stato cooptare l'esclusiva del nome.. Gruppo restauro.
Ben poca cosa, ne sono cosciente e lo confesso.
Formato il gruppo, Virgilio permettendo(vedi messaggio n.8), la mia
intenzione sarebbe quella di:
- fornire un servizio "Link" ai siti che, al di là delle pubblicità
aziendali, offrono un contributo tecnico e culturale in materia di
restauro;
- aggiornare un "calendario" sugli appuntamenti più rilevanti (fiere,
convegni,iniziative varie);
- creare un "database" tecnico su materiali e tecniche;
- utilizzare i 20 mega di spazio disponibile per fornire documenti (per
esempio le introvabili Normal);
- consentire lo scambio di esperienze (come avviene in alcuni forum di
HTML, applet, ecc.) dove possa essere attivo anche un efficiente
servizio di "help" tecnico fra gli iscritti;
- ecc. ecc. ecc.
Il cosa fare è tanto; ma anche l'impegno per attuarlo.
Colgo, quindi, l'occasione offertami dalla domanda di Nicola (che
ringrazio) per aprire la discussione sul come organizzarsi.
Sergio Tinè