Ciao sono Mariateresa,a luglio mi sono laurata in storia e tutela
dei beni artistici a Firenze.Sono napoletana e il mio sogno è quello
di diventare una restauratrice(anche se mi sto un pò avvilendo),in
particolare nel settore dei materiali lapidei...insomma vorrei
imparare a "riparare l'arte"!!Di teoria e storia del restauro ne so
a iosa...ma vorrei fare qualcosa di pratico!qualcuno mi può dare
qualche dritta su qualche master o scuola di specializzazione, o
anche qualche restauratore disposto a prendere sotto la sua ala una
giovane curiosa??scarterei tutte quelle scuole private come Palazzo
Spinelli e co...che chiedono un monte di soldi ma che credo servino
a poco!grazie
grazie atutti per i consigli e arisentirci al
prossimo dubbio!
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Oggetto: Re: [Gruppo Restauro] Re: prodotti sverniciatura
> su intonaco del 1800 si sono stratificati diversi micron di pitture
acriliche , che in molte zone vengono via facilmente , in altre è piu'
resistente.
> Mi è stata sconsigliata la microsabbiature per non rovinare l'intonaco, non mi
rimane allora che usare prodotti chimici. > Luca
>
> ----------------------------------------------------------------------
Salve - ho seguito la conversazione - se può esservi utile, la Westox autraliana
ha un prodotto sverniciante chiamato DLam 20 che è stato formulato per questo
scopo, senza solventi. Agisce soltanto su vernici moderne sintetiche lasciando
inatta la calce (o la tempera). Il grande vantaggio che ha è che non scioglie la
vernice: disintegra i suoi collegamenti molecolari, cioè la polverizza. Si può
adirittura dosare per togliere uno strato alla volta, ad es per legni antichi
riverniciati. Perciò il substrato non viene inquinato.
DLam20 non è in commercio in Italia, puoi vederne le caratteristiche sul sito
www.westox.com in inglese. Se non trovi altro, forse ne ho un chilo o due di
campione da qualche parte qui in Italia. Cordiali saluti da
Ing. Edgardo Pinto Guerra
Westox Cocoon
www.mangiasali.it
Tel: 348 705 7354
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WebMail Tele2 http://www.tele2.it
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Grazie Cecilia, anticipatamente , per la risposta:
su intonaco del 1800 si sono stratificati diversi micron di pitture acriliche ,
che in molte zone vengono via facilmente , in altre è piu' resistente.
Mi è stata sconsigliata la microsabbiature per non rovinare l'intonaco, non mi
rimane allora che usare prodotti chimici.
Grazie
Luca
Cecilia Sodano <c.sodano@...> wrote:
Luca wrote:
Chi puo' aiutarmi a trovare prodotti per sverniciare strati di
vernice su intonaco?
Che tipo di materiale devi togliere dall'intonaco, che tipo di vernice?
Senza saperlo è difficile rispondere.
Facci sapere
Cecilia
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[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Luca wrote:
Chi puo' aiutarmi a trovare prodotti per sverniciare strati di
vernice su intonaco?
Che tipo di materiale devi togliere dall'intonaco, che tipo di vernice?
Senza saperlo è difficile rispondere.
Facci sapere
Cecilia
Chi puo' aiutarmi a trovare prodotti per sverniciare strati di
vernice su intonaco?
Prevedo che la microsabbiatura non sia indicata per questo tipo di
lavoro.
Chi conosce una voce di elenco prezzi ?
grazie da
luca
Ciao a tutti!
Mi chiamo Ewa, sono polacca, da poco tempo abito in Italia. Sono laureata in
restauro e conservazione della pittura (tela, tavola, dipinti murali) e scultura
policroma al Università Niccolò Copernico di Torun, Polonia. Prima di arrivare
in Italia ho lavorato tanto su restauro di affreschi e tele. Purtroppo adesso, a
causa della mia pressoché nulla conoscenza dell’ambiente italiano del restauro,
temo che vada perduta buona parte delle capacità di restauro acquisite nei sette
anni di studio e lavoro.
Trovo molto interessanti discussioni sul questa mailing list, mi fanno sentire
ancora vicino lavoro del restauratore, mia vera passione. Vorrei dividere le mie
conoscenze e imparare le cose nuove, specialmente sul campo di restauro di
dipinti, anche perché ho notato, che in Italia si usa le tecniche i materiali
diversi di queste che conosco io.
A presto!
Ewa
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[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Devo effettuare il rilievo del colore di una facciata, ho visto che tra i metodi
che garantiscono un linguaggio a livello internazionale c'è il sistema NCS
(Natural Color System) www.ncscolor.com .
Qualcuno ha le scansioni o i link dei triangoli e dei cerchi utili per applicare
questo medoto?
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
ciao ciao,
mi presento a tutti: sono Francesca, nata e vissuta a Matera fino a quando ho
deciso, due anni fa, di entrare nel mondo del restauro! e che mondo! ho
conosciuto le tele, le opere lignee, cornici e oggetti dorati, stucchi
e....quest'anno ho avuto il piacere di conoscere anche affreschi, marmi e finti
marmi! frequento una scuola di Roma che mi ha permesso di avere esperienze
dirette con queste opere d'arte! l'esperienza in cantiere si sta rivelando molto
eccitante!Però mi rendo conto che fare questa vita non è facile! vero? Mi
farebbe molto piacere confrontarmi con chi ha più esperienza di me, spero di
poter contattare tutti voi molto presto!!! ciao ciao ciao
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[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Ciao Dario,
No, non sono italiana ma croata. Ma ho imparato prima a parlare l'italiano che
il croato. E poi', ho studiato a Venezia per cui mi trovo meglio a parlare del
lavoro in un sito italiano. Per non menzionare che in croazia sul restauro c'e'
pochissimo, di siti o forum non ne parliamo neanche.
Comunque, i mosaici di cui parlavo si trovano in un sito vicino alla citta' di
Pola in Istria. Be, a quanto ho sentito poco tempo fa, il museo archeologico
dell'Istria dovrebbe iniziare una collaborazione con un istituto che avra' sede
a Ravenna. In particolar modo per quanto riguarda aiuti tipo consigli e
consultazioni in fatto di restauro musivo. Sai, in croazia a quanto so non
esiste un unica persona che sia restauratore di mosaici. Di solito ci si
arrangia, solo che ci si arrangia facendo strappi inutili e usando cemento di
qua e di la. Io, almeno dove posso, vorrei tentare di cambiare questo modo di
vedere le cose, ma non e' facile. Invece, quando dico che ho chiesto consiglio a
persone che lavorano con i mosaici, i superiori gia' non hanno il coraggio di
obbligarmi a fare qualcosa. Ti dico solo che all'inizio la responsabile del sito
aveva in mente qualcosa tipo "strappo di massa" di piu' o meno 11 mosaici! Per
fortuna non e' andata cosi' :-)
OK, OK, qui siamo a sfogo in corso per cui la smetto :-)
Grazie ancora, ci sentiamo.
Deni
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Messaggio del moderatore:
Deni ho corretto il titolo del messaggio !
ciao a tutti,
sto cercando informazioni sulla tecnica di risarcimento di strappi e
lacerazioni,
relativamente ai dipinti su tela, condotta con ago e filo chirurgico. la
tecnica è stata proposta nel progetto di restauro del "nano morgante" del
Bronzino ed è stata pubblica su un numero di OPD da Buzzegoli. In questo
caso però si trattava del solo ritensionamento dei lembi della lacuna. Ora
in pubblicazioni italiane non ho trovato nulla di più, ma sò che la tecnica
è usata in olanda su dipinti contemporanei.
potete aiutarmi? tra i restauratori di dipinti presenti, qualcuno ha forse
usato questa tecnica, o può indicarmi una bibliografia?
grazie, e a presto
jole marcuccio
Ciao a tutti i componnti del gruppo. Mi chiamo Isabel Adrover, sono
restauratrice di dipinti in Spagna. Il mio ambito di ricerca è il restauro di
pitture contemporanee. In practica è da poco tempo che ho iniziato ad
approfonfire questa temàtica, è per questo che me piacerebbe scambiare
informazioni ed esperienze. Sono disponibili per informazioni io possa fornirvi.
Un saluto a tutti e a presto. Isabel Adrover
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
davvero lieto di averti aiutato, non preoccupatri,e non credo davvero tu lo
faccia, le cose fatte per bene nel tempo si fanno valere - o meglio, tutti i
nodi vengono al pettine - ma tu sei italiana?
quando hai bisogno di una mano sono sempre presente , sperando di risponderti
più tempestivamente, dario
Cari amici chiedo il Vs aiuto!
Da tempo mi sto occupando di alcuni manufatti idraulici che si trovano in
Valdichiana e della storia di questo territorio interessata dal fiume "clanis".
Di recente però so che è stata fatta un'importante scoperta riguardante i
resti di un porto romano in località Paliano (Orvieto) di cui ho inserito una
foto.Dico di recente xchè i resti sono venuti alla luce la stagione scorsa
durante un diserbo della zona, ma ahimè non so altro.
Chiedo a tutti voi se avete noizie in merito a questa scoperta e consigli su
come mi posso muovere per trovare informazioni storiche sul manufatto poichè
quelli studiati finora come periodo erano XV-XIX sec. quindi "più recenti".
Grazie a tutti
Rossana
Ciao a tutti,
sono Esterina Marino, laureata un anno fa a Torino in architettura, con una tesi
sulla terra cruda in Burkina Faso.
Adesso mi sono trasferita a Lecce e sto seguendo un master isufi per
"ricercatori esperti nel settore dei beni culturali". In sostanza stiamo
studiando le tecnologie chimico-fisiche, nucleari, informatiche ed ottiche
applicabili, appunto, ai beni culturali. Nei prossimi mesi saro' impegnata in
uno stage in cui approfondiro' le tecnologie chimico-fisiche, dovrei pensare ad
un progetto da portare avanti.... qualcuno ha consigli?
saluti, esterina
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[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Ciao a tutti, ed in particolare a Dario e Francesca,
Vi ringrazio molto dei consigli, sono veramente molto felice di sapere che c'e'
sempre gente pronta a dare una mano qundo c'e' n'e' bisogno :)
Per ora i lavori sono finiti e non so quando se ne riparlera'. Comunque seguendo
i vostri consigli e con le conoscenze che avevo penso alla fine sia stato un
buon lavoro.
Io avevo pensato alla soluzione con i cuscini di rete e sabbia, ma mi sa che i
responsabili del sito mi avrebbero sbranata viva se rallentavo anche di due
minuti i lavori, per non parlare del sempre presente problema del "chi paga". :)
Non e' sempre possibile fare il meglio, ma comunque sono contenta del lavoro. Se
non altro ho vinto la mia lotta contro l'uso del cemento, e credetemi che in
Croazia non e' cosi semplice ed ovvio come puo' sembrare in Italia, ho dovuto
litigare e anche sorbirmi delle sgridate. Ma, chi se ne frega, alla fine ho
vinto io :)
Comuque, vi ringrazio moltissimo e auguro a tutti un buon lavoro
Jeni
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[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Benvenuto Bartolo,
da poco sono anch'io iscritta a questo gruppo: le discussioni sono davvero
costruttive!
ciao
Simona Sajeva
>From: Bartolo Megna <megna@...>
>Reply-To: restauro@yahoogroups.com
>To: restauro@yahoogroups.com
>Subject: [Gruppo Restauro] presentazione
>Date: Sun, 28 Nov 2004 12:44:12 +0100
>
>
>Ciao a tutti
>io sono un neo iscritto della ML sul legno e mi presento, seguendo l'invito
>del moderatore.
>Mi chiamo Bartolo Megna, sono un ingegnere chimico, e ho fato prima la tesi
>di laurea e poi il dottorato di ricerca sul restauro del legno.
>In ambito dottorato mi sono occupato dei materiali per il restauro e
>preciso subito che il mio tipo di ricerca era volto ad un aspetto poco
>pratico del restauro, però ovviamente ho studiato parecchio il problema.
>Attualmente attendo una borsa di studio sul tema dele analisi chimiche
>applicate ai beni culturali, e insegno chimica e tecnologia dei materiali
>per il restauro alla facoltà di architettura con un contratto di docenza.
>Mi sono occupato anche di aspetti strutturali (marginalmente) e di
>conservazione di materiali lapidei (in particolare analisi del degrado).
>Spero di partecipare proficuamente alla mailing list
>Bartolo
>
>
>
>
Ciao a tutti
io sono un neo iscritto della ML sul legno e mi presento, seguendo l'invito
del moderatore.
Mi chiamo Bartolo Megna, sono un ingegnere chimico, e ho fato prima la tesi
di laurea e poi il dottorato di ricerca sul restauro del legno.
In ambito dottorato mi sono occupato dei materiali per il restauro e
preciso subito che il mio tipo di ricerca era volto ad un aspetto poco
pratico del restauro, però ovviamente ho studiato parecchio il problema.
Attualmente attendo una borsa di studio sul tema dele analisi chimiche
applicate ai beni culturali, e insegno chimica e tecnologia dei materiali
per il restauro alla facoltà di architettura con un contratto di docenza.
Mi sono occupato anche di aspetti strutturali (marginalmente) e di
conservazione di materiali lapidei (in particolare analisi del degrado).
Spero di partecipare proficuamente alla mailing list
Bartolo
Nella mia tesi mi sono imbattuto nel restauro di alcuni affreschi, potreste
darmi qualche riferimento bibliografico o link dove scaricare della
documentazione visto che questo argomento non l'ho mai trattato nei corsi di
restuaro che ho seguito
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Salve ,
per quanto riguarda l’impiego del laser sugli affreschi posso confermarne
l’impiego avendolo già testato.
Il laser va bene per descialbare gli affreschi perché garantisce “la
conservazione del colore originale (lucentezza, consistenza, brillantezza)”
Tuttavia vorrei precisare che si sta sempre utilizzando radiazione su
materiali che potrebbero rispondere in maniera differente, mi spiego il
funzionamento del laser nel processo di interazione è garantito
dall’assorbimento degli strati superficiali del materiale da ablare.
Quanto superficiale?
Che tipo di interazione?
Che tipo di assorbimento?
Cosa succede alla radiazione assorbita? E al materiale che l’ha assorbita?
Le risposta è molto complessa a queste domande pertanto, il laser è un
ottimo strumento che deve integrare le tecnologie tradizionali… ma deve
essere accompagnato anche da un “nuovo” operatore che deve integrare le
conoscenze/abilità tradizionali.
L’acquisto del laser non garantisce l’acquisto delle competenze e delle
tecniche per utilizzarlo, occorre expertise .
Ci sono diversi laser sul mercato per DIVERSE applicazioni di Restauro, NON
ESISTE IL LASER UNIVERSALE !!
I pigmenti rispondono in maniera differente alla radiazione, e una volta
alterati da questa possono cambiarne non solo la colorazione ma anche lo
stato chimico!
Pertanto consiglio di effettuare saggi, ma con personale esperto
nell’utilizzo di tale tecnologia che nella sua semplicità di utilizzo
nasconde la complessità di risultati, che riconosca anche il limite della
tecnologia e non che lo voglia applicare sempre!
Personalmente sono un promotore dell’utilizzo del laser in diversi campi,
soprattutto nel restauro, e ho risposto in questa maniera poiché ho
approfondito nel campo dei beni culturali, il meccanismo di ablazione laser,
teorico e pratico, nella mia tesi di laurea in fisica.
Saluti
Edoardo
_____
Da: studio arte [mailto:giorgio@...]
Inviato: giovedì 18 novembre 2004 19.28
A: restauro@yahoogroups.com
Oggetto: R: [Gruppo Restauro] restauro dipinti su tela
Benvenuta Paola,
gioie e dolori... dici bene
a presto giorgio
p.s. hai mai usato il laser per di scialbo di affreschi?
-----Messaggio originale-----
Da: Paola Lupo [mailto:paolalupo@...]
Inviato: mercoledì 17 novembre 2004 17.28
A: restauro@yahoogroups.com
Oggetto: Re: [Gruppo Restauro] restauro dipinti su tela
Ciao Giorgio,
Sono Paola,anch'io sono una restauratrice di dipinti
(tele,affreschi,sculture lignee,stucchi) e sarei felice di condividere
con voi "gioie e dolori" del mio lavoro.....
Ho lavorato per parecchi anni in Toscana (Versilia) e da qualche anno
sono tornata in Sicilia (Caltanissetta),dove ho
aperto la mia piccola ditta e relativo laboratorio.....
Condividere ed approfondire insieme le nostre conoscenze mi sembra un
ottimo invito........
Spero di leggere presto i vostri messaggi.
Paola.
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Buona serata a tutti,
Volevo segnalare al gruppo che anche io sarò presente alla Fiera dei
Beni e delle Attività Culturali che si terrà a Venezia al Terminal
Passeggeri il prossimo fine settimana. Se qualcuno dei “compagni di
viaggio del web” ha piacere di conoscermi e di scambiare quattro
chiacchiere di persona mi può trovare allo stand dell’Università Cà
Foscari di Venezia, nella sezione dedicata al corso di Laurea in Scienze
e Tecnologie Chimiche per la Conservazione ed il Restauro, Venerdi 26
nel pomeriggio e Domenica 28 per tutta la giornata. Personalmente mi
farebbe molto piacere.
Cordialmente
Rossella Croce
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Approfitto di questo spazio per segnalare a quanti eventualmente
interessati all'indirizzo della Conservazione architettonica, di cui
la Docenza della Scuola di Specializzazione milanese citata è stata ed
è tuttora la prima e principale animatrice, le riviste specializzate
"Tema - Tempo Materia Architettura" (nonostante le vicissitudini
editoriali probabilmente tuttora edita da UTET Periodici) e "'ANAΓKH",
edita da Alinea. Per ulteriori approfondimenti sul cantiere di
restauro in generale e anche in riferimento alla tematica conservativa
segnalo la rivista "Recupero e Conservazione", edita de Lettera.
Sempre di Alinea Editrice segnalo inoltre i validi testi della collana
Aletheia. Preciso infine che lezioni ex chatedra, esperienze attive di
cantiere e redazione del progetto di conservazione sono parte
integrante dei programmi didattici previsti dalla suddetta Scuola.
Ciao
Gaetano Villari
A beneficio degli interessati, nella sezione documenti ho inserito il prezziario
sui dipinti murali - Affreschi e tempere della Sopr. dell'Umbria aggiornato
(sig!!) al 1998. E' un voluminoso (1200Kb circa)
Saluti a tutti
Stefano
-----Messaggio originale-----
Da: Giorgio [mailto:giorgio_j@...]
Inviato: sabato 20 novembre 2004 0.42
A: restauro@yahoogroups.com
Oggetto: Re: [Gruppo Restauro] prezzario
La Regione EMILIA Romagna ha un prezzario per consolidamenti che
comprende le opere di restauro, con prezzi concordati con la
soprintendenza.. dovrebbe essere anche su internet, nel sito della
Regione emilia
Saluti
arch. Giorgio Bertani
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Il giorno 23-11-2004 05:29, restauro@yahoogroups.com,
restauro@yahoogroups.com ha scritto:
> Messaggio: 5
> Data: Tue, 23 Nov 2004 00:23:03 +0000
> Da: Bartolomeo Aimar <b.aimar@...>
> Oggetto: Re: cordolo "obbligatorio"
>
> Sergio Tinè wrote:
>> L'unica difesa (dalle insulse norme ... e non conosciamo ancora i
>> prossimi aggiornamenti)
>
> Quindi - al momento - tu dai ancora per buone le norme del 96.
>
>> consiste nel forzare gli interventi
>> all'interno delle prescrizioni relative al "miglioramento" ed evitare
>> scrupolosamente ed in tutti i modi di rientrare all'interno degli
>> obblighi previsti nel casi considerati come "adeguamento". Non è
>> facile .. ma possibile.
>
> Questa è anche la mia opinione, che mi pare condivisa anche da Villari e
> Bertani... ma in troppi (e qualcuno anche su questa lista) sembrano
> pensarla diveramente... e a furia di essere martellato in testa a suon
> di elementi più o meno finiti la mia fede incomincia a vacillare!
(..omissis)
>
> Saluti
>
> Bart
-------------
Credo che la normativa che ho postato sia per il momento l'unica, su
quell'argomento specifico, ed é scritta con riferimento ai punti della
normativa sismica per edifici non vincolati.. a me pare che, ai fini del
dibattito in corso, fornisca una serie di elementi comunque utili alla
corretta impostazione degli interventi; ..può essere che io non sia
aggiornato; a questo punto chiederei, a proposito della normativa sul
restauro in zona sismica, un autorevole e chiarificatore intervento di
Sergio Tiné..
SAluti.
Giorgio Bertani
Ti ringrazio moltissimo, Gaetano.
E' davvero un mio sogno frequentare una scuola del genere ma ti confesso che
non so se sia strutturata in modo da permettere un approccio anche con il
mondo del lavoro. Non vorrei si trattasse della solita "prosecuzione" (vedi
il caso della maggior parte dei master) degli studi universitari,
interessanti e perseguibili ma purtroppo fini a sè stessi.
Comunque ne terrò conto e mi auguro tu voglia tenermi informata in merito
alla questione.
Ancora grazie
Giorgia
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Ciao Luca! Io abito un po' lontano da te e mi sono laureata a Napoli...Cmq
se hai letto la mail che mi ha scritto
Gaetano Villari si può pensare alla scuola di specializzazione organizzata
dal politecnico di Milano. Io non avrei problemi a spostarmi.
Se poi ti interessano dei master ce ne sono un paio che cominceranno per
gennaio 2005 di cui uno a Roma e l'altro a Venezia.
In ogni caso possiamo tenerci in contatto per eventuali possibilità di
lavoro in questo settore.
Non appena saprò qualcosa ti farò sapere e spero che tu voglia fare lo
stesso con me.
A presto
Giorgia
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On Mon, 22 Nov 2004 12:15:43 +0100, Pasquale Lucia <s88085@...> wrote:
>
> Bartolomeo Aimar wrote:
>
> > > Quando restauro un edificio ritengo corretto restaurare anche le sue
> > > strutture portanti e nel rispetto dello schema statico originario...
>
> credo che si faccia riferimento al solito discorso..." è rimasto su fino
> ad ora...perchè
> dovrebbe cadere?"...giusto, ma si dovrebbe conoscere anche la storia
> sismica del luogo in relazione con
> la struttura (oltre alla storia di carico...cosa da non sottovalutare
> nei moderni utilizzi dell'opera)...credo.
>
D'accordo, e comunque a mio parere un'indagine conoscitiva complessiva
finalizzata al progetto di conservazione che riguardi anche la storia
dei carichi e degli effetti di eventuali eventi sismici dovrebbe
portare a superare questa accettazione vagamente fatalistica di un
"equilibrio possibile", maturato nel tempo a partire da un, peraltro
non sempre chiaramente identificabile, schema statico "originario".
Questo nel senso che riterrei personalmente opportuno pensare al
complessivo comportamento statico e meccanico del manufatto esistente
come soltanto *un'altra faccia* di quel palinsesto stratificato per le
cui espressioni di cultura materiale sempre più chiaramente si avverte
a ragione l'esigenza conservativa, ma che dovrebbe con gli stessi
intenti considerare dinamicamente gli effetti di tutte le
sollecitazioni note subite nel tempo, comprese quelle derivanti da
eventi catastrofici ed usi storici dell'edificio. Queste andrebbero
integrate in una interpretazione, comunque problematica e
difficilmente conclusiva, che sia funzionale alla proposta progettuale
di eventuali provvedimenti di consolidamento, intesi comunque sempre
secondo criteri conservativi nell'ambito del progetto.
Gaetano Villari
Ritengo che il problema di Massimo sia quello d'inserire in progetto un prezzo
congruo per il ponteggio.
Ho in corso un tavolo di lavoro con l'A.N.C.E. Sicilia in quanto, tra l'altro,
nel mio capitolato d'appalto (ed in genere nei capitolati) non sono chiarite, le
modalità di misurazione dei ponteggi nei casi particolari come quelli che cita
Massimo.
Il problema deve essere risolto in fase di perizia di spesa contabilizzando il
conteggio nei seguenti modi:
1) Costo del noleggio (a giunto tubo) di struttura metallica tubolare completa
di ponte di servizio e di sottoponti in tavole di abete da mm 50. Oneri inclusi:
montaggio, smontaggio e trasporto.
Elementi di calcolo:
a) per il primo mese o frazione di mese a giunto tubo:
operaio specializzato ore 0,20
operaio qualificato ore 0,20 nolo dei tubi m 0,080
nolo dei giunti n. 0,056
nolo di legname in nolo tavole mc 0,0085
b) per il secondo mese o frazione di mese d'impiego a giunto tubo:
nolo dei tubi m 0,040
nolo dei giunti n. 0,028
nolo di legname in nolo tavole mc 0,004
2) come ho affermato in un precedente messaggio a metro cubo (considerando che
in genere, il metro cubo di ponteggio corrisponde al metro quadro).
Per quanto concerne le modalità di costruzione del ponteggio, queste dipendono
da diversi fattori.
Ad esempio: per la ricostruzione della cupola e della copertura della cattedrale
di Noto, considerato l'impegno dei lavori, è stato realizzato un ponteggio
sull'intera superficie interna della costruzione.
Sergio Tinè
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]