BREVE RASSEGNA STAMPA (i titoli sono redazionali)
PARTE PRIMA: LA TERRA SANTA
_________________________________________RAZZISMO E INTOLLERANZA RELIGIOSA DELLO STATO D¹ISRAELE CONTRO I CRISTIANI
La condizione dei cristiani di Terra Santa nella stragrande maggioranza arabi, è attualmente molto difficile. Quelli, che vivono entro lo Stato di Israele, benché cittadini israeliani, sono trattati generalmente come ³cittadini di serie B², in quanto, di fatto, non godono degli stessi diritti (scuola, casa, lavoro, accesso all¹Università e agli uffici pubblici), di cui beneficiano gli israeliani di razza ebraica. A Gerusalemme, ad esempio, hanno la quasi impossibilità di ottenere le concessioni edilizie, sono discriminati nei servizi municipali (Š).Ancora più difficile la condizione dei cristiani palestinesi, quelli cioè che vivono nei Territori occupati. Anch¹essi pagano l¹alto prezzo del conflitto israeliano-palestinese: morti, case distrutte, assedi, disoccupazione, ristrettezza economiche, difficoltà di provvedere all¹educazione dei loro figli. Povertà e disperazione sono divenute il loro pane quotidiano. (Š) A seguito della cancellazione pressoché totale dei pellegrinaggi l¹attività turistica, spesso unica fonte di sostentamento per le famiglie, con il suo indotto è praticamente ridotta a zero. (Š) E¹ aumentato a dismisura, conseguentemente, il numero dei disoccupati e degli emarginati. A motivo delle suddette ragioni, i cristiani sono sempre più tentati di prendere la via dell¹emigrazione all¹estero. Molti sono già partiti per altri paesi. (Š) Se non interverrà una inversione di tendenza (Š), la prospettiva è che un giorno, forse non lontano, la comunità cristiana della Terra Santa, non dico si estingua, ma certo si riduca ad uno sparuto gruppo di fedeli. Ciò sarebbe una calamità per l¹intera Cristianità (Š).
(³Solidarietà con i cristiani di Terra Santa², dall¹Eco di Terra Santa, n. 5, Novembre-Dicembre 2002)
ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA ISRAELIANE CONTRO L¹EUROPA
Un professore israeliano, storico militare ha sostenuto che Israele potrebbe vendicare l¹olocausto annientando milioni di tedeschi e altri europei. Parlando durante un¹intervista che è stata pubblicata venerdì scorso a Gerusalemme, il professore Martin Van Crevel ha detto che Israele ha la possibilità di colpire la maggior parte delle capitali europee con armi nucleari. ³Possediamo diverse centinaia di testate e missili atomici e possiamo lanciarli su obiettivi in ogni direzione, forse anche Roma. La maggior parte delle capitali europee sono obiettivi per le nostre forze aeree². Creveld, professore di storia militare alla Hebrew University di Gerusalemme, ha precisato che ³la deportazione collettiva è l¹unica strategia proponibile da Israele verso il popolo palestinese. ³I palestinesi devono essere tutti deportati. Le persone che vogliono ottenere questo (il Governo israeliano) aspettano solo l¹uomo di destra giusto e il momento buono. Due anni fa, soltanto il 7 o 8 per cento degli israeliani erano dell¹opinione che questa sarebbe stata la soluzione migliore, due mesi fa erano il 33 per cento e oggi, secondo un¹indagine del Gallup, rappresentano il 44 per cento². Creveld ha detto di essere sicuro che il primo ministro israeliano Ariel Sharon desidera deportare i palestinesi. ³Io penso che è abbastanza possibile che intenda fare questo. Desidera intensificare il conflitto. Sa che nulla è impossibile e che possiamo riuscirci.² Alla domanda se fosse preoccupato che Israele possa commettere il crimine della deportazione e del genocidio dei palestinesi, Creveld ha ricordato l¹ex ministro della difesa Moshe Dayan che disse ³Israele deve essere come un cane rabbioso, troppo pericoloso da importunare².
Creveld ha sostenuto che ³Israele non si preoccuperebbe molto della condizione di criminale. ³Le nostre forze armate non sono al trentesimo posto al mondo, ma piuttosto al secondo o al terzo. Abbiamo la possibilità di sottomettere il mondo. E posso assicurare che è ciò che accadrà prima che Israele possa soccombere².
(da http://www.rense.com/general34/esde.htm).
L¹AMICIZIA DI BERLUSCONI PER LO STATO D¹ISRAELE
Il primo ministro Silvio Berlusconi è giunto in Israele la settimana scorsa per una visita che rimarrà impressa nella storia. (Š) Avrebbe dovuto essere una visita di lavoro ma, in virtù dei forti sentimenti di amicizia del nostro governo per il premier italiano, il primo ministro Sharon ha deciso di ricevere Berlusconi con pieni onori come se si trattasse di una visita di Stato. (Š) In questa visita, come in occasioni precedenti, Berlusconi ha dimostrato grande sensibilità nei confronti delle esigenze di Israele e compassione per le vittime. Nel dicembre 2001 il primo ministro suscitò meraviglia tra la comunità ebraica italiana e in Israele partecipando ala preghiera per le vittime del terrorismo presso la sinagoga di Roma. Era la prima volta che un presidente del Consiglio in carica si recava al Tempio maggiore. La scorsa settimana Berlusconi ha creato un altro precedente visitando la sinagoga italiana a Gerusalemme. Non poteva esserci gesto più simbolico per mostrare l¹amicizia tra il popolo ebraico e quello italiano, tra Israele e l¹Italia. Gli israeliani oggi sanno di avere un amico vero a Roma.(Articolo di Ehud Gol, ambasciatore d¹Israele in Italia, da La Stampa del 22 giugno 2003).
IL FANATISMO RABBINICO CONTRO LA PACE IN TERRA SANTA
[Ad Hebron] dietro la moschea sorge uno dei più contestati insediamenti ebraici della storia della Palestina. Settecento coloni, 86 famiglie ebree che da anni si contendono il diritto di vivere in una città palestinese abitata da 150.000 persone. Armati, scortati dalla polizia e aggressivi, vivono prigionieri del loro stesso sogno che quello sia il posto dove devono stare. Il centro, oggi, è loro: i palestinesi sono stati mandati via o se ne sono andati (Š). Avrum Shumlevits è uno dei rabbini della comunità ebraica, fondatore dell¹organizzazione «Propatria», con duecento membri, ma migliaia di sostenitori. (Š) ³Rifiuto con forza uno Stato palestinese, possono diventare israeliani se sono pacifici o emigrare in altri Stati arabi². (Š) In un grande acquario del suo studi nuotano una decina di pesci tropicali. Shumlevits ama gli animali, ma non i palestinesi: ³in questo mondo se non sei forte, vieni eliminato. Il nostro slogan è: la guerra è legge della natura, la pace è la legge dello zoo². (Š) Il delirio dell¹estremismo si perde negli stessi discorsi che farebbe un radicale islamico. Si combattono e si odiano l¹un altro, eppur sembrano essere la faccia della stessa medaglia.(³Hebron, tolto il check-point resta l¹estremismo², di Barbara Schiavulli, da Avvenire del 30 luglio 2003).
CONTINUANO LE DISCRIMINAZIONI DELLE AUTORITA¹ ISRAELIANE CONTRO I CATTOLICI
³Non riusciamo ad ottenere dal Governo israeliano i visti di ingresso e di residenza per i religiosi². E¹ la denuncia di padre Giovanni Battistelli, Custode della Terra Santa, che rivela: ³nonostante i patti siglati tra Santa sede e Israele, sorgono sempre difficoltà. Ultimamente ci è stato detto di inviare le richieste di visto per fax ed attendere la risposta. Stiamo ancora aspettando². Secondo il Custode la situazione riguarda anche numerosi religiosi di altre Congregazioni. ³Per la Custodia spiega in un¹intervista raccolta dal Servizio Informazione Religiosa sono 15 i frati in Israele che attendono di regolarizzare la loro posizione, altri sono a Frascati, a Piedimonte Matese, a Roma ed in Siria. Non sappiamo come farli rientrare in Israele. Uno stallo che comporta gravi problemi per la custodia dei santuari.(Fonte Agi, da La Stampa del 13 agosto 2003)
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