Sommario:
1. Cronaca dell'evento: Consiglio comunale e mozione pace - Parte Terza
2. Editoriale: Una nuova rotta ? di Loris D'Emilio
3. Testo della mozione approvata
[1] Consiglio comunale e mozione pace - Parte terza
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Una delle prime cose che ho fatto, appena rientrato dalle vacanze, è stata quella di telefonare al consigliere di RC che ha presentato la mozione per il diritto alla pace al consiglio comunale della mia città, per sapere se fosse stata finalmente decisa la data di discussione della mozione stessa.
"Guarda, le riunioni sono fissate per il 9 e per l'11 settembre; dovrebbe andare in discussione il 9 perchè le due mozioni da discutere prima di questa sono ormai sorpassate da atti della giunta sopravvenuti, quindi i proponenti le ritireranno.
Però, fammi sentire il mio capogruppo per le ultimissime, e ti faccio sapere. Se non è il 9, sicuramente è l'11 - che poi sarebbe anche una ricorrenza ad hoc".
Eggià, l'11 settembre.
Sarebbe proprio una fortuita coincidenza riuscire a discutere questa mozione sulla pace proprio nel giorno di due ricorrenze storiche molto importanti.
A breve giro di mail mi arriva l'informazione richiesta dal consigliere:
"fissato per l'11 settembre, ci vediamo in consiglio".
Ok, giro di mail ai pacifisti delle varie reti telematiche, avviso i relatori del libro "Bandiere di pace", informo il mio gruppo a Pescara ... siamo pronti, non ci resta che aspettare la data prevista.
11 settembre 2003, ore 17,05
Come al solito sono in ritardo, dannati parcheggi introvabili in zona comune!
Riesco a trovare un buco facendo il terzo giro della zona, mi scapicollo verso il comune, faccio le scale due a due ed entro trafelato nella sala consiliare; la seduta è iniziata, il presidente del consiglio comunale sta commemorando Salvador Alliende, per la cui memoria richiede un minuto di silenzio.
Ci alziamo tutti in piedi, raccolti in silenzio, e quando il Presidente suona la campanellina, qualcuno dal pubblico fa partire un breve, ma sentito, applauso.
Bene, si comincia. Guardo verso il settore di RC, Fausto sta rileggendo gli appunti per la presentazione della mozione, Maurizio chiacchiera con altri consiglieri; Fausto si gira, mi vede, mi fa un cenno con la mano, contraccambio il saluto e gli faccio un cenno, ok? ci siamo? Annuisce con la testa e mi sorride.
Il sindaco dà delle comunicazioni, passaggio facile, nessuno dei consiglieri dice niente.
Partono le interrogazioni, una della maggioranza ed una dell'opposizione; risposte degli interpellati, sindaco e/o assessori, risposte dei richiedenti. Archiviato anche questo passaggio.
Si arriva alle mozioni; una mozione proposta da RC viene ritirata dal capogruppo. Un'altra mozione - non ricordo se di maggioranza o opposizione - viene lo stesso ritirata ... tutto come previsto ... si arriva alla discussione della mozione in oggetto.
Mi sento fremere ... ci siamo!
Fausto prende la parola e comincia ad illustrare la mozione ... ma che fa! non si capisce niente, è lontano dal microfono, si mangia le parole, e per giunta non lo sta a sentire nessuno! ... mi cita, pur non facendo il mio nome, dicendo che
"grazie ad un pacifista locale, la mozione è arrivata su Rete Peacelink dove si è accesa una discussione sull'argomento, ed alcune persone ci hanno inviato una email, che passo a leggervi".
Passa alla lettura delle email che gli ho fatto pervenire dagli autori del libro bandiere di pace: riesce a leggerne quattro, Chiesa, Goffredo, Marescotti, Gubitosa. Sulla quinta, quella di Desiderato, viene brucamente interrotto dal Presidente:
"Consigliere, e se ci mettiamo a leggere tutta quella roba, non finiamo più e non riusciamo ad esaminare altre mozioni! faccia una copia e le distribuisca a tutti i consiglieri".
Fausto risponde, poi chiude (polemicamente) l'intervento: "mi fermo qui, signor Presidente, anche perchè noto che non c'è interesse alla presentazione".
Beh, non ha tutti i torti.
Il Presidente chiede quindi se ci siano consiglieri che vogliono esprimersi sulla mozione prima di passare ai voti.
Chiede la parola il rappresentante di AN ... attacca una discussione sul significato della bandiera tricolore (e che c'entra?) ricordando un intervento di due anni prima del capogruppo di RC, Maurizio Acerbo (si, ma che c'entra?) che gli rimbrottava il senso della bandiera italiana, ed alla fine conclude che il suo gruppo voterà no perchè "noi accettiamo solo bandiere che uniscono, non bandiere che dividono!"
Che dividono?! e da quando in qua una bandiera di pace _divide_ ??
Risponde Maurizio, riallacciandosi al discorso fatto sulla bandiera italiana in quella famosa riunione - si, ma che c'entra! - e ricordando come la bandiera di pace NON divida, ma UNISCA contro TUTTE le guerre.
Applausi dal pubblico.
Prende allora la parola il mio amico del centrodestra, rappresentante di una lista civica; anche lui si esprime contro la bandiera di pace, pur condividendo il concetto di pace, per evitare "strumentalizzazioni sulla pace".
Come, strumentalizzazioni sulla pace?! ma che sta dicendo??
A questo punto prende la parola il senatore Pastore di FI (si, proprio uno dei "quattro saggi" che sta riscrivendo il capitolo secondo della Costituzione ... è un mio concittadino, sigh!, nonché consigliere dell'amministrazione della mia città), che attacca uno sproloquio sulla illeggittimità dell'esposizione della bandiera di pace perchè va contro una legge dello Stato.
A questo punto sbotto: cavolo, ci si accusa di strumentalizzare la pace attraverso la bandiera, e loro bypassano i punti più importanti della mozione - la modifica allo statuto cittadino e l'adesione al tavolo degli enti locali per la pace - montando un caso sulla bandiera? e chi strumentalizza cosa, qui??
Vado sotto gli spalti di RC, chiamo Fausto e gli faccio notare la questione,
"tranquillo, mi dice, lo sapevo che finiva così; adesso gli rispondo!"
Pastore finisce il suo intervento con la dichiarazione del voto contrario di FI (e figuriamoci!), e prende la parola Fausto.
Stavolta parla lentamente, scandisce le parole, aumenta il tono di voce e si avvicina al microfono.
Risponde prima a Pastore, citando la Costituzione, le leggi, i regolamenti consiliari, e dimostra che NON E' vero che l'esposizione della bandiera di pace in luoghi pubblici sia contra legem.
Butto un occhio a Pastore, lo vedo abbassare lo sguardo: che abbia accusato il colpo?
Fausto continua il suo intervento, rispondendo al rappresentante della lista civica: "strumentalizzazioni? solo parole? ... state dimostrando di non aver neanche letto la mozione perchè vi state attaccando al punto due, quello sulla esposizione della bandiera, ma non avete detto niente in merito ai punti 1 e 3." E via a seguire, un intervento in crescendo che rigetta tutte le accuse dall'altra parte, con applausi a scroscio dal pubblico, tanto che è costretto ad intervenireil Presidente ricordandoci che sono vietati sia applausi che fischi in sala consiliare.
Finiti gli interventi e le dichiarazioni di voto - ma qualche consigliere degli altri gruppi della maggioranza, nessuno dice niente? - il Presidente invita al voto ...
Non occorre molto, pochi minuti, ed alla fine il Presidente esclama:
"Presenti, 34. Risultato del voto: 19 si, 14 no, uno non ha votato. La mozione è approvata!"
Approvata... riprendo fiato. Approvata. Ce l'abbiamo fatta!
Mi arriva una pacca sulla spalla, uno degli amici della retenonviolenta Abruzzo: "dai loris, ce l'hai fatta!"
Sorrido ... la mia compagna mi accarezza una gamba, mi dà un bacio sulla guancia e mi dice "è andata" ... sono commosso, ho quasi le lacrime agli occhi...
Il consiglio continua i lavori, come se niente fosse ... ordinaria amministrazione, una mozione come qualunque altra, si procede.
Guardo in direzione di RC, vedo Fausto che mi sorride e scende dagli spalti, mi alzo e gli vado incontro ...
"è fatta! uno dei nostri non ha votato a favore, voglio sapere chi è, ma adesso non mi importa, la mozione è passata".
Ci stringiamo la mano, pacche sulle spalle ... arriva anche Maurizio, baci e abbracci anche con lui; gli dico che ho ancora un compito da assolvere, devo consegnare il libro al sindaco, ma lo vedo preso e gli chiedo se può avvicinarlo per chiamarlo dalla mia parte.
"E' un momentaccio, che gli devi dire?" poi vede il libro nelle mie mani, mi riguarda, mi sorride e mi fa "aah! ma sei proprio un fetente!"
Sorrido, e gli spiego che vuole essere solo un gesto di riconciliazione dopo i fatti della lettera aperta". Capisce, e me lo va a chiamare; vedo il sindaco che guarda nella mia direzione mentre Maurizio gli parla nell'orecchio, mi sorride, mi fa cenno di aspettare un attimo e scappa via ...
Ci vorrà più di un attimo - quasi un'ora, sic! - ma alla fine il sindaco riesce a venire dove sono io, mi sorride, mi saluta con baci e strette di mano, e mi dice "contento? la mozione è passata".
Si, sono contentissimo. E per sugellare l'avvenuta riconciliazione le faccio dono di un libro, Bandiere di Pace, dove ho scritto una dedica per lei, con allegate tutte le email a lei indirizzate che il consigliere Di Nisio stava leggendo prima di essere interrotto.
Il sindaco mi sorride di nuovo, "grazie. è un pensiero bellissimo. Le leggerò tutte e leggerò il libro con molta attenzione, grazie ancora".
Mi risaluta, e scappa via.
Lo leggerà? ha fatto solo finta da buon politico con sorrisoni e strette di mano?
Non lo so. Forse no, forse si. Penso più no che si. Ma non importa, il mio impegno morale è saldato, il mio compito portato a termine. Ho aperto una discussione con lui, e l'ho chiusa quando lui ha mantenuto fede alla parola data in quel di aprile.
Adesso, punto e a capo.
Si riavvicina Fausto, "allora? missione compiuta? hai dato il libro al sindaco?"
Si, tutto ok. Ma ora, che succede?
"Succede che il consiglio ha trenta giorni di tempo per mettere in pratica la mozione approvata, altrimenti reinterverremo in seduta consiliare".
Ok. Tra trenta giorni a partire da adesso ripasserò in comune per vedere se c'è la bandiera di pace appesa dove merita, per ritirare una copia dello statuto con l'art.1 modificato e l'adesione al tavolo degli enti locali per la pace.
Il lavoro continua, questo è solo l'inizio ...
[2] Editoriale: Una nuova rotta ?
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L'Amministrazione comunale di Pescara approva una mozione in favore della
cultura di pace e dei diritti umani; sarà la bandiera arcobaleno a
sventolare dal Palazzo di città.
di Loris D'Emilio
Luciano D'Alfonso ha vinto le elezioni, è il nuovo sindaco di Pescara e
guida una giunta di centro-sinistra; sono passati meno di due mesi ed un
consigliere della maggioranza, Fausto Di Nisio di Rifondazione Comunista,
ha presentato in consiglio comunale una mozione affinchè l'amministrazione
comunale
1. inserisca nel suo statuto i "Diritti fondamentali della persona umana e della Pace", come da Dichiarazione sulla cultura di Pace adottata dall'Assemblea della Nazioni Unite il 13.9.1999;
2. adotti come simbolo dei Diritti fondamentali della persona umana e della Pace la
Bandiera della Pace esponendola negli edifici comunali e di rappresentanza
istituzionale;
3. aderisca al al Coordinamento Nazionale "Enti Locali per la PACE".
La mozione è stata discussa nella riunione odierna (11 settembre 2003) del consiglio comunaleed approvata con 19 voti favorevoli, 14 voti contrari, un non voto su 34 presenti.
Al termine della discussione, per sancire l'avvenuta riconciliazione tra
il sindaco ed il movimento pacifista e per incitarlo a proseguire sulla
strada intrapresa, a nome del movimento pacifista gli è stato fatto dono
del libro "Bandiere di Pace" con allegate le email degli autori per
ringraziarlo del lavoro compiuto ed invitarlo ad andare avanti.
Quanto avvenuto è la conclusione di un percorso iniziato alcuni mesi
prima: durante la campagna elettorale per le ultime elezioni
amministrative, il candidato sindaco Luciano D'Alfonso utilizzò il logo
della pace (la bandiera multicolore con la scritta "pace" in bianco al
centro) sui suoi manifesti elettorali affissi in città. Essendoci già un
precedente (il candidato alla presidenza della provincia di Roma Gasbarra,
sempre per il centrosinistra), e girando in Rete una nota informativa del
movimento pacifista per tutti gli attivisti locali, la cosa non passò
certo inosservata.
Fu scritta dunque al candidato sindaco una "Lettera aperta" per
denunciarne l' operato, ovvero l'uso di un logo che, per sua definizione,
non può appartenere a questa piuttosto che a quella lista elettorale -
essendo un simbolo di tutti i cittadini, indipendentemente dal proprio
credo politico, religioso o quant'altro. Purtroppo, complice un
giornalismo del tutto assente per certe tematiche - quali quelle del
movimento per la pace - , la cosa passò del tutto inosservata alla
cittadinanza poichè nessun quotidiano locale pubblicò la lettera; fu
comunque letta in pubblico, durante una assemblea di Rifondazione
Comunista, alla presenza del candidato sindaco e consegnatagli personalmente.
Il candidato sindaco, in quella medesima assemblea, rispose assumendosi la
responsabilità del gesto ed impegnandosi per un maggiore impegno della
giunta alla costruzione di una cultura di pace in città.
Cosa non semplice, perché Pescara è una città difficile, lo è sempre
stata.
Situata in un punto centrale delle comunicazioni nord-sud ed est-ovest
lungo la riviera adriatica, da sempre ha una vocazione commerciale e
affaristico-finanziaria; a testimonianza di ciò la chiusura, durante gli
ultimi anni, di tanti circoli ricreativi, teatri, cinema, finanche piccole
attività commerciali al dettaglio, a vantaggio di maxistore, centri
commerciali, banche. Pur senza citare dati statistici basta farsi un giro
per le vie della città per fare un facile conto del numero impressionante,
spropositato, di filiali bancarie.
Pescara è una città che si sta svuotando dei suoi cittadini; i numeri sono
al ribasso, un appartamento in centro costa caro, troppo caro!, e la
periferia è in uno stato ormai perenne di degrado ed abbandono. Naturale
quindi che il cittadino si sposti nei comuni limitrofi (Francavilla,
S.Giuliano Teatino, Spoltore, Montesilvano) e loro frazioni, diventati
ormai veri e propri quartieri del comune pescarese; così come è naturale
vedere in città interi condomini tappezzati di targhe di studi
professionali di avvocati, commercialisti, architetti, notai.
E' logico, quindi, che l'espressione politica di questa città sia sempre
stata, storicamente, una giunta di centro-destra (a parte, ricordano i più
anziani, un breve periodo durante gli anni '50), da sempre protesa - è nel
suo DNA - alle esigenze della classe imprenditoriale, allo sviluppo degli
affari, del commercio, del turismo convinta com'è che il benessere sociale
discenda e dipenda unicamente e direttamente dal benessere economico.
Niente di più sbagliato.
Indubbiamente, una componente essenziale, se non basilare, del benessere
sociale è un minimo di sicurezza economica (un lavoro, quanto più stabile,
possibilmente una casa), ma non basta: esistono almeno altri due ordini di
grandezza da cui non si può trascendere, i *diritti* civili ed i *bisogni*
sociali.
Le precedenti amministrazioni locali, tendenti più alle esigenze del
mercato che non della società, hanno semplicemente "dimenticato" (se non
proprio eliminato dalle loro agende) queste semplici istanze, ed il
risultato è sotto gli occhi di tutti: un settore sociale, con le emergenze
delle cosiddette classi svantaggiate (anziani, bambini, portatori di
handicap, migranti, etc), sempre più emarginato, povero di contenuti,
privo di risorse; la cultura - di cui peraltro Pescara è ricca - che
stenta a sopravvivere grazie quasi solo all'impegno di cultori e/o società
private (per citare alcune delle manifestazioni più importanti come il
Premio Flaiano, o PescaraJazz), o sporadiche iniziative di cittadini o
associazioni; lo sport, soprattutto quelli cosiddetti "minori", che manca
quasi totalmente di strutture adeguate (eclatante il caso della
pallanuoto, ma anche basket e pallavolo non se la passano bene);
l'ambiente, del tutto bistrattato quando non abbandonato a se stesso -
come la pineta D'Avalos. In vero, qualcosa è anche stato fatto (la
rassegna estiva dello stadio del mare, il museo in piazza Primo Maggio, la
strada parco con i suoi mercatini festivi), ma è davvero ben poca cosa a
fronte di tante, tante richieste ed esigenze del sociale.
Fatto sta che il sindaco ha rispettato il suo primo impegno.
Un piccolo gesto concreto è stato fatto, un grande passo politico è stato
compiuto: la città di Pescara da oggi ha iscritto nel suo Atto Pubblico
più importante il diritto alla pace di ogni cittadino.
La nuova rotta è stata tracciata. Adesso l'impresa più ardua: quella di
seguirla.
Loris D'Emilio
[3] Testo della mozione approvata
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Al Presidente dei Consiglio Comunale
Al Sindaco
Agli Assessori tutti
MOZIONE
Oggetto: ADOZIONE DELLA DICHIARAZIONE SULLA A CULTURA Di PACE" DELLE
NAZIONI UNITE E DELLA "BANDIERA DELLA PACE E DEI DIRITTI UMANI"
Premesso
Che nella comunità pescarese sono storicamente radicati e diffusi profondi sentimenti di consonanza ai principi della pace e dei diritti umani, ed altresì che, di recente, tali sentimenti si sono manifestati, in forma generalizzata e popolare, mediante la spontanea esibizione di bandiere con i colori dell'arcobaleno e la scritta PACE", così da far ritenere che tale vessillo abbia assunto nella coscienza delle generalità dei cittadini un significato fortemente pregnante;
Che esiste l'opportunita' di assumere come documento ispiratore dell'azione amministrativa la Dichiarazione sulla cultura di Pace adottata dall'Assemblea della Nazioni Unite il 13.9.19 99
Che La Costituzione della Repubblica Italiana riconosce e garantisce la inviolabilità dei diritti fondamentali della persona umana (intesi nella completezza dei suoi valori e dei suoi bisogni, materiali e spirituali) e delle comunità, della loro natura universale e della loro inviolabilità, nel presupposto che essi, sul piano sostanziale, abbiano precedenza rispetto allo Stato;
Che la Pace e' un diritto fondamentale delle persone e dei popoli ed e' compito dell'Amministrazione Comunale adottare strumenti per promuovere la cultura della pace;
Che vi sono stati molteplici impegni assunti dall'Italia per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, quali risultanti da convenzioni internazionali, trattati e dal diritto internazionale, nonché i principi proclamati nella Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea;
Che si ravvisa l'opportunità di adeguare l'azione dell'Amministrazione Comunale rispetto all'eventualità, auspicata, che si possano instaurare in un prossimo futuro forme di cooperazione con infrastrutture nazionali e sovranazionali operanti nel campo dei diritti umani,
Che si ravvisa l'opportunità di affermare anche simbolicamente ed in forma ufficiale l'impegno istituzionale dell' Amministrazione Comunale e dei suoi organi nel campo della difesa dei Diritti Umani e della Pace,
Visti, inoltre,
gli artt. 2,3,11 della Costituzione Italiana; gli artt. 1,2,4,11,12,15,18,23,53,73,76,84,99,106 della Carta delle Nazioni Unite, il preambolo e l'art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani;
l'art. 13 dei Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali; l'art. 20 dei Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici;
la Raccomandazione dell'Unesco sull'educazione per la comprensione, la cooperazione e la pace Internazionale e sull'educazione relativa ai Diritti Umani e alle libertà fondamentali;
l'art.. 9 della Dichiarazione sulle responsabilità delle generazioni presenti verso le generazioni future;
il preambolo e l'art. 1 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali;
il preambolo della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea; la Dichiarazione sulla cultura di pace adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 13.9.1999;
tutto sopra quanto premesso, e visto,
IL CONSIGLIO COMUNALE si IMPEGNA
l. ad assumere la "Dichiarazione sulla Cultura di Pace" adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 13.9.1999 quale documento ispiratore per l'azione dell' Amministrazione Comunale al fine di promuovere nei confronti della cittadinanza prassi coerenti con i suoi contenuti;
2. ad inserire nei principi ispiratori dello Statuto Comunale di cui all'art. 1 il seguente testo quale comma aggiunto sotto la lettera "4?bis" : " Il Comune, in conformita' ai principi costituzionali e alle norme internazionali che riconoscono i diritti innati delle persone umane, sancisce il ripudio della guerra come metodo di risoluzione delle controversie internazionali e promuove la cooperazione fra i popoli, riconoscendo nella pace un diritto fondamentale della persona e dei popoli. A tal fine il Comune promuove una cultura dei la pace e dei diritti umani mediante iniziative culturali e di ricerca, di educazione e di informazione e con il sostegno alle associazioni che promuovono la solidarieta' con le persone e le popolazioni piu' povere. Il Comune promuove l'inserimento degli immigrati e dei rifugiati politici nella comunita' locale rimuovendo gli ostacoli che impediscono alle persone dimoranti nel territorio comunale di utilizzare i servizi essenziali offerti ai cittadini. "
3. ad adottare come simbolo dei Diritti fondamentali della persona umana e della Pace, ai quali si ispira l'azione dell' Amministrazione Comunale, la bandiera a strisce orizzontali con i colori dell'arcobaleno e la scritta centrale PACE" a caratteri bianchi, che verrà denominata "Bandiera della Pace e dei Diritti Umani";
ed inoltre,
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE
1. ad esporre la "Bandiera della Pace e dei Diritti Umani" sui pennoni degli edifici comunali e negli uffici delle rappresentanze istituzionali accanto al gruppo di bandiere che rappresentano le forme politico-istituzionali nazionali ed europee;
2. ad aderire al Coordinamento Nazionale "Enti Locali per la PACE".
Pescara, li' 21.07.2003
Fausto Di Nisio
Consigliere Partito Della Rifondazione Comunista
--
Loris D'Emilio
http://www.olografix.org/loris/
loris@...