Non si può non rimanere sconcertati da queste notizie... leggo e mi fa male,
leggo e non voglio crederci.
Oh Dio così tanta strumentalizzazione?! Povera gente! Poveri noi tutti!.
Il giorno 01 Luglio 2009 23.36, pietro di paolo <cipollosky@...> ha
scritto:
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> HO VISTO L'AQUILA di Andrea Gattinoni
>
> (Andrea Gattinoni è un attore, uno degli interpreti del recente film "Si
> può fare" con Claudio Bisio)
>
> Lettera a mia moglie scritta ieri notte,
>
> Ho visto L'Aquila. Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case
> distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino.
> Un militare a fare da guardia a ciascuno degli accessi alla zona rossa,
> quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli.
>
> Ho mangiato nell'unico posto aperto, dove va tutta la gente, dai militari
> alla protezione civile. Bellissimo. Ho mangiato gli arrosticini e la
> mozzarella e i pomodori e gli affettati. Siamo andati mentre in una tenda
> duecento persone stavano guardando "Si Può Fare". Eravamo io, Pietro,
> Michele, Natasha, Cecilia, Anna Maria, Franco e la sua donna. Poi siamo
> tornati quando il film stava per finire. La gente piangeva. Avevo il
> microfono e mi hanno chiesto come si fa a non impazzire, cosa ho imparato
> da Robby e dalla follia di Robby, se non avevo paura di diventare pazzo
> quando recitavo. Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al
> cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa,
> Francesca, stanno malissimo. Sono riusciti a ottenere solo ieri che quelli
> della protezione civile non potessero piombargli nelle tende
> all'improvviso, anche nel cuore della notte, per "controllare". Gli anziani
> stanno impazzendo.
>
> Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve.
> Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa
> che nel testo di quello che avevano scritto c'era la parola "cazzeggio". A
> venti chilometri dall'Aquila il tom tom è oscurato. La città è
> completamente militarizzata. Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli
> ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno
> accoltellato uno. Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città
> sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni
> roccia in previsione del G8. Ti rendi conto di cosa succederà a questa
> gente quando quei pezzi di ... arriveranno coi loro elicotteri e le loro
> auto blindate? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una
> serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco
> fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente.
> Non hanno niente, gli serve tutto. Hanno rifiutato ogni aiuto
> internazionale e hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica.
> Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro
> per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L'Aquila. Poi c'è il
> tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono
> imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina,
> ecstasy, cannabis, tutto. E' come se avessero voluto isolarli da tutto e da
> tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l'importante
> è che all'esterno non trapeli nulla. Berlusconi si è presentato, giuro,
> con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l'ha
> raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole. Qua i media
> dicono che là va tutto benissimo. Quel ragazzo che mi ha raccontato le
> cose che ti ho detto, insieme ad altri adulti, a qualche anziano, mi ha
> detto che "quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un
> gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera
> l'intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare
> niente". Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti là è
> proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci
> sono più, il lavoro che non c'è più, tutto perduto. Prima di mangiare in
> quel posto abbiamo fatto a piedi più di tre chilometri in cerca di un
> ristorante, ma erano tutti già chiusi perché i proprietari devono
> rientrare nelle tendopoli per la sera. C'era un silenzio terrificante,
> sembrava una città di zombie in un film di zombie. E poi questa umanità
> di cuori palpitanti e di persone dignitose, di più, che ti ringraziano
> piangendo per essere andato là. Ci voglio tornare.
>
> Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente deve
> sapere. Anzi metto in rete questa mia lettera per te.
>
> www.osservatoriorepressione.org <http://www.osservatoriorepressione.org/>
>
> [Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
>
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[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]