Un bell'articolo di Debora Billi scritto per il blog "crisis" è rimbalzato su comedonchisciotte.org:
Condivido profondamente le considerazioni di Debora. Mi sono dannato per 16 anni
di precariato scientifico per fare di più dei miei "concorrenti". Ero, come loro, vittima
della retorica della competizione che è parte della retorica del lavoro. La retorica
della competizione nel campo della ricerca scientifica poi, è una delle più
petulanti e indiscusse e i suoi schiavi la venerano come un dio a colpi di citation index
numero di pubblicazioni. Sapete cosa? La pubblicazione che amo di più fra quelle
che ho fatto non è sicuramente considerata fra le migliori dieci del mio cv, ma secondo
me è la migliore e quella con cui ho tentato di dare il mio miglior contributo al campo
in cui ho lavorato prima del picco.
Ora che non sono più precario lo sono più di prima. Ma la precarietà non mi spaventa più e la gestisco in modo diverso. Mi preparo al cambio di attività che, inevitabilmente, dovrò
affrontare presto o tardi visto che non prevedo di continuare a lungo ad essere pagato per
fare il tipo di ricerca che faccio (quasi?) del tutto inutile. Luca_ Pardi Istituto per i Processi Chimico- Fisici Consiglio Nazionale delle Ricerche via Giuseppe Moruzzi 1 56124 Pisa Italy tel: +39 050 315 2531 tel2: +39 050 315 2639 fax +39 050 315 2230 cell +39 328 9537433 |