----- Original Message -----
From: Patti Mura
To:
risveglio@yahoogroups.com
Sent: Wednesday, July 15, 2009 5:37 PM
Subject: Re: [risveglio] vacanze creative
Caro Piero,
Comunque anche io, come te, ho spesso preferito l'aspetto impersonale della
divinità e tuttavia conosco anche lo splendore della devozione.
Credo, in cuor mio, che le due cose si compensino l'una con l'altra e che
godano anche loro di una qualche forma di interdipendenza, tipo, non so "il
vuoto è forma, la forma è vuoto", qualcosa così.
patrizia
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Aggiungendo paradosso a paradosso quando da ragazzino ebbi il primo
approccio al sentiero spirituale non amavo affatto la devozione e gli atti
di culto. Il mio maestro era un asparsin lo conobbi che era già da un anno
in muna, silenzio, e per un altro anno non ascoltai la sua voce se non le
rare volte che cantava un mantra durante la meditazione. Eppure proprio
mentre avevo l'approccio all'asparsa yoga, lo yoga del senza sostegno,
mediante la via principe il silenzio, mi ritrovavo ogni volta che andavo a
trovare questo eremita sulla sua montagna a lucidare gli ammennicoli del
tempietto, noi la chiamavamo la cappella, a spazzarla e pulirla e a cambiare
i fiori.
Così mi si è riscaldato il cuore alla devozione, alla bakti lucidando gli
ottono del tempietto e offrendo fiori al segno materiale, visibile di Dio.
Piero