DESERTO
Nelle profondità del Neghev
là dove l'uomo e la bestia
rifuggono dimorare
Assiso, immobile,
nel ventre oscuro della spelonca
medito
Nego a questo corpo l'acqua
fino a sera la misuro con parsimonia
condisco il pane secco
solo con il sale della sapienza
Morto al mondo
ascolto il fruscio del respiro
unico soffio che turba l'aere immoto
La mia mente si assorbe nel cuore
un solo flusso di pensieri
percorre le dune immote della mente
Signore Gesù Cristo
abbi pietà di me
In me arde il fuoco radiante
del Sole spirituale
Fuori la sabbia rovente del Neghev
arde sotto il martello
del Sole naturale
La preghiera, infine, cessa
il silenzio si svela
il Sole tramonta nell'immoto
oceano della luminosa
Tenebra Divina.
La brezza dello spirito
si solleva e rinfresca
la quiete dell'oasi della
liberazione.
10/01/02
Piero
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]