Entra
Nuovo su Yahoo! Gruppi? Registrati
risveglio · ordinarie illuminazioni quotidiane
? Già Iscritto? Entra su Yahoo!

Suggerimenti

Lo sapevi che...
Puoi imposatare la cronologia dei messaggi? Clicca nel link datea. le tue preferenze verranno salvate.

Messaggi

  Messaggi Aiuto
Avanzata
Inaugurazione della mostra fotografica di Angela Prati OM MANI PADME   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #29291 di 29360 |
Inaugurazione della mostra fotografica di Angela Prati OM MANI
PADME HUM, la luce del Tibet ore 18.30 Inaugurazione della mostra
fotografica di Angela Prati OM MANI PADME HUM, la luce del Tibet
ore 18.30

Via Hoepli, 3a Milano

Angela Prati OM MANI PADME HUM, la luce del Tibet

Inaugurazione: 29 settembre 2009, ore 18.30

CON IL CONTRIBUTO DI KEL12

a cura di Gigliola Foschi e Andrea Dall'Asta S.I.

Om Mani Padme Hum, ovvero "Salve o Gioiello nel Fiore di Loto":
questa antica e celebre formula sacra buddhista viene dai tibetani
recitata, incisa nelle rocce, scritta sulle innumerevoli
bandierine di preghiera che fremono nel vento per riempire l'aria
di benedizioni. Il termine "Gioiello" allude al Bodhisattva
Avalokitesvara ("il Signore che osserva con compassione") di cui
il Dalai Lama è considerato la reincarnazione vivente. Mentre il
Fiore di Loto è un simbolo buddhista di purezza ed elevazione
spirituale, perché sboccia luminoso malgrado affondi le sue radici
nel fango degli stagni. Già il titolo scelto per questa mostra da
Angela Prati (nota fotografa specializzata in reportage
geografici) ci fa dunque comprendere come le sue immagini - frutto
di numerosi viaggi in Tibet e nei paesi vicini che ospitano i
rifugiati tibetani - vogliano essere un omaggio alla tenacia con
cui il popolo del "tetto del mondo" mantiene viva la propria
cultura e spiritualità, nonostante la dura occupazione cinese. Dal
1950, infatti, la Cina sta perpetrando in Tibet quello che il
Dalai Lama ha definito un "genocidio culturale". Se durante la
famigerata Rivoluzione Culturale (1966-1976), le Guardie Rosse
scatenate dal presidente Mao devastarono 6000 monasteri, oggi
Pechino non si limita a dure campagne repressive e di
"rieducazione": grazie al trasferimento massiccio e ininterrotto
di coloni cinesi, cui si aggiunge un controllo delle nascite fatto
di sterilizzazioni forzate e aborti, sta infatti progressivamente
riducendo i tibetani a una minoranza senza diritti nella propria
patria. L'autrice, posta di fronte a tale drammatica situazione,
più che indagare gli effetti devastanti del regime cinese, ha però
preferito mostrare il fascino della spiritualità tibetana: in
questo modo ci fa capire che la cultura di questo tormentato Paese
è talmente ricca, complessa e affascinante, da costituire un vero
e proprio patrimonio dell'umanità, un tesoro universale che tutti
noi siamo chiamati a difendere. Divisa in quattro sezioni, la
mostra si apre con le suggestive immagini di paesaggi solitari e
monasteri, che Angela Prati ha realizzato nel 1991 in Tibet,
seguendo il percorso compiuto dal grande orientalista ed
esploratore Giuseppe Tucci negli anni Trenta. Nella seconda
sezione, le sue fotografie raccontano la protesta dei tibetani
nei confronti delle autorità cinesi che permettono la cattura di
animali rari e selvaggi per la preparazione di quelle medicine
tradizionali di cui sono grandi consumatori. Una protesta - come
mostrano le precise e intense immagini di Angela Prati -
rigorosamente pacifica e altamente simbolica: donne e uomini si
privano infatti dei loro decori di pelliccia in nome della
compassione per tutti gli essere viventi, e li bruciano in un
grande falò. La terza sezione offre l'occasione di ammirare
appieno la fastosità e il tripudio di colori della grandiosa
"Festa della Preghiera" (nel Monastero di Geerdeng, ad Aba), con
danze mistiche e raduni di fedeli che bruciano incensi e rami di
cedro fino ad avvolgere ogni cosa in una densa nebbia profumata,
mentre sfilano cavalieri riccamente addobbati e monaci dai
"berretti gialli" (appartenenti all'ordine dei "Virtuosi", cui fa
capo il Dalai Lama). La quarta sezione è invece dedicata ai
rifugiati tibetani nel Ladakh (India). Molti di loro, nati e
cresciuti in esilio, possono solo vagheggiare una madrepatria che
giace irraggiungibile al di là delle vette innevate. Ancora per
quanto saranno costretti a sognare Lhasa senza potere mai
visitare il grandioso palazzo del Potala, dove risiedevano i Dalai
Lama? Gigliola Foschi

dal 30 settembre al 23 ottobre Orario: 16.00 - 19.00 apertura dal
martedì al sabato chiuso festivi

L'inaugurazione della mostra continuerà alle ore 20.00 con il
dibattito LA LUCE DEL TIBET Intervengono:
Angela Prati, fotografa Marco Restelli, giornalista e indianista
Davide Magni S.I., redattore della rivista Popoli

Per la richiesta di immagini ad alta risoluzione si prega di
contattare M.Chiara Cardini Galleria San Fedele Via U. Hoepli 3a
20121 Milano Tel 02 86352233 sanfedelearte@...


[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]




Gio 17 Set 2009 7:39 am

pellicus@...
Invia email Invia email

Inoltra Messaggio #29291 di 29360 |
Espandi messaggi Autore Disponi per data

Inaugurazione della mostra fotografica di Angela Prati OM MANI PADME HUM, la luce del Tibet ore 18.30 Inaugurazione della mostra fotografica di Angela Prati OM...
Flavio Pelliconi
pellicus@...
Invia email
17 Set 2009
7:46 am
Avanzata

Copyright ? 2009 Yahoo! Tutti i diritti riservati.
La Tua Privacy - Testo aggiornato - Condizioni generali di utilizzo del servizio - Linee guida - Aiuto

?