Molti episodi, comuni quanto tristi, della nostra vita quotidiana dovrebbero
quanto meno insegnarci a evitare di fingere. Eppure non vogliamo renderci conto
che non abbiamo tre vite, ma una sola.
Se fingo di dis-essere per otto ore al giorno, nel nome della convenienza e di
un insano senso pratico; e per le altre otto mi illudo di essere migliore di
quanto non abbia voluto prima;
allora che farò nella presunta "terza vita"? Quando sarò davvero solo
con i miei sogni nudi, chi sarò allora? Ma avrà poi senso dire che sarò
qualcuno fra i due precedenti?
La coerenza, l'onestà, la sincerità non sono rigori morali. Essi rappresentano
l'unico modo possibile di riconoscere sé stessi con sicurezza.
Pace
Luca
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