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Oggetto: [NR_Italia] Nuova vita per i Mercati di Traiano
Data: Mon, 3 Sep 2007 21:34:32 +0200 (CEST)
ROMA - Nuova vita per i Mercati di Traiano
CARLO ALBERTO BUCCI
03 SETTEMBRE 2007, La Repubblica, Roma
I TESORI DELLA CITTÀ
La struttura riapre a fine ottobre e diventa il Museo dei Fori
La meraviglia di Apollodoro
I fasti imperiali di Augusto
L´assessore Di Francia: "Un luogo di cultura a 360 gradi"
La direttrice Ungaro: "Sarà un contenitore di architettura classica"
Quasi conclusi i restauri La volta rinforzata con 260 iniezioni di calce
È stato un luogo di alta burocrazia imperiale, non spaccio di colorate merci
orientali. Brulicava di azzimati funzionari, non di facchini sudati. Gli uffici
di Traiano, che per tradizione continuiamo a chiamare mercati, e che nel XVII
secolo furono anche monastero, stanno per cambiare nuovamente pelle, e nome.
Presto, finiti i restauri e l´adeguamento alle norme antisismiche, diverranno il
nuovo Museo dei Fori imperiali. Capolavoro d´ingegneria romana che diventa
contenitore di altre opere d´architettura classica e di plastica antica. Ma
anche, ancora una volta, spazio espositivo d´arte contemporanea. E, nuovamente,
palcoscenico.
«Per fine ottobre è prevista la riapertura di questo spazio straordinario che
continuerà a essere luogo di cultura a 360 gradi», annuncia l´assessore alla
Cultura, Silvio Di Francia. Sotto le volte del complesso progettato, vuole la
tradizione, dall´architetto Apollodoro di Damasco, artefice della Roma traianea,
hanno esposto scultori come Richard Serra o Eliseo Mattiacci, sono stati esibiti
i dipinti del "Novecento" (la mostra del 2000), ma hanno riecheggiato anche le
parole di Dante letto da Sermonti (nel 2002) o la voce di Popolizio che
interpretava l´Eneide (2004).
Galleria e proscenio, la struttura voluta da Traiano sta per diventare un museo
d´antichità che accosta ai reperti la virtualità digitale. Racconta la
direttrice Lucrezia Ungaro: «Nell´insieme di edifici destinati ad amministrare
il funzionamento del più grande dei Fori, quello di Traiano, che la passata
letteratura archeologica ha interpretato come "centro commerciale", non vogliamo
"esibire" i singoli, stupendi frammenti di un passato splendore scultoreo.
Ma ricomporre materialmente la decorazione architettonico-scultorea, anche
affrontando opere molto impegnative». Un esempio? «Del Foro di Augusto saranno
esposti - spiega la studiosa - i frammenti architettonici o scultorei ma in modo
da ricreare, attraverso calchi in gesso o inserti in pietra naturale scolpita da
artigiani e da restauratori, l´opera in tutta la sua altezza e bellezza».
Oltre alle opere del giapponese Kan Yasuda, in mostra fino a gennaio negli spazi
di via Quattro Novembre, i visitatori del museo potranno, varcata la soglia del
cancello al civico 94, contemplare la magnifica, restaurata volta grande (2800
tonnellate di conglomerato, sospese in sei crociere rinforzate da catene e da
260 iniezioni di calce idraulica). Quindi, negli ambienti sulla destra, potranno
entrare nella storia dei Fori di Cesare, Augusto, Traiano. Mentre i locali sulla
sinistra, oltre alla biglietteria e al bookshop, ospiteranno una sala
multimediale con film sulla storia dei cosiddetti Mercati.
Al piano di sopra i restauratori hanno incontrato problemi con la copertura.
Spiega la Ungaro: «Le volte piccole, diversamente da quelle dell´aula maggiore,
composta di malta e di tufo, contenevano molti mattoni nell´impasto. Ed è stata
proprio la loro pesantezza a darci parecchi grattacapi». Risolti i quali, sarà
qui che prenderà il via il Museo dei Fori vero e proprio.
Le sale che s´affacciano su via dei Fori imperiale conterranno le decorazioni
del tempio di Venere Genitrice, provenienti dal Foro di Cesare, «magnifiche,
riportate alla luce dai depositi».
Oppure, negli spazi dedicati al Foro di Augusto, avverrà la ricostruzione del
tempio di Marte Ultore. Ma anche, nell´aula del Colosso, gli originali frammenti
di un piede lungo quasi due metri. E dove non arriveranno gli artigiani, ci
penseranno gli acquerellisti a suggerire l´integrità del monumento o la vastità
dell´impianto urbanistico. «Ma anche i video-pannelli, che mostreranno al
pubblico dove e come si inseriva il frammento che stanno ammirando in
originale», conclude Lucrezia Ungaro.
(fonte: www.patrimoniosos.it)
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Domenico Carro
www.romaeterna.org
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