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Fwd: grande mosaico romano scoperto ad Arezzo   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #1320 di 1804 |
Messaggio inoltrato da Caius Ianus Flaminius <caius_ianus@...>
sulla lista POMERIVM <http://it.groups.yahoo.com/group/NR_Italia/>


-------- Messaggio Originale --------
Oggetto: [NR_Italia] Arezzo - Scoperto un grande mosaico romano
Data: Wed, 3 Oct 2007 16:25:23 +0200 (CEST)

Incredibile ritrovamento nel centro storico di Arezzo
Torna alla luce intatto un mosaico romano

La scoperta casuale durante lavori di risanamento e restauro di un edificio
privato

E' il piano pavimentale di una ampia aula di un edificio risalente al II secolo
d.C. Conservato in modo straordinario, pressoché integrale, di dimensioni
ingenti, probabilmente più di 180 metri quadri - gli scavi per riportarlo alla
luce sono ancora in corso - con un motivo decorativo che allo stato attuale
sembra non trovare confronti. Il mosaico scoperto nel centro storico di Arezzo
pochi giorni fa è un ritrovamento che ha dell'eccezionale.
La straordinaria estensione del mosaico e i suoi motivi decorativi fanno pensare
che sia il pavimento di un'aula relativa alla parte termale oppure ai balnea di
una ampia domus romana, risalente al II secolo d.C. Singolare e fino ad ora
senza confronti il motivo del decoro: ad oche "natanti", quindi animali di
terra, sono abbinati delfini. Eccezionale anche il suo stato di conservazione:
il mosaico infatti appare pressoché intatto.

Ricoperto da polvere e terra il mosaico è stato rinvenuto durante i lavori di
risanamento e restauro del piano cantinato di Palazzo Lambardi, lungo Corso
Italia nel centro storico di Arezzo. Ad effettuare la scoperta la dottoressa
Silvia Vilucchi, archeologo della Soprintendenza per i Beni Archeologici della
Toscana. Il piano pavimentale musivo romano è stato scoperto durante un normale
controllo preventivo di prassi nel centro storico di Arezzo, al cantiere che
effettuava i lavori di ristrutturazione delle cantine del palazzo per conto
della Società Sugar s.r.l., proprietaria dell'immobile. Il ritrovamento ha
portato alla luce una vasta aula rettangolare - ricostruibile in 17x11 metri -
che conserva in modo straordinario e quasi integralmente il piano pavimentale
antico.

L'aula, attualmente divisa in tre ambienti adibiti a cantine e in uno stretto
resede scoperto, sembra proseguire in altre proprietà sul lato Nord ed Est. Il
pavimento a mosaico che decora l'aula è costituito da un ampio campo a tessere
lapidee nere perimetrato da due strette fasce a tessere bianche; il centro
dell'ambiente è invece decorato da un riquadro - di circa 3,5x2 metri - a fondo
nero perimetrato da una stretta fascia bianca, all'interno del quale "nuotano"
alternati quattro delfini e quattro oche. Le oche disposte ai quattro angoli del
riquadro, mostrano becco e zampe con tessere color arancio. Una lacuna quadrata
al centro del campo musivo indica la presenza in origine di un elemento di
fontana, probabilmente lapideo, purtroppo mancante.
Ad Ovest dell'aula, al di là di una parete completamente asportata dalle
spoliazione successive all'abbandono dell'edificio, è presente un secondo
ambiente in origine decorato da un prezioso mosaico a motivi geometrici di
fattura raffinatissima, oggi purtroppo conservato solo in minima parte.

I due ambienti rivenuti alla luce, dovrebbero appartenere ad un edificio
residenziale di notevole pregio di età romana, sorto lungo l'asse viario antico
- oggi ricalcato da Corso Italia - al di fuori delle mura della città etrusca.
La domus di
Palazzo Lambardi rientra pertanto nella fase di sviluppo urbanistico che si
constata ad Arezzo a partire dall'età augustea e fino a tutto il I e II secolo
d.C., con espansione dei quartieri residenziali proprio al di fuori delle mura
etrusche che correvano a monte.

Già nell'Ottocento si parlava dell'esistenza dello straordinario mosaico
"riscoperto" pochi giorni fa, ma nessuno lo aveva compiutamente rinvenuto e
valutato. G.F. Gamurrini nel 1895 parlava infatti dei mosaici di Palazzo
Lambardi pochi anni dopo il loro rinvenimento - già allora risultava mancante la
fontana centrale del riquadro con oche e delfini - e di come l'allora
proprietario del palazzo ebbe, per fortuna, cura di preservarli
Conservati sotto secoli di terra e polvere, stanno tornando integralmente alla
luce i piani pavimentali musivi romani di Palazzo Lambardi, conservati in modo
straordinario al livello di calpestio attuale: in pratica sotto i nostri piedi.

(fonte: www.intoscana.it)


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Domenico Carro
www.romaeterna.org
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Mer 3 Ott 2007 2:43 pm

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Inoltra Messaggio #1320 di 1804 |
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