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-------- Messaggio Originale --------
Oggetto: [NR_Italia] Vendemmia nell'antica Pompei
Data: Thu, 18 Oct 2007 16:16:06 +0200 (CEST)
Vendemmia nell'antica Pompei
Vigneto della Nave Europa
Pompei (Na)
dalle ore 12
Venerdì 19 ottobre parte la vendemmia 2007 nei vigneti dell'antica Pompei, una
attività che fa parte della sperimentazione congiunta dal Laboratorio di
Ricerche Applicate della Soprintendenza archeologica di Pompei, diretto dalla
dottoressa Anna Maria Ciarallo, e la Società Mastroberardino, una delle più
importanti aziende vinicole del Mezzogiorno. Il lavoro di collaborazione ha reso
possibile negli anni la bonifica dei vigneti, lo studio e la ricerca sui
materiali utilizzati in viticoltura e infine la produzione limitata e numerata
di "Villa dei Misteri", un vino rosso dalle caratteristiche uniche realizzato
secondo la metodologia di duemila anni fa.
Si prevede una raccolta di circa 30 quintali di uva e secondo i tecnici della
Mastroberardino potrebbe trattarsi della miglior vendemmia dal punto di vista
qualitativo mai effettuata a Pompei.
I visitatori interessati potranno assistere alla raccolta dell'uva presso il
vigneto della Casa della Nave Europa (nei pressi dell'Anfiteatro) a partire
dalle 12 e per tutta la mattinata.
Il ripristino della viticoltura nell'antica Pompei coniuga studio, conservazione
e valorizzazione di un sito archeologico con esigenze imprenditoriali.
L'esperimento pompeiano nasce qualche anno fa: gli studi condotti dal
Laboratorio di ricerche Applicate della Soprintendenza archeologica di Pompei
avevano evidenziato la originaria presenza di vigneti nei quartieri intorno
l'Anfiteatro. Sul terreno, infatti, non solo furono trovati pollini e frammenti
di legno di viti, ma anche le cavità che le ospitavano insieme ai paletti di
sostegno: erano dislocate su filari orientati in direzione N-S, e le distanze
tra filari e
su filare corrispondevano a quelle indicate dagli antichi agronomi.
L'idea di ripristinare quegli antichi vigneti richiedeva ulteriori ricerche per
identificare le varietà da mettere a dimora secondo le norme colturali suggerite
dagli autori classici: con l'aiuto della Soc. Mastroberardino, gelosa custode
delle tradizioni enologiche campane, fu avviato uno studio comparato tra le
raffigurazioni di grappoli d'uva negli affreschi pompeiani e la forma delle
foglie e dei grappoli dei vitigni campani che pare discendessero dai capostipiti
greci e romani.
Furono così identificate 8 varietà che dopo una sperimentazione durata circa 3
anni evidenziò l'incompatibilità di alcune coltivazioni con le caratteristiche
del terreno: alla fine della sperimentazione si decise, quindi, che solo 2
vitigni
autoctoni sembravano rendere al massimo lo Sciascinoso e il Piedirosso i cui
capostipiti si identificavano rispettivamente con la Vitis Oleogina e la
Colombina Purpurea.
Alla fine del terzo anno di sperimentazione il raccolto fu interamente dedicato
alle prime prove di vinificazione non potendo riprodursi per ovvie ragioni di
igiene, le antiche tecniche di vinificazione;ne furono, però, studiati i più
diversi aspetti, riproducendone in ambiente controllato le condizioni
microclimatiche e i processi di fermentazione.
Alla luce degli interessanti risultati, si decise di allargare la coltura a
tutte le aree a vigneto della Regio I e II dell'antica Pompei, per un'estensione
di circa un ettaro ripartito su 5 appezzamenti di diversa estensione, il più
vasto dei quali è il cosiddetto Foro Boario: nell'autunno del 2001 si è avuto il
primo significativo raccolto di circa 20 quintali di uve, consuetudine che si è
poi ripetuta ogni autunno
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(fonte: www.galileonet.it)
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Domenico Carro
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