> ... che ruolo ha avuto la storia e la cultura romana nel
> nostro essere oggi italiani (cioè: unici, diversi da tutti)?
> E ancora creativi, accoglienti, aperti, umili (aperti ad
> imparare), individualisti, pionieri ....e grandi cuochi di
> grande cucina??
Ho atteso un poco ad inoltrare il mio parere per non interferire con
eventuali altre risposte, ma vedo che non ne sono ancora giunte. Temo
quindi che la domanda abbia creato qualche disorientamento proprio per
il suo riferimento all'oggi. E' infatti innegabile che le lugubri
cronache quotidiane diffondano nella società una sensazione di
frustrazione e di inadeguatezza che mette a dura prova l'autostima
collettiva.
L'argomento, di per sé, non è pertinente con le tematiche proprie di
questo foro di conversazione, ma deve essere brevemente toccato poiché
non è possibile rispondere alla domanda se non si mette a fuoco, innanzi
tutto, cosa significhi essere Italiani. Questo dubbio, peraltro, è
anch'esso una nostra peculiarità, visto che non potrebbe mai sfiorare né
i cittadini delle altre grandi nazioni europee, né quelli degli stati
minori di più recente costituzione. Ma anche questa stranezza ha
un'origine antica.
Come possiamo dunque tratteggiare la nostra identità nazionale? Per dare
un giudizio equilibrato occorre necessariamente sgomberare la mente da
tutto quel ciarpame che quotidianamente ci viene propinato dai nostri
miopi, incolti ed incoscienti "opinion makers", ostinatamente votati ad
inculcarci il disprezzo verso ogni genuina espressione di italianità e
la beota soggezione nei confronti delle culture altrui. Per nostra
fortuna, vi sono dei convincimenti che permangono comunque fermamente
radicati nella coscienza collettiva, quali, ad esempio, la bontà della
nostra cucina, ovviamente; ma anche il nostro senso della pulizia
(quella individuale e quella nelle nostre case), perlomeno se
raffrontato agli standard di certi popoli europei ben più spocchiosi; le
nostre glorie calcistiche ed in molti altri sport (come dimenticare
quello splendido nostro maratoneta, Stefano Baldini, che giunse da solo
nello stadio di Atene?); i nostri bolidi vincenti, come quelli con i
leggendari marchi Ferrari, Maserati, Alfa Romeo, Ducati, Aprilia, etc.;
i nostri vini ed i nostri spumanti, certamente non secondi a quelli
d'Oltralpe; la moda italiana, rappresentata dai grandi stilisti di fama
mondiale, ma anche dalla naturale eleganza della nostra gente; lo stile
italiano nel mondo, nel design industriale, nella carrozzeria delle auto
e nella grande architettura, come quella dI Renzo Piano e Massimiliano
Fuksas; la bellezza delle nostre donne e la bravura dei nostri artisti
dalla celebrità internazionale, come la Fracci, il compianto Pavarotti,
Bocelli e la Pausini; i maggiori direttori d'orchestra, come Muti e
Abbado; i grandi maestri del cinema, come Fellini, Antonioni, Germi,
Monicelli e Visconti; le ripetute imprese dell'alpinismo italiano, sulle
più dure cime, fino al K2 ed all'Everest, anche senza ossigeno;
l'efficace presenza italiana nelle principali operazioni di pace e nelle
postazioni più avanzate della ricerca scientifica, in Antartide e nello
spazio. Tutte queste cose - che fanno parte del nostro patrimonio, come
Totò, Carosello, la vecchia Cinquecento e la moka express - sono
abbastanza conosciute e ci rappresentano in modo più completo dei soliti
spaghetti, del cappuccino, della pizza, dei mandolini e della Mafia.
Ma questo non è tutto, perché sono ancor più importanti le molteplici
aree di eccellenza attivamente presenti nella nostra società, cioè
quelle solide e qualificanti realtà di cui si parla poco ma che operano
incredibilmente bene; e ce ne accorgiamo solo di tanto in tanto, quando
scopriamo, ad esempio, che, con l'imminente invio in orbita del
laboratorio europeo "Columbus" (fra una ventina di giorni), più della
metà dell'intera Stazione Spaziale Internazionale orbitante intorno alla
Terra sarà di costruzione italiana.
Checché se ne dica, quindi, gli Italiani sono tutto questo: gente che sa
impegnarsi seriamente e superare ogni difficoltà anche in mezzo a
situazioni ambientali di lavoro non ottimali, e che riesce anche a
raggiungere dei risultati straordinari, pur lavorando individualmente o
nell'ambito di piccoli gruppi, con carenza di risorse e senza la
certezza di un appropriato sostegno istituzionale.
Questa realtà odierna è perfettamente coerente con quella dei secoli
passati, quando la nostra Penisola ha generato quelle straordinarie
individualità che hanno regalato all'umanità le note musicali, la
commedia dell'arte, l'Umanesimo, il Rinascimento italiano, il Nuovo
Mondo, il metodo scientifico galileiano, il melodramma, la pila
elettrica, il telefono, la radio e l'energia nucleare. Non vi è dunque
alcuna esagerazione retorica nella nota frase incisa a caratteri
cubitali sui quattro lati del Palazzo della Civiltà Italiana, all'EUR:
"un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di
scienziati, di navigatori, di trasmigratori".
Questa lunga premessa si è resa necessaria per poterci riferire agli
Italiani reali e non a certe strampalate parodie che vengono spacciate
come crude verità o utilizzate come satira a buon mercato, squalificando
solo chi le propala e chi le prende per buone. Essendoci così messi in
condizione di comprendere bene la legittimità ed il senso della domanda
che ci è stata posta, possiamo iniziare a ragionare sulle possibili
correlazioni fra il retaggio di Roma e le specificità degli Italiani
odierni, in positivo ed in negativo.
Ma non temete: lo vedo anch'io che questo messaggio è già diventato
eccessivamente lungo. Mi fermo pertanto qui, per fare una pausa, e
riprenderò domani con un secondo messaggio per esporre la risposta vera
e propria.
Vi chiedo solo di non intervenire per aprire un dibattito su questa
premessa, che, come ho detto, è solo propedeutica a quanto seguirà.
Discutere solo su questo sarebbe fuori tema, mentre una successiva
discussione chiaramente incentrata su Roma antica e sulla sua eredità in
Italia sarà perfettamente pertinente ed auspicabile.
D'altronde, per completare e chiudere questa premessa sugli Italiani
odierni, dovrebbe bastarci il conforto autorevole del nostro Presidente
della Repubblica che, proprio oggi, riferendosi ad un'infelice
valutazione espressa dal New York Times,
ha detto "Possiamo scommettere sull'Italia, sulle sue tradizioni
storiche e sui suoi spiriti animali" ... "Spiriti animali è un
riferimento alla vitalità italiana, agli spiriti animali del capitalismo
di cui parlava Keynes". [citazione dall'ANSA]
Ed anche: "Esiste capacita' di iniziativa, una spinta dal basso che
porta ad eccellere e certe cose mi piacerebbe vederle sui giornali"
[citazione da RaiNews24].
Cordialmente,
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Domenico Carro
www.romaeterna.org
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