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-------- Messaggio Originale --------
Oggetto: [pomerium] la casa di Augusto
Data: Sun, 9 Mar 2008 03:07:12 +0000 (GMT)
http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/arte/gallerie/augusto-casa/augusto-casa\
/1.html
Roma, apre ai visitatori sul colle Palatino il palazzo del grande imperatore
Gli ambienti furono scoperti negli scavi degli anni '70
Affreschi, stucchi e tanta storia
Signori, è la casa di Augusto
Molto tempo per la sistemazione. Un percorso straordinario
di GOFFREDO SILVESTRI
La stanza delle maschere
ROMA - "Casa di Augusto". Siamo sul Palatino, nella zona più sacra alla Roma
delle origini e questa è una reggia del primo imperatore di Roma Ottaviano
Augusto. Dell'uomo che con Cesare è per la gente la figura emblematica
dell'impero romano, al quale è legato il "periodo d'oro" della civiltà
romana..
All'inizio era la "Casa di Augusto" non ancora imperatore cioè prima del 16
gennaio del 27 avanti Cristo. Poi, alla fine, comprando e ristrutturando le
abitazioni circostanti più o meno importanti compreso il tempio di Apollo
Aziaco, la "casa" sarebbe diventata di 12 mila metri quadri, su più livelli.
Dimora per le funzioni private e palazzo imperiale per le funzioni civili,
politiche e religiose dato che Augusto era guida e autorità in tutti i settori,
con tutti i poteri e le cariche a vita, compresa quella di Pontefice Massimo.
Eppure anche il potere e la gloria di Augusto passeranno (morì nel 14 dopo
Cristo, a 77 anni) e gli archeologi troveranno parte della casa demolita da
Domiziano per costruire il suo palazzo.
LA GALLERIA FOTOGRAFICA
La "Casa di Augusto", una concentrazione di storia e di interesse archeologico
alla quale pochi monumenti del Palatino possono essere paragonati, ma per il
pubblico ha un valore aggiunto incommensurabile. Una decorazione pittorica (e di
stucchi) all'altezza del personaggio, cioè di qualità altissima. Affreschi
considerati il "maggior complesso" della pittura di II stile pompeiano (il metro
stilistico usato per valutare la pittura romana), della fine del I secolo avanti
Cristo.
Non frammenti, piccole porzioni, ma pareti e volte intere, interi ambienti.
Alcuni affreschi ritrovati miracolosamente sui muri sui quali erano stati
dipinti, gli altri in pezzi consistenti o in migliaia di frammenti, a volte
minuscoli, mescolati alla terra, che sono stati ricomposti, restaurati, rimessi
su pannelli al loro antico posto.
Ora, dal 10 marzo, la "Casa di Augusto" viene finalmente aperta al pubblico, ai
visitatori del Palatino. Regolarmente, anche se parzialmente e con cinque
visitatori alla volta ammessi negli ambienti affrescati. Un limite che tiene
sotto controllo le variazioni di temperature e umidità (per la conservazione
dei dipinti), e per ragioni di sicurezza generale in ambienti di dimensioni
ridotte.
Una apertura dopo tanto tempo. Gli ambienti visitabili sono stati scoperti con
gli scavi di Gianfilippo Carettoni alla fine degli anni Settanta del Novecento.
Alla scoperta sono seguiti anni di studi per essere certi che fosse la "Casa di
Augusto", di altri scavi, irregolari per i finanziamenti a singhiozzo, di
fondamentali lavori sul terreno, le strutture e i muri (quelli più importanti,
che non si vedono), di ripristino delle coperture di alcuni degli ambienti per
poter applicare gli affreschi ricomposti, di restauri. Una apertura che è un
avvenimento di valore mondiale per l'archeologia.
Per tagliare questo traguardo, nei due ultimi anni la soprintendenza speciale
per i beni archeologici di Roma diretta da Angelo Bottini, ha concentrato un
milione 540 mila euro in particolare attorno al
peristilio (il giardino porticato a colonne) della prima fase della "Casa" di
Augusto non imperatore. Su due lati del peristilio si aprono i locali più
rappresentativi dell'abitazione. Il nucleo è situato sul pendio del Palatino
lato Velabro, nel tratto adiacente al tempio di Apollo Palatino eretto da
Augusto, tra le "scale di Caco" e le biblioteche di Domiziano. Le "scale"
salgono dalla base un tempo paludosa del colle, di lato alla mitica-non più
tanto mitica grotta del fauno Luperco (il Lupercale) dove Romolo e Remo
sarebbero stati assistiti e allevati con quello che ne è seguito. Caco era un
gigante e bandito che fu ucciso da Ercole al quale aveva rubato le mandrie,
premio alle fatiche.
Augusto avrebbe insomma organizzato la propria abitazione quasi in collegamento
verticale con il luogo che più di tutti evocava la nascita di Roma.
L'individuazione di quello che molti indicano come il Lupercale (per ora
esplorato solo con sonde) è certamente rafforzata dalla stretta connessione
fisica con la "Casa di Augusto" .
Con un percorso attraverso il peristilio si visita il settore che eccelle per
l'"altissima qualità" degli affreschi. Il cosiddetto, raffinato "studiolo di
Augusto" espressione del suo utilizzatore, dalla volta decorata di stucchi, un
"cubicolo" in posizione superiore al quale si accede attraverso una terrazza; il
"cubicolo inferiore"; il grande "oecus", l'ambiente di soggiorno e di
ricevimento; i due locali denominati "della rampa" e "dell'antirampa". Gli
ambienti sono collegati fra loro, ma senza finestre: la luce naturale veniva
solo dalla porta con un affaccio su di un grande giardino.
Questa parte della casa fu trasformata da Augusto in una piattaforma-fondamenta
cioè riempita di materiali di risulta quando decise di allargare la dimora.
Un'operazione come quella che ci ha regalato la Domus Aurea di Nerone sul Colle
Oppio, trasformata in fondamenta delle terme di Traiano, e ora gli ambienti
affrescati di Augusto sul Palatino.
Con la pittura di II stile si passa da una parete raffigurata chiusa e piatta ad
una raffigurazione di architetture dipinte prospetticamente su vari piani:
zoccolo, podio "che sembra invadere la stanza" con colonnati, architravi e
soffitti "che appaiono continuare oltre la parete" e questa conquista una
profondità spaziale, con grandi squarci e finestre che mostrano santuari,
paesaggi in lontananza. Anche personaggi in dimensioni quasi al naturale.
Nello "studiolo" rimanevano sulla parete frontale circa due terzi dell'affresco,
sulla volta un'ampia porzione di pittura e stucchi. Tutto il resto della
decorazione di pareti e volta era ridotto in frammenti e si era mescolato con i
frammenti del "cubicolo inferiore" che per fortuna conservava la quasi totalità
della decorazione sulle pareti. Nell'ambiente di soggiorno e ricevimento si sono
ritrovati i frammenti degli affreschi della parte superiore delle pareti
dell'antisala crollate per i lavori del Palazzo di Domiziano. Tutto il resto
della decorazione molto deteriorato, è stato consolidato e reintegrato per
poter essere presentato.
In occasione dell'apertura al pubblico è uscito un volume di Irene Iacopi della
soprintendenza, responsabile delle ricerche in questa zona del Palatino, "La
casa di Augusto. Le pitture" (Electa, 83 pagine) che illustra anche i dipinti di
ambienti non ancora visitabili (come l'ambiente "delle prospettive", la "stanza
delle maschere"). Ma quel che si vede è già straordinario, a volte ubriacante,
nella girandola dei colori accesi, rosso, ocra giallo dei pannelli rettangolari,
della fantasia delle fasce nere della decorazione architettonica, nelle
meraviglie della tridimensionalità degli sfondi. Nello "studiolo" la volta a
botte con stucchi in mattonelle esagonali e riquadrati dipinti con amorini e
motivi floreali. Alle pareti su più piani di profondità, pannelli con paesaggi
e scene di culto. Colonne che "scavalcano" cornici, terminano in vetta con
candelieri a forma di fiore ed hanno la base che ugualmente "si sfoglia". Come
un vaso decorato con
foglie di carciofo. E su una cornice un uccellino sta becchettando. Mentre su
altre cornici si inseguono figurine fantastiche, femminili alate, grifi.. E
all'improvviso spunta una testa di satiro.
Nel grande "oecus" predomina il rosso cupo. Su due pareti a fronte è ripetuta
la facciata di un tempio a quattro colonne su di un podio giallo ocra. Fra due
colonne una maschera. In una scena una gran dama con manto, diadema e collana.
Nell'ambiente "della rampa" volta a cassettonato monocromo accanto a lacunari
policromi, con losanghe in rettangoli e quadrati. Nella fascia superiore una
veduta fra sfondi di colonne e trabeazioni. Nel "cubicolo inferiore" sono
dipinti due palcoscenici su pannelli rossi fra alte colonne corinzie. Uno ha la
scena centrale e immaginarie aperture laterali. L'altro è prolungato in una
scena di vita in una città, con un fregio popolato da esseri marini. Basta.
Fermate le onde.
Notizie utili - La "Casa di Augusto" è visitabile dal 10 marzo. A piccoli
gruppi. All'interno degli ambienti possono stare solo 5 persone alla volta per
motivi di conservazione e sicurezza. Una via diretta per raggiungerla parte
dalla via Sacra, all'altezza del tempio di Antonino e Faustina. Si passa accanto
alla Regia, al tempio di Vesta e si prende una scala che porta in salita alla
grandiosa Domus Tiberiana. Quindi a sinistra e diritto nel lungo criptoportico
che termina alla "Casa di Livia" dietro la quale è la "Casa di Augusto" con a
fianco il tempio di Apollo Palatino. La zona domina a destra via San Teodoro col
Velabro, e davanti il Circo Massimo. La Electa ha pubblicato un volume (83
pagine) di Irene Iacopi "La casa di Augusto. Le pitture".
Orari: dalle 8,30 a un'ora prima del tramonto. La biglietteria chiude un'ora
prima. Il lunedì apertura dalle 11.
Biglietto: intero 11 euro; ridotto 6,50. Il biglietto consente l'ingresso al
Colosseo e alla mostra "Trionfi romani", al Palatino e Foro Romano.
(7 marzo 2008)