Nuove scoperte archeologiche dagli scavi lungo la Via Emilia a
Fossalta (Mo)
Pubblicato il 05/02/2009
La statua di un leone a grandezza quasi naturale, ricavata da un unico
blocco di calcare bianco, che con una o forse tre sculture speculari
presidiava un sepolcro monumentale, distrutto in antico, che sorgeva
lungo l'antica via consolare Aemilia. E´ questa la straordinaria
scoperta archeologica fatta nei giorni scorsi a Modena, in località
Fossalta, a circa due metri di profondità dal piano di calpestio,
durante i lavori di ampliamento di un fabbricato dell'Agenzia di
Onoranze Funebri C.O.F.I.M. di proprietà di Gianni Gibellini.
Statue di questo tipo sono attestate nell'architettura funeraria di età
romana, soprattutto tra la seconda metà del I sec. a.C. e i primi
decenni del I sec. d.C. Tuttavia il ritrovamento di questo quinto leone
(a Modena ce ne sono altri quattro, tre riutilizzati nel Duomo e un
quarto esposto nel Lapidario Estense) sembra confermare una volta di più
la fama di città "splendidissima" tramandataci da Cicerone.
La statua si presenta in buono stato di conservazione. L'animale è reso
in posizione frontale, con la testa girata di tre quarti, priva della
faccia; mancano anche gli arti posteriori e la zampa anteriore destra.
In compenso quel che resta è di straordinaria bellezza. La criniera è
scolpita con grande risalto plastico e naturalistico, a ciocche
voluminose e serpeggianti. Sul fianco si vedono nitidamente le costole e
sul ventre addirittura le vene capillari. La coda, di cui manca il
pennacchio, avvolge il posteriore della bestia, come quella dei leoni
coevi, ritrovati nel Medioevo, ora a guardia della porta del Duomo.
Dopo l'imponente ara di Vetilia Egloge, recuperata nel 2007 ed ora
esposta nel Lapidario Romano dei Civici Musei di Modena, la Via Emilia
ci restituisce un'altra importante testimonianza del passato. Il
cantiere dove è avvenuto il ritrovamento si trova in un´area indicata ad
alta potenzialità archeologica nel PRG di Modena e pertanto controllata
fin dall´inizio dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici
dell´Emilia-Romagna. I lavori di scavo si sono svolti sotto la direzione
scientifica del Soprintendente Luigi Malnati e dell'archeologo Donato
Labate e sono stati coordinati sul campo da Xabier Gonzalez Muro della
ditta Pegaso Archeologia.
Questo ritrovamento è avvenuto nella stessa zona dove, otto anni fa, era
stata scavata una necropoli tardoantica, databile tra la metà del III e
la fine del IV sec. d.C. Gli scavi recuperarono alcuni frammenti,
provenienti da monumenti più antichi, riutilizzati per la copertura
delle tombe. Uno in particolare, decorato con un gladio appeso a un
chiodo e semicoperto da uno scudo, indicherebbe che la tomba sia
appartenuta a un graduato dell'esercito romano o comunque a un eminente
personaggio. Se tutti questi frammenti, come sembra, appartengono allo
stesso monumento funerario di cui fa parte il leone appena recuperato,
si potrebbe tentare un'ipotesi ricostruttiva dell´intero manufatto.
Dopo gli interventi di restauro, che saranno curati dalla Soprintendenza
per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna, il Ministero per i Beni e
le Attività Culturali deciderà la destinazione della statua.
Testo tratto dalla seguente pagina del sito del Ministero per i Beni e
le Attività Culturali:
http://www.beniculturali.it/sala/dettaglio-comunicato.asp?nd=ss,cs&Id=2984
Ulteriori informazione e foto nella seguente pagina:
http://www.archeobologna.beniculturali.it/modena_fossalta/scavo_2009.htm
Domenico Carro
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