Alle 13.06 16/04/03 +0200, Luigi Barone ha scritto:
>Mi scuso nel continuare questa discussione, ma ritengo, assai brevemente,
>che essa esula dallo scopo istituzionale di questo forum, punto e basta.
Giustissimo.
Non ho neanch'io nessuna voglia di lasciarmi coinvolgere in una discussione
che permane fuori tema e che ha lo sgradevole sapore della provocazione e
della faziosità politica.
Cancello pertanto anche l'ultimo messaggio del membro che si firma Roberto,
poiché contiene delle frasi inaccettabili; e lo invito per l'ultima volta
ad attenersi alle norme della nostra lista.
Infine, aggiungo una piccola osservazione storica alla seguente frase che
era contenuta in quel messaggio incriminato:
"Come tutti sanno, l'ordierno IRAQ in epoca romana era niente di meno che
la Parthia, non c'è bisogno che sia io a ricordare come la storia
della Parthia sia stata spesso legata alla storia di Roma."
Ebbene, per chi ha a cuore la storia di Roma e del suo Impero, il
territorio dell'odierno Iraq non rappresenta certamente la cosiddetta
Partia (cioè il regno dei Parti, che aveva un'altra origine), ma
rappresenta, semmai, il territorio delle province romane di Assiria e
Mesopotamia, conquistate sotto il principato di Traiano e mantenute sotto
l'amministrazione romana, sia pure con alterne vicende, per almeno due
secoli e mezzo, fino all'epoca di Giuliano.
Le ricorrenti lotte dei Romani in Oriente, prima contro i Parti e poi
contro i Persiani, per riprendere o consolidare il controllo di quelle
province dimostrano bene quanto gli stessi Romani tenessero a mantenerne il
possesso. Insomma un Romano non avrebbe mai detto che la Mesopotamia era la
Partia.
A questo proprosito, per offrire ai visitatori del mio sito un immediato
raffronto fra la carta dell'Impero romano all'epoca di Traiano e le
corrispondenti nazioni odierne, ho messo da qualche tempo in linea due
immagini che si possono vedere andando nella sezione "Imperium" e cliccando
il tasto in alto a destra ("Carta generale").
Cordialmente,
Domenico
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Domenico Carro
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