Alle 12.12 20/06/03 +0000, Lotho ha scrito:
>Ciao a tutti
>Ho trovato in rete questa intervista al regista del film
>di cui ho gia detto nel precente post.
>poi dite che ne pensate?
Innanzi tutto, è confortante vedere che il film è stato fatto da qualcuno
che ha letto la storia, che lha meditata e l'ha amata. Mi sembra già un
buon segno. Ed è un buon segno anche l'intendimento di seguire fedelmente
il racconto di Rutilio Namaziano, senza concedersi delle "licenze".
Per contro, fra le varie cose che dice l'intervistato, non mi torna molto
questa sua supposizione: "più probabilmente il viaggio è solo un pretesto
per allontanarsi da Roma, allo scopo di organizzare un tentativo di
restaurazione". Non vedo bene dove si possa appoggiare questa ipotesi, che
mi sembra, a prima vista, piuttosto azzardata. Tuttavia mi sembra che la
cosa sia ininfluente ai fini del film.
Ho trovato invece molto acuto il raffronto fra l'epoca di quegli eventi e
quella attuale. E' comunque ovvio che, pur essendoci varie analogie (per
esempio, fra le cause delle invasioni barbariche e quelle dell'immigrazione
clandestina), questi raffronti vanno sempre presi con le molle e non
possono essere spinti oltre misura.
Mi ha infine lasciato un po' perplesso la scelta di non ricostruire in
studio "ville, porti e templi", ma di ambientare le scene fra i reperti
archeologici. Naturalmente bisognerà vedere cosa rende questa scelta, ma,
così come è stata illustrata nell'intervista, parrebbe destinata a non
rendere le scene sufficientemente realistiche. Infatti, anche se erano
passate delle orde barbariche che avevano compiuto varie distruzioni e
saccheggi, mi sembra eccessivo immaginare che tutto si fosse ridotto a
ruderi informi!
In ogni caso, quello che conta è il risultato finale, che non si può
giudicare fintanto che non si è visto il film. E si tratta comunque di un
film che parrebbe meritare d'essere visto.
Cordialmente,
Domenico
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Domenico Carro
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