Alle 17.57 25/07/03 +0000, Martin G Conde ha scritto:
>Le navi di Nemi
>http://www.archivioluce.com/galleria/campanili%20dItalia.asp?documentID=561
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Grazie della segnalazione. Si tratta di una pagina molto interessante,
soprattutto perché è curata dall'Istituto Luce, che possiede diversi
filmati storici dello straordinario evento costituito dal recupero delle
due gigantesche navi romane di Nemi.
In questa pagine vi è tuttavia solo una piccola imprecisione nella seguente
frase conclusiva:
>... Oggi, dopo la scomparsa delle navi, il
>Museo delle navi romane conserva ancora molti elementi salvati
>dall'incendio del 1944: diverse teste di animali, terrecotte
>ornamentali, alcune mani apotropaiche che avevano la funzione di
>tener lontani gli spiriti maligni.
In realtà, oggi, per avere una visione abbastanza completa di tutto quanto
si conosce delle due navi di Nemi, è opportuno visitare perlomeno i
seguenti due musei:
- a Nemi: il Museo della Navi Romane, la cui conformazione e vastità basta
di per sé a far chiaramente percepire quali fossero le eccezionali
dimensioni delle due navi: Esso espone due grandi modellini dei relitti (in
scala 1:10), il "dritto di prora" in bronzo (originale) della Prima Nave,
le ricostruzioni delle due grandi ancore, una ricostruzione in scala 1:1
della sistemazione di uno dei timoni, oltre a vari reperti trovati nei
relitti delle navi (colonne, mosaici, parti di tubature in piombo, monete,
ecc.) ed alla ricostruzione di taluni macchinari di bordo. Inoltre, sullo
spiazzo antistante il Museo, di fronte alla riva del lago, vi è l'inizio
della ricostruzione della "prima Nave", in scala 1:1, curata
dall'Associazione "Dianae Lacus" ;
- a Roma, il Museo Nazionale Romano, nella sede di Palazzo Massimo,
contiene una sala dedicata alle due navi, con tutti i più bei reperti
bronzei da esse recuperati: le famose teste di baglio configurate con
protomi di animali (lupi, leoni e pantere) che sorreggono un anello nelle
loro fauci, la testa di Medusa, le mani apotropaiche, un lungo tratto della
splendita "battagliola" (balaustra) della Seconda Nave, con i "candelieri"
(elementi verticali) ornati da erme bifronti di raffinata fattura, oltre a
svariati altri elementi minori.
Se poi ci si trova a visitare i Musei Vaticani in un giorno in cui la
Galleria Lapidaria è aperta al pubblico, non sarà difficile notare le
impressionanti dimensioni di un lungo baglio di legno che venne ripescato
dal lago di Nemi nel corso dell'esplorazione condotta nel 1827.
Cordialmente,
Domenico Carro
www.romaeterna.org