Salve a tutti.
Mi aspettavo pareri discordanti e non nascondo il timore che un argomento
così "scottante" possa creare pericolosi flames. Sono sicuro, però, che la
serietà che contraddistingue i componenti di questa lista superi sentimenti,
ri-sentimenti e reazioni istintive in favore di una disamina scientifica o
quanto meno super partes.
Faccio questa premessa perché, inevitabilmente, si toccano discorsi
delicatissimi come la religone e la politica e non vorrei che fossi proprio
io a scatenare una "rissa telematica".
Vengo subito al dunque:
Sergio, giustamente, espone quello che la storia studiata nelle scuole ha
insegnato a milioni di scolari.
Lucius invece la "prende di petto" ed esprime le sue considerazioni che in
parte condivido nonostante sia cristiano convinto.
Nel mezzo, da Storiografo serio, si pone Domenico. Non faccio questo
distinguo per esprimere dei giudizi (per carità!) ma solo per partire da un
punto fermo: se si vuole esaminare seriamente un personaggio o un periodo
storico, bisogna essere "impermeabili" alle emozioni che queste possono
sucitare.
Altrimenti accade quello che si vede in TV e sui giornali: uno stesso
episodio viene raccontato in modi diversi a seconda della testata
giornalistica che lo pubblica.
Uno storico non è altro che un cronista che opera a ritroso nel tempo. La
sua bravura consiste nel raccontare i fatti rimanendone "incontaminato".
Domenico ha subito allargato il discorso; come Sergio ha citato, oltre
Caligola, Domiziano che la 'damnatio memoriae' non ha "protetto" abbastanza
e si è spinto oltre.
A quanto pare, la violenza non era un difetto destinato a pochi. Non mi
risulta (e se mi sbaglio correggetemi) che siano stati in molti a morire di
vecchiaia nel proprio letto.
Riguardo ai giudizi in questione, desidero riportarvi le definizioni del
"Dizionario Illustrato di Mitologia - Fernando Palazzi - Edizioni
Scolastiche Mondadori" alla voce Nerone:
[... cominciò governando saggiamente sotto gli ammaestramenti di Seneca e di
Burro ma poi assassinò Britannico suo fratello adottivo, e persino la madre
Agrippina, e divenne ben presto il tiranno più pazzo e più crudele che fosse
mai stato, tanto che il suo nome è simbolo di ogni atrocità.]
Alla voce "Agrippina" leggo:
[... fu donna dissoluta e perversa; avvelenò il marito e tentò anche di
rovinare il figlio, che però scoperse le sue macchinazioni e la uccise nel
59 d.C.]
Non credete che un "avvocato Taormina" spunterebbe (se non un'assoluzione
piena) una riduzione della pena? :-))
Biagio