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Fwd: [NR_Italia] Ancora sul porto di Napoli   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #460 di 1807 |
Messaggio inoltrato da "Fr. Apulus Caesar" <fraelov@...>
sulla lista NR_Italia <http://it.groups.yahoo.com/group/NR_Italia/>"

>Date: Wed, 11 Feb 2004 01:17:50 +0100
>Subject: [NR_Italia] Ancora sul porto di Napoli
>
>IL PORTO E LA BARCA DI NEAPOLIS VENUTI ALLA LUCE DOPO 2000 ANNI DAGLI SCAVI
>DELLA NUOVA METROPOLITANA DI NAPOLI
>La presenza dell'insenatura era gia' stata individuata, ma solo oggi, dopo
>le ultime scoperte archeologiche fatte dopo gli scavi della nuova
>metropolitana a Napoli, e' stata ricostruita la linea di costa con il mare
>che arrivava a bagnare la citta' insinuandosi in un cratere vulcanico fin
>dentro l'attuale piazza Municipio.
>
>E' il porto di Neapolis, saltato fuori, insieme con una nave antica, nello
>scavo della stazione di Piazza Municipio le cui vestigia sono emerse dal
>passato, dal II secolo dopo Cristo in piena eta' imperiale romana. La
>scoperta, annunciata nei giorni scorsi, e' stata per la prima volta oggi
>mostrata ai non addetti ai lavori e al sindaco di Napoli, Rosa Iervolino
>Russo (presenti anche il vice sindaco Rocco Papa, il soprintendente
>regionale per i Beni Archeologici Stefano De Caro ed il presidente della
>Metropolitana Napoli Giannegidio Silva), insieme con due altre testimonianze
>della Napoli antica: un edificio pubblico, anche esso di eta' imperiale, e
>una fontana (questa del 1200) emerse da un altro scavo della metropolitana,
>quello di piazza Nicola Amore. Intanto mentre si e' scavato, e si scavera'
>ancora, per riportare alla luce le inedite vestigia della Napoli romana,
>soni ripresi anche gli scavi per ricostruire la memoria e il profilo delle
>gradinate dell'immenso teatro romano (dove si esibi' Nerone nel 63 dopo
>Cristo e dove nemmeno un terremoto riusci' ad interrompere i suoi versi
>declamati davanti a decine di migliaia di spettatori) seppellito dalle
>stratificazioni del centro antico, con un progetto finanziato da quattro
>milioni di euro. Ma e' il porto romano, di piazza Municipio, a suscitare
>l'interesse degli studiosi coordinati dal Soprintendente per i Beni e le
>Attivita' culturali della Regione Campania, professor Stefano De Caro.
>''Scoperte che erano state previste - dice De Caro - allorquando si e'
>scavato per i lavori della metro e sarebbero state impossibili da effettuare
>senza i lavori stessi''. Il livello venuto alla luce in piazza Municipio
>risale al II secolo dopo Cristo: l'area - lo scavo della stazione - e' una
>zona fangosa dove si scorge il profilo della antica barca affondata che
>sara' portata alla luce interamente entro sei mesi. Tutt'intorno si scorgono
>piloni di legno evidentemente di approdo del porto, perfettamente conservati
>(come lo e' il fasciame della barca, spiegano gli archeologi, custodito dal
>fango) e infine la linea di approdo disseminata di cocci di anfore e vasi.
>''La speranza - spiega De Caro - e' quella di scendere di livello, di
>arrivare a scavare in profondita' e andare indietro nel tempo''. Il
>progetto, condiviso dal sindaco Iervolino, potrebbe essere quello di creare
>un museo di esposizione, oltre a quello di San Martino, magari all'interno
>della stazione di piazza Municipio, dove ospitare la grande quantita' di
>reperti. Aldila' delle emergenze archeologiche venute alla luce e' il nuovo
>profilo della costa che e' stato ricostruito ed e' ormai chiaro agli
>studiosi che il mare che bagnava la Napoli imperiale e augustea, si
>insinuava in un cratere che penetrava accanto a quello che e' il Maschio
>Angioino. ''Era una baia protetta - spiega la dottoressa Daniela Giampaolo
>che ha coordinato lo scavo - e idonea alla presenza del bacino portuale. Qui
>siamo in presenza della linea di costa del II secolo dopo cristo e lo Scavo
>e' il fondo dell'insenatura, la parte piu' profonda''. Qui il mare e' stato
>poi prosciugato nel corso dei secoli, interrato da dilavamenti e frane e nel
>sesto secolo venne costruita una strada. Le vicende successive dell'area
>arrivano fino alla costruzione del fossato di Castel Nuovo, vicende
>ripercorse a ritroso dagli archeologi durante gli scavi della Metropolitana.
>Pali lignei, praticamente integri, conservati perfettamente dalla presenza
>dell'acqua, una serie di banchine dove venivano ancorate le imbarcazioni, e
>l'ultimo rinvenimento, della fine dello scorso anno, l'imbarcazione lunga 10
>metri ancora interrata. ''La barca - spiega la dottoressa Giampaolo - e' di
>ragguardevoli dimensioni - sara' scavata nei prossimi giorni. Ma un altro
>elemento importantissimo e' il ritrovamento delle ceramiche, cocci e e
>vasellame, nonche' anfore (ora venute alla luce e disseminate proprio
>accanto alla antica barca) trasportare da tutti i porti del Mediterraneo nel
>porto della Napoli Imperiale. ''Alcune anfore - spiegano gli archeologi
>napoletani - sono conservate perfettamente e hanno ancora i tappi di sughero
>e all'interno vi sono resti di prodotti trasportati via mare''. A qualche
>centinaia di metri dallo scavo di piazza Municipio, nel cantiere della
>metropolitana di piazza Nicola Amore - seconda tappa del viaggio del sindaco
>Iervolino tra i nuovi tesori della citta' - sono emersi i resti di quello
>che era un imponente edificio pubblico (edificato in epoca augustea
>probabilmente per i giochi Isolimpici) sempre di epoca imperiale. Nello
>stesso scavo - a pochi metri di distanza - con un salto di 1.000 anni e'
>saltata fuori una bellissima fontana in marmo del 1.200 (seppellita dagli
>edifici di un altra Napoli, quella piu' recente del Risanamento) che ha dei
>graffiti raffiguranti barche che navigano verso un castello. Due strati
>della Napoli antica, due epoche diverse una accanto all'altra, ma distanti
>centinaia di anni tra di loro venute alla luce grazie ai lavori per il
>metro' del futuro. Infine, terza tappa del viaggio a ritroso nel tempo e
>nella memoria fatto dal sindaco, i lavori per riportare alla luce il teatro
>romano. Lavori che sono ripresi pochi mesi fa e che in quattro anni
>dovrebbero restituire le antiche gradinate dell'immenso anfiteatro. Un
>immenso cantiere che si estende nel sottosuolo del centro antico, e che si
>espande senza soluzione di continuita' sotto i palazzi fatiscenti ancora
>oggi abitati e in fase di esproprio in una Napoli 'citta' verticale' per
>eccellenza.
>
>[fonte Culturalweb]





~~~~~~~~~~~~

Domenico Carro
www.romaeterna.org


[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]




Mer 11 Feb 2004 8:08 am

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Inoltra Messaggio #460 di 1807 |
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domenico@...
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