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Renato del Ponte: LA CITTA' DEGLI DEI   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #472 di 1805 |
Re: [romaeterna] Renato del Ponte: LA CITTA' DEGLI DEI

Alle 18.05 08/03/04 +0100, Mario Enzo Migliori ha scritto:
>... Renato del Ponte parlerà del suo libro:
>LA CITTA' DEGLI DEI, La tradizione di Roma e la sua
>continuità

Salve,

debbo dire che questa segnalazione mi ha parecchio incuriosito, poiché si
tratta di un libro e di un autore che mi erano finora sfuggiti.
Da una rapida ricerca sulla Rete ho visto che vi è parecchio materiale sia
sull'uno che sull'altro. Ad esempio, vi sono nelle seguenti due pagine una
breve presentazione del libro (con il relativo indice) ed il curriculum
vitae dell'autore:
http://www.dirittoestoria.it/Del-Ponte-Citt.htm
http://www.dirittoestoria.it/tradizione2/delPonte-CV.htm

Su di un'altra pagina è rimasto il seguente annuncio di un'analoga
presentazione effettuata l'anno scorso a Lavagna:

Lavagna. Sabato 12 aprile 2003, ore 17:00, presso la Sala "Emilio Albino"
della Biblioteca comunale.
Presentazione del libro del prof. Renato del Ponte "La città degli dei. La
tradizione di Roma e la sua continuità" (edizioni Ecig). Parlerà l'Autore,
introdotto da Alberto Lombardo.
Riportiamo un passo dall'Introduzione del libro: «Non meno che comunità di
uomini, Roma era civitas deorum: in essa uomini e dèi vivevano in reciproco
accordo e armonia e ciò che ha fatto la grandezza di Roma antica è proprio
questo patto primordiale (pax deorum), stipulato alle origini della città e
voluto ribadire nel tempo dai suoi cittadini con la perpetua scansione del
rito nelle cerimonie pubbliche e private all'interno del pomerio».

Ho infine trovato una recensione molto più lunga, che trascrivo in calce al
presente messaggio per gli eventuali interessati.
A prima vista, mi sembra che la ricerca condotta dal prof. del Ponte sia
decisamente apprezzabile.
Personalmente, non potrò essere a Firenze per la sua presentazione, ma
cercherò comunque di procurarmi questo libro.

Cordiali saluti,

Domenico Carro

___________

Recensione tratta dalla seguente pagina:
http://www.lacittadella-mtr.com/Indice.htm

Renato Del Ponte, La città degli dèi. La tradizione di Roma e la sua
continuità, Ecig, Genova 2003, pp. 200, Euro 15,00.

Lo studio della religione romana non è sempre agevole e presenta aspetti
non facilmente decifrabili a causa della relativa esiguità del materiale
giuntoci dopo la distruzione dell'Impero. Tuttavia, scoperte recenti di
tipo archeologico, una più attenta rilettura del materiale già conosciuto,
la migliore conoscenza di altre religioni "politeiste" (ci si passi il
termine "barbaro"), ha permesso alla Storia delle Religioni degli ultimi
anni (che ha abbandonato il cliché adusato dello storicismo e del
positivismo imperante nelle nostre Università fino a poco tempo fa) che ci
si potesse accostare al mondo degli antichi Romani con più attenzione e
sostanzialmente con più aderenza alla realtà spirituale di quella civiltà.
In tale contesto innovativo si collocano gli studi di Renato del Ponte, che
da anni contribuisce a fare conoscere aspetti di un mondo poco noto,
nonostante certe pretese di molti accademici, e che anzi spesso appare
"affogato" in stanchi e ripetitivi modelli interpretativi cui sfugge la
possibilità di scendere nella profondità spirituale di una civiltà che ha
saputo ordinare attorno a sé le più svariate tradizioni del Mediterraneo.
Questo suo ultimo suo libro raccoglie saggi e studi apparsi nel corso di
parecchi anni in svariate riviste, ma che ora acquistano un aspetto
unitario e una capacità espositiva che illumina i tanti lati trascurati di
un mondo spirituale ceno non facilmente decifrabile per chi si ostina ad
utilizzare il tipo di metodologia che magari arriva a volte ad illuminare
qualche aspetto delle religioni dei popoli primitivi, ma che in questo caso
è incapace di lumeggiare il fondamento sacrale di un mondo che aveva
aspetti di grande ricchezza spirituale.
Articolato in sei capitoli, il libro di del Ponte spazia dagli arcaici
simbolismi sul Campidoglio e dall'analisi dei culti solari, al significato
sacrale della lingua latina, ad aspetti dei lessico pontificale che
mostrano l'importanza rituale che i Romani annettevano all'iscrizione di
certi nomi e alla loro "aggregazione" nel mondo del divino. Si tratta di
un'analisi particolare, che non indugia su aspetti secondari per pura
erudizione, ma cerca di fare vedere la profondità di un modo di vivere il
sacro, di ordinare ogni pur piccolo aspetto dell'esistenza come se
rispecchiasse l'ordine cosmico e la stessa vita degli Dei. A questo
riguardo è forse utile indugiare sul profilo che il del Ponte dedica a
Vettio Agorio Pretestato, pontefice ed iniziato, una delle figure più
importanti della morente tradizione romana. Custode inflessibile dei valori
e dei rituali tradizionali, Pretestato si trovò a vivere in un momento
decisivo per la storia dell'Occidente, quando le spinte demolitrici degli
invasori cominciavano a non essere più contenute e, all'interno, la
vittoria del Cristianesimo rendeva nullo il tradizionale rapporto fra stato
ed antiche istituzioni sacre. La sua battaglia e il suo indomito rigore
appaiono come il prolungamento del patrimonio spirituale dell'intera
tradizione romana, anche se il tempo in cui vive e il mondo circostante
sembrerebbero farlo somigliare ad una fiamma che a poco a poco si consuma,
quasi come una candela cui viene meno la cera.
Forse meriterebbe un approfondimento ulteriore l'analisi dei fondamenti
sacrali della lingua latina che qui il del Ponte si limita ad accennare.
Troppo spesso, infatti, in questa materia ci troviamo di fronte a studi
condotti da un punto di vista meramente letterario e "archeologico", che
magari indugiano sulla troppo esaltata convinzione, accreditata quasi
ovunque, di un latino ormai ridotto a "lingua morta", ma che trascurano il
fatto che per i Romani il latino era una vera e propria "lingua degli Dei",
un veicolo espressivo che il sacerdozio romano rendeva vivo attraverso le
continue pratiche rituali, considerato capace di svelare agli uomini il
mistero dell'ordine divino e di costituite perciò la base di ogni atto
sacrale e di ogni liturgia.
Un altro importante studio è quello relativo ai rituali di fondazione di
Costantinopoli cui ebbe una funzione certamente non secondaria un maestro
del Neoplatonismo come Sopatro, che poi per i suoi ripetuti attacchi contro
il Cristianesimo trionfante fu condannato a morte dai sovrani che non
accettavano più la sua difesa del mondo tradizionale. A giudizio di del
Ponte, la struttura sacrale e il tipo di rituale sacro connesso alla
tradizione relativa alla fondazione della "seconda Roma", esclude ogni
fantasia che vorrebbe come possibile il riferimento rituale ad una "terza
Rorna" e la trasmissione del patrimonio sacro quale era possibile ritrovare
alle origini del popolo romano. Sono considerazioni importanti, meritevoli
di uno sviluppo ulteriore. La nascita di una città, infatti, nel mondo
antico non era il semplice capriccio di un potente o il risultato di
necessità esteriori legate al momento contingente, ma il frutto di una
precisa scelta che doveva adeguare il sito ad una "geografia sacra" che
molto spesso rifletteva persino l'ordine celeste. Erano necessari perciò
speciali rituali che consentivano di instaurare un "rapporto con il
divino", una forma particolare di inveramento di quella pax deorum la cui
"presenza" permeava ogni aspetto della vita di ogni buon Romano e della
stessa conduzione dello Stato.
E' ovvio che un libro di questo tipo non può avere una traccia di fondo
univoca. Il dei Ponte qui ha radunato quei suoi scritti che non sono
estranei l'un l'altro, ma risultano consonanti alla tesi dell'Autore, che
poi è quella spiegata negli altri suoi libri: la tradizione spirituale
romana, quand'anche le forme esteriori abbiano potuto cambiare nel corso
dei lungo millennio che vide l'affermarsi di quella civiltà, ha conservato
un nucleo di fondo che si è perpetuato nel tempo inalterato nella sua
essenzialità, ed anzi molto probabilmente ha contribuito all'emergere via
via di dottrine e di rituali che sono riconducibili alle basi sacrali che
hanno retto l'Impero di Roma.
Una serie di note critiche e discussioni conclude il saggio. Di particolare
interesse quelle concernenti J.J. Bachofen. In questi ultimi anni in Italia
è aumentato l'interesse per gli scritti del Bachofen a tal punto da
consentire ad alcuni editori la traduzione delle opere maggiori dello
scrittore romantico, mettendole finalmente a disposizione dei pubblico
italiano dopo molti anni dalla loro apparizione. Lo scritto di del Ponte
precedentemente costituiva l'introduzione ad un'operetta quasi sconosciuta
del Bachofen sul simbolismo della lupa romana nei monumenti sepolcrali, ed
in sé costituisce un utile elemento di riflessione sull'opera complessiva
dello scrittore svizzero, anche se si sarebbero forse potute fare
considerazioni di portata molto più vasta, sul simbolismo per es., di
quelle che il del Ponte si è limitato a sottolineare. L'impianto della
costruzione degli scritti del Bachofen, infatti, consente di analizzare le
leggende greche e romane con un occhio molto più "aperto" alla dimensione
spirituale di quanto permettono le usuali analisi accademiche.
Il libro di del Ponte appare consonante con gli altri libri da lui dedicati
agli antichi Dei italici e alla religione romana, un utile complemento che
aiuta a penetrate meglio il senso delle indagini sui mondo antico avviale
già da molti anni dallo studioso di Pontremoli.
[Nuccio D'Anna]



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Domenico Carro
www.romaeterna.org
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Lun 8 Mar 2004 6:49 pm

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Inoltra Messaggio #472 di 1805 |
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Lunedì 15 Marzo 2004, alle ore 21.15 al Caffè delle Giubbe Rosse (Piazza della Repubblica) a FIRENZE, Renato del Ponte parlerà del suo libro: LA CITTA'...
Mario Enzo Migliori
nhmem
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8 Mar 2004
5:05 pm

... Salve, debbo dire che questa segnalazione mi ha parecchio incuriosito, poiché si tratta di un libro e di un autore che mi erano finora sfuggiti. Da una...
domenico@...
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8 Mar 2004
6:49 pm
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