Messaggio inoltrato da "Fr. Apulus Caesar" <fraelov@...>
sulla lista NR_Italia <http://it.groups.yahoo.com/group/NR_Italia/>"
> SPUNTA L’ACQUEDOTTO AUGUSTEO NELLO SCAVO DI NAPOLI, INTANTO SONO STATE
> RECUPERATE LE BARCHE ROMANE DI PIAZZA MUNICIPIO
>
>L’eccezionale quantità di reperti, secondo gli archeologi permetterà di
>ricostruire un’interessante spaccato storico e scientifico dell’antica
>Neapolis.
>di Carlo Avvisati
> Era console, e patrizio, Agapitus. Un personaggio di spicco della Napoli
> bizantina, quando si accollò l’onere di restaurare l’acquedotto Augusteo
> del Serino, l’antica via d’acqua che riforniva con prezioso liquido
> Napoli e i Campi Flegrei. La storia, la racconta un breve tratto di
> condotta, in piombo, con graffiti nomi, impegni e titoli del nobile
> napoletano, ritrovata nel cantiere del Metrò in Piazza Nicola Amore.
> Ultima scoperta di una serie di ritrovamenti eccezionali effettuati dagli
> archeologi della Soprintendenza Archeologica napoletana. Una
> testimonianza certa che l’acquedotto in età bizantina non solo funzionava
> ancora ma era oggetto di attenti recuperi da parte delle autorità. Cosi
> come il recupero delle barche di Piazza Municipio ha portato a
> individuare un natante unico per quest’area del mediterraneo: con la
> chiglia molto larga e la prora piatta in modo da potersi attaccare al
> pontile ed eseguire le operazioni carico e scarico merci con maggior
> facilità. E pi ci sono i ritrovamenti dei materiali che una volta
> restaurati permetteranno di riscrivere la storia dell’instrumentum
> domestico nella città di Napoli, visto che si sono intercettati enormi
> quantità di materiali d’importazione estremamente vari, tra cui una cima
> di corda, ancore con i denti di legno ben conservate, un cesto di vimini,
> stuoie, suole di scarpe. “Insomma – dice Daniela Giampaola, l’archeologa
> che è responsabile degli scavi - tutto quanto veniva usato nell’attività
> connessa al bacino e che normalmente non si ritrova nelle normali
> indagini archeologiche”. Tra l’altro, gli scavi servono a ricostruire la
> sequenza storica dell’insediamento napoletano visto che Il bacino
> s’interra agli inizi del V secolo d.C.. Altra scoperta, in Piazza Nicola
> Amore, è stata la destinazione dell’edificio del quale si erano
> recuperate le parti in crollo: era un tempio, edificato nella prima epoca
> imperiale, tra l’età di Claudio e Tiberio, abbellito con decorazioni
> architettoniche dell’edificio e marmi di elevata finezza. Abbattuto
> durante le guerre greco – gotiche, adesso il tempio sarà ricostruito
> proprio accanto alla stazione del Metrò a testimonianza di quanta storia
> sia ancora sepolta in quello che Matilde Serao chiamò il “ventre di Napoli”.
>(11/06/2004 9.59.)
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Domenico Carro
www.romaeterna.org
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