Sono davvero molto perplesso, ho acquistato i due volumi della Storia Universale
(il 4° e il 5°) in edicola con il Corriere della Sera, si tratta dei due volumi
che trattano la storia di Roma.
Leggendo la presentazione del quinto volume, sono rimasto molto perplesso ed
anche notevolmente contrariato.
In pratica Emanuele Severino che firma la presentazione, non fa altro che
raccogliere tratti di scritti di autori che descrivono Roma in un modo che a me
e' sembrato del tutto sprezzante.
Come ho avuto modo di precisare in passato, i miei studi prettamente tecnici ( e
non umanistici) non fanno di me la persona piu' adatta per commentare tale
presentazione, ma immagino che non sia molto corretto citare autori che
condannano Roma, i Romani e la loro Civilta', senza citare affatto altri autori
che in questa Civilta' vedono le fondamente delle piu' moderne democrazie e
girusprudenze attuali.
A mio avviso e' ancora piu' grave che questo tipo di presentazione senza alcuna
par condicio sia nelle prime pagine di questi libri di diffusione piuttosto
amplia, insomma io ci vedo ancora una volta quello che negli ultimi tempi sembra
essere diventato una specie di sport nazionale, ovvero attacare occultare e
screditare tutto cio' che e' Roma e tutto cio' che e' la Romanità.
Voi cosa ne pensate???
Scusate se mi sono dilungato, per una maggior comprensione trascrivo di seguito
la prima parte della presentazione, nella speranza che possiate trovarci una
diversa chiave di lettura.
Emanuele Severino riporta questo scritto di Simone Weil 1940
"I romani hanno conquistato il mondo con la serieta', la disciplina,
l'organizzazione, la continuità delle idee e del metodo; con la convinzione di
essere una razza superiore e nata per comandare; con l'impiego meditato,
calcolato della piu' spietata crudelta', della fredda perfidia, della propaganda
piu' ipocrita, messa in atto simultaneamente o di volta in volta; con una
risolutezza incrollabile nel sacrificare sempre tutto al prestigio, senza essere
mai sensibili ne' al pericolo ne' alla pieta', ne' ad alcun rispetto umano; con
l'arte di alterare nel terrore l'anima stessa dei loro avversari, o di
addormentarli con la speranza, prima di asservirli con le armi; ed infine con
una manipolazione cosi' abile della menzogna piu' grossolana da ingannare
persino la posterita' e da continuare a ingannarci. Chi non riconoscerebbe
questi tratti ?
In questi tratti tutti possono riconoscere la Germania di Hitler: il
nazionalsocialismo non e' una creazione specifica del popolo tedesco, ma
qualcosa di piu' profondo, cioe' l'imitazione di un modello che va rintracciato
molto piu' indietro nella storia europea, nell' Impero Romano appunto". (Simone
Weil 1940)
Permettetemi di aggiungere che a mio modesto avviso la cosa che mi lascia
sconcertato non e' il contenuto di per se, ma il fatto che queste sono le prime
parole che si trova a leggere chiunque, anche solo casualmente, si ritrovi a
sfogliare questo volume.
Un saluto a tutti voi
Romauro.
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