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From : romaeterna@yahoogroups.com
Egreg. Sig. Carro,
In tutta onestà sono molto scettico sul ruolo "didattico" di un romanzo storico
o di un romanzo di contesto. I medievisti e gli storici della Chiesa sarebbero
pronti a linciare Eco in ogni momento per il suo " Il Nome della Rosa", questo
perche' da moltissimi viene considerato una fonte attendibile per ricostruire
quel periodo. Il problema, a parer mio, non sta nello sgridare i romanzieri ma
nell'accettare (magari tristemente) il fatto che un romanzo è un'opera di
fantasia e che la storia e' sostanzialemte altro. Che si possa raggiungere un
buon compromesso non lo nego...e personalmente anch'io apprezzo l'accuratezza
filologica di certi romanzi, ma tale accuratezza credo sia difficile da
trovarsi.
Giusti i suoi appunti su Manfredi, ma mi permetta di farle presente che un
Archeologo che si occupa del mondo antico e che insegna in una università
prestigiosa certe cadute non le dovrebbe fare. Il suo più mirabolante romanzo
"L'ultima legione" è da molti considerato un "romanzo storico"...e qui il
pedante sono io: perche' non parlare di fantasy?
PS
Il suo tono mi sembrava un po' piccato, mi auguro di non averla offesa.
Saluti
Stefano Baccolini
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