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Oggetto: [NR_Italia] Un tetto di cristallo per il Marco Aurelio
Data: Sat, 18 Jun 2005 17:22:02 -0000
Un tetto di cristallo per il Marco Aurelio
Francesca Giuliani
La Repubblica - cronaca Roma 17/6/2005
Marco Aurelio scenderà da cavallo una mattina d'ottobre, sollevato
in aria da una gru, scavalcherà Palazzo Caffarelli e atterrerà su
via del Tempio di Giove da dove farà il suo imperiale ingresso nel
cortile del Giardino Romano. Sono gli ultimi tre mesi di lavori per
il progetto di Carlo Aymonino al Giardino romano, una sala
espositiva coperta di ottocento metri quadrati incastonata nei Musei
Capitolini, al centro della quale campeggerà la sola statua equestre
che si sia conservata dall'antichità, liberata dal luogo angusto e
infelice in cui si trova da anni, protetta come dev'essere dalle
intemperie e da ogni rischio, ricongiunti cavallo e cavaliere dopo
quel breve volo d'autunno sopra la città.
Nel punto più alto del Colle capitolino in una giornata qualunque si
corre già contro il tempo: il cantiere sarà consegnato a settembre,
poi un paio di mesi saranno necessari all'allestimento museale. Tra
dicembre e gennaio, l'apertura al pubblico. Nella sala toma il Marco
Aurelio e quasi nient'altro, a parte forse la gigantesca testa di
Costantino. Lungo i corridoi vetrati del museo che si aprono sul
nuovo spazio, sarà allestita la storia delle origini del Campidoglio
e quella degli eccezionali ritrovamenti che hanno accompagnato
l'ultimo lustro e più di scavi e lavori.
La scoperta più recente è un imponente muro romano, lungo una
trentina di metri e svettante per quasi dieci, che ha portato
Aymonino a mozzare da un lato l'ormai famosa pianta ellittica della
sala, citazione della piazza del Campidoglio. È un altro pezzo delle
fondazioni del Tempio di Giove capitolino, distese al di sotto dei
Musei: «Si tratta di una serie di setti murari ortogonali
intrecciati a nido d'ape che costituivano la platea su cui il tempio
era eretto», spiega il soprintendente Eugenio La Rocca. «Ad
allestimento completato, si potranno ripercorrere i mille anni della
storia di questo colle, dall'età del bronzo passando per gli anni
intorno alla fondazione della città, con la mummia di "Romoletta" e
le altre sepolture trovate proprio qui», spiega Anna Sommella,
archeologa e direttrice dei Capitolini.
A tre mesi dalla fine, il colpo d'occhio sul cantiere è
impressionante: la copertura di cristallo, leggermente concava,
verrà distesa sopra una monumentale intelaiatura di quadrati e
colonne d'acciaio su due livelli oggi di colore bianco, ma tutta la
sistemazione definitiva virerà sui toni del grigio, per dare risalto
agli elementi esposti mentre il pavimento, in un battuto di
pietrisco e frammenti di mattone lucidato, sarà rosso rubino. «È'
meraviglioso», esulta l'architetto Aymonino al termine di una
giornata di cantiere ricordando di aver avuto un primo
incarico per questo progetto quando era sindaco Franco Carraro.
Cento giorni ancora e poi una unica passeggiata condurrà dai Musei
alla Sala del Marco Aurelio per proseguire, su passerelle leggere
oltre il muro, restaurato e illuminato, verso il Giardino Caffarelli
rinverdito secondo il progetto originario di De Vico, tra magnolie e
uno dei più alti e antichi cedri di Roma.
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Domenico Carro
www.romaeterna.org
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