Messaggio inoltrato da Caius Ianus Flaminius <caius_ianus@...>
sulla lista NR_Italia <http://it.groups.yahoo.com/group/NR_Italia/>"
-------- Messaggio Originale --------
Oggetto: [NR_Italia] Musei Capitolini: aperta la "Galleria Lapidaria"
Data: Thu, 21 Jul 2005 08:36:02 +0200 (CEST)
Musei *I Grandi Capitolini*
Continua l'ampliamento dei Capitolini. E' stata aperta al pubblico la "Galleria
Lapidaria", museo nel museo ricco di epigrafi, di testimonianze che
ricostruiscono la storia pubblica e privata della Roma repubblicana
ROMA - Ci saranno i "Nuovi Uffizi", la "Grande Brera", la "Grande Barberini", le
nuove "Gallerie dell'Accademia", i "Grandi Capitolini". Tutti al futuro, ma a
Roma qualche cosa si recita al presente: i Musei Capitolini si sono ingranditi
con la nuova "Galleria Lapidaria" (già aperta al pubblico da martedì 20 luglio)
e che per il Comune di Roma rappresenta la riconquista di uno spazio degradato e
chiuso da più di trent'anni. E fra dicembre e gennaio 2006, parola del
soprintendente Eugenio La Rocca, i Capitolini apriranno lo spettacolare
"Giardino romano" con copertura trasparente, riservato al vero Marco Aurelio e
agli altri grandi bronzi e con a vista la base del tempio più importante di
Roma, quello di Giove Capitolino.
Ma per rimanere al presente ecco il museo delle epigrafi, il museo della storia
politica, sociale, religiosa, privata di Roma dall'epoca repubblicana, I secolo
avanti Cristo al VI dopo, in epoca cristiana, incisa su pietra e marmo. Non solo
in latino, ma in greco, semitico, lingua palmirena (da Palmira, città della
Siria) a conferma del carattere senza confini di razze e lingue della capitale
dell'impero. Fuori della datazione antica sono alcuni capitelli e rocchi di
colonna di epoca romana riutilizzati fra 1560 e 1576 con epitaffi in lingua
ebraica nel cimitero giudaico di Trastevere.
Per individuare il museo bisogna scendere sottoterra, sotto piazza del
Campidoglio, sotto la statua troppo nuovo della copia del Marco Aurelio.
L'ingresso è sempre dai Musei Capitolini, Palazzo dei Conservatori, a destra
della biglietteria. C'è anche un ingresso riservato a coloro che vogliono
visitare solo la "Galleria Lapidaria" e il "Tabularium", con prezzo ridotto, ed
è collocato in via di San Pietro in Carcere, angolo Campidoglio lato Foro
Romano.
Due rampe di scalone e, guidati da una musica appropriata, ci si trova davanti
alla galleria che è stata allestita come una antica via consolare delimitata sui
due lati da monumenti funerari, sotto una volta che richiama un cielo con le
costellazioni e alcune lettere dell'alfabeto greco e latino. A destra e a
sinistra 400 epigrafi, semplici lastre o monumentini, una selezione delle 3.200
possedute dai Musei Capitolini (una delle più vaste al mondo, seconda solo a
quella del Museo nazionale romano). Fra le epigrafi ci sono i muri in tufo delle
costruzioni, i muri delle abitazioni e taberne che in epoca antica sorgevano
nella valle fra le due sommità del colle, l'"Arx" e il "Capitolium", prima che
la valle fosse riempita di terra e rifiuti e livellata durante il Medioevo. Alle
pareti sono frammenti di grandi colonne scalanate ed un capitello dorico che
doveva far parte di un ordine architettonico di grandi proporzioni. Sul
pavimento della galleria è tracciata la strada che sal
iva dal versante occidentale del colle per poi unirsi (più o meno davanti alla
facciata dell'attuale Palazzo Senatorio) con la strada proveniente dal Foro.
Siamo insomma al livello degli strati più antichi che l'archeologo Antonio Muñoz
incontrò con gli scavi iniziati nel 1929 e con la costruzione nel 1938 della
galleria di collegamento fra i tre palazzi del Campidoglio (Conservatori, Nuovo,
Senatorio), la "Galleria Lapidaria".
La galleria prosegue diritta: davanti si unisce al Palazzo Nuovo, ma il percorso
gira a destra e sale una breve rampa per entrare, sempre in sotterranea, nel
Palazzo Senatorio, nella base del palazzo, il "Tabularium". Un edificio questo
completato nel 78 avanti Cristo (e bruciato nel 69) ancora del tutto da
chiarire, in parte archivio delle leggi e dei trattati più importanti incisi nel
bronzo, che svela una eccezionale (e ai più sconosciuta) serie di sculture e
monumenti fra cui il tempio di Giove Veiove (un Giove degli inferi da tenersi
buono), parti monumentali delle trabeazioni dei templi di Vespasiano e della
Concordia che sono nel Foro alla base del "Tabularium" (sono stati scavati dal
Valadier all'inizio dell'Ottocento ai piedi dei due templi). E alla fine la
vista sul Foro, dall'arco di Settimio Severo al Palatino, alle punte del
Colosseo. Senza parole.
Nella galleria questa volta le epigrafi non sono attaccate ai muri, certo una
presentazione impressionante, ma che le rende invisibili, incomprensibili a
metri di distanza. Così erano presentate, cementate ai muri, dal 1957 agli anni
Settanta del Novecento quando le infiltrazioni d'acqua dalla piazza, l'umidità,
cominciarono a farle staccare consigliando di toglierle del tutto e di chiudere
la galleria. Una sorta di maledizione perseguitava queste epigrafi se si pensa
che ne erano state sistemate nella galleria circa 1.400 provenienti in gran
parte dall'Antiquarium comunale del Celio chiuso nel 1939 per gravi dissesti
statici.
Le epigrafi sono a breve distanza dai visitatori e sono accompagnate da
didascalie (in italiano e inglese) ancora più ravvicinate che danno tutte le
informazioni sul titolare, la datazione, il contenuto con relativa traduzione, e
ancora pannelli che introducono i dieci settori in cui le epigrafi sono state
divise in base alle indicazioni dei testi. Una soluzione (scelta da Daniela
Velestino, responsabile del settore epigrafia dei Capitolini diretti da Anna
Mura Sommella) che ha permesso di ottenere una notevole varietà pur essendo le
epigrafi in maggioranza di natura sepolcrale. Ci sono i linguaggi, le
professioni, il gioco, il sepolcro, il culto, il diritto, la viabilità e gli
acquedotti, i militari, l'aristocrazia, la base dei vicomagistri (che
rappresenta le dediche poste agli imperatori).
Questi strumenti di comunicazione di grande rilevanza nel mondo antico sono
anche inseriti nella "Banca dati epigrafica" computerizzata dei Capitolini
interrogabile da una postazione. Il sindaco Veltroni è particolarmente
orgoglioso di una esperienza pilota nel settore epigrafico e finanziata dal
Comune, per i non vedenti e ipovedenti. Hanno a disposizione una guida in
braille, CD con lettore e due reperti scelti per la lettura tattile: la base dei
vicomagistri e una edicola funeraria con ritratti. Questi particolari visitatori
si possono rendere conto fisicamente anche del Palazzo Senatorio e del
"Tabularium" per mezzo di due modelli.
Le epigrafi antiche hanno la fama di essere strumenti pieni di informazioni per
gli specialisti e nello stesso tempo quanto di più noioso per normali
visitatori. Eppure queste storie scritte nella pietra sono piene di sorprese e
anche di poesia. Come l'epigrafe di Geminia Agathe Mater, del II secolo dopo
Cristo. Qualcuno per lei riflette che il suo nome era Mater, "ma non fu
destinata ad esserlo perché visse 5 anni, 7 mesi, 22 giorni", "amata da tutti,
volto di fanciullo". Capelli rossi con capo rasato e un ciuffo di capelli
sciolti all'indietro (ma l'interpretazione è incerta) il che potrebbe far
pensare ad una sacerdotessa di Iside. Segue una lunga lista di genitori,
sorelle, parenti da consolare. Con la chiusura: "Questo è, così è, altro non può
avvenire: questo (è stabilito) per noi".
Ci sono le testimonianze di amore verso il figlio morto di cui vengono contate
anche le ore di vita. Di Lucios Attidios Kritios verso il "dolcissimo figlio
Kritios" vissuto "2 anni 7 mesi 13 giorni e 5 ore e mezza", con "l'intelletto di
un uomo di età canuta". Per la moglie che "trascorse col marito 5 anni, 4 mesi,
13 giorni in pace". Della liberta Faenia Helpis verso il "benemerito patrono"
Lucius Faenius Epaphroditus sulla cui tomba ha fatto collocare una mensa
sepolcrale con un leggero incavo e tre fori per le libagioni rituali.
Amari bilanci della vita come quella del greco Menophilos: "Mentre ho trascorso
la mia vita con gioia, sorriso, gioco e allegria, e ho dilettato l'animo mio con
ogni piacere nell'arte del canto, mai afflitto, né ho pronunciato parole
offensive, ma (sono stato) amico delle Muse, di Bacco e di Afrodite, giunto
dall'Asia in Italia, benché giovane ora giaccio fra i morti". O di filosofie di
vita come quella di Glyconis che "preferì essere inebriato dal vino ed eseguire
canti con semplicità". O le mezze frasi che fanno pensare a drammi di famiglia.
Di Lucius Arruntius Hermes che ha fatto incidere "Questo monumento sepolcrale
non è trasmissibile ad (alcun) erede".
Chi si preoccupa della tomba e la protegge anche con auguri molto poco cristiani
come nel sepolcreto di Gemmula, VI secolo: "Questa è la tomba di Fortunatus e
Lucia nella quale giace la loro figlia Gemmula che visse più o meno 10 anni e
colui che avrà violato questo sepolcro avrà la sorte di Giuda". Lucios Aelios
Melitinos si preoccupa: "Non recare danno alla tomba e ciò non ti accada con i
figli, che tu non sia molesto, né permettere ciò e fai attenzione alle olle qui
racchiuse" (le olle contenevano le ossa dei defunti). Chi invita a "non scavare
questo terreno consacrato per una lunghezza e larghezza di 10 piedi (2,95
metri)". Chi dichiara quanto ha speso perché questo è segno di distinzione
sociale: "Per il luogo della sepoltura 80 denari, per l'ossario 175 denari". Fra
tante persone morte in giovane e giovanissima età c'è anche Ammias, dalla
catacomba ebraica di Monteverde vicino alla via Portuense, morta ad 85 anni.
Le professioni ci fanno scoprire la minuziosa organizzazione della vita di
corte. Tiberius Claudius Aesius era liberto imperiale "addetto a ricordare
all'imperatore le indulgenze ed i benefici promessi (a memoria)". Un altro
liberto Ulpius Urbanus era "assistente del responsabile delle suppellettili
d'oro con intarsi di pietre preziose".
C'è anche la star dei circhi, l'auriga Crescens "della fazione azzurra
(veneta)". Della Mauretania, morto a 22 anni, in nove anni disputò "686 corse,
vincendone 47, arrivando secondo 130 volte e terzo 111 volte". "Una volta la sua
vittoria fu facilitata dai compagni, 8 volte è rimasto in testa dal principio
alla fine, 38 volte ha rimontato dall'ultima posizione. Guadagnò 1.558.346
sesterzi".
(Goffredo Silvestri)
Notizie utili - Per la sola "Galleria Lapidaria" e il "Tabularium" ingresso e
biglietteria in via di San Pietro in Carcere. Orario, dal martedì alla domenica,
9-20 (la biglietteria chiude un'ora prima). Biglietto intero 3,10 euro, ridotto
1,60.
Apertura straordinaria con visita guidata: martedì e giovedì fino al 30
settembre, ore 21. Due visite per gruppi di 25 persone a gruppo. Ingresso e
visita 8 euro. Prenotazione consigliata: 06-39967800. Al termine aperitivo.
Il biglietto di ingresso a "Galleria Lapidaria" e "Tabularium" non dà diritto
all'ingresso ai Musei Capitolini mentre il biglietto dei Musei Capitolini
consente di visitare "Galleria" e "Tabularium".
(Repubblica,9 luglio 2005)
~~~~~~~~~~~~~~~~~~
Domenico Carro
www.romaeterna.org
~~~~~~~~~~~~~~~~~~