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Oggetto: [NR_Italia] Diventerà visitabile il Teatro Romano di napoli
Data: Mon, 05 Sep 2005 15:15:57 -0000
Era un bel rosso pompeiano forte. Ora è sbiadito, ma il colore è
rimasto. Erano le pareti dell'ambulacro del teatro romano. Stanno
tornando pian piano alla luce. Insieme a nicchie, vomitori (i
moderni foyer), cunei, archi, opera mista.
Una testimonianza eccezionale, unica al mondo. È solo una porzione
del teatro in cui - siamo a metà tra leggenda e storia - si esibì
Nerone. Il resto è sepolto dai palazzi del centro storico, via San
Paolo, via dell'Anticaglia, vico Cinquesanti. Delle gradinate del
teatro si sapeva da anni. La novità è la parte retrostante che pian
piano sta emergendo, sotto la supervisione della soprintendenza ai
beni archeologici e del dipartimento comunale del centro storico,
coordinato dall'architetto Giancarlo Ferulano sotto la supervisione
diretta del vicesindaco Rocco Papa.
Il centro storico si conferma un museo a cielo aperto. Si entra in
un palazzo, a via San Paolo 4, e in quello che potrebbe essere un
garage, dietro una saracinesca di ferro, si disvela un mondo di
duemila anni fa. Una costruzione augustea, è stato appurato dai
numerosi saggi che da un decennio si susseguono sulla struttura. Con
superfetazioni di ogni tipo e di ogni età, dalla successiva epoca
flavia alle costruzioni cinquecentesche, sino agli attuali edifici
che hanno ricoperto gran parte del teatro romano (che a sua volta
sorse, ampliandolo, sui resti di quello greco).
Si scava. Mancano due metri per arrivare al pavimento di vomitori e
ambulacro. Pian piano, però, emergono sorprese, come archi e appunto
intonaco ancora esistente. C'è un progetto per riportare alla luce e
rendere addirittura fruibile il teatro.
Una piccola porzione di cavea e gradinate: delle 7mila persone che
assistevano agli spettacoli (i giochi sportivi erano più in là,
nella struttura che sta emergendo a via Duomo) troveranno posto solo
700 persone. Sulle gradinate è rimasta anche qualche traccia di
marmo che originariamente ricopriva tutti i posti a sedere, mentre
la struttura è obbligatoriamente in tufo napoletano. Il problema è
che tutta la cavea (almeno quella che tornerà alla luce) è sotto un
giardino interno, anche questo bello e antico ed è necessario
espropriarlo e sacrificarlo.
Qui si aprirà sicuramente una battaglia legale e di opinione e i
tempi di apertura del teatro al pubblico dipendono anche da come si
svilupperà la situazione. Il progetto del vicesindaco Rocco Papa è
ambizioso. Non solo visite guidate ma addirittura "rappresentazioni
teatrali e manifestazioni culturali" come si legge nel progetto
dell'architetto Romano Roberto Einaudi. Stanziati dal bilancio
comunale quasi 4 milioni di euro, "il complesso monumentale del
teatro antico - scrive ancora Einaudi - recuperato e restaurato con
gli ambulacri interni, i vomitori antichi di accesso alla grande
cavea, l'orchestra, il podio e la grande frons scenae, il tutto
incastonato tra gli edifici moderni sorti attorno al teatro a
partire dal '500, sarà una testimonianza unica della lunga e
complessa storia della città".
Fonte: Archemail Newsletter
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Domenico Carro
www.romaeterna.org
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