cfr. Marcus Iulius Perusianus 08/11/2005 11.31:
> ... il primo passo credo di averlo concluso proprio questo fine
> settimana, ovvero il giro del Pomerium (o meglio, poichè non
> coincidente nè per luogo nè per tempo, delle Serviane) con
> l'annotazione delle 10 strade che partivano da esso (avendole poi
> percorse per le prime X miglia). Il tutto fatto in circa un anno di
> passeggiate ;-)
Salve Milko,
ferma restando la ben nota piacevolezza delle passeggiate romane, in questo caso
non si è certamente trattato di "passi perduti"! Complimenti vivissimi per i
risultati conseguiti.
Per quanto concerne il problema del percorso delle mura Serviane e la
collocazione delle relative porte nella zona del Foro Boario, penso che la
soluzione più documentata e convincente sia quella fornita dal Coarelli nel suo
libro sul Foro Boario:
Filippo Coarelli, "Il Foro Boario: dalle origini alla fine della repubblica",
Edizioni Quasar, Roma, 1992.
In epoca arcaica il percorso delle mura nell'area del Foro Boario doveva essere
grosso modo parallelo al Tevere, come indicato a grandi linee nella prima
piantina che ho messo nella pagina:
http://www.romaeterna.org/vetrina/romanavale.html
Vi è anche segnata, sempre in modo sommario, la posizione originaria delle porte
Carmentale, Flumentana e Trigemina.
In epoca repubblicana quello stesso tratto delle mura (fra Aventino e
Campidoglio) deve essere stato abattuto e sostituito da due tratti di mura
perpendicolari alla riva del Tevere, posti all'altezza del Campidoglio e
dell'Aventino. Pertanto, le porte Carmentale e Trigemina sarebbero state
conseguentemente riposizionate sui nuovi tratti di mura, mentre la vecchia porta
Flumentana sarebbe rimasta isolata.
Inoltre, sul nuovo tratto di mura a nord (quello dal Campidoglio al Tevere),
sarebbe stata aperta anche una nuova porta, molto più vicina al Tevere rispetto
alla porta Carmentale. Dovrebbe trattarsi di quella che venne ricordata da Sesto
Pompeo Festo (De Verborum Significatione) come la "porta Navale": essa metteva
infatti in comunicazione l'area del porto Tiberino con l'area dei "Navalia"
(immediatamente più a monte).
Questa dovrebbe essere stata la situazione all'inizio del principato, quando
Augusto fece restaurare ed abbellire tutte le antiche porte della Città.
Per delle indicazioni topografiche più precise occorre vedere il sopra citato
libro del Coarelli. In questo momento non ho qui con me questo libro (è rimasto
al mare), ma potrò sicuramente recuperarlo entro la fine del mese, in modo da
inviarti le parti d'interesse con le relative piantine.
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Domenico Carro
www.romaeterna.org
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