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I vini di Roma con il marchio "Rom'antico"   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #772 di 1805 |
Dal quotidiano il Messaggero di ieri (Cronaca di Roma).

Sabato 12 Novembre 2005

"Giulio Cesare" alla conquista di New York
Sul mercato Usa i vini della provincia con i nomi degli imperatori. E il marchio
Rom´antico

dal nostro inviato
MAURO EVANGELISTI

NEW YORK - Ci sono 120 cittadine attorno a Roma che ieri sera sono salite
idealmente su uno dei piani più alti del Rockefeller Center e hanno guardato
dall'alto in basso, per una notte, lo scenario illuminato di New York. Hanno
presentato a tour operator e importatori il vino e la ricchezza di un
territorio. Il marchio che racchiudere il lancio di un bianco prodotto nelle
aree classiche delle colline romane è Rom´antico, un vino frutto di una
selezione di malvasia puntinata del Lazio e di trebbiano, un Igt che pensa alla
fascia media del mercato e che è stato servito ieri sera alla Rainbow room del
ristorante Cipriani. «Rom'antico - ha spiegato Luca Nitiffi, presidente
dell'Agenzia del vino - sarà un marchio che andrà a caratterizzare anche una
serie di vini prodotti nella provincia di Roma. Vini di qualità che vogliamo
fare conoscere anche negli Stati Uniti».
Quanto sia importante il mercato americano lo confermano i dati su cui ha
lavorato l'Agenzia del vino: secondo il dipartimento del Commercio statunitense
nei primi otto mesi del 2005 è stata registrata una tendenza all'aumento del
consumo dei vini italiani del 10,4 per cento. In altre cifre: gli americani
hanno speso per bere italiano 618 milioni di dollari. La vastità di questo
mercato spiega la missione negli Stati Uniti per la provincia che vanta, nel
Lazio, le più estese superfici coltivate, quasi 11 mila ettari, per metà Doc.
In totale nelle Colline Romane, di fatto l'area dei Castelli, operano 9.228
aziende. Di qui in fondo è partita l'Agenzia del vino nel viaggio che l'ha
portata fino a New York: è necessario superare i limiti della frammentazione,
con un'operazione che non guarda solo alla qualità del vino, ma anche a una
strategia di vendita che individua la fascia di mercato - quella media, appunto
- e sfrutta il valore aggiunto del richiamo alla mente del c

onsumatore, specialmente straniero, del nome di Roma. «Possiamo leggere
Rom'antico - ha ricordato Nitiffi - Ma cambiando l'accento possiamo anche
pensare alla parola Romantico. Allo stesso tempo rendiamo chiaro il legame con
il territorio».
Nella cena-vetrina di ieri sera sono stati serviti anche i sette vini a cui e'
stato dato un nome di un imperatore, da Giulio Cesare a Commodo. Perchè, come
ha spiegato il console Antonio Bandini, «Roma resta la meta preferita dagli
americani, la più amata». E, in questo caso la citazione è del presidente
della Provincia, Enrico Gasbarra: «Se Roma e' una bellissima donna, gli altri
120 comuni sono le perle della sua collana preziosa». Tradotto: cari turisti
americani, c'è molto altro da vivere, vedere e visitare nei dintorni di Roma
dopo il vostro atterraggio a Fiumicino. Ebbrezza di retorica? La promozione di
un territorio - è la tesi di Gasbarra - è fatta anche di queste cose, di
slogan e formule accattivanti, di dialogo con chi incide sui consumi dei vini ma
anche sulle destinazioni dei viaggi degli americani. Così, mentre il sindaco di
Frascati, Francesco Paolo Posa, ha invitato gli ospiti americani a essere
felici, be happy, perchè la vendemmia di quest'anno

è fra le migliori per una terra che da 2000 anni produce «il vino di Roma»,
Gasbarra ha invece aggiunto che la Provincia di Roma vanta un'offerta di
cinquemila eventi all'anno, che è molto di più di una passeggiata fra via
Veneto e il Colosseo. Un'altra faccia di questa medaglia, un'altra linea di
comunicazione fra New York, capitale del mondo in carica, e le cittadine così
differenti della provincia di Roma, vede protagonista Zagarolo, dove, grazie
all'accordo siglato ieri, aprirà la sua sede un'importante università della
comunità ebraica, newyorkese, la Torou. «Roma - ha sottolineato Gasbarra -
guadagna a costo zero di fatto una nuova università, con le sue competenze».
La sede scelta per ospitare i 150 studenti e i docenti è Palazzo Rospigliosi,
oggetto di un recente restauro. Il testo dell'accordo porterà tre firme: di
Enrico Gasbarra, del presidente del Torou College, Bernard Lander e del sindaco
di Zagarolo, Daniele Leodori.

Articolo tratto dalla seguente pagina del sito "Il Messaggero Online":
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20051112&ediz=01_NAZIONALE&npag=51\
&file=MAURO.xml&type=STANDARD


L'articolo era pubblicato dal giornale di ieri con il titolo a tutta pagina:
http://ilmessaggero.caltanet.it/index.php?data=20051112&pag=5&ediz=01_NAZIONALE&\
grpag=pagine/CRONACA&vis=G&ps=0&tt=





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Domenico Carro
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Dom 13 Nov 2005 8:54 am

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Inoltra Messaggio #772 di 1805 |
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