cfr. g_iulio 15/03/2006 11.42:
> Ettore Paratore, che è stato mio maestro, definiva Cesare "Il più grande
> figlio di Roma": credo ancora che avesse ragione.Oggi nella
> rievocazione della congiura (che pure non fu cosa volgare) voglio
> dedicare al Divus Iulius l'ammirazione che ancora merita.
Mi associo volentieri. Oggigiorno si fanno mille distinguo, per lo più ispirati
da preconcetti, ma se il popolo romano volle sempre considerare questo giorno
fra quelli nefasti avrà pur avuto i suoi buoni motivi.
In ogni caso, prescindendo da ogni possibile interpretazione ideologica
dell'operato di Cesare, mi sembra davvero impossibile non riconoscere la statura
del personaggio e le sue straordinarie qualità intellettuali ed umane, oltre al
suo indiscusso genio militare ed alle sue superiori capacità progettuali ed
organizzative.
A tutto ciò io aggiungo un'ammirazione personale per il suo naturale talento nel
campo navale e per le sue spiccate doti marinaresche. Di questo particolare
aspetto si parla nel piccolo supplemento di Forma Urbis (parte VIII della mia
serie "Roma navale") che uscirà nelle edicole romane all'inizio della settimana
prossima.
Cordialmente,
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Domenico Carro
www.romaeterna.org
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