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Museo delle navi romane, arenato il progetto (IL TIRRENO - PISA) 27   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #941 di 1805 |


"...Continua la lunga fase di stillo dovuta alle incertezze dell'ex
Min. Buttiglione •0 Dotwbbe rientrare tra lepdodtà nonostante i tagli
al bilancio, per l'enorme offerta culturale che riwste per 11 nostro
Paese Museo delle navi romane, arenato il pmgetto Il sindaco
Fontanelli: avremo un incontro con Rutelli e cercheremo di sbloccano
di Marco Baraboil i Frenata secca per il futuro museo delle navi
romane negli Arsenali Medicei. 11 progetto si è arenato al Ministero
dei beni cultura li. A imprimere lo stop — ormai sono diversi mesi,
se non più di un anno — la decisione dell'ex ministro del governo
Berlusconi, Buttiglione, che aveva azzerato i vertici dirigenziali
depositari del progetto. Ora si tratta di riannodare le file con il
ministro Rutelli, in carica da poco più di tre mesi. «Proprio per
questo — ci ha detto il sindaco, Paolo Fontanelli — cercheremo a
settembre di avere un incontro con Rutelli per ridare subito fiato al
progetto». Un progetto prestigioso, finanziato dalla Fondazione Cassa
di risparmio di Pisa e frutto del lavoro svolto dalla Bocconi di
Milano e dalla Scuola Normale Superiore di Pisa (è stato direttamente
seguito, con assiduità e competenza, dal direttore Salvatore Settis).
Un progetto che aveva avuto il benestare dell'ex ministro Urbani e
dell'allora direttore generale. Poi, quando sembrava che tutto
procedesse speditamente, c'era stato lo stop dovuto al cambio del
ministero (era subentrato Buttiglione). Al Ministero dei beni
culturali tocca il compito di allestire il museo negli ex Arsenali
Medicei, ma mancano i fondi. «Comunque sia — ci ha detto il sindaco —
cercheremo di sbloccare la situazione. Questo è un progetto che una
volta realizzato andrà ad arricchire l'offerta culturale italiana nel
mondo e quindi è un intervento prioritario, tra quelli cioè che vanno
assolutamente finanziati». Il soprintendente del Cantiere delle navi
romane è rimasto il prof. Bottini, nonostante si sia trasferito dalla
Toscana al Lazio. Qualcuno ha ravvisato in questo "una caduta di
tensione verso il restauro definitivo delle navi". «Non è così— dice
il sindaco —, semmai è il contrario, perché siamo stati noi a
chiedere che Bottini restasse. Infatti c'era il pericolo che si
dovesse ricominciare tutto da capo. E vero che per l'allestimento del
museo sul lungarno siamo in una fase di stallo, ma intanto lo scavo e
il restauro nel cantiere di San Rossore vanno avanti, grazie ai
finanziamenti del Lotto, ed è stata messa su, proprio lì, una mostra
virtuale che possiamo definire già un embrione del museo». Il
cantiere archeologico e il centro di restauro del legno bagnato vanno
dunque avanti, anche se qualcuno dice che siamo in ritardo rispetto
ai tempi pogrammati. Per alcuni il progetto del museo va a rilento, e
rende già oggi troppo ottimistiche le previsioni di un avvio delle
attività prima del 2010. Intanto vediamo qual è la situazione
generale. Il successo delle visite guidate al cantiere delle navi
romane e al centro di restauro del legno bagnato resta un tour di
grandissimo interesse storico e archeologico che consente in poco più
di un'ora di visitare gli scavi e i laboratori dove vengono
sperimentate le tecniche di restauro e conservazione. Il centro, dove
si procede al restauro delle imbarcazioni finora recuperate e dei
numerosissimi reperti minori, è stato realizzato su progetto della
Soprintendenza Archeologica. Vi si svolgono anche stages di
formazione in collaborazione con istituti universitari italiani e
stranieri. Le strutture comprendono laboratori di analisi fisiche e
chimiche, laboratori di restauro di ceramica, metalli e reperti
organici, un laboratorio di ceramologia e i depositi dei materiali ar
cheologici provenienti dallo scavo. Il percorso di visita del
cantiere comprende invece un itinerario con vista dei 2500 metri
quadrati dello scavo dove sono emerse negli anni le imbarcazioni, la
proiezione di un audiovisivo, la visita dei laboratori di restauro e
l'illustrazione delle tecniche applicate nello scavo e nella
conservazione oltre a una esposizione di reperti archeologici da poco
scavati o restaurati. Al di sotto del livello della strada, per circa
sei metri continua ancora la ricerca ed il recupero di vari reperti.
La pavimentazione riporta sagome colorate che rappresentano le
imbarcazioni nella posizione in cui furono trovate. Accedendo allo
scavo è possibile osservare gli archeologi intenti al loro lavoro.
Nei laboratori i reperti vengono trattati, ripuliti e sottoposti a
speciali sistemi conservativi. Fra i reperti ritrovati nello scavo,
numerose anfore, vetri, vasi di ogni genere, e quattro delle
imbarcazioni, protette da un guscio di resine per la conservazione.
Il cantiere sorge nell'area dove nel 1998 iniziarono a venire alla
luce imbarcazioni risalenti a varie epoche storiche, dove è attivo
uno degli scavi più importanti di questo secolo, un complesso
archeologico di proporzioni inattese (tanto che sembra che ciò che è
stato trovato finora sia solo la punta dell'iceberg). I fondali
fluviali hanno infatti restituito ad oggi già 30 relitti di
imbarcazioni spesso ben conservati, di tutte le dimensioni, affondate
i quest'area nell'arco di diversi secoli. Qui infatti correva
l'Auser, e pare che la causa dei naufragi in epoche diverse siano
state le disastrose piene fluviali, veri e propri tsunami che
spazzarono via le navi col loro carico. Al lavoro oggi ci sono una
sessantina di studiosi e tecnici; fra le scoperte più recenti, le
ossa della gamba di uno schiavo con un anello con catena alla
caviglia, il palo che segnalava l'incrocio fra il fiume e un canale,
il nome di una nave ("Alkedo", il Gabbiano) scritto in caratteri
greci sulla fiancata, e ancora la stiva di una nave carica di spalle
di maiale, un'anfora che conteneva pasta d'acciughe, anfore con vino,
olio e cereali, vasi di vetro, monete, gioielli, pettini, calzature.
Numerosi anche i resti umani e le ossa di animali domestici ed
esotici. La mostra "Alkedo. Navi e Commerci della Pisa romana",
inaugurata al cantiere delle navi antiche di Pisa e al Centro di
restauro del legno bagnato in via Bianchi Bandinelli, ha riscosso in
questi mesi un grande successo. L'eccezionale scoperta, iniziata nel
dicembre 1998 nel corso dei lavori di scavo per la costruzione del
centro direzionale delle ferrovie, nel corso degli anni ha rivelato i
resti di almeno 30 tra imbarcazioni e barchini fluviali e una
quantità sorprendente di reperti di straordinario valore archeologico
come anfore, ceramiche di varia tipologia e provenienza, vasi in
vetro, strumenti di bordo, reti, nasse e strumenti per la pesca,
calzature, oggetti di uso quotidiano, monete, gioielli, resti umani e
ossa di animali domestici ed esotici. Finora sono stati impegnati sul
progetto circa 10 milionidi euro, tutti finanziamenti pubblici (fondi
lotto e finanziamenti Cipe), ma le previsioni di spesa per il museo,
che sorgerà negli Arsenali Medicei alla Cittadella, lungo l'Arno,
superano i 25 milioni di euro. 00 lepri me scoperte al cantiere di &
Rossore risalgono al 1998 A essere ottimisti non può aperto prima del
2010.."
Fonti: MBAC RASSEGNA STAMPA 27-AGO-2007
http://rassegnastampa.beniculturali.it/Rassegnanew/Viewer.aspx?
ID=200608275082209







Lun 28 Ago 2006 8:46 pm

mgconde
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Inoltra Messaggio #941 di 1805 |
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"...Continua la lunga fase di stillo dovuta alle incertezze dell'ex Min. Buttiglione •0 Dotwbbe rientrare tra lepdodtà nonostante i tagli al bilancio, per...
Martin G Conde
mgconde
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28 Ago 2006
8:47 pm
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