cfr. Martin G Conde 17/09/2006 21.36:
> Con il completamento degli scavi per il parco archeologica dei
> Fori Imperiali (1995-2005) ed i nuovi studi in corso per la nuova
> linea Metro C, quale ruolo storico o architettonico dovrebbe
> avere la mussoliniana via dell'Impero (via dei Fori Imperiali) nella
> Roma del ventunesimo secolo? Gradirei conoscere le vostre idee
> o osservazioni in merito.
>
> Ho incluso un collegamento al testo integrale dell'articolo
> "The Ancient City Lives Again "Also Thanks to IL Duce."
> pubblicato nel luglio 1999 e che discute brevemente su
> questo argomento
Salve Martin,
ho parzialmente corretto la versione italiana del messaggio in riferimento, per
renderlo più aderente alla versione inglese ed anche più comprensibile. Per
comodità di lettura, riporto in fondo a questo messaggio anche il testo in
italiano dell'articolo citato, depurato di alcuni altri errori tipografici.
La mia opinione, sulla questione di Via dei Fori Imperiali, coincide in buona
parte con quella espressa dal Prof. La Regina nel 1999, ma sono un po' scettico
sulla possibilità di ridurre quell'ampia via ad una sola "corsia di emergenza".
Come amante di Roma antica, vorrei certamente veder liberare quanto più
possibile l'area dei Fori imperiali, così come molte altre zone di Roma (in
pratica, tutta la città all'interno delle Mura Aureliane poggia su resti antichi
di enorme interesse).
Tuttavia, come cittadino della Roma moderna, capitale d'Italia, capisco bene che
sarà sempre inevitabile ricercare soluzioni che salvaguardino le esigenze vitali
delle comunicazioni stradali cittadine, mantenendo anche molto stretto il
tradizionale contatto fra la popolazione e le vestigia dell'antichità.
Cordialmente,
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Domenico Carro
www.romaeterna.org
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RIVIVE L' URBE ANTICA "ANCHE GRAZIE AL DUCE."
Gli espropri già realizzati da Mussolini costerebbero centinaia di miliardi.
Antonio Debenedetti, Corriere Della Sera (Roma). 29/7/1999, pag.27.
Intervista al Prof. Adriano La Regina, Soprintendente Archeologico di Roma.
La notizia è importante: via dei Fori Imperiali, come la conosciamo oggi,
diventerà presto un ricordo. Quanto agli scavi archeologici, fiore all'occhiello
della Roma pre-Giubileo, non sarebbero stati realizzabili senza gli sventramenti
operati in epoca fascista. A dirlo è Adriano La Regina, autorevole
soprintendente archeologico di Roma.
--Cominciamo, professor La Regina, delle demolizioni volute da Mussolini. E`
vero che senza il piccone, usato per buttar giù le costruzioni medioevali e
rinascimentali presenti dove adesso corre come una grande autostrada urbana via
dei Fori Imperiali, gli scavi in corso sarebbero stati impensabili? Cosa ne
pensa?
"Sono contro le demonizzazioni acritiche. Non avrebbe senso dopo sessanta o
settant'anni, lodare o biasimare. La storia è stata quella che è stata. Fatto
sta che le trasformazioni operate dal fascismo, e i costi sociali pagati a
quelle trasformazioni ci hanno messo oggi nelle condizioni migliori per
lavorare. Quello su cui operiamo è infatti terreno pubblico. Non dobbiamo
procedure quindi, a espropri (già operati da Mussolini) che oggi risulterebbero
economicamente onerosissimi. Si deve pensare a una spesa, rapportata ai costi
odierni, di centinaia e centinaia di miliardi. C`è poi un altra questione
relativa alla popolazione residente. Il regime, all`epoca degli sventramenti, ha
spostato i romani che vivevano nelle costruzioni medioevali e rinascimentali
abbattute per far posto a via dell'Impero (l'odierna via dei Fori Imperiali, ndr
) negli insediamenti nati con le nuove periferie. Noi non avremmo avuto la
cultura e l'animo per realizzare una simile politica."
--Si accennava prima che via dei Fori Imperiali non sarà più quella di oggi. Che
cosa la sostituirà?
"Si dovrà arrivare, in tempi ragionevolmente brevi, a un collegamento tra piazza
Venezia e il Colosseo affidato a più strade. Certo dovrà sparire via dei Fori
Imperiali come si presenta oggi. Si può pensare realisticamente a una serie di
collegamenti pedonali potenziati da un'agile corsia di emergenza riservata ai
servizi pubblici. Buona parte del traffico dovrà poi essere dirottata su altri
percorsi."
--Parliamo di tempi adesso. Quando si potrà godere della Roma archeologica così
come stanno portandola alla luce gli scavi attualmente in corso?
"Qualcosa si può già vedere, altro verrà consegnato all`utenza prima che inizi
l'anno giubilare. Certo il completamento degli scavi, il restauro, il riassetto
dei collegamenti stradali richiederanno tempi lunghi."
--Ci vorranno anni e anni?
"Di più, decenni. L'impressione, a lavori ultimati, sara tuttavia fortissima.
Dai Mercati Traianei, passando attraverso il Foro di Cesare, il Foro Romano e il
Palatino senza mai abbandonate le rovine dell'antica Roma, si potrà giungere al
circo Massimo e alla passeggiata archeologica."
-- C'e` un grosso problema, Professor La Regina. Riguarda il sovrapporsi, ai
resti dell'antica Roma, di reperti medioevoli e rinascimentali. Che cosa
conservare? Che cosa distrggere?
"E' un problema, quello da lei sollevato, che si è sempre posto negli scavi
urbani. Quando si lavorava al recupero del Foro Romano non vi erano interessi
scientifici per il Medioevo e per le epoche successive. Si giunse così fino a
demolire intere chiese. Adesso c'è un'attenzione diversa. Dentro il Foro di
Nerva, per esempio, abbiamo ritrovato un edificio medioevale di epoca carolinga
costruito con materiali di saccheggio. Lo abbiamo conservato perché ci è parso
interessante per documentare l'evoluzione della città. Ai piedi del Campodoglio,
dove stiamo operando in questi giorni, sta venendo fuori un edificio dello
stesso periodo… Non conserviamo però, dopo averle documentate, le cantine degli
edifici rinascimentali che occupano il novanta per cento di quanto sta emergendo
dagli attuali scavi. L' attività archeologica non è meccanica e impone delle
scelte."
Articolo tratto dalla pagina:
http://www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/244230019/