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Fwd: la datazione della Lupa   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #986 di 1809 |
Messaggio inoltrato da Caius Ianus Flaminius <caius_ianus@...>
sulla lista NR_Italia <http://it.groups.yahoo.com/group/NR_Italia/>

-------- Messaggio Originale --------
Oggetto: [NR_Italia] Carandini cauto sulla datazione della Lupa
Data: Fri, 24 Nov 2006 10:07:09 +0100 (CET)

Parla l'archeologo Carandini: «La Lupa è antica, ce lo dice Livio»
Adele Cambria
23-NOV-2006 L'Unità

LA FACCIA ARGUTA e un po' allarmata della bronzea Lupa Capitolina, sulla
copertina dell'ultimo libro curato da Andrea Carandini - «La leggenda di Roma»,
Volume I, sottotitolo «Dalla nascita dei gemelli alla fondazione della città»
(Fondazione Lorenzo Valla / Mondadori Editori) - non sembra granché contenta di
questo suo brusco ringiovanimento; Adriano La Regina, infatti, ha autorevolmente
spostato la sua data di nascita dal sesto o quinto secolo avanti Cristo all'età
medioevale: «Essa si inserisce coerentemente - ha
scritto su «La Repubblica» del 17 novembre 2006 - nella classe della grande
scultura bronzea di epoca
medioevale». Le motivazioni del convincimento espresso dal noto archeologo
provengono dalle indagini sulla tecnica di fusione della scultura, condotte
dalla storica dell'arte Anna Maria Carruba, cui nel 1997 fu
affidato il restauro del simbolo più divulgato della città di Roma. La tecnica
di fusione del bronzo a cera
persa, ed in un solo getto, infatti, si sarebbe perfezionata soltanto in età
medioevale.
E tuttavia, come lo studioso stesso non trascura di precisare, quando nel 2000
fu presentato il restauro dell'opera, la relativa pubblicazione curata dai Musei
Capitolini continuava a datarla al 480-470 avanti Cristo, e ad attribuirne la
fattura ad una officina di Vejo. (Si parla qui soltanto della Lupa intesa come
raffigurazione dell'animale che avrebbe salvato Romolo e Remo dalla morte per
fame: invece i due gemelli sono opera rinascimentale, attribuita ad Antonio
Pollaiolo).

Chiedo lumi ad Andrea Carandini: che, forte di oltre due decenni di scavi
condotti sul Palatino, (e di un approccio anche storico-letterario, alla ricerca
archeologica), continua a perseguire la tesi della attendibilità del mito della
fondazione di Roma. «Possibile - gli chiedo - che la Lupa Capitolina sia così
giovane?». «Sono molto curioso - mi risponde pacatamente - ed aspetto di poter
leggere quanto la
restauratrice ha accertato sulle tecniche di fusione del bronzo: non mi risulta
che le sue indagini siano
state ancora pubblicate. Posso obiettare, forse, che non ci sono i numeri per
formulare una statistica di
supporto al convincimento che gli scultori dell'antichità non conoscessero la
tecnica della fusione riscontrata nella Lupa: sono così poche le sculture in
bronzo arrivate fino a noi...». E il Professore mi rimanda ai suoi scritti: che
documentano, anche attraverso i passi-degli storiciantichi - da Fabio Pittore, a
Livio, a Plinto il Vecchio, a Plutarco - e splendidamente con i versi dei poeti,
tra i quali Virgilio ed Ovidio - come il mito/leggenda della Lupa abbia avuto,
nel corso dei secoli precristiani, molteplici materializzazioni
artistiche ed affabulazioni letterarie diffuse nell'area del Mediterraneo, oltre
che a Roma.
«Una Lupa ancora più antica... dalle gonfie mammelle... già esisteva ai tempi
della Repubblica, in
qualche luogo di Roma, forse sul Campidoglio: è la Lupa Capitolina». Così
argomenta Andrea Carandini, a pagina 65 del suo libro «Remo e Romolo». Mentre,
tra le fonti raccolte ne «La leggenda di Roma», cita un poetico Livio: «Una lupa
assetata deviò il suo cammino... al suono del pianto infantile... abbassò le
mammelle e le porse ai neonati in modo così mite che il custode del gregge del
re la trovò che leccava con la lingua i due pargoli...».
«Io mi auguro - mi dice ancora l'archeologo, docente di Archeologia Classica a
La Sapienza - che un bronzo sicuramente medioevale venga posto a confronto con
la Lupa Capitolina. E' vero che essa stessa è un unicum nella produzione bronzea
dell'antichità, ma lo è anche rispetto alla grande scultura bronzea medioevale.
Per cui riconfermo la mia curiosità e resto in attesa...».

(fonte: www.patrimoniosos.it)


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Domenico Carro
www.romaeterna.org
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Ven 24 Nov 2006 10:12 am

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Inoltra Messaggio #986 di 1809 |
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