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romaeterna · FORO RISERVATO AGLI AMANTI DI ROMA

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#1989 Da: domenico.carro@...
Data: Sab 3 Mar 2012 5:26 pm
Oggetto: Come il Mediterraneo divenne Mare Nostrum
romaeterna
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E' stato riprogrammato dal 9 al 30 marzo il corso sui lineamenti della storia navale di Roma antica (ovvero: "Come il Mediterraneo divenne Mare Nostrum"), organizzato presso la rinomata Libreria Internazionale "il Mare" (Roma, Via Ripetta 239) ed articolato su quattro lezioni tenute con cadenza settimanale, la sera di ogni venerdi, dalle 18,30 alle 20,30. Le iscrizioni saranno pertanto ancora possibili entro venerdì 9 marzo.

Domenico Carro

~~~~~~~~~~~~~~~~~~
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#1990 Da: romaeterna@yahoogroups.com
Data: Ven 9 Mar 2012 10:56 am
Oggetto: Promemoria Anniversario
romaeterna@yahoogroups.com
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Promemoria da:   romaeterna Yahoo! Gruppi
 
Titolo:   Anniversario della vittoria navale delle Egadi
 
Data:   sabato, 10 marzo 2012
Ora:   Tutto il giorno
Ripetizioni:   Questo evento si ripete ogni anno.
Note:   Vittoria navale delle Egadi (10 marzo 241 a.C.), con la quale Caio Lutazio Catulo pose fine alla prima Guerra Punica, costringendo i Cartaginesi ad accettare la pace alle condizioni stabilite dal Senato di Roma ed a rinunciare al suo ruolo di grande potenza navale. Ciò permise a Roma di dominare il bacino occidentale del Mediterraneo e di avviare la propria espansione su tutte le coste di questo mare.
 
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#1991 Da: "Associazione Pomerium \(Yahoo!\)" <associazionepomerium@...>
Data: Ven 9 Mar 2012 2:42 pm
Oggetto: I: Signa Romanorum (nuovo aggiornamento/new update)
associazione...
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p.c.

 

 

Da: noreply+feedproxy@... [mailto:noreply+feedproxy@...] Per conto di Signa Romanorum
Inviato: venerdì 9 marzo 2012 11.05
Oggetto: Signa Romanorum (nuovo aggiornamento/new update)

 

Signa Romanorum (nuovo aggiornamento/new update)


NUSRSTR150 – Via Flacca

Posted: 08 Mar 2012 11:13 AM PST

vedi mappa / see a map

Miliarum

Tratto (itinerary)

Tracciato approssimato (closer path)

Condizioni lastricato (flagstones situation)*

Monumentalità (monuments)

Note

I – …

Terracina (Anxur) – Formia (Formiae)

Via della Torre Gregoriana – Via Flacca – Via Maresca (a Gaeta) – Lungomare Caboto – Viale Unità d’Italia (a Formia) – Via Tonetti

ASF

Villa e grotta di Tiberio a Sperlonga

 

si distacca dalla Via Appia icona strada(NUSRSTR100) a Tarracina;

A Tarracina arriva anche la Via Flavia-Severiana (NUSRSTR420) basolato Lanuvio;

passa per:

§ Sperlonga (Spelonca)

§ Gaeta (Caeta)

si ricongiunge alla Via Appia icona strada(NUSRSTR100) a Formiae.

* ( ASF= asfaltato / cemented; BAS = basolato originale / original flagstones; IMM = immaginario / immaginary; SPT =
sanpietrino/cobblestones; STE=sterrato/earth: UAB = sotto l’abitato / under the buildings)  

Pagine sulla Via Flacca:

Sentieri d’Autore

 

 

 

 


#1992 Da: "Associazione Pomerium \(Yahoo!\)" <associazionepomerium@...>
Data: Mar 13 Mar 2012 5:01 pm
Oggetto: I: Signa Romanorum (nuovo aggiornamento/new update)
associazione...
Invia email Invia email
 

p.c.

 

 

Da: noreply+feedproxy@... [mailto:noreply+feedproxy@...] Per conto di Signa Romanorum
Inviato: martedì 13 marzo 2012 11.08
Oggetto: Signa Romanorum (nuovo aggiornamento/new update)

 

Signa Romanorum (nuovo aggiornamento/new update)


NUSRPON180 – Ponte a Follina (TV), bridge in Follina, Treviso, Italy

Posted: 12 Mar 2012 10:32 AM PDT

sec./century: I a.C. / I B.C.
luogo/place:  Via Cristo, Follina (TV);
visualizza sulla mappa/see on a map;

info: http://www.alltravels.com/italy/veneto/vergoman/photos/current-photo-30067779

 

 


#1993 Da: "M Iul Perusianus" <peraznanie@...>
Data: Mer 14 Mar 2012 9:15 am
Oggetto: I: [pomerium] IMPORTANTE: VISITA AI COMPLESSI FUNERARI SEPOLCRO SCIPIONI E POMPONIO HYLAS
peraznanie
Invia email Invia email
 

p.c.

 

M.IVL.PERVSIANVS

 

Da: pomerium@yahoogroups.com [mailto:pomerium@yahoogroups.com] Per conto di Segreteria Associazione Pomerium
Inviato: mercoledì 14 marzo 2012 10.06
A: pomerium@yahoogroups.com; CD_Pomerium@yahoogroups.com
Oggetto: [pomerium] IMPORTANTE: VISITA AI COMPLESSI FUNERARI SEPOLCRO SCIPIONI E POMPONIO HYLAS
Priorità: Alta

 

 

 

 

L’associazione Pomerium organizza , nell’ambito degli incontri per il Natale di Roma 2012, per il giorno 20/04/2012 la

VISITA AI COMPLESSI FUNERARI

·         SEPOLCRO DEGLI SCIPIONI

·         COLOMBARIO DI POMPONIO HYLAS

ESSENDO I POSTI LIMITATISSIMI E AVENDO AVUTO L’OCCASIONE DI POTERLI VISITARE,

DOBBIAMO AVERE UN’ADESIONE CERTA E SICURA ENTRO DOMANI SERA 15 MARZO

 

PER CHI FOSSE INTERESSATO SI PREGA INVIARE IL PROPRIO NOMINATIVO A info@...

 

Massimiliano Ponti

Segretario Ass. Pomerium


#1994 Da: domenico.carro@...
Data: Mer 14 Mar 2012 10:38 pm
Oggetto: corso Mare Nostrum - Aggiornamento
romaeterna
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Salve,

per sopravvenute esigenze organizzative, è slittato a metà maggio l'inizio del corso "Come il Mediterraneo divenne Mare Nostrum" (lineamenti della storia navale di Roma antica). Pertanto, come annunciato ai primi che si sono iscritti, le previste quattro lezioni - di due ore ciascuna - si svolgeranno dalle 18.30 alle 20.30 dei quattro seguenti mercoledì consecutivi: 16 - 23 - 30 maggio e 6 giugno. Permangono invariati il programma, specificato nella pagina:
http://www.romaeterna.org/forum/notizie.html
e la collocazione delle lezioni presso la Libreria Internazionale "il Mare" (Roma, Via Ripetta 239), che ha in corso di rifacimento la locandina con le nuove date e quote di iscrizione.

Cordialmente,

Domenico Carro

~~~~~~~~~~~~~~~~~~
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#1995 Da: "Associazione Pomerium \(Yahoo!\)" <associazionepomerium@...>
Data: Ven 30 Mar 2012 3:36 pm
Oggetto: Celebrazioni del Natale di Roma: 14 e 20-21-22 Aprile a Roma
associazione...
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Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Associazione Pomerium

L'Associazione culturale Pomerium è lieta di invitarvi a Roma dal 14 al 22 Aprile per celebrare insieme il 2765°anniversario della fondazione dell'Urbe.

Come ogni anno si organizzano visite, escursioni ed eventi in prossimità della ricorrenza della fondazione di Roma, un'eccezionale occasione per incontrarci e godere delle meraviglie di Roma Antica. E come sempre vi offriamo la possibilità di scoprire itinerari nuovi e poco conosciuti. Quest’anno un piacevole prologo con la visita al complesso archeologico di Santa Croce in Gerusalemme del sabato precedente.

 

Coloro che vogliono partecipare ad uno o a più appuntamenti (tra il seguenti), sono pregati di comunicare la propria adesione a info@... o chiamando il numero 342.1437822. Sarà possibile avere informazioni e assistenza nella permanenza a Roma.

 

Di seguito il programma degli appuntamenti (sono gratuiti per tutti laddove non diversamente specificato), partecipate numerosi!!!

 

 

Programma

 

     Sabato 14 aprile 2012

 

1 – Visita guidata all’area archeologica di S.Croce in Gerusalemme: Mura Aureliane, il Circo Variano, il palazzo imperiale, l’anfiteatro Castrense e domus

(appuntamento ore 9.45 all’ingresso della basilica di Santa Croce in Gerusalemme nell’omonima piazza)

 

Il comprensorio archeologico di Santa Croce in Gerusalemme comprende una serie di monumenti antichi inclusi tra le Mura Aureliane, la Piazza di Santa Croce in Gerusalemme e la via Eleniana. Nel corso della visita sarà possibile visitare i resti della residenza imperiale dei Severi, composta da vari nuclei monumentali e circondati da un ampio giardino e da un anfiteatro: l’unico conservato a Roma oltre al Colosseo. Nell’area archeologica si può inoltre visitare il Circo Variano, di cui sono visibili alcuni ambienti di sostegno della cavea e l’inglobamento dell’Acquedotto Claudio nel circuito delle Mura Aureliane.  Del palazzo imperiale, ampliato nel IV secolo d.C., rimane parte del muro e dell’imponente abside che costituivano la basilica civile, detta “Tempio di Venere e Cupidine†e alcune domus; mentre la trasformazione di una parte dell’atrio monumentale del palazzo fu all’origine del primo impianto della Basilica di Santa Croce in Gerusalemme.

(altre informazioni su http://www.touringclub.com/chiesa/lazio/roma/s-croce-in-gerusalemme.aspx).

 

Nell’ambito della visita organizzata e guidata dal Touring Club abbiamo a disposizione 10 posti; costo della visita con guida 11 €. Visto il numero limitato di posti è necessario prenotare la propria partecipazione e, per i non soci, versare un anticipo entro sabato 7 aprile, a info@...

 

 

 

     Venerdì 20 aprile 2012

 

1 – Visita guidata ai complessi funerari del Parco degli Scipioni: il sepolcro degli Scipioni e il colombario di Pomponio Hylas

(appuntamento ore 14.45 all’ingresso del sepolcro degli Scipioni in Via di Porta San Sebastiano, 9)

 

Sin dal XVII secolo l'area risulta caratterizzata da vigne ed orti disposti verso la via Latina. Al 1614 risale la prima scoperta moderna del sepolcro degli Scipioni, ramo della celebre famiglia dei Cornelii, realizzato agli inizi del III sec. a. C. dal console Lucio Cornelio Scipione Barbato, il cui sarcofago, ornato da fregi dorici e con iscrizione in versi saturni, si trova ai Musei Vaticani. Si tornò a scavarlo nel 1780, mentre l'area circostante, che manteneva la sua vocazione agricola, passando di proprietà in proprietà, restituiva in successione altre significative testimonianze di epoca romana. Nel 1831 infatti il marchese Pietro Campana scopriva il colombario di Pomponio Hylas, con mosaici e affreschi, databile al I sec. d.C., e a partire dal 1840 nell'attigua Vigna Codini venivano messi in luce tre colombari, con belle decorazioni a stucchi e pitture, pure databili al I sec. d.C.

(altre informazioni su http://www.sovraintendenzaroma.it/i_luoghi/ville_e_parchi_storici/passeggiate_parchi_e_giardini/parco_degli_scipioni).

 

Costo della visita con guida: 7 € per i soci Pomerium; 11€ per gli altri. I posti per la visita sono limitati a 12: è necessario prenotare a propria partecipazione e, per i non soci, versare un anticipo entro sabato 14 aprile, a info@...

 

 

 

     Sabato 21 aprile 2012

 

1 - Assemblea ordinaria annuale dei soci di Pomerium

(appuntamento ore 10.00 presso Federalberghi Roma, Corso d'Italia n. 19)

 

L'ordine del giorno sarà disponibile entro qualche giorno sul sito www.pomerium.org ed inviato singolarmente ai soci.

 

 

2 – Visita ai Musei Capitolini e alla mostra Lux  in Arcana (appuntamento ore 15.15 presso la statua equestre del Marco Aurelio in piazza del Campidoglio; ingresso con guida € 10,00).

 

All’interno dei Musei Capitolini, ad ingresso gratuito in occasione della settimana della cultura, la mostra “Lux in arcana. L’archivio segreto vaticano si rivela“. Ci mancava di inaugurare una mostra con questo titolo, proprio mentre dagli uffici vaticani scappano via già per conto loro tante carte che dovrebbero restar riservate. Ma la realtà supera la fantasia. Ed ecco che il primo a visitare la mostra in forma privata, prima ancora che fosse aperta al pubblico nel pomeriggio del 29 febbraio sul colle del Campidoglio, è stato proprio quel cardinal Tarcisio Bertone che è il più maltrattato – non senza sua colpa – dagli svolazzi delle carte vaticane in fuga. Perché a leggere la presentazione che “L’Osservatore Romano†ha dato della mostra, il pensiero va dritto a testi di confezione non solo vetusta, ma recentissima: “contesto nebuloso oppure oscuro…â€, “realtà misteriosa perché sconosciuta…â€, “conoscenza preclusa alla maggior parte delle persone…â€, “lacci di faldoni da sciogliere…â€, “romanzati ambientamenti…â€, “documenti segreti per la prima volta fuori dai confini vaticani…â€.

Il tutto nel solito ed incomparabile sito dei Musei Capitolini, il principale museo civico comunale di Roma contenente, tra le altre, opere del calibro della Lupa Capitolina, del Marco Aurelio nonché le fondazioni del tempio di Giove Ottimo Massimo.

(ulteriori informazioni su http://www.luxinarcana.org/).

 

 

3 – Cena sociale dei partecipanti alle celebrazioni del Dies Natalis

appuntamento ore 20.15 in Via Giovanni Branca 98, nel quartiere di Testaccio (http://www.info.roma.it/link_di_roma_dettaglio.asp?ID_servizi=2291)

 

 

            Domenica 22 aprile 2012

 

1 - Parata storica ai Fori Imperiali

(appuntamento ore 10,00, all’angolo tra Via di San Gregorio e Via dei Cerchi)

 

Ormai tradizionale appuntamento per assistere alla parata organizzata dal Gruppo Storico Romano a cui partecipano numerosi gruppi rievocativi per celebrare la nascita di Roma.

(ulteriori informazioni su http://www.natalidiroma.it/2011/programma.html)

 


 

Per informazioni:
Associazione Pomerium
c/o Marocco F. - Via Renato Fucini 63 - 00137 Roma

info@... â€“ presidenza@... - amministrazione@...segreteria@...

 


#1996 Da: "Associazione Pomerium" <associazionepomerium@...>
Data: Lun 9 Apr 2012 9:43 pm
Oggetto: Nuova uscita del notiziario Pomerium - Aprile 2012
associazione...
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salve ,
 
ti informiamo che è on-line il nuovo numero di Pomerivm, il notiziario dell'Associazione culturale Pomerium.

Lo trovi all'indirizzo nell’apposita pagina del nostro nuovo sito Internet:  http://www.pomerium.org/?page_id=31

 

 In questo numero:

-       Kalendario romano

Gli aspetti generali del calendario

Il calendario romano è lo strumento essenziale che ci aiuta a comprendere l’importanza che i nostri Avi davano in senso cultuale e religioso alla natura ed al suo manifestarsi attraverso il passare delle stagioni ma anche a comprenderne l’elemento culturale con cui amministravano la vita civile e produttiva di tutti i giorni, basata essenzialmente sull’agricoltura e la pastorizia. Tutti i calendari antichi fino a Giulio Cesare, tranne il Babilonese nel periodo dei Seleucidi, erano imperfetti, ma tra cielo e terra c’erano dei fenomeni interpretabili che la vita civile […]

di Giorgio Ribichini


- Artù o Artorius?

Leggendario re britannico o condottiero romano?

La figura di questo ufficiale romano, il Praefectus Lucius Artorius Castus appartenente alla Legio VI vissuto nel II secolo d.C., viene avvicinata ad Artù da scrittori come Kemp Malone, C. Scott Littleton, Ann Thomas e Linda Malcor. Questo ufficiale romano avrebbe con molta probabilità guidato le imprese di un’unità di cavalieri sarmati, stanziati a Ribchester, in campagne militari a nord del Vallo di Adriano. Le imprese di questa unità in Britannia e Armorica (Normandia) potrebbero essere state tramandate nei secoli successivi e aver contribuito a formare il […]

di Massimiliano Ponti 

 

- Tangentopoli a Roma antica

La tanto conclamata severità di costume (austeritas) ed il rigore morale degli antichi (basti evocare il nome di Catone e Cincinnato) vengono clamorosamente smentiti se solo si vogliano consultare le opere di Cicerone, in particolare le orazioni pronunciate in occasione dei più famosi processi, e le pagine scritte da Tacito e Svetonio. Le forniture sia per quanto […]

di Gianni De Dominicis  

 

- Locutiones Romanorum

Dopo le precedenti frasi ancora cinque molto semplici con gli elementi basilari dell’analisi logica e con qualche primo complemento indiretto, nel caso specifico il complemento di specificazione reso in latino dal caso genitivo.

di Milko Anselmi ed Ugo Coppola

 ... e, come sempre, rubriche, calendario delle mostre, news, ecc.

 

 

Buona lettura!

 Associazione Pomerium

 

- Per annullare la ricezione di questa email è sufficiente inviare una mail all'indirizzo redazione@...  con oggetto "Revoca Abbonamento Pomerivm".

 


 Per informazioni:
Associazione Pomerium - www.pomerium.org
c/o Marocco F. – Via Renato Fucini 63, 00137 Roma

info@... - amministrazione@...segreteria@...

Vive ergo moribus praeteritis, loquere verbis praesentibus (Vivi perciò con la moralità degli antichi, ma usa le parole della modernità; A.Gellio - Notti Attiche)

 


#1997 Da: "Associazione Pomerium" <associazionepomerium@...>
Data: Dom 15 Apr 2012 6:10 pm
Oggetto: I: Signa Romanorum (nuovo aggiornamento/new update)
associazione...
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p.c. /FYI

 

Da: noreply+feedproxy@... [mailto:noreply+feedproxy@...] Per conto di Signa Romanorum
Inviato: domenica 15 aprile 2012 11.03
A: milko@...
Oggetto: Signa Romanorum (nuovo aggiornamento/new update)

 

Signa Romanorum (nuovo aggiornamento/new update)


NUSRSTR160 – Via Domiziana / the Domitian Way

Posted: 13 Apr 2012 01:47 PM PDT

vedi mappa / see a map

Miliarum

Tratto (itinerary)

Tracciato approssimato (closer path)

Condizioni lastricato (flagstones situation)*

Monumentalità (monuments)

Note

I – ….

Mondragone (Sinuessa) – Pozzuoli (Puteoli)

Via Domiziana – Via San Rocco (a Castel Volturno) – Via Domiziana – … – strada della Colmata (a Cuma) …. – Via dell’Arco Felice Vecchio – Via Montenuovo Licola Patria – Via Domiziana – Via dei Campi Flegrei – Corso Nicola Terracciano (a Pozzuoli)

STR

a Liternum si trovano l’anfiteatro ed il teatro aa

a Cuma si trova l’anfiteatro e l’Arco Felice a

a

I monumenti a Pozzuoli maggioreminoreacb;

si dirama da Sinuessa dalla Via Appia icona strada(NUSRSTR100)

passa per:

§ Castel Volturno (Volturnum)

§ Giugliano (Liternum)

§ Cuma (Cumae)

* ( ASF= asfaltato / cemented; BAS = basolato originale / original flagstones; IMM = immaginario / immaginary; SPT =
sanpietrino/cobblestones; STE=sterrato/earth: UAB = sotto l’abitato / under the buildings)

Siti sulla Domiziana

http://it.wikipedia.org/wiki/Via_Domiziana

 

 


#1998 Da: romaeterna@yahoogroups.com
Data: Ven 20 Apr 2012 10:58 am
Oggetto: PALILIA, 21.4.2012, 0:00
romaeterna@yahoogroups.com
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Promemoria da:   romaeterna Yahoo! Gruppi
 
Titolo:   PALILIA
 
Data:   sabato, 21 aprile 2012
Ora:   Tutto il giorno
Ripetizioni:   Questo evento si ripete ogni anno.
Note:   Antica festa romana celebrata nel giorno del "Natale di Roma", l'anniversario della fondazione della Città Eterna.
 
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#1999 Da: "Associazione Pomerium \(Yahoo!\)" <associazionepomerium@...>
Data: Ven 11 Mag 2012 10:34 am
Oggetto: I: Signa Romanorum (nuovo aggiornamento/new update)
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p.c.

 

Da: noreply+feedproxy@... [mailto:noreply+feedproxy@...] Per conto di Signa Romanorum
Inviato: venerdì 11 maggio 2012 11.04
Oggetto: Signa Romanorum (nuovo aggiornamento/new update)

 

Signa Romanorum (nuovo aggiornamento/new update)


NUSRTER069 – Ninfeo Bergantino a Castel Galdolfo (Alba), Bergantino nympheum in Castel gandolfo (Italy)

Posted: 10 May 2012 09:20 AM PDT

sec./century:              I d.C. / I A.D.
luogo/place:               alla fine di Via dei Pescatori, Castel Gandolfo (Roma), at the very end of Via dei Pescatori street, Castel Gandolfo (Italy);
visualizza sulla mappa/see on a map;
info: http://www.tesorintornoroma.it/Itinerari/La-Via-Appia-Antica/Castel-Gandolfo-Ninfeo-Bergantino-o-Bagni-di-Diana

 

 


#2000 Da: domenico.carro@...
Data: Mar 15 Mag 2012 3:52 pm
Oggetto: Nemi ieri e oggi: giornata al Museo delle Navi Romane
romaeterna
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[Comunicato della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio e del Museo delle Navi Romane]

Il 19 maggio 2012, in occasione della Notte dei Musei,  presso il Museo delle Navi Romane di Nemi si terrà una giornata dedicata alla figura di Guido Ucelli di Nemi, colui che recuperò dalle acque del lago di Nemi le due navi dell'imperatore Caligola, esposte nel Museo dal 1939 al 1944, anno in cui vennero distrutte da un incendio.
Verranno presentate due recenti pubblicazioni, dedicate alla sua figura: una biografia di Guido Ucelli e un volume contenente una raccolta di suoi scritti sull'impresa di Nemi.
Con l'occasione verranno esposte al pubblico alcune iniziative che il Museo sta portando avanti con Enti, Associazioni  e Istituti: il Politecnico di Milano, che da anni collabora con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio sia al Museo che al Santuario, il Museo della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" di Milano, che conserva molti documenti inediti di Guido Ucelli, l'Università Roma 3, il Gruppo Archeologico Ambrosiano di Milano e  l'Associazione "Apiaria", che sta realizzando un percorso per ipo e non vedenti all'interno del Museo.
Verrà inoltre presentato un progetto di divulgazione on line del patrimonio museale già realizzato presso alcuni musei europei.
Seguirà una visita guidata al museo e nel pomeriggio, alle 16 al Santuario di Diana.
Infine alle ore 20, nell'ambito della manifestazione "La Notte dei Musei" il gruppo "Il vaso di Pandora", costituito da giovani archeologhe e storiche dell'arte, leggerà alcuni brani antichi e moderni sulla figura di Caligola, di cui nel 2012 ricorre il bimillenario della nascita, coinvolgendo anche il pubblico in una sorta di "processo all'imperatore".

In allegato l'invito con il programma particolareggiato dei predetti eventi.


Domenico Carro

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#2001 Da: "Associazione Pomerium \(Yahoo!\)" <associazionepomerium@...>
Data: Mar 22 Mag 2012 3:36 pm
Oggetto: Non un luogo, ma il luogo
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La riproposizione di un articolo apparso sul primo numero di Pomerium (luglio 2004)

 

Da: noreply+feedproxy@... [mailto:noreply+feedproxy@...] Per conto di Vive ergo moribus praeteritis, loquere verbis praesentibus
Inviato: domenica 20 maggio 2012 11.05
Oggetto: Associazione Pomerium

 

Associazione Pomerium


Non un luogo, ma il luogo

Posted: 19 May 2012 11:11 AM PDT

Anno 548 a.U.c. “… i Romani erano tutti animati dalla speranza che in quell’anno il conflitto si sarebbe deciso in Africa e la guerra punica avrebbe avuto fine. Questa certezza aveva riempito di vane superstizioni gli animi che erano perciò proclivi ad annunciare prodigi e a prestarvi fede. Se ne divulgavano parecchi: si raccontava che erano stati visti due soli e che durante la notte era brillata la luce; a Sezia si era vista una meteora luminosa stendersi da oriente ad occidente; a Terracina e ad Agnani la porta e in molti punti il muro erano stati colpiti dal fulmine; a Lanuvio nel tempio di Giunone Sospita si era udito uno strepito accompagnato da un terribile fragore. Per espiare questi prodigi fu celebrato per un sol giorno un rito solenne; si celebrò anche un novendiale poiché dal cielo erano piovute pietre.†(T.Livio – Storia di Roma – XXVIII, 14, 2-5).

 

Così Tito Livio racconta gli accadimenti ….  (continua su http://www.pomerium.org/)

 

 

 

 

 


#2002 Da: "Associazione Pomerium" <associazionepomerium@...>
Data: Dom 3 Giu 2012 8:41 pm
Oggetto: I: Signa Romanorum (nuovo aggiornamento/new update)
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p.c.

 

Da: noreply+feedproxy@... [mailto:noreply+feedproxy@...] Per conto di Signa Romanorum
Inviato: domenica 3 giugno 2012 11.05
A: milko@...
Oggetto: Signa Romanorum (nuovo aggiornamento/new update)

 

Signa Romanorum (nuovo aggiornamento/new update)


NUSRMAU023 – Mausoleo di L.Canuleio a Bolsena / L.Canuleius mausoleum

Posted: 02 Jun 2012 09:11 AM PDT

sec./century:      I a.C. / I B.C.
luogo/place:       circa 2 km a sud di Bolsena (km 108 circa della Via Cassia, loc. S.Arcangelo
visualizza sulla mappa/see on a map;

info: http://www.persee.fr/web/revues/home/prescript/article/mefr_0223-5102_1987_num_99_2_1561

 

 


#2003 Da: "Associazione Pomerium \(Yahoo!\)" <associazionepomerium@...>
Data: Mer 6 Giu 2012 10:42 am
Oggetto: La morte di Germanico (vecchio articolo apparso su Pomerium)
associazione...
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Associazione Pomerium


La morte di Germanico

Posted: 05 Jun 2012 02:42 PM PDT

In un solenne interno classicheggiante, animato da un gioco di luce e d’ombra e dilatato grazie a un’infilata di vani inquadrati da austeri archi, si sta compiendo l’ultimo atto della vita gloriosa di un giovane condottiero, disteso su un letto funebre e attorniato dai suoi uomini e dai membri della sua famiglia, in un dignitoso e al contempo struggente compianto. Il giovane imperator è Gaio Giulio Cesare Claudiano Germanico. Il dipinto è uno dei più autorevoli esempi del genio del pittore francese Nicolas Poussin, che lo compose a Roma tra il 1627 e il 1628.

Germanico, figlio di Druso I, nipote ed insieme figlio adottivo di Tiberio, rappresenta uno dei personaggi più affascinanti degli  Annales composti da Tacito, di sicuro quello, insieme al princeps, su cui maggiormente hanno discusso gli studiosi della prima esade. Nato ad  Anzio con il nome di Nerone Claudio Druso, era il figlio di Druso maggiore e Antonia minore, oltre ad essere nipote dell’imperatrice Livia Drusilla, moglie di Augusto. Ricevette il nome di Germanico in seguito ai successi del padre, comandante in Germania tra il 12 ed il 9 a.C.

Mutò il nome originario in quello di Gaio Giulio Cesare Germanico in seguito alla sua adozione nella gens Iulia, avvenuta nel 4, quando Tiberio lo adottò come successore designato su imposizione di Augusto. Accompagnò Tiberio in Germania negli anni 10 ed 11 per rafforzare i confini lungo il Reno (dopo la grave disfatta subita da Publio Quintilio Varo nella battaglia della Foresta di Teutoburgo del 9), e compiere alcune spedizioni punitive contro le popolazioni germaniche fino al fiume Weser. Tornato a Roma, nel 12 fu eletto console 5 anni prima del normale cursus honorum, vale a dire a soli 28 anni. Nominato comandante delle truppe del Reno, tra il 14 e il 16 d.C. condusse alcune campagne militari in terra germanica, che tuttavia non riuscirono a riportare i territori tra Reno ed Elba sotto il dominio romano.

Il piano di riconquista di Germanico si rivelava un fallimento, tanto che egli fu richiamato a Roma al termine del 16 d.C. Tiberio gli concesse di celebrare il trionfo nel maggio del 17, e gli affidò un nuovo comando speciale in Oriente.

Decise, pertanto, di conferirgli l’imperium maius proconsolare sulle province orientali, e di inviarlo a risolvere il delicato problema armeno con il re dei Parti. Egli rappresentava, del resto, l’erede designato della dinastia giulio-claudia, anche se Tiberio non si fidava del tutto delle doti di Germanico e decise perciò di affiancargli in Siria Gneo Pisone, persona di fiducia del princeps. A Pisone era, dunque, affidato il compito di consigliare Germanico nella sua missione, ma soprattutto quello di tenerlo a freno, evitando attriti con i Parti, considerando il suo carattere particolarmente impulsivo. Germanico partì nel 18 per svolgere la sua azione principale in Armenia, dove insediò il nuovo re; ritornato poi in Siria, aprì dei negoziati con Artabano II, desideroso di rinnovare il trattato di amicizia. Germanico entrò però presto in attrito con Pisone, dal momento che costui, uomo arrogante e opportunista, aveva tentato di annullare alcuni dei suoi provvedimenti e si era rifiutato di lasciargli il comando nella spedizione in Armenia. Poco dopo la sua partenza, Germanico cadeva gravemente malato ad Antiochia, dove moriva il 10 ottobre del 19, con la convinzione di essere stato avvelenato per ordine di Pisone.

 

Numerosi ed autorevoli interpreti hanno messo in rilievo la natura fortemente idealizzata del Germanico tacitiano, così come pure la volontà dell’autore di far risaltare la meschina indole dell’imperatore, proprio attraverso il contrasto con la grandezza del figlio adottivo.

Nicolas Poussin, La morte di Germanico, 1628; olio su tela, cm. 148x198. Minneapolis, The Minneapolis Institute of Arts

Si è unanimemente d’accordo nel considerare un brano di Tacito tratto dal Libro II degli Annales come la fonte letteraria essenziale per l’episodio tragico raffigurato da Poussin. Partendo dal testo di Tacito, Poussin aveva il compito di tradurre il racconto in un’immagine chiara che lo riassumesse ma risultasse anche evocativa, fortemente patetica e coinvolgente.

Tacito aveva sapientemente intessuto l’atmosfera di oscuri presagi e di morte già al paragrafo 54 del Libro II: infatti, ci dice che in asia Minore, a Claro, Germanico aveva interrogato l’oracolo di Apollo, ottenendo un responso enigmatico, ma evidenti indizi di morte prematura.

Inoltre, a Seleucia, mentre Germanico mostrava già i primi sintomi dell’avvelenamento, “si erano trovati, a terra o sui muri, resti umani dissepolti, formule magiche, incantesimi e il nome di Germanico inciso su tavolette di piombo, ossa mezzo bruciate e impastate a grumi di sangue e malefici del genere, con cui si crede di poter consacrare le anime agli dei infernali†(Annales, II, 69). Tacito aveva poi raccontato il lento progredire dei sintomi del male che aveva colpito Germanico e aveva descritto con fine sensibilità i timori del condottiero: “Se la porta di casa sua era sorvegliata, se gli toccava spirare sotto gli occhi dei suoi avversari, quale destino sarebbe dunque toccato alla infelicissima consorte e ai figli ancora piccoli? Lento pareva l’effetto del veleno: Pisone dunque accelerava, anzi precipitava la fine, per avere da solo la provincia e le legioni†(Annales, II, 70).

Lo storico ci informa che egli scrisse una lettera a Pisone, con cui troncava i loro rapporti e gli ordinava di lasciare la provincia. Pisone, senza più indugiare, s’imbarcò per andarsene, veleggiando tuttavia senza fretta, pronto a ritornare qualora la morte di Germanico gli avesse aperto le porte della Siria.

In un crescendo drammatico, Germanico, prostrato dalla malattia, sentendo prossima la fine, decide di parlare con nobile franchezza ai suoi fedeli che lo attorniavano in quel frangente:

“Se me ne andassi per volere del destino, avrei ragione di dolermi anche verso gli dei, perché con morte prematura mi strappano, nel fiore della giovinezza, ai genitori, ai figli, alla patria. Ora, vittima degli scellerati intrighi di Pisone e Plancina, affido ai vostri cuori le mie ultime preghiere: riferite al padre e al fratello da quali amarezze straziato, da quali insidie avvolto io abbia concluso questa vita infelicissima con una morte tremenda. Quanti s’interessavano a me, in vita, per le speranze che di me davo o per i miei legami di sangue o per gelosia, piangeranno il fatto che io, un giorno al vertice della fortuna e sopravvissuto a tante guerre, sia caduto per l’inganno di una donna. Avrete il modo di lamentarvi in senato e di invocare le leggi. Compito primo degli amici non è accompagnare il defunto con sterile lamento, ma ricordarne i desideri e attuare le sue volontà. Anche degli sconosciuti piangeranno Germanico, ma sarete voi a vendicarmi, se il vostro attaccamento era a me e non alla mia fortuna. Mostrate al popolo romano la nipote del divo Augusto, che è pure la mia sposa, additate i miei sei figli: la pietà starà con gli accusatori e a chi, mentendo, parlerà di ordini scellerati, nessuno potrà credere o concedere il perdono†(Annales, II, 71).

Si tratta di un discorso complesso, perfettamente strutturato dal punto di vista retorico come sono sempre i discorsi in Tacito, con significativi giochi di pendants e con raffinate simmetrie, un discorso in cui Germanico lascia chiaramente intendere l’insieme di responsabilità che egli scorge dietro la sua morte ormai prossima, senza però mai tirare direttamente in causa il princeps.

Germanico ufficialmente esenta Tiberio da colpe: è questa la finalità delle accuse da lui rivolte a Pisone ed a Plancina, o anche del riferimento ai scelesta mandata, cui prevede che i coniugi assassini mendacemente si appiglieranno per sfuggire alla giusta punizione.

“Rivolto poi alla moglie, la scongiurò, per la memoria di sé e per i figli comuni, di deporre la sua fierezza, di piegarsi alla crudeltà del destino e, al suo ritorno in città, di non inasprire i più forti in un conflitto rivaleggiando con loro. Questo disse apertamente e poi altro a lei sola in segreto: si pensava che le avesse manifestato la paura che gli ispirava Tiberio† (Annales, II, 72).

Germanico sapeva bene che mai nessuno avrebbe potuto nulla contro l’imperatore, tanto valeva “accontentarsi†di gettare le basi su cui si sarebbe poi fondata almeno la condanna di Pisone e della sua scellerata consorte.

Germanico, dunque, dice che, se fosse ridotto in fin di vita per cause naturali, avrebbe potuto provare un iustus dolor nei confronti degli dèi, per averlo essi sottratto  parentibus (…), liberis (…), patriae. Ma la fine – chiarisce – gli è giunta per opera di Pisone e Plancina, e di ciò chiede sia riferito a suo padre ed a suo fratello; molte lacrime – aggiunge il figlio adottivo di Tiberio –  verseranno coloro che, quando era vivo, nei suoi confronti spes meae (…), propinquus sanguis (…), etiam (…) invidia (…) movebat.

Secondo quanto afferma Andrea Carpentieri nel suo esauriente studio, ricco di spunti stimolanti, “non può sfuggire la simmetria  del rapporto che nel testo tacitiano si viene a creare tra parentibus, liberis e patriae, da una parte, e spes meae, propinquus sanguis ed invidia dall’altra: nella seconda terna Tacito ha sostituito degli elementi astratti a delle realtà umane ben precise, demandando ai primi il compito di alludere palesemente alle seconde†(si veda A. CARPENTIERI, Strategie narratologiche e retoriche nell’Esade Tiberiana di Tacito – tesi di dottorato discussa all’Università Federico II di Napoli). In tale contesto, il termine invidia pare caricarsi di una pregnanza semantica straordinaria.

Germanico cerca ovviamente di salvaguardare i propri comites e, soprattutto, i propri eredi, ai quali null’altro che rovina e morte sarebbe potuto venire da uno sconto frontale con il princeps, quindi pare “assolvere†Tiberio, “coprendone†quella che pure ai suoi occhi dovette costituire l’ultima, più terribile manifestazione di ostile avversione e di odio.

Si tratta di una inappellabile – benché soltanto sussurrata – condanna verso l’imperatore, colui che, di tale morte, se non fu esecutore materiale, fu certamente, agli occhi di Tacito, il perfido demiurgo.

Nella ricostruzione tacitiana dei fatti, del resto, risaltano sempre l’assoluta fedeltà e lealtà del nipote, in contrasto con l’antipatia, l’ostilità, l’odio di cui egli sapeva di esser fatto oggetto da parte di suo zio.

Bisogna rammentare che nell’ambiente dei sostenitori del carismatico condottiero defunto si sviluppò un movimento di opinione legato alla sua memoria, quindi assai ostile a Tiberio; il princeps difatti era comunemente ritenuto complice – quanto meno a causa dell’infelice nomina di Pisone a legato per la Siria –, di quell’omicidio di Germanico a cui in molti, nonostante l’assolutorio verdetto del processo a Pisone stesso, continuavano a credere.

Nicolas Poussin, La morte di Germanico; disegno a penna, inchiostro bruno, con lumeggiature ad acquerello. Londra, British Museum.

La libellistica ostile a Tiberio e gli scritti che si diffusero in esaltazione di Germanico con tutta probabilità influenzarono il pensiero di Tacito. Le informazioni che Tacito ci offre sia prima sia dopo il decesso del condottiero, determinano un’atmosfera che origina nel lettore la consapevolezza dell’odio nutrito da Tiberio; questi elementi, a loro volta, costituiscono il terreno su cui il seme del sospetto abilmente gettato, può germogliare: il frutto sarà rappresentato dalla finale certezza, instillata nel lettore, di una responsabilità di Tiberio nella morte di Germanico.

Del resto, Tacito in alcuni passi del Libro I e del Libro II aveva insistito sulla rivalità provata da Tiberio nei riguardi di Germanico proprio per preparare il lettore all’ipotesi che l’imperatore potesse essere l’istigatore della prematura scomparsa del suo figlio adottivo.

Del resto, Germanico era stato imposto da Augusto a Tiberio; lo stato d’animo con cui Tacito mostra il princeps rapportarsi di solito a Germanico stesso  è, significativamente, quello della paura nei confronti di un potenziale aemulus, anzi, del suo più temibile rivale. Tiberio temeva molto l’affetto e l’ammirazione che tutti avevano nei confronti di Germanico e i suoi successi militari lo mettevano in difficoltà, creando in lui invidia e fastidio.

Tiberio assunse sempre, stando al testo di Tacito, un atteggiamento di forte conflittualità nei confronti di Germanico, sicché non sarà sorprendente leggere che l’imperatore Germanici mortem inter prospera ducebat (Annales, Libro III, 1).

 

Sicuramente Poussin aveva letto con attenzione il testo tacitiano, cercando il momento culminante, quello più adatto a essere raffigurato. Germanico nel quadro di Minneapolis sta ascoltando? Sta per parlare? Ha già parlato? Probabilmente Poussin ha scelto il momento in cui Germanico ha appena parlato e i suoi generali giurano di vendicarlo e si apprestano a toccargli la mano: “Stringendo la destra del morente, gli amici giurarono che avrebbero rinunciato alla vita piuttosto che alla vendettaâ€. (Annales, II, 71).

Il Cardinale Francesco Barberini probabilmente commissionò il dipinto all’artista nel dicembre 1625 e quest’ultimo lo consegnò intorno al gennaio 1628. Trattandosi di una commissione molto importante, Poussin vi si dedicò completamente. Ci sono rimasti due disegni preparatori che documentano il travaglio creativo dell’artista precedente alla realizzazione del dipinto.

Il primo è conservato al Britsh Museum e presenta delle varianti interessanti rispetto al quadro: ad esempio, il soldato al centro della composizione non ha ancora la mano destra sollevata al cielo in segno di vendetta, stringe invece la mano di Germanico, così come recita il testo di Tacito.

Il secondo disegno è conservato al Musée Condé di Chantilly: la scena si svolge davanti a una prospettiva architettonica e il gesto vendicatore della mano sollevata al cielo pare abbozzato dai soldati che si accalcano intorno al morente, anche se uno di essi esprime ancora l’altro gesto, quello di sfiorare la mano di Germanico. Poussin qui ha voluto fare del condottiero in fin di vita il centro della composizione. Agrippina – le mani sollevate a coprirsi il viso affranto – è accompagnata da cinque dei sei figli.

Evidentemente Poussin preferì introdurre nel quadro un’invenzione di più grande effetto: in effetti, il gesto del “vendicatore†avrà grande fortuna nella pittura europea del XVIII secolo.

Nicolas Poussin, La morte di Germanico, disegno preparatorio su carta, penna, inchiostro bruno. Chantilly, Musée Condé

Poussin trasse ispirazione da varie sculture antiche che aveva visionato e studiato fin dagli inizi del suo soggiorno romano. Tra queste, sicuramente la più importante è un sarcofago di epoca romana di cui esistono due versioni (ognuna nota in numerose varianti), che rappresenta La morte di Meleagro, tratta dal racconto di Euripide.

Le avventure di Meleagro diedero luogo a molte rappresentazioni artistiche, tutte incentrate sulla caccia e sulla morte dell’eroe. I vari sarcofagi del tipo di quello che ha influenzato Poussin hanno in comune un elemento fondamentale: ossia la figura del morente disteso, visto di profilo, la testa girata sulla destra della composizione. Poussin ha ripreso questo particolare e anche l’idea dei personaggi che si dispongono intorno al moribondo e la figura femminile che  cela il suo dolore nascondendo il viso tra le mani. Tuttavia, il sarcofago di Meleagro non è l’unica fonte di ispirazione visuale di Poussin. In generale, le cerimonie funebri, le scene di conclamatio – l’ultimo addio ai morti – di cui l’antichità ci ha lasciato numerosi esempi, non possono non aver colpito la fantasia dell’artista.

Sesterzio di bronzo della serie intitolata Judaea Capta, coniata a Roma nel 71 d.C. per commemorare la vittoria romana sui Giudei.

Allo stesso modo, l’adlocutio – arringa militare di cui si conservano esempi sia nella Colonna Traiana sia in quella Antonina così come nelle medaglie e nelle monete –, può essere all’origine del gesto del soldato che, al centro del dipinto, giura di vendicare il morente. Ma soffermiamoci sulla figura di Agrippina: il gesto delle mani che celano il viso addolorato si ritrova in numerose monete antiche che hanno per soggetto la personificazione di una nazione sconfitta, in particolare la Judaea Capta. Questi riferimenti eruditi dimostrano che Poussin ha l’ambizione di dare prova della sua profonda cultura classica.

Plinio, seguito da Cicerone, Quintiliano e Valerio Massimo, parla del pittore greco Timante che, nel suo Sacrificio d’Ifigenia, per dipingere il dolore di Agamennone, padre della vittima, gli “vela†il volto. Se non ci è stato conservato l’originale di Timante, tuttavia una copia celebre oggi, ma sconosciuta all’epoca di Poussin, può darci un’idea di quella immagine: si tratta del Sacrificio d’Ifigenia della Casa del Poeta Tragico, oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che mostra, all’estrema sinistra della composizione Agamennone in piedi, girato verso sinistra come l’Agrippina di Poussin, in un’attitudine molto simile a quella che Poussin darà alla sposa del condottiero romano.

Sacrificio di Ifigenia (copia dall’originale di Timante), pittura parietale, cm. 138x140. Napoli, Museo Archeologico Nazionale

Questa ripresa da parte di Poussin di una invenzione pittorica che aveva destato l’ammirazione degli Antichi fu l’oggetto di molti commenti entusiasti da parte di scrittori e teorici del XVIII secolo, in un periodo in cui il quadro di Poussin era già divenuto a sua volta un modello a cui gli artisti amavano ispirarsi.

Tuttavia, non furono soltanto fonti antiche a attirare l’attenzione di Poussin, ma anche esempi più recenti. Infatti, poco prima di commissionare a Poussin il dipinto che raffigura La morte di Germanico, il Cardinale Francesco Barberini, alla fine del suo soggiorno in Francia (il 20 settembre 1625) aveva ricevuto in dono da Luigi XIII la serie degli arazzi con la Storia di Costantino, tessuti dalla Manifattura del Faubourg Saint-Marcel, sulla base di schizzi e cartoni di Rubens.

Tra questi arazzi, oggi al Museum of Art di Philadelphia, ve n’è uno che presenta evidenti analogie con il dipinto di Poussin, ossia La morte di Costantino. E’ probabile che Poussin abbia visto questo arazzo. In esso, la sequenza raffigurata si dispone in senso inverso rispetto a quella dipinta da Poussin; cosa che non avviene né nello schizzo né nel cartone. Questi ultimi hanno rapporti strettissimi con l’opera dell’artista francese: stessa composizione incentrata sulla figura di un morente disteso sul letto (che, nel caso di Rubens, distribuisce il suo Impero tra i suoi tre figli), stesso drappo sullo sfondo, stessa apertura sulla sinistra della composizione su una prospettiva architettonica, stessa figura piangente sulla destra dell’opera, anche se il viso non è nascosto tra le mani. Pare quindi che Poussin conoscesse la composizione di Rubens.

Quello che è certo è che Poussin fu molto scrupoloso di esattezza storica nella rappresentazione degli ultimi momenti di vita di Germanico e volle anche eseguire un quadro che incarnasse un “esempio moraleâ€: infatti, in esso viene messa in scena una morte eroica e ingiusta, e vengono evocati i grandi temi del destino umano, ossia la morte, la sofferenza, il dolore, l’amore, la compassione, la solidarietà e l’anelito di vendetta. I soldati che si affollano intorno a Germanico sono figure statuarie, ritratte in atteggiamenti di dignitosa sofferenza e animati da una veemenza che traspare da ogni movimento, da ogni postura. Fremono di sdegno, sono pronti a una vendetta implacabile nei confronti di chi ha causato la morte del loro condottiero. In contrasto con la ferma e virile energia che si sprigiona da questo gruppo, risalta nel dipinto lo struggente abbandono emotivo del gruppo composto dalla moglie e dai figli, alcuni anche di giovanissima età, rivolti verso il padre morente con una sollecitudine piena di tenerezza e una tristezza intrisa di fragilità.

La luce e le ombre, sensibilissime, contribuiscono a evocare l’ora struggente del trapasso, con quel fascio di luce che avvolge il busto di Germanico, esalta il candore della sua camicia e del cuscino e si spegne sul viso, che ha già il pallore cinereo della morte.

La morte di Costantino, arazzo su disegno di Peter Paul Rubens, 1623-25. Philadelphia, Philadelphia Museum of Art

“E poco dopo si spense tra il vasto compianto della provincia e dei popoli adiacenti. S’afflissero stati e re stranieri: tanta era in lui l’umanità verso gli alleati e la clemenza verso i nemici; l’aspetto e le parole di lui ispiravano eguale profondo rispetto, perché, pur serbando l’austera solennità del suo grado, aveva saputo evitare l’impopolarità e l’arroganza†(Annales, II, 72).

Continua in queste parole l’idealizzazione della figura di Germanico, proposto come exemplum virtutis e ammirato da amici e nemici per le sue doti di umanità.

“Prima della cremazione il corpo fu esposto, denudato, nel foro di Antiochia, luogo destinato alla sepoltura, e non ci sono prove certe che mostrasse segni di veleno: si avanzavano infatti interpretazioni diverse, a seconda che prevalesse la pietà per Germanico e, quindi, il pregiudizio del sospetto, oppure le simpatie per Pisone†(Annales, II, 73).

In una luce davvero sinistra e malevola Tacito evoca a questo punto la soddisfazione di Pisone e Plancina, allorché la notizia della morte del giovane condottiero li raggiunse all’isola di Cos: “La accolse con gioia sfrenata: sacrifica vittime, si reca nei templi, incapace di contenere il suo gaudio, ma più di lui era sfacciata Plancina, che smise il lutto per la sorella defunta e proprio allora s’abbigliò a festaâ€. (Annales, II, 75).

Anche Dione Cassio nella sua Historia Romana (LIX, 18) pare considerare i due coniugi responsabili dell’ avvelenamento di Germanico e Caio Svetonio Tranquillo (De vita Caesarum – Caligula, cap. I), scrive con accenti di superstizione: “Germanico morì in Antiochia all’età di 34 anni, dopo una lunga malattia, non senza sospetto di veleno. Imperciocché oltre al livore, che si vedeva per tutto il corpo e la schiuma, che mandava dalla bocca, fu trovato anche fra le ceneri del corpo bruciato che il cuore era rimasto intero, per la natura del quale si vuole che, toccato dal veleno, non possa essere consumato dal fuocoâ€. Accennando poi alle responsabilità avute da Pisone e da Tiberio nella morte del giovane, si esprime con dubbio: “Obiit antem, ut opinio fuit, fraude Tiberii…(De vita Caesarum – Caligula, cap. II).

In realtà, anche Tacito non esprime accuse dirette ed esplicite sulla colpevolezza di Tiberio, anzi dal resoconto tacitiano del processo emerge l’assoluta inconsistenza dell’accusa di veneficio portata avanti dagli amici di Germanico. Nondimeno, le pagine degli Annales sono piena di allusioni proprio ad una trama di oscure macchinazioni, di nascoste vergognose complicità, che, opportunamente interpretate, consentano di scorgere in Tacito il più terribile – e il più fine – accusatore di Tiberio.

Come ha dimostrato A. De Vivo (Il senatus consultum de Cn. Pisone patre e Tacito, In ID., Costruire la memoria. Ricerche sugli storici latini, Napoli, 1998, pp. 113-23), «oggi siamo in grado di dire con certezza che Tacito si attiene al documento ufficiale»: su questa base, come sottolinea C. Formicola (I rumores nell’esade tiberiana di Tacito, «Aufidus» 15, 43-44, 2001, pp. 33-65), l’autore compie un’operazione assolutamente geniale.

Pur accogliendo come verità storica la versione dei fatti ufficiale, quella cioè diffusa attraverso il testo del senatoconsulto fatto circolare dopo il processo, quindi quella “firmata†dall’imperatore, Tacito la attacca costantemente, in modo latente, colpendola con la verità opposta del rumor: in tal modo, egli vuole dimostrare che il principe «dava un colpo finale alla credibilità del giovane Germanico» presentato come uno che «aveva avanzato un’accusa assurda».

Si ricorderà infatti che tutto il complesso di accuse rivolte a Pisone si fonda sulle parole pronunciate da Germanico morente, portate poi come unica testimonianza a carico di Pisone anche dal testo del senatoconsulto. In tal modo, conclude Formicola, «a uscire male, dal documento ufficiale senz’altro, dal testo tacitiano solo apparentemente, è proprio Germanico, che muore una seconda volta, perché (…) trasformato in un calunniatore». Tuttavia, questa trasformazione dell’eroe martire in calunniatore viene suggerita dallo storico come un’ulteriore infamia perpetrata dal princeps nei confronti di Germanico, e della sua memoria.

Al paragrafo 73 del Libro II Tacito perfeziona la sua opera di idealizzazione di Germanico evocando il possibile paragone con Alessandro il Grande, paragone da cui comunque il figlio adottivo di Tiberio esce vincitore:

“E non mancò chi volle trovare nella figura di Germanico, nell’età, nel tipo di morte, anche per la vicinanza del luogo ove spirò, analogie col destino di Alessandro. Infatti entrambi – ricordavano – belli d’aspetto, di stirpe nobile, non molto al di là dei trent’anni, erano morti tra genti straniere per insidie dei loro; ma Germanico s’era fatto conoscere mite con gli amici e temperante nei piaceri, aveva sposato una sola donna e avuto figli legittimi; non era stato da meno come condottiero (…). Se fosse stato arbitro dello stato col titolo e il pieno potere di sovrano, tanto più prontamente avrebbe potuto pareggiarne la gloria militare, quanto più lo sopravanzava per clemenza, senso di moderazione e ogni sorta di altre dotiâ€.

Non sfugge al lettore degli Annales  anche la particolare sensibilità con cui lo storico parla della vedova di Germanico:

“Agrippina intanto, benché distrutta dal dolore e in non buona salute ma insofferente a ogni ritardo della sua vendetta, s’imbarcò con le ceneri di Germanico e i figli; tutti erano mossi a compassione nel vedere quella donna, di eletta nobiltà, abituata, fino a poco prima, a spiccare per il suo meraviglioso matrimonio tra sguardi riverenti e ammirati, portarsi, stretti in seno, i resti mortali del marito, non sicura della vendetta, inquieta per il suo destino†(Annales, II, 75).

Questo brano degli Annales fornirà spunto nel 1839 al pittore inglese William Turner per la realizzazione del dipinto Roma antica: Agrippina sbarca con le ceneri di Germanico, scena struggente immersa in un’atmosfera evocata con toni visionari,  in cui  la “folla in pianto†di cui parla Tacito – assiepata sulle barche che paiono lentamente scivolare sulla superficie delle acque – pare incerta “se dovesse accogliere Agrippina al suo sbarco in silenzio o con qualche acclamazione†(Annales, Libro III, 1).

Joseph William Mallord Turner, Roma antica: Agrippina sbarca con le ceneri di Germanico, 1839; olio su tela, cm. 91,4x121,9. Londra, Tate Gallery

Straordinarie furono la commozione e la costernazione che si diffusero a Roma alla notizia della morte di Germanico. Tacito afferma che  â€œil giorno in cui si portarono i resti di Germanico nel sepolcro di Augusto, Roma si trovò ora immersa in un desolato silenzio, ora agitata dai lamenti; le strade erano affollate, splendevano le torce per tutto il Campo di Marteâ€. Bellissima immagine, questa, di una notte tesa e vibrante di emozioni, rischiarata dal baluginìo delle fiaccole; come sempre, Tacito riesce con le sue parole a evocare suggestioni visive e auditive con effetti di altissima poesia.

Di grande significato le reazioni dei presenti, infatti, “i soldati, completamente armati, i magistrati senza le insegne del loro grado, il popolo tutto (…) gridavano che la repubblica era ormai morta, che non restava più un filo di speranza (…). Tuttavia, nulla ferì più a fondo Tiberio quanto la calorosa simpatia dimostrata ad Agrippina dalla folla, che la chiamava “onore della patriaâ€, “vero sangue di Augustoâ€, “unico modello dell’antica virtù; e, rivolti gli occhi al cielo, scongiuravano gli dei che le conservassero la prole e la facessero sopravvivere alle insidie dei malvagi†(Annales, Libro III, 4).

Antonio Canova, Stele funeraria di Giovanni Volpato, 1807; marmo. Roma, Chiesa dei SS. Apostoli


L’episodio della morte di Germanico fece grande scalpore all’epoca dei fatti e continuò ad essere ricordato per lunghi anni. In esso si vedeva portato al livello di espressione più compiuto, e quindi più esecrabile, un fondamentale arcanum imperii: l’eliminazione del rivale giovane, forte, coraggioso, amato, meritevole, voluta dal sovrano giunto al potere per mezzo di muliebri intrighi e capace di rimanervi attaccato solo compiendo nuovi crimini. La sua vicenda ha trovato una memoria imperitura grazie al racconto di Publio Cornelio Tacito e una interpretazione geniale nell’opera di Nicolas Poussin, artista appassionato dell’Antichità e capace di esprimere in un’unica immagine di grande forza e pathossentimenti e virtù universali.
Inoltre, l’immagine dell’Agrippina delineata con tanta finezza da Poussin – donna e madre di famiglia piena di dignità, oppressa da un dolore irresarcibile – darà frutti fecondi nella pittura settecentesca e ottocentesca e affiorerà nel volto e negli atteggiamenti di altre donne colpite da altrettanta sofferenza: sarà scelta per interpretare il dolore femminile nei dipinti di Jacques-Louis David, Il giuramento degli Orazi (1784;Parigi, Musée du Louvre) e I littori riportano a Bruto i corpi dei suoi figli, (1789; Parigi, Musée du Louvre), pervenendo infine alla sublime interpretazione di Antonio Canova nella stele funeraria dedicata a Giovannni Volpato. Qui essa diventa personificazione allegorica del dolore, interprete dell’umano tributo reso alla memoria e all’ “eredità di affetti†del defunto.

Anna Maria Cavanna
(Università di Siena)

 

 


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  partecipante, una piccola descrizione del soggetto e della sua funzione antica e moderna. Le foto possono essere inviate a partire dal giorno 10/06/2012 e fino al giorno 01/07/2012 incluso. Non verranno accettate fotografie inviate dopo la data di chiusura indicata nel regolamento.

  Art. 6 - Il giudizio della giuria è insindacabile ed inappellabile. La partecipazione implica l'accettazione del presente regolamento.

  Art. 7 - Ogni partecipante dichiara di essere autore delle fotografie presentate, di essere titolare dei diritti sulle stesse e responsabile del contenuto, sollevando l'associazione Pomerium da ogni responsabilità. Ogni partecipante conserva la proprietà delle opere inviate, ma cede i diritti d'uso illimitati delle immagini e delle loro eventuali elaborazioni all'associazione Pomerium, autorizzandone la pubblicazione, sia su Internet sia sui mezzi di stampa e radiotelevisivi o in occasione di particolari eventi e/o di qualsivoglia tipo di illustrazione (calendari, agende, giornali e guide).

  Art. 8 - La Giuria sarà composta da un’ apposita commissione nominata dal Consiglio Direttivo dell'associazione Pomerium.
Il presidente di commissione presiede alle attività organizzative della commissione nella fase preliminare alla scelta delle foto, quindi stabilire il calendario dei lavori e le tempistiche, il format di valutazione, ...

  Art. 9 - Le foto pervenute verranno esaminate ponendo la precedenza a foto inedite, in caso di mancanza di numero valido di foto inedite si procederà ad esaminare l’archivio storico delle immagini già pervenute per altri concorsi che siano attinenti al tema proposto.

Art.10 – L’attribuzione del punteggio avverrà come segue:

a) Attinenza al tema, punteggio da 1 a 4

b) Originalità della foto, punteggio da 1 a 3

c) Tecnica ed inquadratura, punteggio da 1 a 3

Tutti i voti delle tre voci saranno espresse come media aritmetica dei voti fatti giungere dai membri della commissione. Il massimo raggiungibile sarà pertanto di 10 punti. I membri della commissione non potranno far giungere voti per le proprie foto. Il presidente del Consiglio Direttivo non partecipa al concorso foto.

In caso di fotografie con parità di punteggio si procederà a valutare le singole componenti del punteggio stesso, assegnando il voto maggiore alla foto con punteggio parziale più alto (es: se due foto hanno voto totale 10, si vedrà nell’ordine i voti al punto a dell’Art.10, in caso di voto pari si vedranno i voti al punto b, in caso di parità  si vedranno i voti del punto c). Il presidente del Consiglio Direttivo presiederà la commissione solamente per quanto concerne la fase di valutazione delle foto, esprimendo parere vincolante in caso di pareggio e dando l'ultima parola per quanto concerne l'ammissibilità della foto.

Il dettaglio del voto sarà reso pubblico con la dichiarazione dei vincitori.

  PREMI ED EVENTO DI PREMIAZIONE
  * I risultati saranno pubblicati dal giorno …… sul sito  ufficiale dell'associazione Pomerium (www.pomerium.org) e comunicati  sulla mailing list ufficiale.

  * 1° premio: la foto vincitrice sarà la foto di copertina del calendario tradizionale 2013 dell'Associazione Pomerium (con nome dell'autore). Nel premio è inclusa l'iscrizione gratuita con gadget all'Associazione per l'anno 2013.

  * dal 2° al 13 ° Premio: da Gennaio a seguire per tutti i mesi, pubblicazione delle 12 foto per ogni mese dell'anno (con nome dell'autore). I vincitori dal 2° al 7° posto riceveranno inoltre il calendario 2013  in omaggio.

  saluti
  Ass.Pomerium

 


Per informazioni:

                                                                                                            Associazione Pomerium - www.pomerium.org
                                                                                                        c/o Marocco F. – Via Renato Fucini 63 - 00137 Roma

 

info@... - amministrazione@... - http://www.pomerium.org


#2005 Da: Roberta Fabbri <muccarolina@...>
Data: Sab 9 Giu 2012 2:19 pm
Oggetto: Rostra Vetera e Rostra Augusti
muccarolina
Invia email Invia email
 
Salve a tutti!

Sto preparando l'esame di Archeologia Romana 2 e vorrei approfondire la questione dei Rostra Vetera e dei Rostra Augusti di Roma.
Qualcuno avrebbe un articolo o testo da segnalarmi?

Grazie,
Roberta Fabbri

#2006 Da: domenico.carro@...
Data: Sab 9 Giu 2012 2:53 pm
Oggetto: Re: Rostra Vetera e Rostra Augusti
romaeterna
Invia email Invia email
 
cfr. Roberta Fabbri 09/06/2012 16.19:
> Sto preparando l'esame di Archeologia Romana 2 e vorrei approfondire la
questione dei Rostra Vetera e dei Rostra Augusti di Roma.
> Qualcuno avrebbe un articolo o testo da segnalarmi?

Per un reale approfondimento conviene partire dal:
"Lexicon Topographicum Urbis Romae", a cura di Eva Margareta Steinby, Edizioni
Quasar, Roma, 1993-2000 (6 volumi),
ed in particolare dai seguenti due articoli presenti nel volume IV del Lexicon:
- ROSTRA (ETA REPUBBLICANA), di Filippo Coarelli
- ROSTRA AUGUSTI, firmato P. Verduchi (si tratta verosimilmente di Patrizia
Verduchi).
In questi testi sono inclusi, oltre alla descrizione dei Rostri nelle varie fasi
costruttive di questo monumento, tutti i riferimenti bibliografici utili per
ogni ulteriore approfondimento.

Cordialmente,

Domenico Carro

~~~~~~~~~~~~~~~~~~
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#2007 Da: Tommaso Tanzilli <t.tanzilli@...>
Data: Sab 9 Giu 2012 2:57 pm
Oggetto: Re: Rostra Vetera e Rostra Augusti
tantommyzilli
Invia email Invia email
 
L'ammiraglio Carro sicuramente, è appena terminato un suo corso cui ho partecipato (Mare Nostrum) imperniato sulla marineria romana militare e non dove abbiamo trattato molto di rostri. 
Inoltre so che ci sono dei suoi fascicoli o dispense al riguardo. 
Anzi colgo l'occasione per risollecitare pubblicamente l'ammiraglio a mettere le sue conoscenze, le sue competenze e le sue teorie in modo organico in un libro. 
Valete. 



Inviato da iPhone di Tommaso Tanzilli


Il giorno 09/giu/2012, alle ore 16:19, Roberta Fabbri <muccarolina@...> ha scritto:

 

Salve a tutti!

Sto preparando l'esame di Archeologia Romana 2 e vorrei approfondire la questione dei Rostra Vetera e dei Rostra Augusti di Roma.
Qualcuno avrebbe un articolo o testo da segnalarmi?

Grazie,
Roberta Fabbri


#2008 Da: Tommaso Tanzilli <t.tanzilli@...>
Data: Sab 9 Giu 2012 2:58 pm
Oggetto: Re: Rostra Vetera e Rostra Augusti
tantommyzilli
Invia email Invia email
 
C. V. D.

Inviato da iPhone di Tommaso Tanzilli


Il giorno 09/giu/2012, alle ore 16:53, domenico.carro@... ha scritto:

> cfr. Roberta Fabbri 09/06/2012 16.19:
>> Sto preparando l'esame di Archeologia Romana 2 e vorrei approfondire la
questione dei Rostra Vetera e dei Rostra Augusti di Roma.
>> Qualcuno avrebbe un articolo o testo da segnalarmi?
>
> Per un reale approfondimento conviene partire dal:
> "Lexicon Topographicum Urbis Romae", a cura di Eva Margareta Steinby, Edizioni
Quasar, Roma, 1993-2000 (6 volumi),
> ed in particolare dai seguenti due articoli presenti nel volume IV del
Lexicon:
> - ROSTRA (ETA REPUBBLICANA), di Filippo Coarelli
> - ROSTRA AUGUSTI, firmato P. Verduchi (si tratta verosimilmente di Patrizia
Verduchi).
> In questi testi sono inclusi, oltre alla descrizione dei Rostri nelle varie
fasi costruttive di questo monumento, tutti i riferimenti bibliografici utili
per ogni ulteriore approfondimento.
>
> Cordialmente,
>
> Domenico Carro
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#2009 Da: domenico.carro@...
Data: Sab 9 Giu 2012 5:05 pm
Oggetto: Re: Rostra Vetera e Rostra Augusti
romaeterna
Invia email Invia email
 
cfr. Tommaso Tanzilli 09/06/2012 16.57:
> L'ammiraglio Carro ... so che ci sono dei suoi fascicoli o dispense al
riguardo.

Grazie della fiducia. In effetti, non ho certamente trascurato di parlare della
tribuna dei Rostri nelle ricostruzioni storiche che ho pubblicato nei volumi
annuali allegati alla Rivista Marittima e nei fascicoli mensili allegati alla
rivista FORMA VRBIS ("Classica" e "Roma Navale"), ma l'ho fatto solo sotto
l'ottica prettamente storica, mentre mi sembra che l'interesse di Roberta Fabbri
sia focalizzato sugli aspetti archeologici.
In ogni caso, una sintesi della mia trattazione storica relativa a quel
monumento può essere trovata nelle seguenti due pagine Web:

- "La Marina di Roma antica", articolo pubblicato sulla rivista on-line
"POMERIVM" (da vedere il solo paragrafo I):
http://www.romaeterna.org/roma/marina.html

- "La Tribuna dei Rostri", articolo della serie "Monumenti Navali di Roma"
pubblicato sulla rivista bimestrale "Voce Romana":
http://www.romaeterna.org/roma/voce/voce2.html

> ... colgo l'occasione per risollecitare pubblicamente l'ammiraglio a mettere
le sue conoscenze, le sue competenze e le sue teorie in modo organico in un
libro.

Grazie anche di questa ulteriore sollecitazione, cui aderirò molto volentieri al
più presto possibile. Dovrò prima onorare gli impegni già assunti per la
redazione di due saggi, di cui uno sarà candidato ad essere pubblicato nella
prossima "Strenna dei Romanisti" (Natale di Roma 2013), visto che il prestigioso
Gruppo dei Romanisti ha recentemente voluto cooptarmi nel novero dei propri
membri. Poi dovrò concordare con un appropriato editore il progetto del nuovo
libro. Spero di potermi mettere al lavoro entro l'autunno.

Un caro saluto,

Domenico Carro

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#2010 Da: Roberta Fabbri <muccarolina@...>
Data: Lun 11 Giu 2012 10:59 am
Oggetto: Re: Rostra Vetera e Rostra Augustiþ
muccarolina
Invia email Invia email
 
Salve a tutti!
Vi ringrazio per la pronta risposta e per i preziosissimi suggerimenti: il materiale che mi avete indicato mi sarà di grande aiuto!

Auguro a tutti un buon lavoro!

Roberta Fabbri

#2011 Da: "martin" <mgconde_it@...>
Data: Lun 11 Giu 2012 1:36 pm
Oggetto: Scoperto il sentiero sacro dal Pantheon. La Rep. 11/06/2012
mgconde_it
Invia email Invia email
 
ROMA ARCHEOLOGIA: Dott.ssa Paola Virgili, Ecco la magica via di luce cosi`
Augusto in 13 minuti si trasformava in un dio - Scoperto il sentiero sacro dal
Pantheon al suo mausoleo. La Repubblica (11/06/2012), p. 23.
http://www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/7176035029/in/photostream

Cfr:
- ROMA ARCHEOLOGIA: Gli obelischi di piazza Augusto Imperatore, Ritrovate le
basi dei monumenti del Quirinale e di Santa Maria Maggiore. La Repubblica
(21/01/2009), p. 7.

- ROMA ARCHEOLOGIA, [Prof. Antonio M. Colini / Piazza di Augusto, in]: Augusteo,
il posso dei tesori. Dagli scavi emergaono marmi antichi e ceramiche del '500.
La Repubblica (04/07/2008), p. 11.

#2012 Da: "sandrovisci@..." <sandrovisci@...>
Data: Lun 11 Giu 2012 6:37 pm
Oggetto: legioni tardo imperiali
sandrovisci@...
Invia email Invia email
 
 un saluto a tutti
sto svolgendo una particolare ricerca sulla legio secunda britannica...
dalla notizia dignitatum abbiamo ricavato il simbolo identificativo dello scudo...dal de bello gothico di claudio claudiano abbiamo scoperto che faceva parte dei contingenti militari richiamati sul continente dalla britannia per combattere contro i goti...agli ordini di flavio stilicone contribuì alla vittoria nella battaglia di pollenzo nel 402...su un testo francese intitolato la vie de san dalmas viene citata una secunda britannica che combatteva i gallia con le insegne imperiali...siamo nel 533...è vero che l'ultima enclave dell'impero romano si ha col regno di siagrio e che all'epoca nn si aveva ancora la percezione della caduta dell'impero visto che i bizantini al comando di belisario e sotto giustiniano stavano riconquistando porzioni di territori perdute precedentemente e quindi possiamo supporre che anche in gallia e altre parti dell'impero si aggirarassero residui delle vecchie legioni...
crediamo che la secunda britannica abbia continuato ad essere formata sempre da soldati di origine bretone vista l'alleanza tra franchi,britanni e bretoni dell'armorica....
si suppone che la l.s.b.sia una derivazione della legio secunda augusta di stanza in britannia...noi invece pensiamo che sia una unità militare creata in britannia nel quarto secolo e formata da effettivi reclutati appunto nella regione della secunda britannia...
quale delle due verisioni sarà giusta?
mi potreste aiutare a trovare altre informaziioni su questa legione?
valete omnes

#2013 Da: domenico.carro@...
Data: Mar 12 Giu 2012 8:56 am
Oggetto: Fwd: programma ciclo conferenze estive al Museo del Mare
romaeterna
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-------- Messaggio originale --------
Oggetto: programma ciclo conferenze estive al Museo del Mare
Data: Tue, 12 Jun 2012 09:04:18 +0200
Mittente: Flavio Enei <muspyrgi@...>
A: <Undisclosed-Recipient:;>


Cari Amici,
anche quest’anno inizierà il 30 giugno il ciclo di conferenze estive “Cose, Uomini e Paesaggi del Mondo Antico”, giunto ormai alla sua undicesima edizione.
Un programma di divulgazione scientifica di buon livello che contribuisce ad avvicinare i cittadini al mondo della ricerca storico-archeologica e al nostro patrimonio culturale.
Vi invio con un certo anticipo il programma chiedendovi di aiutarci a diffonderlo.
Le conferenze si svolgono come sempre all’aperto nella suggestiva cornice del Castello di Santa Severa con accesso libero.
Grazie per l’attenzione e per l’aiuto, venite se avete tempo e vi interessano i temi, sarà un piacere incontrarci!.
Cari Saluti a tutti da Pyrgi
Flavio Enei




#2014 Da: domenico.carro@...
Data: Mar 12 Giu 2012 11:18 am
Oggetto: Re: legioni tardo imperiali
romaeterna
Invia email Invia email
 
cfr. sandrovisci@... 11/06/2012 20.37:
... dalla notizia dignitatum abbiamo ricavato il simbolo identificativo dello scudo...dal de bello gothico di claudio claudiano abbiamo scoperto che faceva parte dei contingenti militari richiamati sul continente dalla britannia per combattere contro i goti...agli ordini di flavio stilicone contribuì alla vittoria nella battaglia di pollenzo nel 402...su un testo francese intitolato la vie de san dalmas viene citata una secunda britannica che combatteva i gallia con le insegne imperiali...siamo nel 533..

Per capire meglio quali siano i dati certi relativi a quel periodo così buio occorrerebbe verificare da quali fonti antiche sono state tratte le notizie riferite dal testo francese sulla vita di San Dalmazio (vescovo di Rodez).
Se quel testo non cita le fonti, si dovrebbe cercare nella "Storia dei Franchi", di Gregorio di Tours, che è pressoché l'unica fonte storiografica per quel periodo. Una ricerca veloce potrebbe essere effettuata sul testo html in latino:
http://www.thelatinlibrary.com/gregorytours.html

In ogni caso il regno "romano" di Siagrio durò soltanto fino al 486, venendo poi spazzato via dal nuovo re dei Franchi, Clodoveo. Quindi l'eventuale sopravvivenza di una legione romana nel VI sec. non potrebbe essere riferita alla resistenza romana di Siagrio. Per contro, non si può escludere che una temporanea conservazione del nome di una legione romana possa essere avvenuta proprio sotto Clodoveo che, come tutti i re barbarici di origine germanica, cercarono una propria legittimazione "romana" presso l'imperatore d'Oriente. Sappiamo infatti da Gregorio di Tours che, nel 510, egli fu nominato "Console romano":
    «Clodoveo, poi, ricevette dall’imperatore Anastasio i codicilli del consolato e, indossata nella basilica del beato Martino la tunica di porpora e la clamide, si pose in capo il diadema. Salito, quindi, a cavallo, sparse di sua mano alla folla presente oro e argento. ... Egli distribuì con grande generosità e da quel giorno fu chiamato console o augusto. Uscito poi da Tours, si recò a Parigi e vi stabilì la sede del regno»

Per quanto concerne le denominazioni delle legioni, non ho sufficienti elementi per esprimere un parere.

Cordialmente,

Domenico Carro

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#2015 Da: "sandrovisci@..." <sandrovisci@...>
Data: Mar 12 Giu 2012 6:06 pm
Oggetto: R: Re: legioni tardo imperiali
sandrovisci@...
Invia email Invia email
 
grazie della veloce risposta...e complimenti.
credo che nelle storie dei franchi inerenti al sesto secolo potremo trovare qualche riferimento in più circa i contingenti militari dell'epoca.
comunque crediamo che dei romano britanni siamo emigrati nel continente dirigendosi verso il regno di siagrio...caduto quest'ultimo i romano britanni si spostarono verso la bretagna dove erano giunti nel frattempo ne erano giunti altri che sotto le continue invasioni di scoti,angli e sassoni preferirono stabilirsi in territori relativamente tranquilli,cristianizzati anche se in parte e più vicino ai territori dei franchi con i quali stabilirono poi alleanze...
comunque sono fonti raccolte qua e la anche xchè trattano di argomenti particolari che comunque nn sono neanche mai stati trattati dagli storici dell'epoca...comunque sia ci affascina sapere come si evolsero le vecchie legioni tardo imperiali d'occidente...ci si perde proprio nelle nebbie del passato...
cordiali saluti e complimenti per il suo lavoro

#2016 Da: "Associazione Pomerium \(Yahoo!\)" <associazionepomerium@...>
Data: Gio 14 Giu 2012 12:58 pm
Oggetto: Giovedi 21 giugno: passeggiata tra le leggende del Velabro.
associazione...
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Descrizione: Descrizione: Descrizione: Associazione Pomerium

L'Associazione culturale Pomerium  è lieta di invitarvi giovedì 21 giugno ad una passeggiata serale in nostra compagnia per le vie adiacenti alla zona del Velabro e del foro Boario.

Descrizione: Descrizione: File:Ripa - arco di Giano e san Giorgio al Velabro 1010863.JPG

Il Velabro (in latino Velabrum) era un'area pianeggiante dell'antica città di Roma, situata tra il fiume Tevere e il Foro Romano, tra i colli del Campidoglio e del Palatino. I limiti dell'area non sono precisamente indicati: era contigua al Foro Boario e al vicus Tuscus, la via che partendo dal Foro Romano costeggiava le pendici del Palatino verso il Circo Massimo. La passeggiata serale è organizzata dagli amici dell’associazione Archiemede: “Passeggiando lungo la palude del Velabro incontreremo Ercole diretto con i suoi buoi verso l'Aventino, Tarquinio intento a costruire la Cloaca Massima, Augusto occupato a innalzare il suo teatro. Vedremo i pellegrini diretti alla diaconia di S. Giorgio al Velabro in cerca di assistenza, il dio Portunus che veglia sui commercianti dell’antico portus tiberinus.â€

(informazioni da Wikipedia e http://www.archimedecultura.it/)

L'appuntamento è per le ore  19.45 in Via dei Cerchi angolo Via del Velabro (Piazza Bocca della Verità).

Si prega di avvertire preventivamente della propria partecipazione info@... o al 342.1437822. Il costo della visita guidata è di 10 € comprensivo dell’auricolare.

Vi aspettiamo!

Info:www.pomerium.org 

e-mail:  info@... 


#2017 Da: domenico.carro@...
Data: Ven 15 Giu 2012 9:45 am
Oggetto: Fwd: 18 giugno - giornata inaugurale Ediarché
romaeterna
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-------- Messaggio originale --------
Oggetto: I: programma 18 giugno - giornata inaugurale Ediarché
Data: Thu, 14 Jun 2012 19:55:37 +0200


 Con preghiera di diffusione…

Grazie


La S.V.

è invitata alla giornata inaugurale della

III edizione di Ediarché

il Salone dell’Editoria Archeologica di Roma


Lunedì 18 giugno 2012, a partire dalle ore 10.00

Campidoglio – Sala della Promoteca

 

con l’adesione del Presidente della Repubblica



L’iniziativa gode dei patrocini del MiBAC-Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del MAE-Ministero Affari Esteri, di Roma Capitale-Assessorato alle Politiche Culturali

dell’AIAC-Associazione Internazionale di Archeologia Classica, della SAIA-Scuola Archeologica Italiana di Atene

 


Programma

L’evento si svilupperà durante l’arco della giornata intorno a tre temi principali:

“L’Archeologia degli stranieri a Roma”, “Eco di sapori dall’antichità”  e  “Vivere l’archeologia e vivere d’archeologia a Roma - Impressioni, percezioni, opinioni di archeologi e cittadini nella ‘vera terra dei barbari’’, che vedranno l’intervento e la partecipazione di esperti, studiosi, tecnici e rappresentanti di associazioni dediti alla cura e alla salvaguardia del patrimonio archeologico nazionale.

 

Mattina - L’Archeologia degli stranieri a Roma

 

Ore 10:00 -  Conferenza stampa

Ore 10:15 Saluti istituzionali

Introduce Dario Nanni, Consigliere Comunale - Commissione Cultura di Roma Capitale

Dino Gasperini, Assessore alle Politiche Culturali del Centro Storico di Roma Capitale

Angelo Maria Ardovino, Direzione Generale per le Antichità

Ettore Janulardo, Ministero degli Affari Esteri

Elizabeth Fentress, Presidente dell’AIAC-Associazione Internazionale di Archeologia Classica

Alfonsina Russo, Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale

Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale

Massimo Rossi, Comandante del Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico della Guardia di Finanza

 

Ore 11:00 - Introduzione al programma culturale della III edizione del Salone dell’Editoria Archeologica di Roma

a cura di Simona Sanchirico, Direttore di Ediarché-Editoria per l’Archeologia. Interviene Laura Pasquali, editore e presidente di Ediarché Srl

 

Ore 11:15 - Presentazione del “3° Seminario di Archeologia Virtuale: Comunicare in digitale”
a cura di Simone Gianolio, “Sapienza” - Università di Roma

 

Ore 11:30 - Presentazione del convegno “Contestualizzare la prima colonizzazione: Archeologia, fonti, cronologia e modelli interpretativi fra l'Italia e il Mediterraneo”  

a cura di Valentino Nizzo, Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna

 

Ore 11:45  - “L’Archeologia degli stranieri a Roma incontro a cura di Simona Sanchirico, Direttore di Ediarché – Editoria per l’Archeologia per Forma Urbis, mensile archeologico

Interventi
Gert-Jan Burgers, Direttore archeologo del KNIR - Reale Istituto Neerlandese a Roma
Charles Bossu, Responsabile dell’attività culturale dell’Academia Belgica
Christopher Smith, Direttore della British School at Rome
Stéphane Bourdin, Direttore degli studi per l’Antichità dell’École française de Rome

 

Ore 12:45 - Maria Letizia Arancio, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. La Biblioteca della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale: storia e prospettive

 

Ore 13:00 - Presentazione della mostra fotografica “Boni e il Genio. La nascita della fotografia aerea archeologica

 

Interventi

Mariarosaria Barbera, Soprintendente SSBAR-Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma

Giuseppe Ceraudo, Università del Salento

Laura Castrianni, Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria
Elisa Cella, “Sapienza” -  Università di Roma
Patrizia Fortini
, Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma

 

Ore 13:15 – “Da EdiArché a RomArché. Il nuovo progetto”  a cura di Francesco Pignataro, direzione Dià Cultura

 

Pomeriggio – Eco di sapori dall’antichità

 

Ore 13:30 – “Eco di sapori dall’antichità”,  rassegna enogastronomica con degustazione a cura del Gruppo Storico Romano e con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali

Durante la degustazione sarà distribuita gratuitamente la monografia tascabile del mensile archeologico Forma Urbis “Eco di Sapori dall’Antichità” a cura di Simona Sanchirico

  

Per “Eco di sapori dall’antichità” si prega gentilmente di confermare la propria presenza a:

Ufficio stampa Ediarché e-mail: ediarche.press@...

mobile: 347 6745653 / 333 5864871

 

Sera -  Vivere l’archeologia e vivere d’archeologia a Roma: Impressioni, percezioni, opinioni di archeologi e cittadini nella “vera terra dei barbari

 

Ore 15:30 - Tavola rotonda a cura di Dario Nanni (Consigliere Comunale - Commissione Cultura di Roma Capitale) e Simona Sanchirico (Direttore di Ediarché-Editoria per l’Archeologia), modera Leonardo Guarnieri (divulgatore scientifico PierreciCodess)


Temi

 

Corcolle-Villa Adriana, le problematiche tra presente e futuro ” . Intervengono l’On.le Dario Nanni e il principe Urbano Barberini

 

“La Cloaca Maxima. Dalla Suburra al Foro Romano. Nuove indagini”. Interviene Elisabetta Bianchi, funzionario archeologo della Sovraintendenza di Roma Capitale

 

Metro C: scavi urbani e ritrovamenti archeologici. Limite o opportunità per i Romani?

 

Writers nei Colli Albani. Il vandalismo come sintomo di degrado culturale”. Intervengono Claudio Fiorani, Assessore all’Ambiente del Comune di Albano, Giuseppina Ghini,  funzionario archeologo della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio e Silvia Aglietti, collaboratore della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio

 

Al dibattito prenderanno parte i rappresentanti di alcuni Comitati di Quartiere di Roma e i rappresentanti di alcune associazioni archeologiche nazionali:

ANA-Associazione Nazionale Archeologi. Interviene Paola Mazzei, componente della sezione Lazio dell’Associazione Nazionale Archeologi

CIA-Confederazione Italiana Archeologi. Interviene  Marco Arizza, presidente della Confederazione Italiana Archeologi - sede Lazio

 

 

Ore 18:00 - Presentazione del progetto Antropologia e Archeologia a confronto: idee e prospettive future  in occasione della pubblicazione degli Atti del secondo convegno Rappresentazioni e pratiche del sacro tenutosi presso il Museo Nazionale Preistorico Etnografico ‘L. Pigorini’ nel 2011 nell’ambito della II edizione del Salone dell’Editoria Archeologica di Roma.

 

Interventi

Dario Nanni Consigliere Comunale - Commissione Cultura di Roma Capitale

Leonardo Guarnieri divulgatore scientifico PierreciCodess

Valentino Nizzo direttore della collana e curatore del progetto scientifico

 

 

 

 

 

 

 





#2018 Da: domenico.carro@...
Data: Gio 21 Giu 2012 5:20 pm
Oggetto: Fwd: Biblioarché - 22 giugno Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia - dalle 10.30
romaeterna
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-------- Messaggio originale --------
Oggetto:  Biblioarché - 22 giugno Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia -
dalle 10.30
Data:  Thu, 21 Jun 2012 17:33:42 +0200
Mittente:  Ediarché Ufficio Stampa <ediarche.press@...>
A:  undisclosed-recipients:;

////

__ __


*Ediarché *
in collaborazione con *Arbor Sapientiae* e *Espera Libreria Archeologica
*
Vi invita alla presentazione dei libri di Biblioarché
nell'ambito del III Salone dell'Editoria Archeologica

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia____

Sala della Fortuna
22 giugno 2012   ore 10.30 - 18.30____

__ __

I nostri amici “lettori†potranno visitare il Museo gratuitamente muniti del
nostro badge di riferimento Biblioarché____

*Programma:*

*Ore 10.30*

Luigi Taborelli, "Sull'intrumentum domesticum. Uno sguardo originale alla genesi
degli studi" (collana I Quantobasta della Libreria Archeologica, 3) Espera,
2012____

Presenta: Cinzia Vismara (Università degli Studi di Cassino)____

*Ore 11.15
*

**Proiezione di "Vaso François. Il mito dipinto", a cura di Techvision sistemi
multimediali, per conto della Soprintendenza Archeologica della Toscana

Presenta: Franco Viviani


____

* Ore 12.00*

Progetto Nova Bibliotheca Pompeiana - NBP Project, a cura di Arbor
Sapientiae____

Presenta: Laurentino Garcia y Garcia____

__ __

*Ore 16.00*

"Fare Rete in archeologia: come un sistema open source diventa uno strumento per
lavorare e collaborare†a cura della CIA-Confederazione Italiana Archeologi
____

Presentano: Tommaso Magliaro e Alessandro Pintucci____

**

*Ore 17.00*

Luciano Albanese e Pietro Mander con la collaborazione di Massimiliano Nuzzolo,
“La Teurgia nel mondo antico. Mesopotamia, Egitto, Oracoli Caldaici, Misteri
Egiziani", edito da ECIG. ____

Presentano: Luciano Albanese e Massimiliano Nuzzolo____

*Ore 17.30*

Tommaso Bertoldi, "Guida alle anfore romane di età imperiale", Espera 2012 ____

Presenta: Gianfranco De Rossi____

**

*Ore 18.15*

Giuseppe Infranca, "L'architettura della Piramide di Khufu (Cheope), Edizioni
ISAD 2012 ____

Presenta: Giuseppe Infranca____

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*Ingresso gratuito alla manifestazione e al Museo____*
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347 6745653/ 333 5864871

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