Francesco oggi ha trattato e commentato in trasmissione radio anche quest' articolo.
La trasmissione sarà presente poco dopo le 23 in sezione documenti di http://it.groups.yahoo.com/group/paganesimo/
Ricordo che Radio Gamma5 è ascoltabile in gran parte del Veneto e che Francesco e Claudio hanno 2 ore e mezza ogni giovedì.
Ricordo che Radio Gamma5 è ascoltabile in gran parte del Veneto e che Francesco e Claudio hanno 2 ore e mezza ogni giovedì.
ciao da Franco
http://www.cercounbimbo.net/index.php?pid=132
1 agosto 2004
Fonte: Il Sole 24 Ore
Procreazione assistita: un regolamento col burka, di Gilberto Corbellini
Mentre i politologi italiani discettano di bipolarismo perfetto o di
alchimie costituzionali, e gli intellettuali continuano a non avere niente
da dire, salvo spaventarsi e protestare per timore di perdere privilegi e
spazi accademici di manovra, governo e Parlamento smantellano allegramente i
presupposti stessi della convivenza civile. Che poi sono la tolleranza e il
rispetto della verità.
Come altrimenti leggere, se non come l'ennesimo attacco alla concezione
laica e liberale dello Stato, l'entrata in vigore definitiva, con
l'approvazione del regolamento, della legge 40/2004 sulla procreazione
assistita. Una legge integralista e punitiva nei riguardi dei cittadini
italiani che desiderano solo far nascere dei bambini, possibilmente in
salute; che aumenterà i disagi, le sofferenze e i rischi per chi, non avendo
sufficiente denaro per andare all'estero, cercherà di superare nel proprio
Paese le difficoltà a procreare.
Comunque, non si riesce a crederci! Ed è evidente che il ministro della
salute Sirchia parla a vanvera, e non conta niente. Come si era peraltro già
capito con il caso Luzzatto. Di fronte alla sentenza del maggio scorso,
quando il giudice Felice Lima di Catania impedì la diagnosi preimpianto
degli embrioni di due coniugi portatori sani di talassemia obbligando il
loro impianto in utero, malati o non malati, il ministro aveva fatto capire
che il regolamento doveva migliorare la legge. Almeno per quanto riguardava
la possibilità da parte della donna di revoca del consenso all'impianto
quando vi fossero problemi di salute per lei e il nascituro. E così
garantivano anche i deputati della Margherita, l'on. Rosy Bindi in testa,
che dicevano di aver avuto, in cambio del voto, la promessa che l'articolo
in questione sarebbe stato cambiato.
Invece non è stata migliorata, ma sono stati ribaditi tutti i concetti
illiberali e pericolosi della legge 40/2004. Detta anche da "Le Monde" una
"legge burka", per i connotati di puro fanatismo etico-religioso che
incarna. Gli stessi lavori della Commissione insediata nel marzo scorso dal
ministro, e zeppa non tanto di tecnici quanto di esponenti fra i più
intransigenti e fidati della bioetica e della medicina cattolica, sono stati
a quanto pare una farsa. Il presidente del Consiglio superiore di sanità si
è dimesso per protesta e lo stesso ha fatto il relatore. Entrambi
dichiarando che queste linee guida sono state fatte da dei dilettanti che
miravano soltanto a dare un'interpretazione ancora più faziosa della legge.
Il regolamento quindi conferma l'assurda equiparazione della diagnosi
preimpianto a una pratica eugenica; un'insensatezza storico-concettuale
frutto di malafede e ignoranza. Ma come stupirsi se gli argomenti addotti
per fare questa legge hanno la stessa logica delle tesi sostenute
dall'Inquisizione medievale. Infatti, si afferma falsamente che la diagnosi
preimpianto non è affidabile ma solo sperimentale, e si consente solo
l'osservazione al microscopio dell'embrione - che naturalmente non rende
possibile rilevare alcuna anomalia genetica - in modo da privare i genitori
di qualsiasi informazione per potere decidere in modo informato.
Anche questo non stupisce. Diversi bioeticisti cattolici vanno predicando
negli ultimi anni che è assurdo che i pazienti siano informati e possano
decidere autonomamente, loro e non il medico, di ciò che li riguarda a
livello di salute e malattie. E da qui in avanti ne vedremo delle belle.
Al di là dei contenuti specifici, i quesiti referendari proposti per
abrogare parzialmente o integralmente la legge 40 del 19 febbraio 2004
rappresentano a questo punto l'ultima possibilità per i cittadini italiani.
Un'occasione per ricordare alla classe politica di questo Paese che il
paternalismo moralistico storicamente ha prodotto solo sofferenze a persone
concrete, nel nome di idee astratte o entità fittizie. I rappresentanti
della Chiesa dovrebbero ricordarselo, qui e ora, invece di continuare a
chiedere scusa per i crimini commessi nei secoli passati, quando hanno
cercato di contrastare il progresso delle conoscenze e lo sviluppo delle
libertà civili. E chi dice di essere liberale dovrebbe essere consapevole
che nessuna credenza personale o convenienza politica può giustificare il
divieto a dei cittadini meno fortunati di migliorare il proprio benessere
senza fare del male a nessuno. Alle coppie che desiderano far nascere un
bambino, ai bambini che potrebbero nascere in migliore salute da un
desiderio e da un amore che non sono innaturali, ai malati che potrebbero
vedere alleviate le loro sofferenze dalle ricadute di ricerche che non
danneggiano nessun'altra persona, e che per questa assurda legge da ora in
poi, in Italia, non saranno più possibili.
---------------
Quest' articolo ed altro, Francesco scanagatta ha trattato e commentato da
Radio Gamma5 (Fm 94 00 nel Veneto ) oggi 12 agosto. Chi fosse interessato
ad ascoltare la trasmissione la può trovare in sezione documenti di
http://it.groups.yahoo.com/group/paganesimo/
Ciao
Franco Santin
1 agosto 2004
Fonte: Il Sole 24 Ore
Procreazione assistita: un regolamento col burka, di Gilberto Corbellini
Mentre i politologi italiani discettano di bipolarismo perfetto o di
alchimie costituzionali, e gli intellettuali continuano a non avere niente
da dire, salvo spaventarsi e protestare per timore di perdere privilegi e
spazi accademici di manovra, governo e Parlamento smantellano allegramente i
presupposti stessi della convivenza civile. Che poi sono la tolleranza e il
rispetto della verità.
Come altrimenti leggere, se non come l'ennesimo attacco alla concezione
laica e liberale dello Stato, l'entrata in vigore definitiva, con
l'approvazione del regolamento, della legge 40/2004 sulla procreazione
assistita. Una legge integralista e punitiva nei riguardi dei cittadini
italiani che desiderano solo far nascere dei bambini, possibilmente in
salute; che aumenterà i disagi, le sofferenze e i rischi per chi, non avendo
sufficiente denaro per andare all'estero, cercherà di superare nel proprio
Paese le difficoltà a procreare.
Comunque, non si riesce a crederci! Ed è evidente che il ministro della
salute Sirchia parla a vanvera, e non conta niente. Come si era peraltro già
capito con il caso Luzzatto. Di fronte alla sentenza del maggio scorso,
quando il giudice Felice Lima di Catania impedì la diagnosi preimpianto
degli embrioni di due coniugi portatori sani di talassemia obbligando il
loro impianto in utero, malati o non malati, il ministro aveva fatto capire
che il regolamento doveva migliorare la legge. Almeno per quanto riguardava
la possibilità da parte della donna di revoca del consenso all'impianto
quando vi fossero problemi di salute per lei e il nascituro. E così
garantivano anche i deputati della Margherita, l'on. Rosy Bindi in testa,
che dicevano di aver avuto, in cambio del voto, la promessa che l'articolo
in questione sarebbe stato cambiato.
Invece non è stata migliorata, ma sono stati ribaditi tutti i concetti
illiberali e pericolosi della legge 40/2004. Detta anche da "Le Monde" una
"legge burka", per i connotati di puro fanatismo etico-religioso che
incarna. Gli stessi lavori della Commissione insediata nel marzo scorso dal
ministro, e zeppa non tanto di tecnici quanto di esponenti fra i più
intransigenti e fidati della bioetica e della medicina cattolica, sono stati
a quanto pare una farsa. Il presidente del Consiglio superiore di sanità si
è dimesso per protesta e lo stesso ha fatto il relatore. Entrambi
dichiarando che queste linee guida sono state fatte da dei dilettanti che
miravano soltanto a dare un'interpretazione ancora più faziosa della legge.
Il regolamento quindi conferma l'assurda equiparazione della diagnosi
preimpianto a una pratica eugenica; un'insensatezza storico-concettuale
frutto di malafede e ignoranza. Ma come stupirsi se gli argomenti addotti
per fare questa legge hanno la stessa logica delle tesi sostenute
dall'Inquisizione medievale. Infatti, si afferma falsamente che la diagnosi
preimpianto non è affidabile ma solo sperimentale, e si consente solo
l'osservazione al microscopio dell'embrione - che naturalmente non rende
possibile rilevare alcuna anomalia genetica - in modo da privare i genitori
di qualsiasi informazione per potere decidere in modo informato.
Anche questo non stupisce. Diversi bioeticisti cattolici vanno predicando
negli ultimi anni che è assurdo che i pazienti siano informati e possano
decidere autonomamente, loro e non il medico, di ciò che li riguarda a
livello di salute e malattie. E da qui in avanti ne vedremo delle belle.
Al di là dei contenuti specifici, i quesiti referendari proposti per
abrogare parzialmente o integralmente la legge 40 del 19 febbraio 2004
rappresentano a questo punto l'ultima possibilità per i cittadini italiani.
Un'occasione per ricordare alla classe politica di questo Paese che il
paternalismo moralistico storicamente ha prodotto solo sofferenze a persone
concrete, nel nome di idee astratte o entità fittizie. I rappresentanti
della Chiesa dovrebbero ricordarselo, qui e ora, invece di continuare a
chiedere scusa per i crimini commessi nei secoli passati, quando hanno
cercato di contrastare il progresso delle conoscenze e lo sviluppo delle
libertà civili. E chi dice di essere liberale dovrebbe essere consapevole
che nessuna credenza personale o convenienza politica può giustificare il
divieto a dei cittadini meno fortunati di migliorare il proprio benessere
senza fare del male a nessuno. Alle coppie che desiderano far nascere un
bambino, ai bambini che potrebbero nascere in migliore salute da un
desiderio e da un amore che non sono innaturali, ai malati che potrebbero
vedere alleviate le loro sofferenze dalle ricadute di ricerche che non
danneggiano nessun'altra persona, e che per questa assurda legge da ora in
poi, in Italia, non saranno più possibili.
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Quest' articolo ed altro, Francesco scanagatta ha trattato e commentato da
Radio Gamma5 (Fm 94 00 nel Veneto ) oggi 12 agosto. Chi fosse interessato
ad ascoltare la trasmissione la può trovare in sezione documenti di
http://it.groups.yahoo.com/group/paganesimo/
Ciao
Franco Santin