Dal libro "I dialetti d'Italia" Pan editrice 1981
"Il dialetto affonda nelle origini piu' remote , le origini dei miti, delle leggende,
degli archetipi, quando si trattava di dare una lingua all'esperienza del mondo,
ci riconducevano al valore della tradizione intesa nel senso piu' vivo,
cioè a quella stratificazione di tramandi culturali che fanno di noi le persone che oggi siamo;
è la chiave di volta che ci aiuta non di rado a capire da dove veniamo e quindi a darci un orientamento
verso dove stiamo andando o vogliamo andare.
Il dialetto non è solo un patrimonio lessicale prestabilito, inalterabile;
il dialetto è una qualità, è la capacità dell'uomo di scandire il proprio rapporto con la realtà
in accensioni metaforiche, in elaborazioni immaginifiche di grande intensità ed esattezza."
FEDERICO FELLINI
"La lingua la crea il popolo e il popolo si esprime in quella lingua che ha il raggio di azione
limitata ( perchè limitata è la sfera d'azione del singolo) e che chiamiamo dialetto,
quasi gli mancasse la dignità di lingua.
Il dialetto conserva così tutte le espressioni autoctone, originarie, legate al sapore dell'invenzione fresca"
GIORGIO STREHLER
"Non ci puo' essere cultura senza la conoscenza e lo studio della lingua. E non vi puo' essere
studio della lingua che non tenga conto dei dialetti, i quali concorrono tutti a formare quel linguaggio
che di volta in volta si istituzionalizza nelle opere letterarie.
Non si tratta quindi di rinnovare lo studio dei dialetti per andare verso una nuova cultura,
ma di continuare in uno studio che non si puo' omettere.
PIERO CHIARA
"I dialetti hanno ancora molto da dare alla lingua italiana; il contributo è incessante.
Inoltre spesso si scambia per dialetto quello che è il modo di dire locale,
sicchè certe varianti, quando sono conosciute, non permettono di parlare di errore"
ITALO ZINGARELLI
"Ritengo importante il dialetto nella cultura contemporanea perchè effettivamente
rimane ancora l'unico linguaggio vivo in molti strati della popolazione
che, per fortuna, non è stata, fino adesso, livellata dalla lingua dell'informazione di massa.
Credo anche che il dialetto potrebbe caratterizzare una nuova cultura"
MARIO RIGONI STERN
"Il dialetto è la base, la caverna natale, il ventre partoriente di ogni lingua.
Come fa, dunque, una lingua ad illudersi di dimenticare i dialetti?
GIOVANNI TESTORI