http://www.ladige.it/articoloHtml.asp?IDNotizia=403745
Donna bruciata viva dal figlio
«Ti libero dal diavolo». In preda a delirio l´ha bastonata e le ha dato fuoco
Orrore
Tragedia della
follia a Tombolo
nel Padovano. L´uomo, fervente cattolico, da anni era in cura presso
uno psichiatra
PADOVA - Sarà la perizia psichiatrica decisa dal sostituto procuratore di Padova
Renza Cescon a stabilire da quale patologia sia affetto l´uomo che ieri,
credendola posseduta dal demonio, ha bastonato e bruciato la propria madre,
Luciana Scotto, 60 anni, nella loro casa di Tombolo, paese del Padovano di circa
seimila abitanti famoso per il commercio della carne. La donna è deceduta nel
reparto rianimazione dell´ospedale di Padova, dove era stata ricoverata, con il
90% del corpo ustionato. A provocarne la morte, però, sono state le bastonate,
sferrate con un appendiabiti dal figlio, Marco Sciorlin, 32 anni, che le hanno
sfondato la faccia e la fronte. Questo prima di cospargerla di alcol, di darle
fuoco, di aprire il gas per far saltare in aria la casa e di scappare via: una
strage evitata soltanto dall´immediato intervento dei vicini che hanno sfondato
la porta e hanno chiuso in tempo il rubinetto del gas, richiamati da una scena
alla Dario Argento sul terrazzo.
I vicini di casa: «Sembrava
un ragazzo tranquillo»
Cattolicissimo, fin dalla prima adolescenza affetto da turbe psichiatriche non
ancora inquadrate in una patologia definita, l´uomo era seguito da uno
psichiatra dell´Uls 15. Il medico, Aldo Gatto, ieri ha consegnato al magistrato
una relazione sul proprio paziente, nella quale afferma l´imprevedibilità del
raptus, il percorso terapeutico seguito, tracciando una breve storia dell´uomo,
ricoverato l´ultima volta in ospedale per una crisi nel 1998. Nulla però che
motivasse un ricovero successivo. Ma ieri, il violento stato di agitazione del
fermato, che urlava frasi sconnesse ai carabinieri di Cittadella che lo hanno
individuato e fermato dopo una caccia durata tutta la notte, non collimava con
la relazione consegnata dall´autorità sanitaria. Valutazioni che ora sono anche
all´esame della magistratura. Tutto questo in una regione, il Veneto, che
figurta al quarto posto in Italia per centri diurni di assistenza psichiatrica.
Anche per molti dei vicini di casa, comunque, Marco era un ragazzo tranquillo:
il «demonio», se c´era anche prima, era rimasto ben nascosto. Ma il trentenne di
Tombolo il demonio afferma di averlo visto disegnato sul volto della madre. Non
aveva altra scelta: ucciderla per purificarla.
«In questo comune - ha dichiarato il sindaco di Tombolo, Franco Zorzo, eletto
due mesi fa - la cosa che posso dire e che ormai si sta susseguendo sempre con
maggior frequenza sono episodi di disagio sociale, tra cui suicidi anche tra i
giovani, qualcuno anche con impiego del fuoco o con modalità assimilabili al
fuoco».
A prescindere dalla prassi criminale di rendere irriconoscibili i corpi,
destinata ai marginali della prostituzione e dello spaccio di stupefacenti,
questo era il linguaggio parlato dai due veronesi della formazione neonazista
«Ludwig», che nella prima metà degli anni ottanta colpiva barboni ed emarginati.
Nel 2000, invece, un tranquillo cittadino del Vicentino cerca di eliminare così,
dopo aver tentato di violentarla, una quindicenne, sopravvissuta con quel che
resta del suo corpo. E´ prettamente veneta, inoltre, la contaminazione
folclorica che appiattisce le antiche ritualità del falò di fine anno,
dell´Epifania e del Carnevale nel rito collettivo del «Bruciare la Vecchia»,
diffuso, nel Veneto, in città come in campagna, con manichini spesso addobbati
con un pizzico di misoginia parrocchiale, senza molta attenzione filologica: una
delle espressioni di un Veneto un tempo tanto bianco ed oggi spesso nero, dove,
quasi per reazione, si moltiplicano gli indizi del satanismo nostrano. E le
reazioni paranoidali all´incedere della bestia, come l´omicidio di Tombolo, che
ha un´altra caratteristica in comune con la serie di atti estremi di violenza
consumati ultimamente nel Veneto, come quello dell´ex-operaio che poco tempo fa
ha tentato di ammazzare tutta la famiglia: anche Marco ha perduto il lavoro una
settimana fa, e, nel ricco Nordest, si sa, il lavoro è tutto.
Anche il ricco Nordest non
è esente dal disagio sociale
«C´è la politica del fare soldi subito, in fretta e tanti, c´è il miraggio delle
auto di lusso, dei facili guadagni - ha commentato il sindaco di Tombolo - una
tendenza distruttiva che sta prendendo piede fortemente anche nei piccoli paesi,
dove invece fino a poco tempo fa si poteva ancora respirare un´aria di
fratellanza ed amicizia. Questo episodio colpisce fortemente la nostra comunità
e non deve essere in alcun modo un sollievo - ha aggiunto - il fatto che il
giovane in questione non fosse in cura o assistito dalla parte sociale del
comune. Non era sotto il nostro controllo, ma come amministrazione diventa un
motivo di maggior preoccupazione». Per il sindaco «è necessaria una maggiore
sensibilizzazione della comunità e della cittadinanza, è necessario comunicare e
aiutare gli enti competenti nel venire a conoscenza di situazioni di forte
disagio o di malessere sociale». «In questo senso c´è il massimo impegno da
parte nostra a sensibilizzare la cittadinanza affinchè informi e comunichi,
anche anonimamente se lo desidera, i segnali di situazioni di degrado sociale di
questo tipo».