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Archeologia: Germania: ricostruito osservatorio solare
7000 anni fa
Webzine: BERLINO - Il più vecchio osservatorio solare
del mondo, ricostruito esattamente come era in
origine, è stato inaugurato questa sera a Goseck
(Germania orientale), con una cerimonia in coincidenza
fino al secondo con il solstizio d'inverno, il giorno
in cui il Sole tocca il punto più basso
sull'orizzonte.
La ricostruzione è costata in totale 100'000 euro,
secondo i dati resi noti oggi dal ministero regionale
dell'Economia.
I tedeschi e le altre popolazioni dell'Europa
centrale, noti "adoratori del sole", non solo sulla
costiera romagnola o nelle altre località di
villeggiatura marina dei giorni nostri, già cinquemila
anni prima di Cristo costruivano osservatori solari
dei quali sono rimaste tracce in almeno duecento
località conosciute, sparse tra Ungheria, Slovacchia,
Moravia, Bassa Austria e Germania centromeridionale,
tutte zone dove abitarono popolazioni celtiche.
L'impianto di Goseck, vecchio di settemila anni -
simile a quello di Stonehenge, in Inghilterra
meridionale, realizzato invece in pietra a partire dal
2950 a.C - rappresenta una meraviglia della tecnica
del neolitico, e con grande gioia per astronomi e
archeologi è stato ricostruito esattamente nei luoghi
originali in sette mesi di lavoro con materiali e
tecniche usate dai primi contadini arrivati in
Mitteleuropa.
All'esterno di un cerchio di 51 metri di raggio, c'è
un fossato profondo 1,5 metri ed accanto ad esso un
vallo alto 1,5 m. All'interno sono stati scavati 1675
buchi per altrettanti tronchi di quercia di circa 20
cm di diametro, infilati per un metro nel terreno uno
accanto all'altro, a formare una palizzata alta 2,5 m.
I tronchi che delimitano le porte sono più alti di 50
cm. Poco sotto la punta i tronchi sono legati tra loro
con funi di canapa. E per impedire che il legno
infilato nel terreno marcisca troppo rapidamente, sono
stati trattati prima con il fuoco e poi con resine di
faggio.
La scoperta dei resti dell'osservatorio solare di
Goseck in Sassonia-Anhalt avvenne nel 1991, dopo la
riunificazione della Germania, durante un volo di
ricognizione archeologica aerea, di quelli proibiti
durante il comunismo nella DDR. Nel 2003 e 2004 il
sito fu scavato e tornarono così alla luce i resti
dell'osservatorio solare che in un'epoca ancora senza
calendari, serviva soprattuto a società
fondamentalmente contadine a stabilire il momento
della semina.
Nel terrapieno e nelle palizzate sono realizzate
alcune aperture, delle vere porte attraverso le quali
i raggi solari entrano con precisione solo all'alba
del primo giorno d'estate (21 giugno, solstizio
d'estate) ed al tramonto del 21 dicembre, quando
comincia l'inverno. Questi osservatori solari in
genere presentano quattro porte. Quello di Goseck è
invece uno dei rari monumenti che per motivi
sconosciuti hanno solo tre porte.
Ci sono poi due aperture minori nelle palizzate, che
secondo l'astro-archeologo Wolfhard Schlosser
responsabile per i lavori, segnano la direzione
dell'alba e del tramonto del 22 aprile, il giorno in
cui veniva celebrata la festa celtica di primavera
nota come Beltaine. Vicino alle palizzate sono state
trovate ossa di animali e di esseri umani (forse
sacrifici, forse sepolture cerimoniali) insieme con
frammenti di terracotta, datati scientificamente a
settemila anni fa.
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